Archive | CALTANISSETTA

SS 640 – Arriva l’autovelox sulla statale Agrigento-Caltanissetta [VIDEO]

Arriva l’autovelox. E verrà utilizzato per la strada statale 640, la Agrigento-Caltanissetta. Fino ad oggi, tutti i controlli – per eccesso di velocità – fatti dalla polizia Stradale di Agrigento sono stati realizzati con il telelaser. Verifiche, con questo genere di apparecchiatura, che hanno riguardato esclusivamente la statale 115, da Licata a Sciacca e la 189, la Agrigento-Palermo. Zero, fino ad ieri, i controlli – circa il rispetto dei limiti di velocità imposti – sulla Agrigento-Caltanissetta. E questo perché fino a qualche settimana addietro, la statale è stata, per via dei lavori di raddoppio, un cantiere a cielo aperto. E dunque i limiti di velocità – bassissimi – erano legati proprio al fatto che la strada fosse un cantiere.

Adesso, però, che la statale è raddoppiata si potrà cercare di controllare i limiti di velocità. E per farlo la polizia Stradale di Agrigento, che è coordinata dal vice questore aggiunto Andrea Morreale, chiederà che gli venga assegnato un autovelox.

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MAZZARINO – Oltre 10 mila piante di marijuana in una vigna a Mazzarino: 5 arresti [VIDEO]

La polizia ha arrestato a Mazzarino cinque persone, tre siciliani e due egiziani con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante un controllo, gli agenti hanno scoperto una piantagione di marijuana, nascosta tra i filari di una vigna, in un terreno di contrada Brigadieci a Mazzarino.

In manette sono finiti il palmese Salvatore Celona, 71 anni, i palermitani Alessandro Lucera di 41 e Davide Cardinale di 32, gli egiziani Mohamed Ahmed Gamal Bakr di 28 anni e Mahmoud Mohamed Hesham Metawaa di 18 anni, tutti domiciliati a Mazzarino. Celona dovrà anche rispondere di detenzione di un’arma clandestina e furto di energia elettrica.

Nella vigna erano presenti oltre 10 mila piante di marijuana. Sul posto era stata realizzata anche una serra, che completava il ciclo produttivo: dal semenzaio, alle varie fasi della crescita delle piante fino al prodotto essiccato e finito. Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati 465 grammi di marijuana del tipo “super skunk”, di ottima qualità, già pronta per lo spaccio.

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CALTANISSETTA – Danno ambientale, indagato il Sindaco

La Procura di Caltanissetta ha chiuso l’indagine per dieci persone accusate di danni ambientali per il sospetto inquinamento delle falde acquifere, causate dallo sversamento di percolato, e cioè i liquidi che si originano dai rifiuti, nella discarica di contrada Stretto. Tra gli indagati anche l’attuale sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, gli ex sindaci Salvatore Messana e Michele Campisi, l’ex capo dell’Ufficio tecnico comunale Gaetano Corvo, l’ex assessore comunale e ex presidente dell’Ato rifiuti Giuseppe Cimino, la liquidatrice dell’Ato rifiuti Elisa Ingala, il responsabile dell’area tecnica dell’Ato Salvatore Rumeo, l’ex direttore tecnico dell’Ato Graziano Scontrino, il direttore tecnico della discarica Sergio Montagnino e il geologo Michele Panzica.

Secondo l’accusa gli indagati non avrebbero vigilato sulle condizioni della discarica, omettendo di intervenire per risolvere il problema. Recentemente la Procura aveva fatto eseguire degli accertamenti, dai quali era emersa la presenza di un forte inquinamento di suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee. Ora si attende che venga fissata l’udienza preliminare.

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MUSSOMELI – Ausiliario picchiato in ospedale

Un ausiliario socio-sanitario dipendente dell’ospedale “Longo” di Mussomeli è stato aggredito e picchiato da un familiare, ricevendo un pugno in pieno volto e riportando una ferita giudicata al pronto soccorso guaribile in 20 giorni. Il fatto è accaduto ieri in corsia, l’ausiliario aveva chiesto ai familiari di un paziente di lasciare la stanza per poterla pulire. Solo l’intervento dei colleghi e dei carabinieri hanno potuto riportare la calma in reparto.

Salvatore Ballacchino, segretario regionale Fsi-Usae, e Calogero Coniglio, coordinatore nazionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti aderente alla confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, in una nota esprimono “solidarietà al collega coinvolto nell’aggressione”.

“È l’ennesimo e gravissimo caso di inciviltà – sottolineano – di una lunga serie di aggressioni che avvengono, ormai routinariamente, negli ospedali siciliani, principalmente nei pronto soccorso denunciati dalla Fsi-Usae. Sulle aggressioni ospedaliere abbiamo stilato un dossier con gli episodi più gravi degli ultimi sei anni inviato ai Ministri della Salute, dell’Interno e alle Prefetture siciliane”.

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CALTANISSETTA – Strage via D’Amelio, ergastolo per due mandanti

Una sentenza importante che ricostruisce e rimette al suo posto parte dei pezzi mancanti faticosamente e pazientemente raccolti dalla Procura di Caltanissetta, ma non è l’ultimo capitolo della tragica storia delle stragi del ’92. Con la condanna all’ergastolo dei boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino e a 10 anni dei falsi pentiti Calogero Pulci e Francesco Andriotta si mette un punto su mandanti ed esecutori materiali dell’attentato costato la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta.

Su boss finora impuniti, dunque e su chi si è spacciato per collaboratore di giustizia, accusando innocenti. Ma restano da scrivere ancora delle pagine, forse le più complesse. Si intuisce già dal dispositivo del verdetto e se ne avrà la conferma leggendo le motivazioni della sentenza emessa stasera dalla corte d’assise di Caltanissetta dopo tre anni di dibattimento e dieci ore di camera di consiglio.

Si intravede ad esempio dalla concessione a Vincenzo Scarantino, grande depistatore che ha accusato dell’eccidio otto innocenti in attesa del processo di revisione, di una particolare attenuante. Avrebbe mentito, accusando ingiustamente persone che con la strage non avevano nulla a che fare, perché indotto da qualcuno. Una apertura al tentativo delle parti civili costituite, il fratello del giudice Borsellino e due degli innocenti condannati, di dimostrare che dietro al depistaggio c’era un manovratore.

La concessione dell’attenuante ha consentito a Scarantino di salvarsi dall’accusa di calunnia grazie alla prescrizione del reato. E poi c’è la decisione dei giudici di trasmettere alla Procura di Caltanissetta tutti i verbali delle udienze. Una mossa assolutamente insolita che può avere una doppia interpretazione: l’input ai pm a valutare profili di falsa testimonianza in alcune deposizioni – al processo sono stati sentiti anche poliziotti e pm che indagarono – e di accertare l’esistenza di eventuali nuovi spunti di indagine.

I magistrati saranno dunque costretti ad aprire un nuovo fascicolo, del tutto generico viste le indicazioni vaghe della corte, che si aggiungerà alle altri inchieste già in corso sugli aspetti ancora poco chiari della strage. Come quello sulla scomparsa dell’agenda rossa del giudice, mai ritrovata dopo l’attentato. “Non so se ci sarà un altro processo, ma ci sono temi che devono essere ulteriormente sviluppati e l’esito del processo offre spunti per altri approfondimenti”, ha commentato, dopo il verdetto, il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone che era in aula insieme al pm Stefano Luciani.

E’ stato Luciani, insieme all’aggiunto Gabriele Paci, a riaprire l’indagine sulla strage ricostruendo la verità sulla fase esecutiva su cui il suggello della Cassazione aveva messo la parola fine. Grazie ai pentiti Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina si è scoperto che il clan di Brancaccio aveva avuto un ruolo decisivo nel furto della 126 usata come autobomba.

E nel giorno della sentenza, che segna un traguardo dopo 25 anni dall’attentato e undici processi già celebrati per tre filoni di inchiesta, è soddisfatto anche il legale del fratello di Paolo Borsellino, Salvatore a cui è stata riconosciuta una provvisionale di 300mila euro. L’avvocato Fabio Repici, protagonista di accesi scontri con la Procura, da lui accusata di non aver fatto abbastanza per scoprire le responsabilità istituzionali nel depistaggio, parla di un verdetto che ridà dignità alla giustizia.

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CALTANISSETTA – Nascondeva l’hashish sotto le tegole, arrestato tunisino

I poliziotti dell’antidroga hanno arrestato il cittadino tunisino Kadrawi Adnan, di 26 anni, per spaccio di hashish. La droga, circa 800 grammi, insieme con 1.000 euro e un bilancino di precisione, sono stati trovati in casa dell’uomo in via Aiello. I poliziotti da tempo seguivano gli spostamenti dell’uomo, più volte individuato presso la Villa Cordova.

La droga era nascosta all’interno di un armadio in legno e sotto le tegole del tetto dell’abitazione. L’arrestato è stato condotto in questura e, dopo le formalità di rito, su disposizione del pm condotto presso il carcere Malaspina.

 

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CALTANISSETTA – Raid in Procura

E’ scattato l’allarme in Procura a Caltanissetta per un presunto raid negli uffici del procuratore aggiunto Lia Sava. Il magistrato, rientrando stamattina in ufficio, ha trovato alcuni oggetti fuori posto – si tratterebbe di una pianta – e il computer dell’ufficio acceso.

La polizia scientifica ha eseguito i rilievi alla ricerca di impronte ed eventuali tracce: l’ipotesi è che qualcuno si sia introdotto nell’ufficio approfittando della chiusura per le festività pasquali. Sulla porta, però, non sono stati ritrovati segni di effrazione. Le chiavi della porta sono conservate in una bacheca accessibile a diverse persone, visto che servono anche agli addetti alle pulizie.

Gli investigatori stanno cercando di capire se il computer del procuratore aggiunto possa essere stato manomesso e se possano essere stati rubati dei file. Al momento, comunque, non è escluso che forse proprio un addetto alle pulizie, lavorando, possa avere spostato degli oggetti e acceso il computer mentre puliva i mobili della stanza.

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TERRORISMO – Lari, in Sicilia indagini su cellule islamiste

“Sono emersi processi di radicalizzazione di alcuni soggetti nei centri per immigrati e, attraverso monitoraggi della Polizia postale, sono state trovate sul web tracce di questi processi. Vi sono indagini in corso e non posso dire altro”. Così il procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari, mentre scatta anche nel Nisseno, per le festività pasquali, il piano antiterrorismo del ministero dell’Interno.
    Secondo il magistrato, l’allarme terrorismo “è concreto. Il Nisseno è un territorio delicato, ma parlo anche di Enna. Vi è la presenza di numerosi centri di accoglienza e di uno dei pochi Cie che accoglie soggetti scarcerati. In un caso si è arrivati a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un pakistano che ci risulta aver fatto parte di un’organizzazione terroristica sunnita”.

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SANTA CATERINA VILLARMOSA – Cade per raccogliere funghi e muore

Non si è più svegliato dal coma ed è morto all’alba di oggi nell’ospedale S. Elia di Caltanissetta Santino La Placa, 38enne di Santa Caterina Villarmosa (Cl), caduto giovedì mattina in un burrone mentre raccoglieva funghi in contrada Scaleri.

Le sue condizioni erano apparse subito disperate e tutti i tentativi di salvargli la vita da parte dei sanitari si sono rivelati vani. Alle prime ore di oggi è sopraggiunto un arresto cardiaco che ha provocato la morte.

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Muore a 9 anni per un tumore: gara di solidarietà per il rientro della salma

Morire a 9 anni di tumore al cervello. E’ successo a una bambina di Gela, e i compagni di scuola, insieme alla direttrice e agli insegnanti, hanno dato il via a una gara di solidarietà con la raccolta dei fondi necessari alla famiglia per riportare a casa la salma della bambina, deceduta a Firenze durante un intervento chirurgico, dopo un anno di sofferenze.

Servirà denaro anche per i funerali e la tumulazione, ma la famiglia sembra non averne e per questo sta intervenendo anche l’amministrazione comunale con l’assessore Licia Abela che ha promesso un contributo. La raccolta di fondi nel frattempo si è allargata a comitati e associazioni e alla scuola di danza che la piccola frequentava con grande passione. La morte della piccola ha destato commozione in città.

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