SANT’ANGELO MUXARO – Chiusura campo speleologico [FOTO][VIDEO]

Dopo due giorni di intenso lavoro si sono concluse le indagini e le visite speleologiche svolte
nell’area del Vallone Ponte di Sant’Angelo Muxaro.
L’iniziativa, avente come finalità la ricerca speleologica e la promozione di questa
interessante disciplina, è stata fortemente voluta da Giovanni Buscaglia presidente del
Gruppo Speleologico Kamicos e funzionario della Riserva Naturale Integrale Grotta di
Sant’Angelo Muxaro; all’iniziativa hanno collaborato lo scrivente Ente gestore e
l’associazione Val Di Cam.
Il campo è stato allestito sul pianoro gessoso, Chianu Matini, che sovrasta il Vallone Ponte, in
territorio di Sant’Angelo Muxaro.
L’iniziativa ha consentito di ampliare le conoscenze scientifiche dell’aria del Vallone Ponte;
un’area in cui si concentrano innumerevoli forme carsiche epigee ed ipogee, come il rinomato
complesso denominato Grotte dell’Acqua. In particolare sono stati effettuati i primi rilievi su
una cavità, denominata “Zubbia cani Morto”, scoperta di recente dai Giovanni Buscaglia ed
Angelo Spoto del G.S. Kamicos.
Tra le principali attività svolte vanno segnalate la promozione delle bellezze naturali ed
archeologiche dell’agro di Sant’Angelo Muxaro, con visite ai numerosi siti archeologici ed
escursioni speleologiche – caratterizzate da diversi livelli di difficoltà tecnica – in alcune delle
numerose cavità presenti in zona: Grotte dell’Acqua e Zubbia Funnuta, una cavità,
quest’ultima, che si sviluppa prevalentemente in verticale raggiungendo un profondità di circa
100 metri.
All’iniziativa hanno aderito gruppi speleologici provenienti dalle province di Ragusa, Trapani,
e Catania, e numerosi simpatizzanti residenti nei paesi della provincia agrigentina.
Alle escursioni si sono alternati momenti di svago e di ristoro, con pietanze caratteristiche tra
le quali va segnalata un’ottima “pecura scallata”; il tutto in un contesto molto agreste e
spartano: un vecchio locale rurale, un tempo adibito a stalla, privo dei confort essenziali quali
luce elettrica ed acqua corrente.
Molti dei partecipanti, trovatisi per la prima volta nell’agro di Sant’Angelo Muxaro, sono stati
profondamente colpiti dalla bellezza dei luoghi e dalla ricchezza di beni naturalistici ed
archeologici, ripromettendosi di tornare e di pubblicizzare questo particolare territorio
dell’entroterra agrigentino.


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