WASHINGTON – Manifestazione per il Sudan. George Clooney arrestato

Aveva detto che sarebbe stato uno dei promotori della protesta prevista per oggi a Washington davanti l’ambasciata del Sudan. E così ha fatto, ma è stato arrestato. Al di là di ogni recita, George Clooney ha protestato contro il presidente Omar al-Bashir che, secondo i manifestanti che lo accompagnavano, impedirebbe di far arrivare cibo e medicinali nelle Nuba Mountains, una zona al confine del Sudan del Sud. Cloony e gli altri esponevano il cartello “Sudan: Stop Weapons of Mass Starvation”.

L’attore, sorridente, è stato ammanettato dagli agenti, che avevano appena arrestato altri due uomini. Era previsto, anzi, auspicabile perché per Clooney l’importante era “attirare l’attenzione e portare Barack Obama a attivarsi personalmente sulla situazione del Sudan”. “Se entro tre quattro mesi non saranno presi provvedimenti, assisteremo a un vero disastro umanitario”, ha detto il premio Oscar. Mercoledì l’attore aveva parlato di fronte al Congresso di una “campagna di morte” in corso nel Paese africano. Clooney aveva ottenuto da Obama la promessa a fare pressioni sul presidente cinese Hu Jintao, sostenitore del sudanese Omar el Bashir. I due leader si vedranno il 26 e il 27 marzo a Seul in Corea del Sud.

L’attore non era il solo volto noto oggi di fronte l’amabasciata nella capitale Usa. Con lui c’erano anche il padre Nick, il presidente del Naacp, Ben Jealous, Martin Luther King III e alcuni membri del Congresso tra i quali il democratico Jim Moran e il repubblicano Frank Wolf, entrambi di ritorno dal Sudan dove avevano incontrato e ascoltato diversi rifugiati. Sono stati loro a metterli al corrente della situazione preoccupante di un Paese dove, il presidente al-Bashir starebbe avallando una campagna di pulizia etnica, giustificando omicidi di massa e violenze. Anche Clooney, è tornato da poco dalla Sud Kordofan, una delle regioni contese tra Sudan e Sud Sudan, dove sono in corso da mesi violenti combattimenti tra le truppe di Khartoum e le forze di Juba.

 

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