SICILIA – Fontana: il Governo regionale sui canoni demaniali marittimi deve armonizzare gli aumenti e chiedere la proroga della Bolkestein

L’on. Vincenzo Fontana del Pdl interviene dopo l’aumento dei canoni demaniali marittimi attraverso lo sciagurato decreto Lo Bello.

“Il turismo in Sicilia è da sempre risorsa, il 38% del fatturato, circa 135 milioni di euro, lo generano i lidi e gli stabilimenti balneari e anche se negli ultimi anni la crisi non ha risparmiato neanche questo settore, ci sono circa settantamila operatori e novemila gestori di concessioni demaniali marittime che vivono nella nostra isola lavorando nei quattro mesi estivi e sostentando le famiglie.

L’aumento del 600% applicato il 03 aprile con il decreto assessoriale  è pura macelleria sociale con spargimento di sangue, il tutto è inaccettabile e provocherà ripercussioni e danni sociali a tutto il comparto.

A parte i ricorsi al Tar che già Comuni e gestori stanno depositando per non vedersi già a lastrico prima dell’inizio della bella gestione, lascia basiti l’effetto retroattivo e la mancanza di concertazione e di linea politica del Governo regionale.

La Direttiva Bolkestein che ha dato segnali di regolamentazione al settore per eliminare rendite di posizione garantite, non è negativa per effetto della “direttiva servizi”, le concessioni sul demanio marittimo non potranno più essere rinnovate automaticamente, non valendo più il diritto di insistenza, ma anzi dovranno essere oggetto di un bando con procedura di evidenza pubblica alla scadenza temporale di ogni concessione.

E’ giusto applicare degli aumenti ragionati e plausibili, visto che ci sono holding e multinazionali che fatturano cifre importanti ma bisogna tener contro dei tanti piccoli stabilimenti che vedrebbero le loro attività irrimediabilmente compromesse.

Concordo con il Governo e l’Assessore che se qualcuno vuol fare il furbo e ci sono gestori che pagano solo  i “canoni ricognitori”, gestendo pure i porticcioli dietro il paravento di onlus e associazioni di volontariato, è giusto però che questi vengano controllati accuratamente ed eventualmente sanzionati immediatamente.

Ma la scure sic et simpliciter con la scusa della direttiva europea sugli aumenti è davvero inaccettabile, preciso che in tutta Italia la legge 221 del 17 dicembre ha prorogato le concessioni marittime al 31/12/2020, non capisco perché il Governo Regionale non vuole concedere lo stesso tempo.

Io mi impegno a fare  una battaglia politica sulla regolamentazione degli stabilimenti balneari ma con criteri certi dei canoni armonizzati alle tariffe correnti,

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