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PORTO EMPEDOCLE – 15enne aggredito e malmenato finisce in ospedale, al via l’inchiesta

E’ giallo sul ferimento di un ragazzino di 15 anni di Porto Empedocle. Il giovane è stato ricoverato al San Giovanni di Dio di Agrigento per una grossa ferita alla testa e altre più lievi in altre parti del corpo.
Il ragazzino sarebbe stato picchiato la mattina di domenica scorsa e avrebbe raggiunto la casa dei nonni, abitanti a Monserrato, a piedi.
Questi ultimi viste le condizioni lo hanno immediatamente portato in ospedale per le cure.
Qui i medici lo hanno tenuto sotto osservazione per diverse ore per poi dimetterlo. Successivamente il ragazzo è stato ascoltato dai servizi sociali per capire cosa fosse successo. Sul fatto stanno indagando i carabinieri.
Non è escluso che il quindicenne possa aver subito maltrattamenti in famiglia. E l’audizione di ieri è servita proprio a mettere dei punti fermi nelle indagini.

 

 

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Terremoto a Ischia: due donne morte, Due fratellini estratti dalle macerie

Due vittime, 39 feriti. E un bambino di 17 mesi salvata nella notte: estratto viva come per miracolo dalle macerie del terremoto che ha messo in ginocchio l’isola di Ischia e colpito la costa flegrea, una scossa di magnitudo 3.6 (poi ricalcolata di magnitudo 4). I suoi due fratellini, di 7 e 11 anni, sono vivi ma ancora sotto le macerie a Casamicciola. I vigili del fuoco sono riusciti a raggiungerli intorno alle 7 per dare loro acqua da bere e cercare di rassicurarli. Sul luogo della tragedia è giunto anche il vescovo di Ischia, Pietro Lagnese, che si sta intrattenendo con i familiari dei due bimbi che da 12 ore sono intrappolati sotto le macerie. Drammatiche le operazioni di recupero, con i soccorritori pronti a scavare a mani nude in una gara di solidarietà a cui stanno partecipando anche i tanti medici in vacanza. Case crollate, chiesa del purgatorio distrutta a Casamicciola, fuggi fuggi dagli alberghi. Caos, panico e un blackout. Il ministero della Salute è «pronto a sostenere la Regione Campania». Ad assicurarlo nella notte è stata Beatrice Lorenzin, che in un tweet ha espresso «grande apprensione per il terremoto a Ischia».

Alle 20 e 57 di ieri il panico ha attraversato case, alberghi, ristoranti pieni di stranieri, vacanzieri e villeggianti di un’estate ancora rovente. Due ore dopo, il recupero della prima vittima: un’anziana colpita dai calcinacci venuti già dalla chiesa di Santa Maria del Suffragio a Casamicciola. Poco dopo la mezzanotte, i soccorritori hanno estratto dai calcinacci un uomo e due donne: sotto choc ma in buona salute.  Fuori pericolo un’anziana travolta e ferita dal crollo. Dispersa invece, un’altra donna.

Dei 39 i feriti, «12 sono ancora ricoverati e gli altri dimessi». Lo afferma all’Adnkronos il direttore generale della Asl Napoli 2 Nord Antonio D’Amore che si trova a Ischia colpita dal terremoto. Si tratta comunque di feriti lievi: «Per la maggior parte hanno fratture, alcuni dovranno essere sottoposti a interventi ortopedici».

Centinaia le richieste di aiuto e di notizie a protezione civile, Osservatorio Vesuviano, vigili del fuoco, forze dell’ordine. Pareti e pavimenti hanno tremato soprattutto nella zona alta dell’isola. Nonostante la magnitudo della scossa non sia stata particolarmente elevata, il movimento tellurico è stato avvertito in maniera pesante e diffusa fino a Procida: «Questo accade perché i terremoti di Ischia in genere non avvengono in profondità ma a pochi chilometri dalla crosta terrestre – spiega il vulcanologo Giuseppe De Natale, ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano – E almeno secondo i primi dati registrati dalle stazioni di Ercolano, Campi Flegrei, Matese, anche quest’ultimo terremoto sarebbe avvenuto in superficie per cui è stato percepito in maniera violenta dalle popolazioni locali. E questo spiegherebbe anche i tanti crolli. Quando invece la profondità è più elevata le scosse vengono sentite anche in zone lontane da quelle in cui si è verificata la scossa».

Casamicciola colpita a morte. Secondo il racconto dei soccorritori infatti, ci sarebbero stati molti altri crolli e danni alle abitazioni, specialmente nelle case più antiche, a ridosso delle colline. Qui, è stato evacuato l’hotel Magnolia. Tante le strutture turistiche isolate. Immediato l’intervento delle squadre della protezione civile e dei vigili del fuoco, già sul posto per operazioni anti-incendio. Difficili però gli interventi nell’area colpita dal sisma e dal conseguente black out dell’energia elettrica e delle linee telefoniche. «Ho visto lesioni lungo una parete della struttura alberghiera che ci ospita. Abbiamo capito che si trattava di un terremoto, siamo scappati tutti per strada, la paura è stata fortissima», racconta una napoletana in vacanza a Lacco Ameno. La scossa ha sorpreso migliaia di persone che a quell’ora erano a cena negli hotel e nei ristoranti; tanti, soprattutto i giovani erano in casa a prepararsi prima di uscire per trascorrere fuori un’altra notte di una stagione turistica in pieno vigore. Sgomberato il Rizzoli di Lacco Ameno, dove sono stati subito verificati molti danni alle pareti: fino a notte fonda, i soccorritori hanno cercato una sistemazione adeguata per gli ammalati.

Trasferiti bordo di eliambulanze nella Rianimazione del Cardarelli di Napoli, i cinque pazienti ricoverati in Terapia intensiva, quindi intubati. Intanto, fuori l’ospedale, l’unico per l’isola Verde e per Procida, è stato allestito una sorta di pronto soccorso all’aperto dove sono state trasportate 25 persone, nessuna in pericolo di vita.

FONTE: IL MATTINO

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LICATA – Maria Grazia Brandara è il nuovo commissario straordinario al Comune

Maria Grazia Brandara, già sindaco di Naro e deputato regionale, ed attuale commissario straordinario dell’Irsap, guiderà il Comune di Licata fino alle elezioni amministrative del mese di giugno dell’anno prossimo. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, l’ha infatti nominata commissario straordinario dell’ente.

Maria Grazia Brandara prende il posto del sindaco Angelo Cambiano, sfiduciato da 21 consiglieri comunali il 9 agosto scorso. Per lei si tratta di un ritorno: ha infatti guidato il Comune, da commissario straordinario, dal dicembre 2014 al giugno del 2015. Proprio a giugno del 2015 c’era stato il passaggio di consegne tra il commissario straordinario ed il neo eletto sindaco Angelo Cambiano. Ora la staffetta è al contrario, considerato che Maria Grazia Brandarà prende il posto di Cambiano.

L’insediamento del neo commissario straordinario del Comune è in programma per i prossimi giorni. 

 

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LICATA – Omicidio Marzullo, non convalidato il fermo del nipote 19enne

Il fermo non è stato convalidato perchè non sono stati ravvisati pericoli di fuga. Nei confronti di Giuseppe Volpe, il diciannovenne licatese accusato di avere ucciso lo zio Giacinto Marzullo, 52 anni, per un contrasto economico, è stata comunque emessa un’ordinanza cautelare in carcere.

Queste le decisioni del giudice Stefano Zammuto al termine dell’udienza di convalida del provvedimento, eseguito dalla squadra mobile, dai poliziotti del commissariato di Licata e dai carabinieri della Compagnia di Licata, nel corso della quale il giovane – difeso dagli avvocati Rosanna Scrimali e Gaetano Timineri – si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

Marzullo, agricoltore e muratore, è stato assassinato venerdì. All’origine del delitto, secondo quanto lo stesso ragazzo avrebbe confermato, ci sarebbero dei contrasti di natura economica.

 

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STRAGE DI BARCELLONA – La polizia uccide il killer della Rambla: aveva una falsa cintura esplosiva

La polizia catalana ha ucciso il killer della Rambla in fuga dopo l’attentato. L’uomo, abbattuto a Subirats, località a nord di Barcellona, è Younes Abouyaaqoub, il 22enne marocchino. Aveva una falsa cintura esplosiva. Dopo l’annuncio dei media spagnoli, anche la polizia e il ministero degli interni catalano ha confermato la notizia.

Secondo la tv pubblica catalana Tv3 il killer prima di essere ucciso avrebbe gridato “Allah è grande”.

Adesso, la polizia catalana sta verificando se Younes Aboyaaqoub sia stato accompagnato nel corso della fuga da una o più persone.

Secondo la tv Rtve, dopo quattro giorni in fuga, Abouyaa è stato intecettato dagli agenti dei Mossos d’Esquadra in una zona collinare a circa 50 km da Barcellona, su segnalazione di una abitante della zona che aveva visto un uomo, somigliante alla foto del killer, aggirarsi fra i vigneti e aveva chiamato la polizia. La donna si sarebbe avvicinata al terrorista e gli avrebbe chiesto che cosa faceva lì. Lui sarebbe scappato. Così, ancora più insospettita, la testimone ha chiamato la polizia. Il terrorista indossava quella che sembra una cintura esplosiva, poi rivelatasi falsa come lo erano quelle dei cinque terroristi abbattuti venerdi notte a Cambrils.

La caccia all’autista del furgone che ha ucciso 13 persone sulla Rambla di Barcellona, era stata estesa a tutta Europa.

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Matteo Messina Denaro è una drag queen

Dopo Reggio Calabria, Milano ora tocca a Palermo. Nel capoluogo di regione siciliano sono stati affissi circa 70 poster raffiguranti il boss Matteo Messina Denaro in abiti femminili. Non solo lui. In vari quartieri della città siciliana si possono vedere i poster di altri due boss della ‘Ndrangheta, Rocco Morabito latitante dal oltre 25 anni e Nicola Assisi introvabile da anni.

I poster sono visibili in vari quartieri di Palermo tra cui lo Zen, la zona di Via d’Amelio, la Zona del Porto, le strade che costeggiano l’ingresso dell’autostrada, il Centro storico. Autori della campagna Klaus Davi e il pubblicitario Pasquale Diaferia.

“I magistrati hanno più volte raccontato che i boss per fuggire si travestono da donna – affermano – Emblematico fu il caso del boss della Camorra Gionta che fu arrestato vestito in abiti femminili. Un vero e proprio foto kit con lo scopo di aiutare la ricerca dei boss ma in modo originale”.

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ENNA – Sostava nudo davanti alla biblioteca dell’università Kore

Sostava nudo davanti alla biblioteca dell’Universita Kore dopo avere attraversato una parte del centro abitato di Enna Bassa. L’uomo, di un paese vicino al capoluogo e che pare sia affetto da turbe mentali, è stato accompagnato dalla polizia al reparto di psichiatria senza opporre alcuna resistenza. L’uomo s’è denudato nei pressi della Kore e s’è fermato anche davanti al liceo linguistico, prima di raggiungere la piazza dell’università, dove è stato bloccato.

FOTO ARCHIVIO

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LICATA – Premio “Best practice” 2017 all’ex sindaco Angelo Cambiano

Il Centro Studi della Sogeea SpA ha deciso di assegnare ad Angelo Cambiano, ex sindaco di Licata, il premio Best Practice 2017. La scelta è stata dettata, si legge in una nota, “dal profondo senso delle istituzioni e della legalità che ha caratterizzato l’azione del primo cittadino del comune siciliano nel corso del suo mandato, in particolar modo durante la campagna di demolizione degli edifici abusivi realizzati sul lungomare”. “Il sindaco Cambiano ha anteposto i doveri amministrativi e lo spirito di servizio a qualsiasi considerazione di opportunità politica e di tutela della propria incolumità – spiega Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore scientifico del Centro studi -. Bisogna rendergliene merito e portare una piccola ma significativa testimonianza, soprattutto dopo il clamoroso voto di sfiducia da parte del Consiglio comunale di Licata”. “Il sindaco Cambiano, – conclude – pur agendo in forza di provvedimenti della magistratura, ha subìto pressioni di ogni tipo e ha finito con il pagare in prima persona il suo rigore morale e la sua dedizione istituzionale. L’Italia onesta deve essergli riconoscente”.

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E’ morto “Faccia da mostro” Uomo ombra tra le stragi a Palermo

E’ morto stamani stroncato probabilmente da un malore Giovanni Aiello, l’ex poliziotto della Mobile di Palermo con passato nei servizi, conosciuto alle cronache come “Faccia da mostro” e al centro di alcune vicende controverse. L’uomo, che da anni viveva a Montauro, sulla costa ionica catanzarese, è deceduto tra i bagnanti mentre cercava di portare a riva la propria barca.

Dopo avere tirato su l’imbarcazione assieme ad altri bagnanti che lo hanno aiutato Aiello si è accasciato. Per salvarlo è stato utilizzato anche un defibrillatore, recuperato in una struttura balneare vicina, ma non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono immediatamente intervenuti anche i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso di Aiello. La morte potrebbe essere stata causata da un infarto.

I pentiti lo chiamavano “faccia da mostro”, per quel volto sfigurato da una fucilata. Giovanni Aiello per anni – secondo i collaboratori di giustizia – si sarebbe aggirato come un’ombra nella Palermo delle stragi e degli omicidi eccellenti: dal fallito attentato dell’Addaura alla strage di via D’Amelio, fino all’omicidio del poliziotto Nino Agostino e di sua moglie incinta.

L’ex poliziotto che sarebbe stato al centro di una ragnatela di mafia e apparati deviati dello Stato ha sempre negato ogni coinvolgimento. L’uomo, indagato da diverse procure e considerato personaggio chiave di tanti misteri siciliani anche se non è mai arrivato a processo, era un ex poliziotto in pensione, in congedo dal 1977.

A luglio scorso Giovanni Aiello è stato indagato anche dalla Procura di Reggio Calabria che ha coordinato l’inchiesta sui mandanti degli attentati ai danni dei carabinieri compiuti nel 1994 a Reggio Calabria, svelando la presunta complicità nella strategia terroristico-mafiosa di Cosa nostra e ‘ndrangheta. Aiello, che è entrato nelle indagini della Dda di Palermo più volte, ultima quella sull’omicidio mai risolto dell’agente Nino Agostino e della moglie Ida Castellucci, nell’inchiesta reggina risponde di induzione a rendere dichiarazioni false all’autorità giudiziaria.

Nei giorni scorsi il suo nome – piu’ volte in passato entrato nelle indagini su casi irrisolti aperte dalla Procura di Palermo – era tornato alla ribalta per i suoi presunti rapporti con Bruno Contrada, nell’ambito di una inchiesta della Procura di Reggio Calabria che indaga su un patto stretto tra ‘ndrangheta e Cosa nostra, negli anni delle stragi, per destabilizzare lo Stato.

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LICATA – Omicidio Marzullo, il nipote tradotto in carcere

Giuseppe Volpe, il diciannovenne accusato dell’omicidio dello zio, Giacinto Marzullo assassinato ieri pomeriggio, in serata è stato tradotto nel carcere Petrusa di Agrigento, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il giovane è accusato di omicidio ed è stato posto in stato di fermo. Egli stesso, all’alba di oggi al termine di un lungo interrogatorio al commissariato di polizia di Licata, avrebbe confessato di avere sparato allo zio, uccidendolo. Il giovane ha fatto ritrovare agli agenti la pistola usata per il delitto, una calibro 9, indicando il canalone di raccolta delle acque piovane dove l’aveva buttata subito dopo l’omicidio.

Determinanti sono stati gli interrogatori che la polizia di Licata, la squadra mobile di Agrigento ed i carabinieri della compagnia cittadina hanno condotto nel corso della notte, sentendo familiari e parenti della vittima. Alcune dichiarazioni non hanno convinto gli inquirenti, che hanno continuato a sentire queste persone per molte ore. All’alba sarebbe arrivata la confessione di Giuseppe Volpe. 

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