Regione Siciliana, riforma delle Province verso il sì

La riforma delle Province ha superato ieri pomeriggio il primo vero scoglio. E si avvia così ad essere approvata fra giovedì e martedì prossimo, aprendo la strada che porterebbe alle elezioni l’8 e il 9 giugno insieme alle Europee. Anche se le insidie lungo il percorso sono tutt’altro che finite.

La vera incognita della giornata erano le pregiudiziali di incostituzionalità sollevate dal Pd e condivise perfino da pezzi della maggioranza. Il punto riguarda l’approvazione di una norma all’Ars che riporterà le Province al modello soppresso nel 2015 da Crocetta reintroducendo anche l’elezione diretta di presidenti e consiglieri. Il tutto però mentre è ancora in vigore nel resto d’Italia la legge Delrio che questo modello siciliano ha espressamente abrogato.

Secondo Antonello Cracolici (Pd) «tanto basta perché Roma impugni la legge siciliana. E a nulla valgono le rassicurazioni del ministro per gli Affari Regionali, Roberto Calderoli ». Sono preoccupazioni condivise dal principale alleato di Renato Schifani. Per Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d ‘Italia all’Ars, «i dubbi di costituzionalità ci sono. C’è il rischio di una impugnativa che tra l’altro arriverebbe a decreto di indizione dei comizi elettorali già pubblicato».

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