Silvio Berlusconi non è più senatore Via libera del Senato alla decadenza Il Cavaliere: “Lutto per la democrazia”

Il Senato ha votato la decadenza di Silvio Berlusconi.
Non approvando i nove ordini del giorno presentati contro le conclusioni della giunta per le elezioni del Senato, l’assemblea di Palazzo Madama ha decretato l’ineleggibilità del Cavaliere che perde pertanto lo status di parlamentare e che sarà presto sostituito dal primo dei non eletti nella regione Molise, dove il leader di Forza Italia – che si era presentato in diverse circoscrizioni come capolista – ha scelto di risultare eletto. E’ questo l’epilogo di una lunga maratona iniziata di fatto con la votazione nella notte del maxiemendamento alla legge di stabilità, con 171 sì e 135 no .

VOTO SEGRETO – Tornando in aula, la prima richiesta di Forza Italia, per bocca della senatrice Elisabetta Alberti Casellati, è stata quella di istituire il voto segreto: istanza presto condivisa dagli ex-compagni di partito tramite Schifani (Ncd) . Ma il presidente Grasso non ha accolto l’istanza del centrodestra: «La Giunta per il Regolamento del Senato – dice – il 30/10 ha stabilito che per casi di non convalida dell’ elezione il voto fosse palese perché a tutela della composizione del plenum e non sulla persona. Non ci sono novità per riaprire ora il dibattito».

CASINI E LA SOSPENSIVA- Poi sono state presentate, da parte del centrodestra, 6 questioni pregiudiziali e 7 ordini del giorno in difformità della relazione della Giunta per le Immunità. Mentre si alternavano dunque diversi esponenti di Forza Italia(da Mussolini alla Gasparri), spiccava la proposta di Pierferdinando Casini : « Una sospensiva e il rinvio alla decisione della Corte di Cassazione sul riconteggio dell’interdizione: non possiamo liquidare la storia di 20 anni come un evento criminale».

ATMOSFERA MOLTO TESA- L’atmosfera in Aula è parsa comunque molto tesa: Sandro Bondi e Roberto Formigoni hanno avuto un alterco, Alessandra Mussolini se l’è presa con Angelino Alfano: «È un piranha, lo chiamo Lino e non Angelino», mentre ancora Bondi e Gasparri hanno apostrofato i senatori a vita: «Vergognatevi» . Colpevoli, secondo i due forzisti, di essersi presentati soltanto in occasione del voto sull’espulsione del Cavaliere. Gli alfaniani intanto danno appuntamento alle 18.30, dopo il voto, per fare il punto.

LE DONNE SENATRICI DEL CAVALIERE IN LUTTO –  “Siamo qui in un giorno amaro e di lutto per la democrazia”. Lo dice Silvio Berlusconi aprendo il suo intervento alla manifestazione contro la decadenza in via del Plebiscito e quasi in contemporanea, nell’aula del Senato dove si voterà sull’esclusione dell’ex premier, è andata in scena la “protesta in nero” delle onorevoli di Forza Italia. Maria Rosaria Rossi, “segretaria” del Cavaliere, ha sfoggiato una fascetta nera al braccio sinistro come quella distribuita ai manifestanti azzurri in via del Plebiscito. E le sue colleghe, da Maria Alberti Casellati a Maria Rizotti e Paola Pelino, hanno sfoggiato a Palazzo Madama un abbigliamento in total black, stile funerale. E Anna Maria Bernini, al termine del suo intervento in difesa del leader, conclude abbracciata da compagni di partito. Dagli scranni dei senatori di Forza Italia si alza il coro “Silvio, Silvio” nella commozione degli azzurri, oggi più simili a orfani e vedove che a onorevoli in guerra.

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