SAN CATALDO – Latitante catturato a casa della ex, era il braccio armato del clan locale

Il latitante Cosimo Di Forte, condannato all’ergastolo dalla corte d’assise di Caltanissetta lo scorso 18 febbraio, è stato arrestato dalla squadra mobile nissena a San Cataldo. Di Forte è considerato il braccio armato della famiglia mafiosa di San Cataldo, facente capo a Dino Calì. Gli agenti pedinavano da tempo la sua ex, Maria Carmela Castello, che da alcuni giorni aveva affittato una casa in via Galilei, la stessa dove aveva abitato Di Forte, e si incontrava spesso con il figlio diciassettenne del latitante. Ieri sera la polizia ha visto entrare il ragazzo nella casa, insieme ai suoi fratelli più piccoli. Poco dopo arrivava anche la donna e un garzone che portava la pizza. Gli agenti hanno fatto irruzione e trovato Di Forte nascosto in un incavo ricavato nel muro della cucina e chiuso con una porta a soffietto, con una scala che conduceva al piano superiore dell’appartamento.

Il latitante è stato catturato e la donna arrestata per favoreggiamento. L’uomo è accusato di associazione mafiosa, dell’omicidio di Salvatore Calì, avvenuto a San Cataldo il 27 dicembre 2012, in concorso con Diego Calì, quale mandante, Gioacchino e Salvatore Mastrosimone, quest’ultimo autore materiale del delitto. Di Forte è anche accusato del tentato omicidio di Stefano Giuseppe Mosca, avvenuto a San Cataldo il 29 novembre 2009, in concorso con Diego Calì, Salvatore Mastrosimone, Patrizio Calabrò (sul quale pende un altro mandato d’arresto) ed Enzo Mancuso.

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