REGIONE – Approvata la finanziaria, ma la maggioranza cade a pezzi

L’Ars ha approvato la finanziaria: 35 voti favorevoli e 24 contrari. “Abbiamo fatto un lavoro imponente consegnando alla Sicilia una legge di stabilità che affronta tante emergenze e risolve problematiche quali la stabilizzazione dei precari Asu – hanno detto i capigruppo di maggioranza a Palazzo dei Normanni, Tommaso Calderone, Eleonora Lo Curto, Totò Lentini, Antonio Catalfamo, Elvira Amata e Alessandro Aricò -. L’iter è stato farraginoso a tratti perché il ddl originario del governo conteneva solo 60 articoli che, nell’esame delle commissioni e dell’aula, sono lievitati a 135. Era evidente che su alcuni di questi si potessero registrare divergenze tra le forze parlamentari al punto di stralciarli o bocciarli”.

“Nel complesso – aggiungono – la legge di stabilità dà risposte significative a tante categorie che le attendevano, mette in sicurezza i bilanci degli Enti locali, dà copertura alle norme a favore dei disabili e chiude la fase della riscossione autonoma in Sicilia facendo transitare le funzioni all’Agenzia delle Entrate con la salvaguardia dei posti di lavoro per il personale della partecipata regionale”.

“Si conclude un lavoro, anche faticoso, assolto in presenza con tutti i rischi dell’attuale pandemia. Ai siciliani, a chi produce e a chi investe, abbiamo assicurato l’attenzione del parlamento anche con misure di ristoro che contiamo di implementare nel più breve tempo possibile. Ancora una volta la maggioranza che sostiene il governo Musumeci dimostra senso di responsabilità e civismo nell’interesse di tutti i corregionali”, hanno concluso.

Subito dopo il voto alla manovra finanziaria, Musumeci ha comunicato di essere disponibile al dibattito sullo scandalo dei presunti dati Covid taroccati. “Io non ho nulla da aggiungere rispetto alla comunicazione delle dimissioni dell’assessore Ruggero Razza, vi ascolto”, ha detto Musumeci.

“E’ lei che deve riferire, poi si fa il dibattito”, ha replicato il capogruppo Pd, Giuseppe Lupo, abbandonando il pulpito. A intervenire sono i deputati dei 5stelle: “Dimissioni”. Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha lasciato la presidenza dell’aula al suo vice, Roberto Di Mauro.

Ma la lunga giornata all’Ars è stata caratterizza da toni infuocati. Stamattina per due volte il governo è stato battuto con voto segreto nel corso dell’esame della Finanziaria e il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha sospeso la seduta.

“Ho sempre sostenuto che per le norme finanziarie non si dovrebbe utilizzare il voto segreto, così come succede in diversi parlamenti nel mondo. È evidente che in questo caso c’è un problema anche nella maggioranza – ha detto Miccichè -, non ha senso andare avanti per fare bocciare tutto. Parlerò con il governo e con i capigruppo per decidere cosa fare, forse è meglio fermarsi qui”.

“Quest’aula non risponde più al governo, parlo della maggioranza. Non siamo più in condizione di votare, è saltato il banco. Qualsiasi norma che metto al voto viene bocciata – ha detto Miccichè, rivolgendosi alla maggioranza in aula -. Ne dobbiamo prendere atto e dovremo interrogarci sul perché siamo arrivati a questo punto: se dipende dalla classe dirigente, dagli errori fatti. Sono il primo che si deve interrogare”.

Alle rimostranze di alcuni deputati di maggioranza, compresi alcuni di Forza Italia, che hanno insistito per votare alcune delle norme residue della manovra, Miccichè ha risposto: “Non mi possono permettere di fare bocciare tutto, tutto continuerà a essere bocciato nel pomeriggio com’è avvenuto stamattina, tutto sarà bocciato domani. Io ora metto in votazione le tabelle, che se vengono bocciate salta tutta la finanziaria. Io sto parlando alla maggioranza di quest’aula. Se dico che è meglio fermarci e non votare altro, mi dovete credere. Poi alla fine dell’aula parlerò con alcuni di voi”.

“Vi supplico, non aprite dibattiti. Votiamo questa finanziaria, sta diventando uno strazio: altrimenti sospendo e rinvio a domani”, ha concluso Miccichè rivolgendosi con tono duro ai tanti deputati di maggioranza che chiedevano di intervenire in aula.

“Norme bocciate della finanziaria? Ci sono ascari nella maggioranza”, ha commentato il governatore della Sicilia, Nello Musumeci.

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