SCIACCA – Respinto il nuovo ricorso dei giudici. Gianni “il bello” resta in carcere

Il saccense Gianni Melluso, cinquantanovenne, rimane in carcere. La Cassazione ha rigettato il ricorso avanzato dai suoi legali. Melluso è stato condannato all’ergastolo alla fine dello scorso anno, dalla Corte di Assise di Trapani. Sarebbe il mandante dell’omicidio della giovane Sabine Maccarone.

Nel curriculum del Melluso spicca la sua notorietà quale accusatore di Enzo Tortora, poi assolto dall’accusa di essere stato affiliato alla camorra.

Di recente, Melluso aveva subito una condanna per sfruttamento della prostituzione. Stava scontando gli ultimi mesi in detenzione domiciliare, quando il 28 novembre del 2016 fu nuovamente tradotto in carcere per la sentenza di condanna, in primo grado, all’ergastolo, emessa dalla Corte di Assise di Trapani. Pesantissima l’accusa:mandante dell’omicidio della giovane Sabine Maccaroe.

Fu Giuseppe D’Assaro ad autoaccusarsi del delitto, indicando Melluso come mandante.

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