Vulcano e Tv, il “sistema Russo”, Odg:”solidarietà ai colleghi”

Un lungo capitolo dell’ordinanza riguarda l’estorsione contestata all’imprenditore nei confronti di alcuni giornalisti di “Ultima Tv”, costretti a «sottoscrivere un contratto» con la “Quanta”, agenzia interinale di Milano, «per eludere l’obbligo della conversione del contratto a tempo indeterminato». Il gip cita una frase-simbolo, tratta dal file audio registrato nel corso di un incontro, in cui Russo Morosoli avverte i giornalisti: «Qua dentro contratto a tempo determinato tra di voi non ne avrà nessuno, così sgombriamo il campo. Ho gente sull’Etna da trent’anni a tempo indeterminato, chi si comporta bene e merita di restare in questo gruppo, resta! Chi non se lo merita va a casa».


Francesco Russo Morosoli

Questo filone d’indagine era già aperto dopo un esposto anonimo, ma prende forma grazie a un’intercettazione del 27 febbraio scorso in cui il factotum Di Franco parla con la giornalista Chiara Murabito che si sfoga e gli racconta come l’editore s’era comportato in una riunione con i dipendenti: «Mi ha chiamato per leggere la chat a voce alta, licenziare sotto i nostri occhi», ma anche per «fare i complimenti a Luigi D’Angelo per il buon lavoro che fa e perché è un direttore… bravo e completo, quindi già riconfermato». Insomma, per Russo, dice la giornalista, «il motivo per cui abbiamo fatto tutto questo ambaradan non era per mettere in discussione il lavoro di Luigi, ma perché volevamo il contratto a tempo indeterminato».

Sentita il 16 maggio dagli inquirenti, Murabito racconta che «l’ex direttore responsabile Teghini era stato sostituito in modo plateale e sgradevole dal Russo Morosoli con D’Angelo Luigi, noto per la sua incapacità ma sudditanza all’editore». E conferma, soprattutto, le pressioni subite – in un contesto di veleni e traditori – per firmare il contratto interinale. Lo stesso giorno viene sentita un’altra giornalista: Giorgia Mosca. Che, oltre a confermare la versione della collega sulle pressioni per i contratti-capestro, deposita i file audio di due incontri con l’editore. Nel primo, del 31 dicembre 2017, Russo apostrofa i giornalisti come «coglioni» e «raccoglitori di patate». E poi: «Vi ho preso dalla strada e vi ho dato uno stipendio, la verità è che non avete un cazzo da fare». Dopo una breve sospensione il verdetto dell’editore: «Chi ci sta bene, chi non ci sta lì è la porta, ci sto tre nanosecondi a sostituirvi».

Firmano tutti, per un altro mese. Ma è una breve tregua. Dopo la «caccia all’uomo» per stanare i ribelli della chat, il secondo incontro (registrato) è il 27 febbraio 2018, alla vigilia della scadenza del contratto. Tutti licenziati, raccontano le giornaliste, tranne «i tre rimasti a lui fedeli».

Un altro capo d’imputazione, per il quale il gip ritiene che Per Russo ci siano gravi indizi di colpevolezza, è aver sottratto, con assegni circolari, la somma di 690mila euro dai conti correnti del gruppo «al fine di sottrarle alla riscossione coattiva dell’Erario». Il 7 maggio 2018 il contabile dell’azienda comunica a Di Franco la notifica di un pignoramento di Riscossione Sicilia per una cartella esattoriale di 500mila euro. E la susseguente “soluzione”: «Gli ho detto Francesco (Russo Morosoli, ndr), è stata una fortuna, che oggi l’ho visto due minuti, è stata una fortuna che abbiamo fatto qualche assegno circolare… perché se questi trovavano e andavano in banca e ci “lazzariavano”».

L’Ordine dei giornalisti di Sicilia accoglie con stupore e preoccupazione la notizia dell’arresto dell’editore di “Ultima tv” e del suo management. Fatta salva la presunzione di non colpevolezza, inquieta l’accusa di estorsione ai giornalisti della stessa emittente. Un’accusa che, se fosse provata, testimonierebbe per l’ennesima volta le difficoltà con cui i giornalisti, siciliani innanzitutto, devono quotidianamente confrontarsi per fare il proprio lavoro. Il Consiglio dell’Ordine esprime vicinanza a tutti i colleghi, anche quelli costretti a vivere a “Ultima tv” una breve esperienza professionale, e seguirà la vicenda con la massima attenzione.

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