VACCINO – Week end Astrazeneca in provincia di Agrigento

Non è il black Friday e non sono nemmeno gli sconti di fine stagione terminati da un po. E’ semplicemente una tre giorni straordinaria in cui piovono vaccini, o meglio il tanto discusso vaccino Astrazeneca che ha già sul suo conto diverse vittime. La locandina che spalanca le porte senza alcuna prenotazione ricorda che nel lungo fine settimana, da oggi venerdi 16, sabato 17 e domenica 18 aprile, e possibile sottoporsi alla somministrazione del vaccino Astrazeneca presso i centri vaccinali del proprio territorio di competenza, per tutte quelle persone fra i 60 e 79 anni e, non bisogna essere un soggetto fragile. Ma quante volte nella vita, abbiamo pensato di non essere fragili per poi cadere sulla classica buccia di banana? In questo caso non si rischia solamente una caduta dalla quale ci si può riprendere dopo qualche tempo.  Ma non è tempo delle polemiche , bisogna affrettare i tempi e soprattutto smaltire tutte quelle dosi che sono a disposizione e soprattutto non farsi prendere dalla paura , viene detto e ripetuto da più parti.. E allora, nel caso della nostra Sicilia, il Governatore Nello Musumeci ha pensato a questa iniziativa ,si tratta di  un “ open weekend ” per la somministrazione del vaccino AstraZeneca destinato alle persone di età compresa fra i  60 ai 79 anni che non presentano patologie o fragilità. L’iniziativa, fortemente voluta, appunto.  dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, per vincere i timori e tornare ad essere tra le prime regioni italiane per adesione alla campagna vaccinale, consentirà agli interessati  di presentarsi per ricevere il vaccino AstraZeneca, senza prenotazione, dalle ore 8.00 alle 22.00 di  ciascuno dei tre giorni presso l’ Hub vaccinale del palacongressi di Agrigento oppure, dalle 8.00 alle 20.00, in una delle seguenti strutture: presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento, “Giovanni Paolo II” di Sciacca, “San Giacomo D’Altopasso” di Licata, “Fratelli Parlapiano” di Ribera, “Barone Lombardo” di Canicattì, PTA di Bivona, PTE di Cammarata, PTA di Canicattì, PTA di Licata, PTA di Sciacca. Una tre giorni, dunque, che servirà a capire se la gente ha effettivamente superato timori e paure, visto che, nelle settimane scorse l’80% dei siciliani ha rifiutato la somministrazione del siero anglo_svedese, visti gli effetti collaterali presentati con “rarissimi casi di trombosi” che ha costato la vita anche a diverse persone della nostra isola. Ma sulle loro morti va accertata la correlazione col vaccino, nesso o nessun nesso.  

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