SANTA CROCE CAMERINA – La madre di Loris di nuovo in Procura La donna ha iniziato a parlare

Veronica Panarello, madre di Loris Andrea Stival, è stata fermata per l’omicidio del figlio. Dopo essere stata ascoltata nella notte per oltre sei ore, le è stato notificato un provvedimento di fermo. La donna non ha però confessato di avere ucciso il figlio. Si è avvalsa in un primo momento della facoltà di non rispondere. Convocata questa mattina di nuovo in Procura a Ragusa, ha iniziato a parlare con gli inquirenti.

Omicidio aggravato e occultamento di cadavere: sono i reati che la Procura di Ragusa ha contestato nel provvedimento di fermo a Veronica Panarello. Secondo gli inquirenti la mamma di Loris avrebbe agito da sola.

Guardata a vista da un’ispettrice della polizia di Stato nella camera di sicurezza in cui si trovava, la donna ha dormito poco e non ha proferito parola. Alle 10,30 è iniziato il nuovo interrogatorio in questura alla presenza del suo difensore Francesco Villardita. Ad ascoltare la donna il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto procuratore Marco Rota. “Non l’ho ucciso io, lui era il mio bambino”, si era difesa nel corso dell’interrogatorio di stanotte Veronica, ancora in veste di persona informata sui fatti, davanti ai magistrati della Procura di Ragusa. La donna ha ricostruito parte della sua vita e respinto tutte le contestazioni fattele dai pm.

Intanto, accanto ai fiori deposti sul luogo dove Loris è stato trovato morto, un inviato di “Chi l’ha visto?”, Paolo Fattori, ha rinvenuto una fascetta bianca da elettricista parzialmente bruciata. L’uomo ha immediatamente avvisato i carabinieri che poco dopo hanno trovato un’altra fascetta nera poco distante, nei pressi di contrada Mulino Vecchio. I militari hanno fotografato le fascette per un immediato riscontro da parte degli inquirenti.

Il marito Davide ha detto che se fosse accertata questa verità gli “cadrebbe il mondo addosso”. “Se fosse stata lei – ha detto ai cronisti di un telegiornale – potrebbe anche morire”. “Non ci credo che Veronica abbia ucciso Loris, proprio non ci credo”, dice Antonella Stival, zia paterna di Veronica. “Non è stata lei – ribadisce – il mio pensiero e il mio cuore sono con lei. Ricordiamo che per il momento è soltanto in stato di fermo e quindi aspettiamo gli sviluppi dell’inchiesta. E’ sempre stata una mamma splendida e speciale”. “Chiunque sia stato non lo perdono, anche se è stata lei…” dice Pina Stival, nonna del piccolo. La donna commossa e provata piange davanti il luogo dove il corpo del bambino è stato trovato spiegando che “è impossibile perdonare una cosa del genere”.

“Non voglio parlare, non è il momento: sono molto alterato”. E’ l’unico commento rilasciato al telefono da Andrea Stival, il nonno paterno di Loris, che non vuole commentare la notizia del fermo della nuora, Veronica Panarello, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Ragusa sulla morte del bambino.

“La mia assistita è stata indagata mediaticamente quando non era indagata, adesso spero non venga condannata mediaticamente prima ancora del processo”, dice l’avvocato di Veronica, Francesco Villardita.

“Siamo tutti umanamente sconvolti, non si può non soffrire per una vicenda del genere”, ha affermato la dirigente scolastica della Falcone-Borsellino, Giovanna Campo, sul fermo della madre di Loris. “Come faremo a spiegare ai ragazzi oggi in classe – ha aggiunto la docente – che una madre può uccidere un figlio? Siamo senza parole. Per questo ci siamo rivolti a degli esperti: oggi quattro psicologi dell’azienda sanitaria provinciale incontreranno i docenti e i ragazzi perché anche noi abbiamo bisogno di capire come parlare con gli alunni”.

La mamma di Loris, Veronica Panarello, e suo figlio hanno fatto parte della ricostruzione del Presepe vivente nel 2006, quando il bambino aveva sei mesi, a Santa Croce Camerina. Lei faceva la Madonna, lui il Bambin Gesù nella culla. La ricostruzione avvenne in un casolare di contrada Malavita. In una foto si vedono due angeli custodi vestiti di bianco dietro la mamma di Loris inginocchiata accanto alla culla che indossa jeans, un giubbotto scuro e una sciarpa arancione. Il piccolo è nella ‘mangiatoia’ con una tuta imbottita, cappellino e ciucciotto azzurri.

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