TRIBUNALI – La Sicilia è la regione più penalizzata: ne perde sei

La Sicilia è la regione d’Italia più colpita dai tagli ai tribunali, stando al piano del Ministero della Giustizia. Potrebbero chiudere i battenti Sciacca, Marsala, Nicosia, Modica, Caltagirone e Mistretta. Previsti, addirittura, due derby: fra Nicosia e Gela, fra Barcellona Pozzo di Gotto e Patti. I derby non sono solo siciliani (Gela-Nicosia, Patti-Barcellona), ma riguardano anche Melfi e Lagonegro, Locri e Palmi.

Si incrociano, infatti, due direttive: una attiene all’entità dell’attività giudiziaria, l’altra è legata al numero dei tribunali per ogni Corte d’Appello. In qualche caso, l’incrocio provoca la possibilità di fare prevalere l’una o l’altra tendenza. Capita tra l’altro che la “regola del tre” penalizzi tribunali con un alto volume di affari e favorisca i tribunalini.

Il punto è, dunque: quando deve prevalere la regola e quando l’attività giudiziaria effettivamente svolta. L’incertezza è legata, infatti, ai due indirizzi concomitanti, ognuno oggettivo ma in grado di suscitare contrasti.

Trattandosi di tagli, l’indeterminatezza provoca conseguenze a cascata. Gli interventi politici e parlamentari, infatti, sono la norma e generalmente mirano a creare delle deroghe alle scelte di fondo. E una volta che si accetta la prima si apre una falla. Figuriamoci con le due ipotesi in piedi, ognuna delle quali virtualmente legittima e ragionevole.

I capigruppo parlamentari del Pdl, Udc e Pd alla Camera hanno presentato un ordine del giorno per cancellare la regola del tre, causa di ingiusti sorpassi di piccoli tribunali su grandi tribunali, lasciando in piedi il criterio del volume di affari. Ma al Ministero della Giustizia questa “indicazione” – l’odg della Camera impegna il governo – non è stato accolto con favore. Si fa notare, anzi, che il piano dei tagli (meno 33 tribunali, 37 Procure, 220 sezioni staccate) non ha nulla a che vedere con il decreto sulla spending review. Si tratta di un programma di razionalizzazione dell’amministrazione della giustizia, avvertita da tempo come una necessità.

In una classifica virtuale dei tagli, il Piemonte segue la Sicilia (spariscono Acqui, Mondovì, Alba, Casale Monferrato, Saluzzo, Tortona). Ed una ragione c’è: ospita ben 17 tribunali, tutti istituiti nell’era del Regno.

La Liguria perde Sanremo e Chiavari (dove è stato appena inaugurato il tribunale più moderno d’Italia). In Lombardia chiudono Vigevano, Voghera e Crema, in Friuli Tolmezzo, in Veneto bassano del Grappa, in Lazio Cassino, in Campania Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi,  in Umbria Orvieto (regola del tre) in Puglia Lucera, in Calabria Castrovillari, Lamezia, Rossano e Paola.

 

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