SANTA CROCE CAMERINA – “Quante stranezze da Veronica”

La sera prima che Loris scomparisse, Veronica non volle che io salissi a casa sua. E quando venne da me, con lei c’era solo il figlio più piccolo. Così rivela Claudia Giavatto, amica e vicina di casa di Veronica Panarello, nell’intervista rilasciata al settimanale Oggi, in edicola domani (anche su www.oggi.it).  

“Quel venerdì sera Veronica – racconta – era rimasta senza latte, così mi telefonò per chiedermi se io ne avessi un litro in più e le dissi di sì. A casa c’ero io, c’erano i miei figli: te lo portiamo noi, dissi. Ma lei, che pure era sola con due bambini, non volle, era irremovibile. Quando venne a casa mia col piccolo, Loris non c’era. E oggi mi chiedo: perché ha insistito così tanto a non farci salire da lei? Dov’era Loris? C’era qualcosa che non dovevamo vedere?”.

“Veronica era una brava mamma, ma aveva anche tante stranezze: raccontava spesso piccole bugie e riferiva episodi inspiegabili”, dice ancora la signora Giavatto, che ospitava spesso il piccolo Loris a casa sua a fare i compiti e la cui figlia quindicenne frequentava casa Stival. Il ritratto di Veronica che la vicina di casa fa al settimanale Oggi è quello di una donna fragile, con un’inquietudine profonda che forse nessuno ha saputo comprendere.

“Veronica – aggiunge la signora – ripeteva spesso uno strano gesto: prendeva una foto di quando era piccola, ci metteva accanto una foto di Loris e diceva: ‘Siamo uguali, lo vedi che siamo uguali?’. Lo faceva ossessivamente, come dimenticandosi di averci già fatto vedere quelle due foto vicine solo il giorno prima”.

Nonostante queste stranezze, secondo la vicina di casa Veronica Panarello era una madre innamorata dei suoi figli: “Loris era tutta la sua vita. Se l’ha ucciso lei, ha ucciso anche se stessa”.

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