“Siamo governati da carogne”

Pienone ieri a Salina per Sabina Guzzanti, ospite degli incontri di CineCocktail in occasione di MareFestival Salina – Premio Troisi. Una conversazione in cui si sono affrontati temi importanti partendo dal film “La trattativa” diretto dalla Guzzanti (ormai alla 686esima proiezione pubblica) e dal tentativo di boicottaggio.

“Sono quasi 9 mesi che lo distribuiamo in giro per l’Italia – ha raccontato l’attrice-regista -, avevano detto che era un film che non interessava il pubblico, abbiamo dimostrato il contrario. Nel frattempo è ricominciata una campagna denigratoria: hanno detto che è stato un flop, pagato con soldi pubblici, è tutta diffamazione volontaria. Poi hanno protestato perché De Magistriis ha proiettato il film a Napoli, uno spettacolo magnifico con Borsellino, Di Matteo, Travaglio presenti e molti altri. Hanno detto che è costato troppo, eppure abbiamo pubblicato il bilancio punto per punto con massima trasparenza. E proseguiamo, anche perché per la prima volta non ho ricevuto alcuna querela per questo film: per quanto scioccante, tutto quello che si vede è vero e incontestabile”. 

Con il suo solito tono satirico, sollecitata dalle domande del pubblico, la Guzzanti ha fatto dichiarazioni forti: “Oggi rifarei il film in modo molto più provocatorio e violento: mi rendo sempre più conto di quanto quelli che ci governano sono vere e proprie carogne verso cui abbiamo un timore da sudditi che dobbiamo toglierci”.

E ancora: “Viviamo in un paese mafioso, chi cerca lavoro o fa un esame all’università fa un’esperienza di mafia nell’80% dei casi. Se gli italiani se ne vanno dall’Italia a milioni non è per povertà, ma perché è un paese mafioso in cui anche se ti rimbocchi le maniche non c’è niente da fare perché ti passeranno avanti in altri modi. Gli italiani sono terrorizzati, non indifferenti. Una paura legittima, giustificata, normalissima: se dici la tua opinione ti licenziano o ti fanno vuoto intorno”. 

Infine, sul Premio Troisi ricevuto a Mare Festival: “Ne sono contenta, non ricevo spesso premi, ma non me ne curo. La trattativa non è stato candidato ai David di Donatello, del resto a casa guardandolo in tv non ho mai provato il desiderio di essere lì”.

A prendere parte all’incontro anche il sindaco di Messina Renato Accorinti, ricordando nomi come Don Ciotti e Impastato: “Non possiamo più avere dubbi: un Paese civile e democratico deve pretendere la verità. Condividiamo il lavoro di Sabina, mi sono fiondato al festival per la bellezza dell’iniziativa, e per sostenere un film importante come La trattativa”.

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