SICILIA – “Alterati i dati sul Coronavirus”: Arresti. Indagato Razza. ” I dati spalmiamoli un poco”

Negli ultimi cinque mesi i siciliani non avrebbero saputo la verità su cosa sta accadendo in Sicilia. I morti “spalmati” su più giorni, i nuovi positivi al Covid fatti sparire dalle statistiche, il numero dei tamponi gonfiato per fare apparire l’emergenza pandemia in Sicilia meno grave di quanto fosse. Secondo il giudice per le indagini preliminari, ci si trova di fronte a “un disegno politico scellerato”. Le contestazioni partono da novembre e proseguono fino a pochi giorni fa. Un dirigente e due sui collaboratori avrebbero falsificato i dati, altri non avrebbero evitato che venisse fatto nonostante, dicono gli investigatori, è ragionevole pensare che sapessero tutto.

Un blitz dei carabinieri del Nas, coordinati dal procuratore aggiunto d Trapani Maurizio Agnello e dai sostituti Sara Morri e Francesca Urbani, colpisce la sanità siciliana e il meccanismo che il governo regionale ha messo in campo per raccogliere i numeri e affrontare l’emergenza statistiche alla mano. Tra gli indagati c’è anche  l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza ha ricevuto un avviso di garanzia e un invito a comparire. L’assessore Razza sarebbe stato  intercettato e le sue parole vengono ritenute “estremamente chiare e significative”. Dimostrerebbero la sua ” pregressa consapevolezza delle modalità criminose di trattamento dei dati e delle finalità perseguite”. Ci sono delle vicende che meritano un ulteriore approfondimento. Sul conto di Razza, scrivono gli investigatori, “sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento nelle attività delittuose del Dasoe”. I morti da Covid19? “Spalmiamoli un po’”. Ci sono intercettazioni choc nella maxi inchiesta .Non solo referti positivi, anche “i morti” a causa del coronavirus sarebbero finiti in un meccanismo, pianificato dai vertici dell’assessorato alla Sanità guidato da Ruggero Razza (che risulta indagato), con lo scopo di alterare la realtà. Le cimici registrano Razza e la Di Liberti che pianificano come “spalmare” i dati dei morti all’ospedale di Biancavilla in provincia di Catania.  Un colloquio intercettato attraverso le cimici,  all’assessore   la Di Liberti spiega come si comporterà, anche con i decessi dell’ospedale San Marco di Catania, dove risultano 6 morti e quelli avvenuti in altre strutture sanitarie del ragusano. Ai domiciliari finiscono il dirigente del “Dipartimento regionale attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe)” Maria Letizia Di Liberti, Salvatore Cusimano, dipendente dell’assessorato regionale all’Industria, ed Emilio Madonia, dipendente di una ditta che collabora con la struttura per il flusso dei dati.

Indagati pure il vice capo di gabinetto dell’assessore Razza, Ferdinando Croce e Mario Palermo, direttore del Servizio 4 del Dasoe. È un atto di accusa gravissimo quello della Procura di Trapani, accolto dal gip che ha dichiarato la competenza di Palermo. Il fascicolo passerà subito ai pm del capoluogo, ma la misura cautelare andava eseguita in via d’urgenza poiché il pericolo di inquinamento probatorio e reiterazione del reato è attuale. In Sicilia i dati giornalieri sul Covid sarebbero stati falsificati prima di essere comunicati al ministero della Salute e all’Istituto superiore di Sanità.

Non è ancora chiaro quale fosse l’obiettivo: forse fare vedere che la macchina regionale funzionava oppure evitare le restrizioni da Roma e l’impatto mediatico ed economico che comportano. Ad esempio i passaggi di colore: zona gialla, arancione e rossa.

L’indagine è all’inizio è partita da un laboratorio trapanese in cui vengono processati i tamponi. Ben presto si è capito che c’era molto di più. Sono finiti tutti sotto intercettazione. Dalle intercettazioni è emersa innanzitutto la frenesia e i ritardi nella raccolta dei dati dalle Aziende sanitarie provinciali e dai laboratori dove vengono processati i tamponi. Prima venivano scritti su fogli excel e trasmessi a Roma, poi si è iniziato a caricarli su una piattaforma informatica.

 Lo stesso giudice ipotizza l’esistenza di una copertura politica, un avallo. Al “piano scellerato” sarebbe, però, estraneo il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che anzi “pare tratto in inganno” dalle false informazioni che gli vengono riferite. 4-302406,302408-302409,302411-302413,302416-302424,302426-302429,30243 �j

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