Urne chiuse in Grecia: “Avanti i no”

Urne chiuse in Grecia alle 19, le 18 ora italiana. Quasi 10 milioni di greci sono stati chiamati a votare il referendum sul piano delle istituzioni per far rientrare l’emergenza debito e circa il 65% degli aventi diritto ha deciso di recarsi alle urne.

Di questi la maggioranza – circa il 60% dei votanti – ha rifiutato le proposte della Troika.

“Oggi celebriamo la democrazia”, aveva detto Alexis Tsipras andando a votare questa mattina. Mentre il premier greco aspetta i risultati definitivi al Megaro Maximou, si urla di gioia e si festeggia nella sede di Syriza dove in tanti hanno fotografato con i cellulari le schermate tv che rimandavano i primi dati.

“Tsipras lascia andare il paese ad occhi aperti a schiantarsi contro un muro”, aveva detto la cancelliera tedesca Angela Merkel poco prima della chiusura delle urne. Più morbida la linea della Francia, con il ministro dell’Economia, Emmanuel Macron, che invita i governi europei a non punire la Grecia: “Qualsiasi sia l’esito del voto dobbiamo riprendere i negoziati politici.

Non rimettiamo in scena il Trattato di Versailles. Sarebbe un errore storico schiacciare il popolo greco”. Domani la Merkel sarà a Parigi per incontrare François Hollande per studiare il da farsi.

“Faremo tutti gli sforzi possibili per arrivare presto ad un accordo anche nelle prossime 48 ore”, ha detto intanto il portavoce del governo Sakellaridis alla Tv greca, “Ciò che conta ora per il governo è accelerare tutto il processo perché i greci, a prescindere da come hanno votato, chiedono che ritorni la liquidità e che riaprano le banche”. La Banca di Grecia sarebbe già pronta a presentare una richiesta di aumento di liquidità di emergenza attraverso il programma Ela alla Bce, dicono i media, sottolineando che stasera si riuniscono funzionari del ministero delle finanze e della Banca di Grecia.

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