Raid in Comune per bruciare un server esplode l’innesco e li ustiona al volto [VIDEO]

GAGLIANO CASTEL FERRATO (ENNA) – Avrebbero danneggiato le telecamere del municipio e dato fuoco al server del comune di Gagliano Castel Ferrato, distruggendo i documenti dell’ufficio tecnico e dell’anagrafe con l’intento di cancellare le immagini di una lite tra pregiudicati di qualche giorno fa.

Un intoppo, però, ha fatto esplodere all’improvviso l’innesco e ha ustionato loro il volto. I carabinieri del comando provinciale di Enna li hanno così arrestati dopo che si erano fatti ricoverare all’ospedale Cannizzaro di Catania. Sono Salvo Giuliano, di 39 anni, e Andrea Riolo, di 25, allevatore pregiudicato, accusati di danneggiamento aggravato seguito da incendio.

I due, dopo essere fuggiti, sono andati al pronto soccorso dell’ospedale di Catania dichiarando di essersi bruciati mentre accendevano un barbecue. Adesso sono agli arresti al centro ustioni dell’ospedale Cannizzaro, dove sono ricoverati in prognosi riservata.

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Blitz antidroga tra Enna e Catania: preso “il burattinaio” e i suoi spacciatori

Ventuno persone sono state arrestate all’alba dai carabinieri, tra Enna e Catania, per spaccio di cocaina, eroina e hashish. L’indagine, denominata «Mangiafuoco», prende il nome dal principale indagato che come un burattinaio comandava la rete di spacciatori. Oltre cento i carabinieri del comando provinciale di Enna coinvolti nell’operazione, con l’ausilio di unità cinofile antidroga e il supporto di un elicottero dell’Arma che sta sorvolando le zone in cui sono ancora in corso le perquisizioni domiciliari.

Al centro dell’operazione “Mangiafuoco”, per gli inquirenti, ci sarebbe Salvatore Nicotra, 47 anni di Piazza Armerina, già con numerosi precedenti anche specifici. Nicotra viene considerato una sorta di “burattinaio”,in quanto avrebbe, nonostante si trovasse ai domiciliari, mosso i fili dell’attività di spaccio. A collaborare il quarantasettenne adesso destinatario di una nuova ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, per l’accusa, il fratello, Fabio Nicotra di 33 anni, assieme al nipote Giuseppe Mascara 32 anni ed al cognato di quest’ultimo Andrea Commendatore 24 anni incensurato. Per i tre è stata disposta la misura cautelare del carcere.

Oltre a loro, le attività di indagine hanno portato ad individuare un ruolo considerato determinante nello spaccio per Salvatore Contraffatto 26 anni di Piazza Armerina, Ambrogio Tagliarino 20 anni di Aidone e Gianluca Giuseppe Aguglia 39 anni di Piazza Armerina. Per il primo è stato disposto il carcere per gli altri due i domiciliari.

In particolare ad occuparsi del “rifornimento” della droga sarebbero stati Vincenzo Ciccia 39 anni di Raddusa, Antonio Risiglione 43 anni,Salvatore Santamaria 47 anni, adesso in carcere, Fiorenzo Vito Risilione e Rosaria Vitale 66 anni, ristretti ai domiciliari, tutti di Castel di Iudica. Ancora, per lo spaccio, le indagini hanno portato agli aidonesi Gaetano Ardizzone 46 anni e Vittorio Pirronitto di 59 anni entrambi di Palagonia e Maurizio Ingala 55 anni di Mirabella Imbaccari. Ruolo sullo spaccio ad Aidone viene attribuito a Davide Barrile 41 anni adesso in carcere , Cristian Sudano 35 anni, Emanuele Barrile 23 anni, Filippo Ribaudo, 29 anni, Lorenzo Milazzo 46 anni e Luigi Gugliara 49 anni, tutti ai domiciliari.

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ENNA – Incidente frontale a Pasquasia. Un morto e tre feriti

Tragico scontro frontale tra due auto e un camion  a Pasquasia, in territorio di Enna. A perdere la vita Filippo Bellomo, 53 anni, nato a Mazzarino e residente a Enna, dove lavorava come ispettore della guardia forestale, che era alla guida di una delle due auto. Sul posto sono stati inviati dalla sala operativa del 118 di Caltanissetta l’elisoccorso e 3 ambulanze. Intervenuti anche i vigili del fuoco.

L’uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia dove però è morto poco dopo per via dei gravissimi traumi riportati. Gli altri due feriti sono stati trasportati all’ospedale di Enna.

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NICOSIA – Tentano di rapire 14enne: due arresti

Si è trasformato in arresto il fermo per i due romeni, che ieri avrebbero provato a sequestrare un ragazza di 14 anni mentre andava a scuola. Si tratta di Liviu Malin Negreanu, 37 anni e di Florian Horvath 28 anni, entrambi con dimora a Catania.

La ragazza, che era stata afferrata per un braccio nel tentativo di essere caricata in macchina, è riuscita a scappare e ha dato l’allarme.

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Operazione “EFFETTO DOMINO” – Droga, rete dello spaccio tra Catania ed Enna, blitz con 5 arresti

Una vasta operazione antidroga della polizia, denominata “Effetto Domino”, ha consentito di smantellare un clan criminale che aveva costituito un asse di rifornimento dello spaccio di stupefacenti fra la città di Catania e la provincia di Enna.

I provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di cinque presunti esponenti del clan sono stati firmati dal Gip del Tribunale di Enna, su richiesta della locale Procura. Nell’operazione, tuttora in corso, è impegnato il personale delle Squadre Mobili di Torino, Catania e Reggio Calabria.

L’indagine svolta dagli uomini della Squadra Mobile di Enna e del Commissariato di Leonforte ha permesso di scoprire una rete di persone che spacciavano marijuana e cocaina, nei comuni orientali dell’hinterland ennese e nel catanese.

Ulteriori dettagli verranno forniti nel corso della Conferenza Stampa che si terrà presso l’Auditorium del Palazzo di Giustizia di Enna, alle ore 09:00, alla presenza del Procuratore Massimo Palmeri, del sostituto Francesco Rio e del Questore Antonino Pietro Romeo.

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CATENANUOVA – Rapina e sequestro nella villa di farmacista

Una rapina con sequestro di persone si è verificata ieri sera a Catenanuova, nell’Ennese, a casa di un farmacista. Quattro banditi, approfittando della porta momentaneamente aperta, sono entrati nell’abitazione, immobilizzando il proprietario sotto la minaccia di una pistola insieme alla moglie e alla figlia. Dopo aver legato i tre con fascette di plastica e nastro adesivo, e dopo avere messo a soqquadro la casa, i banditi si sono fatti consegnare denaro contante e gioielli. Poi hanno costretto la ragazza ad accompagnare uno dei rapinatori in farmacia per prendere l’incasso della giornata. Con un malloppo di quasi 30 mila euro, i rapinatori si sono dati alla fuga a bordo di un’auto della famiglia Rizzo, ritrovata qualche ora dopo dai carabinieri.

A chiamare il 112, sono state le stesse vittime che, a fatica, sono riuscite a liberarsi. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Catenanuova ed Enna. 

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VALGUARNERA – “Appiccò un incendio”, imprenditore arrestato

Secondo i Carabinieri , il 28 agosto avrebbe appiccato un incendio a due passi dall’area industriale di Dittaino e le fiamme si sarebbero propagate a terreni privati e demaniali, danneggiando condutture del gas, pali dell’energia elettrica e un guardrail. E’ stato arrestato per incendio boschivo aggravato Giuseppe Coci, imprenditore agricolo valguarnese di 49 anni. Di recente destinatario di un sequestro di beni,perché ritenuto “contiguo” al cosiddetto clan dei Batanesi di Tortorici, era stato poi prosciolto.

 

 

 

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FAVARA – Albergo vince premio internazionale di architettura e design

L’ALBA PALACE HOTEL A FAVARA, NEL CUORE DELL’AUTENTICA SICILIA TRA TRADIZIONE E MODERNITÀ VINCE IL PREMIO INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA E DESIGN 2017

Alba Palace Hotel vince il Primo Premio Internazionale di Architettura e Design 2017 “BAR/RISTORANTI/HOTEL D’AUTORE”.

177 in totale i progetti esaminati dalla giuria composta da Renato Arrigo IN/ARCH, Paolo Desideri Dipartimento Architettura-Università degli Studi di Roma Tre, Paolo Cuccia Gambero Rosso, Massimiliano Tonelli Artribune, Ferdinando Napoli Archilovers, Simona Greco Fiera di Milano, Patrizia Di Costanzo ADI, Andrea Margaritelli FederlegnoArredo.

La giuria ha apprezzato la capacità del progetto di coniugare allo stesso tempo la conservazione e la valorizzazione per mezzo di una continua azione di misurato bilanciamento tra progetto di restauro e progetto di nuova costruzione, e di superare così la falsa dialettica tra antico e moderno.

Gli architetti Gaetano Manganello e Carmelo Tumino dello Studio Architrend di Ragusa e la committenza sono riusciti a coniugare e a raggiungere a pieno gli obiettivi del premio.

Il 24 ottobre 2017 alle ore 11.30 a HOST Milano si terrà la cerimonia di assegnazione del Premio.

A soli 7 Km da Agrigento, dal 2010 il suggestivo borgo di Favara è diventato il nuovo centro artistico contemporaneo del Sud Italia grazie al Farm Cultural Park, centro culturale e polo artistico polifunzionale, primo parco turistico costruito in Sicilia, vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. In questo clima di forte rinnovamento nasce il progetto dell’Alba Palace, il primo e unico Hotel 4 stelle di Favara. Il completo recupero in chiave contemporanea di un palazzo ottocentesco rappresenta un altro tassello importantissimo nella crescita del borgo d’arte a due passi dalla Valle dei Templi.

Alba Palace è stato il nuovo progetto della famiglia Alba che si occupa di accoglienza dal 2004, e che ha creduto fortemente che da un sogno potesse nascere il coraggio di affrontare un percorso di rinascita culturale ed economica del centro storico di Favara, un borgo d’arte a due passi dalla Valle dei Templi di Agrigento. A soli sei mesi dall’apertura dell’Hotel Alba Palace, questo premio internazionale è una grandissima soddisfazione e dimostrazione che dal degrado e dall’abbandono è possibile realizzare qualcosa di grande, e che i progetti contemporanei, nel rispetto del passato possono dare vita a nuovi volani economici che puntino sempre sull’alta professionalità e qualità dei servizi offerti posizionandosi già dal primo anno tra gli hotels di charme emergenti nel panorama turistico siciliano.

Il rapporto dialettico tra il riuso-restauro del fabbricato storico e la creazione di innesti contemporanei sulla facciata esistente costituisce il tema dominante di questo progetto. L’intervento progettuale si configura come una proposta che oscilla tra “tradizione” e “modernità”, tramite la conservazione delle parti autentiche dell’edificio in modo da mantenerne inalterate le

caratteristiche originarie, e l’utilizzo di materiali contemporanei, come la lamiera di acciaio per gli elementi aggettanti sulla facciata, di forte impatto architettonico. La facciata sulla corte interna è caratterizzata dal nuovo corpo scala in cemento armato a vista. Gli ambienti delle 20 camere al primo e al secondo livello, vengono fortemente caratterizzati dalla presenza del solaio con travi di legno lamellari a vista e lamiera grezza come intradosso. La demolizione dell’ultimo livello ha permesso la costruzione di un padiglione, destinato alle esclusive suite, al lounge bar e ad unaveranda panoramica con una piccola sala ristorante. Da questo padiglione con ampie pareti vetrate e dalle due terrazze, si ha una vista suggestiva della Chiesa Madre e del Castello Chiaramontano.

L’intervento progettuale si pone come proprio fine quello di Conservare l’autentico e aggiungere, tenendolo distinto, il Contemporaneo, ai fini del riuso, per far rivivere il contenitore storico.

Un progetto quindi che crea un legame tra la storia antica dell’edificio, il suo presente ed il suo futuro. Alba Palace un’esperienza da non perdere.

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CENTURIPE – Ferro vecchio al posto dei pezzi di ricambio truffe on line di una coppia

Raggiri on line in tutta Italia. I carabinieri del comando provinciale di Enna hanno eseguito una misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale nei confronti del 39enne Nicola Passalacqua e della 33enne Laura Adamo, entrambi di Centuripe (En), marito e moglie, accusati di truffa aggravata a continuata.

Le indagini dei militari a Nicosia e della Sezione di P.G. seguendo le piste elettroniche dell’e-commerce, hanno svelato che la coppia pubblicava annunci di vendita sul sito subito.it di parti di ricambio di moto e macchine e, dopo il pagamento, non spedivano la merce o inviavano pacchi con all’interno pezzi di ferro vecchio e parti di ricambio non conformi a quanto acquistato.

Secondo gli investigatori sono stati compiuti oltre 70 episodi di truffe perpetrate su tutto il territorio nazionale da novembre 2013 per un guadagno stimato, di oltre 80 mila euro.

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BARRAFRANCA – Ammazza il padre e poi tenta il suicidio

Erano appena tornati dalla loro azienda agricola, appena fuori paese, quando Giuseppe Spadaro, 34 anni, ha sparato al padre Salvatore di 68 anni e poi ha rivolto l’arma contro se stesso per suicidarsi. A raccontare frammenti della dinamica della tragedia agli inquirenti è stata la moglie della vittima.

Il marito, dopo una breve conversazione al piano terra con la moglie, è salito per le scale fino a raggiungere il secondo piano per vedere cosa stesse facendo il figlio. E’ a quel punto che la donna avrebbe sentito i colpi di arma da fuoco.

La scena che si è presentata agli occhi della donna è stata terribile: il marito in una pozza di sangue e il figlio con la mandibola spappolata per il colpo di fucile sparato. Forse in stato confusionale o rendendosi conto di essere sopravvissuto al primo colpo, Giuseppe Spadaro si è sparato anche all’addome.

L’omicidio è avvenuto poco dopo mezzogiorno in una casa monofamiliare di proprietà degli Spadaro in pieno centro storico. La famiglia, molto conosciuta in paese, viene descritta come perbene e tranquilla tanto che in molti, in un primo momento, hanno sostenuto che si fosse trattato di un incidente. Pare, però, che aldilà delle apparenze negli ultimi tempi tra padre e figlio, i rapporti si fossero incrinati.

Giuseppe, l’omicida che ora si trova ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, lavorava tutto il giorno fianco a fianco con il padre nelle terre di famiglia. Giuseppe ha un fratello e una sorella sposata. I due fratelli, single entrambi, vivevano ancora con i genitori.

L’arma che ha sparato farebbe parte di uno dei cinque fucili da caccia e due pistole che la famiglia Spadaro deteneva legalmente.

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