RIBERA – Sentenza blitz “Veleno”, la droga chiamata “amo da pesca”

In 115 pagine il Gup del Tribunale di Sciacca, Luisa Intini, ricostruisce, attraverso le motivazioni della sentenza, uno dei tronconi principali dell’incheista antidroga “Veleno”. E’ quello nel quale il Giudice ha inflitto pene, in abbreviato, mediamente più alte rispetto a quelle richieste del pm, Alessandro Moffa.

Secondo l’accusa avrebbero acquistato o comunque ricevuto hashish che non sarebbe stata destinata solo a uso personale. Frabcesco Tortorici, intercettato, riceve richieste di ami. E il giudice, nelle motivazioni, rileva che ” non può valere il rilievo della difesa secondo la quale il ricorso al termine 2ami” va inteso in senso letterale e sarebbe giustificato dalla circostanza che, all’epoca dei fatti, era iscritto alla Federazione Italiana di Pesca sportiva e attività subacquea”. Aggiunge:”Se cosi fosse stato non si comprenderebbe il motivo per cui il luogo deputato alla consegna degli “ami”, anzichè il circolo in esame, era il garage di via Parlapiano, teatro di traffico e consumo di stupefacenti”.

Inoltre, è stato evidenziato il ruolo di rilievo svolto da Clemente Giovanni nell’ambito dello psaccio di cocaina nel territorio riberese, essendo egli assaggiatore della sostanza di cui si riforniva sulla piazza palermitana insieme a Tabbone Massimo”.

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