Archive | AGRIGENTO

TV – Sciopero dei lavoratori di Studio 98: incontro informale in Prefettura

Considerato il perdurare della mancata corresponsione delle spettanze mensili, raccolte le dichiarazioni dei lavoratori Nicolò Giangreco, Sergio Rizzo e Massimo Mattina, oramai impossibilitati ad andare avanti, la scrivente Organizzazione Sindacale, Cgil- Slc, tenuto conto della totale indisponibilità dell’azienda, proclama lo sciopero dei lavoratori di TRS 98 dal giorno 17 marzo  al giorno 25 marzo 2017 per l’intero turno di lavoro.

E questa mattina, al margine della conferenza stampa, svoltasi in Prefettura, sulle iniziative del Fai, i tre lavoratori hanno avuto un incontro informale con sua Eccellenza il Prefetto Nicola Diomede che, si riserva, a breve, un incontro tra le parti.

INTERVENTO ASSOSTAMPA – La Segreteria provinciale dell’Assostampa esprime la propria piena solidarietà alla redazione di Studio 98 , nelle persone di Nicolò Giangreco, Sergio Rizzo e Massimo Mattina, che già da 5 giorni e fino al prossimo 25 marzo si asterranno dal lavoro come forma di protesta contro il mancato pagamento degli stipendi. Una situazione che, come gli stessi lavoratori hanno spiegato alla Segreteria in un incontro svolto ieri mattina, è divenuta ormai insostenibile, con ben 2 anni di arretrati  e sostanzialmente nessuna prospettiva a breve termine avanzata dall’editore per il recupero dell’arretrato al netto di singoli e poco rilevanti acconti. Assostampa ha manifestato ai lavoratori iscritti all’Ordine dei Giornalisti la propria disponibilità ad un sostegno sindacale e legale.

“E’ tempo – dicono Gero Tedesco, Gioacchino Schicchi e Dario Broccio – che al centro del dibattito pubblico venga riportata l’allarmante situazione in cui vive gran parte dell’informazione locale. Una crisi gravissima che ha già prodotto effetti nefasti sui livelli occupazionali, con importanti professionalità che oggi hanno perso il proprio posto di lavoro. Il caso di Studio 98 è purtroppo in tal senso solo l’ultimo, ma non ultimo, tassello”.

INTERVENTO SAGI – Il sindacato SAGI è vicino ai colleghi di Studio 98 Tv che da molti mesi non ricevono più gli stipendi. “ Siamo consapevoli delle difficoltà economiche in cui si dibatte il gruppo societario proprietario dell’emittente televisiva, -dichiara il segretario nazionale del SAGI, Nino Randisi, ma ancora una volta non possono essere sempre i lavoratori a pagare il prezzo più alto”. “ La vertenza in atto– conclude Randisi, sarà seguita dalla sezione agrigentina del Sagi, che interverrà in tutte le sue fasi avendo come obiettivo il soddisfacimento delle legittime richieste dei giornalisti”.

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FAVARA – A fuoco l’auto di proprietà di un disoccupato

Una Fiat punto di un disoccupato di Favara è stata distrutta da un incendio scoppiato nella notte tra sabato e domenica. L’uomo, 57 anni aveva lasciato l’utilitaria parcheggiata in via F. Miccichè. Sul posto i vigili del fuoco che hanno spento l’incendio e i carabinieri della locale Tenenza che hanno effettuato i rilievi. Non sono state trovate tracce di liquido infiammabile ma tutte le ipotesi restano plausibili anche quella dell’incendio doloso.

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MAFIA – Josef Focoso resta al 41 bis

Joseph Focoso resta in carcere in regime di “41 bis”. Lo ha deciso, secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Sicilia, la Corte di Cassazione. Catturato il 27 maggio del 2007 in Germania, Focoso – 48 anni di Realmonte – sta scontando l’ergastolo per omicidi di mafia. E fra questi, l’omicidio del maresciallo Giuliano Guazzelli.

Il killer aveva presentato un ricorso contro la decisione, di lasciarlo al “carcere duro”, del tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva prorogato il decreto del ministro della Giustizia del 27 ottobre del 2015. La Corte di Cassazione ha dichiarato, però, inammissibile il ricorso. Secondo il tribunale “è stata accertata la capacità di Focoso di mantenere contatti con un’organizzazione criminale esterna”.

 

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BASKET – A2, la Fortitudo Agrigento nel finale ha la meglio sul Legnano [68-67]

Finisce con il risultato di 68 a 67 il match della 25^ giornata della Regular Season di Serie A2 Girone Ovest fra la Fortitudo Moncada Agrigento e la TWS Legnano Knights.

Gara “combattuta” che si decide solo nei secondi finali dopo 40 minuti di grande intensità tra due roster che non hanno mai “mollato”. La Fortitudo Agrigento, soprattutto nel primo quarto, ha mostrato grande velocità di gioco e Legnano che è riuscita poi a prendere le misure. Ritrova la vittoria Agrigento che “spezza” così la serie negativa e può ora pensare in tranquillità ai prossimi impegni in vista dei play-off.

Fortitudo Moncada Agrigento – TWS Knights Legnano 68 – 67 (19-17; 12-19; 25-19; 12-12)

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LEGA PRO – Cocuzza su rigore regala all’Akragas tre punti contro il Matara

Secondo successo consecutivo per l’Akragas che batte in casa un Matera sempre più in crisi. Decisivo il rigore procurato e trasformato da Cocuzza al 15′ del secondo tempo. La squadra di Di Napoli sale così a quota 30, un punto al di sopra della zona play out.

I primi 45′ sono poverissimi. L’unica occasione è di Longo, ma il laterale la spreca tirando troppo presto anziché avanzare. La partita si scalda dopo l’intervallo: Klaric costringe Tozzo a un bel tuffo, quindi Cocuzza ruba palla e viene steso dal portiere; lui stesso segna e poi mostra la maglietta con la foto della figlia appena nata.

C’è anche il Matera: le prime notizie offensive arrivano da una bordata di Negro, la palla non entra per un soffio. Ancora più clamorosa per l’attaccante l’opportunità alla mezz’ora: miracolo di Pane sul tiro ravvicinato, Sartore a porta spalancata spara a lato. E’ l’ultimo pericolo serio: l’Akragas resiste e porta a casa l’1-0.

Nella sintesi curata da Sportube.tv ecco gli highligths del match vinto dall’Akragas uno zero contro il Matera.Clicca qui

 

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Medici non dissero che aveva un tumore: risarcimento a famiglia di un agrigentino

Una casa di cura di Palermo è stata condannata, dal giudice del tribunale del capoluogo siciliano Enrico Catanzaro, a pagare 135 mila euro di risarcimento danni ad una famiglia agrigentina. Lo riporta oggi il quotidiano La Sicilia.
La vicenda risale a diversi anni fa quando un agrigentino è stato ricoverato nella struttura sanitaria per un intervento al cuore. Nessuno dei cardiochirurghi che, allora, operarono il paziente si sarebbe preoccupato di informare l’uomo o i suoi familiari del fatto che aveva un tumore.
Dopo il decesso dell’agrigentino, la famiglia – con l’assistenza dei legali Giuseppe Zucchetto, Giuseppe Arnone e Luciano Schillaci – ha citato in giudizio la struttura sanitaria. Il tribunale ha emesso sentenza di condanna per “il danno di perdita di chance di sopravvivenza”

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LICATA – Si schianta «Gazzella», grave un carabiniere

Due carabinieri in servizio su una ‘Gazzella’, sono rimasti feriti, uno dei quali in maniera grave, nello scontro con un’altra vettura, guidata da un giovane. L’incidente stradale si è verificato, nel corso di un inseguimento di un’auto, con a bordo dei soggetti sospetti, probabilmente malviventi dell’Est Europeo in trasferta nell’Agrigentino. È successo nella tarda serata di giovedì, lungo la strada statale 115, nel tratto da Licata verso Gela, in località «Falconara». I due carabinieri prestano servizio al Nucleo Radiomobile della Compagnia di Licata.

Si trovavano in giro di perlustrazione del territorio cittadino, sull’auto di servizio, una Seat Leon consegnata da pochi mesi. Proprio in quei momenti un altro Comando dell’Arma, ha segnalato la presenza di un veicolo diretto verso la provincia di Agrigento, su cui viaggiavano, a quanto pare, almeno tre individui stranieri, giunti nella nostra zona, forse con le intenzioni di compiere un’azione delinquenziale. La ‘Gazzella” ricevuta la segnalazione si è messo sulle tracce del mezzo sospetto. Sono bastate alcune ricerche per individuarlo. Ne è nato un inseguimento durato però pochi metri. In quei momenti, infatti, è sopraggiunta una Fiat Punto, con alla guida un gelese di 24 anni, che è entrata in collisione con la macchina della Benemerita. L’incidente è stato particolarmente violento, tanto che i due mezzi coinvolti hanno riportato grossi danni. Sia i due carabinieri, che il nisseno, sono rimasti feriti. Il più grave, un appuntato, che si trovava alla guida della ‘Gazzella”. L’auto con i fuggitivi è riuscita a fare perdere le tracce, probabilmente tornata indietro per evitare guai.

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CANICATTI’ – Rapina a due distributori, arrestato 32enne

Un 32enne canicattinese, noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri di Canicattì dopo aver rapinato un distributore lungo la SS 640 ed aver tentato di rapinare un altro distributore sulla ss 122 nei pressi di Canicattì.

L’uomo, in entrambi i casi, ha agito a volto scoperto e armato di coltello.

L’intervento dei Carabinieri ha permesso di recuperare la refurtiva e l’arma del delitto.

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Migranti torturati e stuprati in Libia: ghanese arrestato ad Agrigento [VIDEO]

Ha torturato, seviziato e stuprato i migranti rinchiusi nella «safe house», prima che partissero verso le coste italiane. La polizia di Stato ha fermato, ed il Gip del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano ha già convalidato l’arresto, un ventenne ghanese, Eric Ackom Sam ritenuto essere un trafficante di uomini.

Nei giorni scorsi, l’uomo – sbarcato lo scorso 5 marzo a Lampedusa (Ag) – è stato sottratto da un tentativo di linciaggio da parte di alcuni immigrati che lo avevano riconosciuto come il responsabile delle torture subite in Libia. Dal racconto dei migranti è emerso che venivano sottoposti a sevizie, anche in diretta telefonica con i propri parenti, ai quali veniva richiesto il pagamento di un riscatto per porre fine alle sofferenze dei loro cari. 

Su di lui, gli immigrati che lo hanno riconosciuto hanno raccontato: «Ogni volta che dovevo telefonare a casa, mi legava e mi faceva sdraiare per terra con i piedi in sospensione e, così immobilizzato, mi colpiva ripetutamente e violentemente con un tubo di gomma in tutte le parti del corpo e in special modo nelle piante dei piedi, tanto da rendermi quasi impossibile camminare». Ed ancora: «Spesso collegava degli elettrodi alla mia lingua per farmi scaricare addosso la corrente elettrica». «Porto ancora addosso i segni delle violenze fisiche subite, in particolare delle ustioni dovute a dell’acqua bollente che mi veniva versata addosso». 

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FAVARA – Bruciata l’auto di un detenuto per droga

La vettura bruciata nottetempo a Favara, apparterrebbe a un detenuto, originario del luogo, arrestato per fatti di droga nel novembre scorso. L’uomo, infatti, è finito in carcere per detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio e aveva subito un altro arresto negli anni scorsi. L’auto distrutta dal fuoco è una Lancia Thesis che era parcheggiata in via Ungheria. Nelle vicinanze gli uomini della Tenenza di Favara, che hanno avviato le indagini, trovando una tanica con liquido infiammabile. Nessun dubbio sulla matrice dolosa del fatto.

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