Ucciso un gelese e la sua compagna nel bergamasco: il killer, il fratello di lui[VD TG]

All’inizio si è pensato a una rapina, ma dietro il duplice omicidio di ieri sera a Caravaggio, provincia di Bergamo, c’è perfino qualcosa di più di un semplice delitto passionale: c’è la rivalità tra due fratelli per la stessa donna maturata in un ambiente mafioso, una sfida conclusa nel sangue alle sei e un quarto di sera nello squallore di una sala giochi della periferia industriale del paese dove visse uno dei più famosi pittori del mondo, Michelangelo Merisi, detto appunto “il Caravaggio”.

E uno dei due morti di quest’ultimo agguato è Carlo Novembrini, un ex sorvegliato speciale che ha scontato anni al 41-bis e sarebbe stato legato al clan Madonia.

Erano le 18.16 quando nella sala Gold Cherry, nei pressi di un centro commerciale lungo l’ex Padana Superiore, un uomo entra armato di pistola ed esplode quattro colpi contro Novembrini, 51 anni originario di Gela, e una donna quarantenne, Maria Rosa Fortini, originaria di Crema e residente con l’uomo a Sergnano nel Cremonese.

Si parla prima di un agguato malavitoso, poi di una rapina finita male, infine si scopre che c’è un legame tra l’assassino e una delle vittime. La donna uccisa – secondo una prima ricostruzione degli investigatori – era legata all’uomo che ha aperto il fuoco e ha ammazzato anche Novembrini che presumibilmente riteneva essere l’amante.

Il killer, dunque,  è il fratello dell’uomo ucciso. Ha confessato nella notte di aver agito con la complicità della sorella. E non aveva paura di essere riconosciuto: si è mosso infatti in modo quasi spregiudicato, senza nessuna cura di non lasciare indizi: è arrivato al centro commerciale a bordo di una Panda bianca, con una donna in auto, probabilmente la sorella, l’ha lasciata nell’abitacolo, è entrato nel locale a passo svelto e, appena incrociato lo sguardo di Novembrini, ha sparato senza pensarci. Solo Maria Rosa Fortini, forse con un attimo di anticipo, ha notato l’assassino e il suo sguardo, lanciandosi nell’ultimo tentativo di coprire il compagno con il corpo. È morta anche lei, ma sarebbe stata comunque un obiettivo del killer, che le ha poi sparato anche una seconda volta.
Un omicidio passionale maturato in famiglia, sembra, ma si tratta al momento di un’indiscrezione, che il fratello della vittima avesse scoperto di recente un vecchio tradimento dell’ex moglie proprio con lui, la persona con cui era cresciuto e che ieri ha voluto uccidere. Sarebbe andato ad assassinarlo senza pensarci troppo, utilizzando la sua auto, con tanto di targa a suo nome.

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