Archive | AGRIGENTO

ALLERTA MALTEMPO – Nubifragio a Sciacca [FOTO][VIDEO]

A meno di due mesi dall’alluvione del 25 novembre, è tornata ad abbattersi su Sciacca (Agrigento) una nuova bomba d’acqua. La pioggia torrenziale ha già causato numerosi allagamenti, facendo straripare i torrenti Foggia, San Marco e Cansalamone, causando frane e diverse interruzioni stradali. La statale 115 è interrotta, all’altezza della galleria Belvedere, a causa di una fogna saltata.

Un fulmine ha colpito un semaforo in pieno centro abitato. Al momento non si segnalano danni alle persone, ma il sindaco Fabrizio Di Paola, comunque, ha utilizzato i social network e i siti d’informazione locali per appellarsi alla cittadinanza a non lasciare le proprie abitazioni, per domani scuole chiuse. C’è il timore che possano verificarsi altre tragedie, come quella di Vincenzo Bono, l’uomo disperso nel nubifragio di due mesi fa e non ancora ritrovato. In queste ore protezione civile e vigili del fuoco stanno effettuando numerosi sopralluoghi nelle zone più critiche. Ci sarebbero gravi danni ad immobili e attività commerciali.

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NARO – Rinvenuto cadavere con pistolettata alla testa: forse suicidio

Il corpo di un ventiduenne romeno è stato trovato all’alba di ieri nei pressi di contrada Mintina in territorio di Naro.

L’uomo aveva una ferita mortale da arma da fuoco alla testa.

L’allarme è stato dato da un allevatore anche lui di origine rumena. L’uomo ha chiamato il 112 e sul posto sono intervenuti i Carabinieri del nucleo radiomobile di Licata e i colleghi della stazione di Naro.

La salma del 22enne è stata trasferita all’obitorio del cimitero di Naro in attesa dell’ispezione cadaverica. Appare probabile il suicidio.

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AGRIGENTO – Petizione della cassa forense

Ancora una volta gli avvocati agrigentini si ricompattano aderendo all’iniziativa avviata a livello nazionale dai colleghi di Catania per “la riduzione drastica e immediata dei costi della Cassa Forense”.

Dopo il successo ottenuto con la protesta contro la riforma delle Legge Professionale Forense che prevedeva la cancellazione dall’albo a seguito del mancato pagamento dei contributi previdenziali, ritengono sia necessario con la stessa determinazione, insistere nel richiedere una totale revisione dei costi imposti dalla Cassa Forense.

L’Avv. Barbara Garascia, tra i promotori dell’iniziativa, dichiara “Siamo entrati subito in sintonia con i colleghi di Catania, con cui stiamo collaborando attivamente, poiché, come loro riteniamo che non sussistano le condizioni per mantenere e continuare ad accettare l’imposizione di balzelli assolutamente non rapportabili ad una pensione minima che ci troveremo a percepire dopo aver versato per una intera vita cifre considerevoli. Gli avvocati iscritti all’albo, indipendente dal reddito prodotto, sono tenuti a versare un minimo di cassa previdenziale che si attesta intorno ad euro 3.800 l’anno, maturando dopo circa 35 anni di lavoro, il diritto ad una base pensionistica inferiore a 400,00 euro.

Di contro, riteniamo non giustificati e, pertanto, inaccettabili i costi legati all’amministrazione della Cassa Forense, che si aggirano intorno a 3 milioni di euro, derivanti da gettoni di presenza ed emolumenti sproporzionati per le cariche. Si fa rilevare come tanti colleghi siano già stati costretti a cancellarsi dall’albo non riuscendo a sostenere gli elevati costi e, considerato il particolare momento di disagio economico vorrei che si evincesse il nocumento che ciò comporta a questi giovani avvocati frustandone le aspirazioni, alle famiglie mortificandone i sacrifici fatti per mantenere i figli agli studi, alla società privandola dell’apporto della validità di tante intelligenze.”

Si informano tutti gli avvocati della Provincia di Agrigento che a partire da lunedì 23 gennaio, presso il Tribunale di Agrigento, si procederà alla raccolta delle firme per sottoscrivere la petizione proposta dagli avvocati di Catania per la riduzione drastica e immediata dei costi della Cassa Forense.

 

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AGRIGENTO – Società fantasma create per truffare l’Inps, chiesto giudizio per 63

Società inesistenti create per truffare l’Inps. Sono 63 le richieste di invio a giudizio. La presunta organizzazione, sostiene l’accusa, “fabbricava” aziende che operavano nel settore agricolo. Sulla carta risultavano decine di assunzioni di braccianti che in realtà servivano solo, una volta terminati i rapporti di lavoro “fantasma”, a incassare i soldi dell’indennità di disoccupazione. I falsi posti di lavoro servivano pure per incassare i contributi pensionistici e persino le indennità per malattie.

L’indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza. Gli indagati sono di Licata e di Palma di Montechiaro. I reati contestati sono l’associazione a delinquere, il falso e la truffa. I fatti risalgono al periodo compreso fra il 2010 e il 2013. L’udienza preliminare doveva iniziare ieri davanti al giudice Alfonso Malato. Il Gup, dopo avere accertato che alcune notifiche non erano andate a buon fine, ha disposto un rinvio.

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AGRIGENTO – “Rapinò un’anziana in via Imera”, arrestato 50enne

Avrebbe rapinato un’anziana, all’interno dell’androne di un palazzo della via Imera. La polizia di Stato ha arrestato, poiché ritenuto responsabile dell’ipotesi di reato di rapina, Ettore Annese, 50 anni, di Agrigento.

La rapina venne messe a segno lo scorso marzo. Ad intervenire, in via Imera, furono i poliziotti della sezione “Volanti”. Gli agenti ricostruirono immediatamente l’accaduto. “L’uomo dopo essersi introdotto all’interno dell’edificio, utilizzando l’escamotage di chiedere all’anziana donna informazioni su dove si trovassero alcuni uffici, – ha ricostruito la Questura – una volta all’interno dello stabile, la aggrediva alle spalle, colpendola con un pugno e facendola finire per terra. Si appropriava, quindi, della borsa della vittima. Borsetta che conteneva 150 euro, un telefono cellulare e documenti personali. A questo punto, si allontanava e faceva perdere le proprie tracce”.

Le indagini condotte dal personale della “Squadra Volante” consentivano di individuare il presunto autore della rapina.

 

 

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CANICATTì – Oltraggia l’insegnante del figlio, denunciata

Le scuole medie di Canicattì ancora protagoniste purtroppo in maniera negativa. Dopo l’episodio di bullismo, che si è verificato appena alcuni giorni addietro stavolta a finire nei guai con la Giustizia è la madre di un alunno che frequenta la seconda media che è stata denunciata dalla polizia con l’accusa di oltraggio a Pubblico Ufficiale.

La donna, una signora poco più che quarantenne, ha pensato bene di recarsi presso la scuola che frequenta il figlio e dopo essere entrata come una “furia” in classe nel pieno svolgimento delle lezioni ha aggredito verbalmente in maniera pesante usando epiteti e frasi non certamente consone l’insegnante. L’insegnante avrebbe “vessato” in un certo senso il ragazzino pretendendo da lui un rendimento migliore di quello che invece mostrava in classe.

L’insegnate, d’accordo con il dirigente scolastico ha deciso di far valere le sue ragioni ed ha sporto querela nei confronti della madre dell’alunno agli agenti del commissariato di pubblica sicurezza della città.

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AGRIGENTO – Moscatt (Pd) in sopralluogo al carcere “Petrusa”

– A compimento di una precedente programmazione col Guardasigilli Orlando e interpellato il Direttore della Casa circondariale di Agrigento Aldo Tiralongo, stamane il deputato nazionale del Partito democratico Tonino Moscatt ha fatto visita al carcere di contrada Petrusa.

Insieme al Direttore e le maggiori rappresentanze che animano professionalmente l’Istituto,  abbiamo affrontato i problemi del personale e dei detenuti.  Ho trovato lavoratori eccezionali che operano con intensità malgrado le tante difficoltà. Infatti – afferma Moscatt – dalla mia perlustrazione, come annunciato dai sindacati, è emersa una situazione del tutto indecorosa negli uffici, che oltre ad essere freddi  presentavano surreali  piogge interne dovute a infiltrazioni mai arginate e peggiorate, col rischio – oltretutto – di pericolosi corto circuiti”.

Mi hanno rincuorato però – spiega l’esponente Pd -le parole del ragioniere capo dell’Istituto penitenziario,  il quale mi ha garantito dell’esistenza degli appalti già avviati per i lavori straordinari che prevedono la copertura del tetto, il rifacimento dei solai, la sistemazione del pavimento divelto e la manutenzione ordinaria delle opere. Ad ogni modo mi sono attivato per un incontro col Provveditore regionale per l’ottenimento di risorse aggiuntive straordinarie che compenserebbero anche i problemi dovuti ai servizi igienici sanitari che, per tutto ciò, servirebbero a riadeguare quest’ultimi insieme all’acquisto dei mobili in netta carenza negli spazi d’ufficio. Nella ricognizione delle cose che riguardano i detenuti, invece, mi premurerò di segnalare, a chi dovere, alcune limitazioni che andrebbero modificate; come il percorso docce dei reclusi posizionati all’esterno delle loro celle che invece dovrebbero essere interne. Ho appurato che il lavoro degli educatori, a servizio di chi sta scontando la pena, è encomiabile. Per professionalità e dedizione quelli in servizio alla casa circondariale di Agrigento non sono – conclude il deputato nazionale Pd Tonino Moscatt – secondi a nessuno”.

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CAMMARATA – “In affari con le cosche calabresi”, fermati 4 agrigentini

Facevano affari con le “Ndrine” calabresi dei Piromalli e Bagalà che monopolizzavano il settore degli appalti pubblici ed attraverso ditte compiacenti riuscivano ad aggiudicarsi lavori importanti e di una certa rilevanza economica.

Ci sono anche 4 agrigentini tra i 35 “fermati” dal comando della Guardia di finanza di Reggio Calabria, nell’ambito dell’operazione «Cumbertazione» e «Cinque lustri», coordinate dalle Procure antimafia di Reggio e Catanzaro.

Gli agrigentini destinatari del provvedimento di fermo sono Francesco Migliore, 56 anni, Filippo Migliore, 48 anni, entrambi di Cammarata, ed ancora Alessio La Corte, 33 anni e Vito La Greca, 39 anni.

Due le imprese, tra le 54 sequestrate, a cui sono stati apposti i sigilli con sede nell’Agrigentino: la «Comel Srl», con sede a Cammarata in via Panepinto e la «Interconsolidamenti», pure questa con sede legale a Cammarata in via Bonfiglio. Un’altra impresa sarebbe stata sequestrata in Sicilia, a Vittoria, mentre le altre operavano in Calabria, Lazio, Campania e Toscana.

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AGRIGENTO – Furto al parcheggio della clinica Sant’Anna:denunciato 45enne ravanusano

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi , hanno denunciato a piede libero T M, sono le iniziali del nome, 45 anni, di Ravanusa, per furto aggravato e ricettazione. L’ uomo è ritenuto responsabile del furto di un borsello, custodito all’interno di un’automobile in sosta all’interno di un parcheggio nei pressi della clinica Sant’Anna ad Agrigento. Il ravanusano è stato incastrato dalle immagini della video sorveglianza, e la Polizia, perquisendogli l’abitazione a Ravanusa, ha recuperato il contenuto del borsello, tra effetti personali, un orologio, e un elettrocardiografo del valore di oltre 1.300 euro.

 

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CANICATTI’ – Possesso ai fini di spaccio di cocaina: arrestata 45enne

I Carabinieri di Canicattì in questi giorni hanno intensificato i controlli in città e ieri pomeriggio hanno arrestato la 45enne D.S. che, a seguito di perquisizione, è stata trovata in possesso di 14 involucri termosaldati, contenenti complessivamente circa 6 grammi di cocaina, già confezionati. Per lei sono scattati gli arresti domiciliari, in attesa della “direttissima”, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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