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Un fotogramma dal video dell'ultimo abbraccio tra Martina Patti e la figlia Elena di cinque anni uccisa poi dalla mamma, Catania 14 giugno 2021. ANSA/Uff. stampa Carabinieri +NO SALES - EDITORIAL USE ONLY+

Uccise la figlia e finse un sequestro, chiesti 30 anni di carcere

La donna avrebbe ucciso la piccola nel luogo del ritrovamento, un campo abbandonato vicino casa e poi avrebbe finto il sequestro della bambina all'uscita dall'asilo.

Trent’anni di reclusione: è la richiesta di condanna della Procura di Catania per Martina Patti, la 25enne rea confessa dell’omicidio della figlia Elena, di quasi 5 anni, uccisa con un’arma da taglio nel giugno 2022 e seppellita in un campo vicino casa, a Mascalucia.

Il procuratore aggiunto Fabio Scavone e la sostituta Assunta Musella hanno chiesto di riconoscere le attenuanti generiche, in considerazione della confessione e della collaborazione dell’imputata, della sua giovane età, equivalenti alle aggravanti contestate.

Il procedimento si celebra davanti alla prima Corte d’assise, presieduta da Sebastiano Mignemi.

L’accusa le contesta i reati di omicidio premeditato aggravato, occultamento di cadavere e simulazione di reato. I nonni paterni e il padre della piccola vittima si sono costituti parte civile con l’avvocato Barbara Ronsivalle. L’imputata è assistita dai penalisti Gabriele Celesti e Tommaso Tamburino. La sentenza è prevista per il 12 luglio.
    Il procedimento è stato incardinato su indagini dei Carabinieri del comando provinciale di Catania. La donna avrebbe ucciso la piccola nel luogo del ritrovamento, un campo abbandonato vicino casa e poi avrebbe finto il sequestro della bambina all’uscita dall’asilo. Martina Patti ha confessato il delitto, ma non ha spiegato il movente.

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