COPPA ITALIA – ll Troina batte la Vigor Lamezia 4-1 e accede ai quarti

Il Troina si qualifica ai quarti di finale della coppa Italia Dillettanti . Nel pomeriggio di oggi  i siciliani ,nella gara di ritorno ,hanno superato per 4 a 1 il Lamezia già battuti all’ andata per 2 a 0

IL TABELLINO:

TROINA (3-4-2-1): Van Brussel; Russo, Silvestri, Orlando; Del Col (83’ Urso Calè), Tuninetti, Marletta, Souarè (73’ Bello); Ott Vale (67’ Fricano), Fernandez Cipolla; Romeo. A disp.: Lizzoni, Adeyemo, Melillo, Diallo. All. Pagana.

VIGOR LAMEZIA (4-3-2-1): Mercuri; Varricchio, Bertini, Villella, Torcasio; Anile (34’ Gigliotti), Ottonello (81’ Commisso), Crucitti; Leta, Russo (75’ Ferraro); Mosciaro. A disp.: Marino, Guttà, Marano, Iannazzo. All. Gatto.

ARBITRO: Pierobon di Castelfranco Veneto.

MARCATORI: 32’ e 61’ Fernandez Cipolla, 59’ Leta, 74’ Romeo, 80’ Marletta.

NOTE: ammoniti Bertini.

 

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ENNA – Falso, peculato e truffa: denunciato un dirigente di Riscossione Sicilia Spa

Il Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna ha denunciato per falso, peculato e truffa aggravati in danno dell’Erario un dirigente di Riscossione Sicilia Spa che si sarebbe appropriato, tra il 2009 e il 2015, di oltre 940 mila euro destinati alle casse della società di riscossione.

In particolare, il funzionario – responsabile, di fatto, del settore contabilità dell’agenzia di Enna – attraverso diversificati modus operandi illeciti, agevolati dall’assenza di efficaci controlli interni, avrebbe distolto a proprio vantaggio somme di denaro destinate alle casse dello Stato od altri Enti impositori o addirittura ai contribuenti, a titolo di rimborso fiscale.

Le operazioni, tutte supportate da falsa documentazione cartacea e digitale, avvenivano in diversi modi: come sostituire l’Iban del contribuente destinatario del rimborso fiscale con il proprio; richiedere e negoziare assegni circolari con provviste tratte dalla società di riscossione e successivamente reimpiegando le somme in operazioni di acquisto di titoli o, financo, in molteplici casi mediante prelievi di contante, direttamente operati presso lo sportello della banca, titolare del conto aziendale.

Dall’analisi patrimoniale e finanziaria, infine, è emerso che il tenore di vita dell’indagato era incompatibile con i soli redditi di lavoro e con i flussi e le movimentazioni dei conti bancari personali, presentando rilevanti e ingiustificate disponibilità finanziarie

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VILLAROSA – Lupara bianca, si fa luce sull’omicidio di un tabaccaio nel 2004: quattro arresti [VIDEO]

Un’operazione antimafia condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Enna e della Squadra Mobile Enna è in corso a Villarosa. Gli investigatori stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta su richiesta della Dda nissena, a carico di 4 persone ritenute responsabili di omicidio e distruzione di cadavere aggravati dalla modalità mafiosa e di associazione di tipo mafioso.

Le indagini avviate nel 2015 dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta hanno anche consentito di fare luce sulla scomparsa del proprietario della rivendita di tabacchi Giuseppe Bruno, avvenuta a Villarosa il 27 maggio del 2004, che sarebbe stato ucciso con il metodo della lupara bianca. 

Bruno era andato a riscuotere un credito, ma invece fu ucciso: il suo corpo sezionato con una motosega e dato in pasto in parte ai maiali, in parte bruciato all’interno di alcuni fusti metallici. A tredici anni dalla scomparsa del tabaccaio di Villarosa Giuseppe Bruno, dopo un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta e svolta dalla Squadra Mobile e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Enna, quattro componenti dello stesso nucleo familiare sono stati arrestati nell’ambito di un’operazione denominata «Fratelli di sangue».
In cella sono finiti i fratelli Damiano, Amedeo e Maurizio Nicosia, rispettivamente di 60, 51 e 54 anni ed il cugino Michele Nicosia, 53 anni; sono accusati di associazione mafiosa, con aggravanti specifiche, finalizzata a commettere omicidi, usura, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi nonché ad acquisire la gestione o, comunque, il controllo di attività economiche.  Maurizio Nicosia ed il cugino Michele sono accusati dell’omicidio del tabaccaio e della distruzione del suo cadavere. Dell’uomo erano state perse le tracce il 27 maggio del 2004; la sua auto era stata trovata parcheggiata vicino allo svincolo di Mulinello sull’autostrada A 19. Le recenti dichiarazioni rese alla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta da un collaboratore di giustizia, diretto testimone dell’omicidio, hanno permesso di ricostruire la vicenda.

Il clan dei Nicosia é stato già in passato al centro di vicende che riguardano il traffico di stupefacenti e ha agevolato la latitanza del boss di Gela Daniele Emmanuello, ucciso dalla polizia il 3 dicembre del 2007 mentre tentava di fuggire da una casa di campagna, tra Villarosa e Villapriolo, dove si era nascosto. 

La jeep di Giuseppe Bruno, scomparso a Villarosa nel 2004

La jeep di Giuseppe Bruno, scomparso a Villarosa nel 2004

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NICOSIA – Arrestato latitante catanese accusato di coltivazione e spaccio

Aveva preso in affitto sotto falso nome un terreno per coltivare 160 piante di marijuana nella provincia di Enna; scoperto nell’agosto scorso, con l’arresto di due persone addette alla coltivazione, si era dato alla latitanza, ma è stato infine arrestato dai Carabinieri di Nicosia (Enna). Si tratta del catanese Antonio Consoli, 45 anni, pluripregiudicato, arrestato nella mattinata di ieri  le accuse di detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, sostituzione di persona, contraffazione e ricettazione. Dopo la sua fuga, i Carabinieri hanno pedinato i familiari fino a quando, ieri mattina, è stato individuato a bordo di un’auto vicino Catania e bloccato. La coltivazione sequestrata in agosto avrebbe fruttato oltre 800 kg di sostanza stupefacente.

 

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VALGUARNERA CAROPEPE – “Sindaca, pagami le bollette o ti incendio la macchina”

I carabinieri di Valguarnera Caropepe hanno arrestato Giuseppe Sinistra, pregiudicato di 45 anni, per minacce alla sindaca e resistenza a pubblico ufficiale.

Ieri mattina si è presentato in municipio alla ricerca di Francesca Draià: ha cominciato a tallonarla e a inveire, minacciandola, tra le altre cose, di incendiarle la macchina se la prima cittadina non avesse provveduto a pagargli alcune bollette.

Spaventata, la sindaca si è rifugiata all’interno dell’ufficio del responsabile dei servizi sociali e ha chiamato i carabinieri. Sinistra si è scagliato contro di loro ed è stato bloccato con difficoltà.

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ENNA – Pusher canicattinese sorpreso sul furgone

Pusher sorpreso a bordo di un furgone in sosta nelle vicinanze del Sicilia Outlet Village di Dittaino: alla vista dei poliziotti, ha tentato di dileguarsi dal centro commerciale, ma è stato bloccato dagli agenti che lo hanno trovano in possesso di cocaina e denaro proveniente dallo spaccio. In manette è finito Salvatore Muratore, 43enne canicattinese.

stupefacente sequestrato

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ENNA – Intascava i soldi delle ammende, arrestato cancelliere del tribunale

Un cancelliere del tribunale di Enna, Roberto Cannata, 56 anni, è stato arrestato e posto ai domiciliari, dalla Polizia giudiziaria del Tribunale, con l’accusa di avere intascato somme di denaro relativo ad ammende e interessi di Giustizia. L’uomo è stato arrestato in Tribunale. Pare, ma gli inquirenti mantengono il massimo riserbo perché sono ancora in corso indagini, che a far scattare l’inchiesta sarebbero state alcune segnalazioni di avvocati del foro di Enna dopo che alcuni clienti avrebbero ricevuto cartelle esattoriali relative a somme che avevano già pagato consegnandole proprio a Cannata.

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REGALBUTO – Scippa 2.500 euro a un anziano

Stamattina i carabinieri di Regalbuto, in ottemperanza a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Enna, hanno arrestato il 39enne Stefano Meli, pluripregiudicato, per rapina a un 81enne che aveva appena prelevato all’ufficio postale poco più di 2.500 euro.

si trovava lungo le vie del centro è stato avvicinato dal Meli, il quale dopo averlo immobilizzato dal bacino, torcendogli il braccio con violenza, gli ha strappato il denaro

Dopo le formalità di rito è stato condotto presso la Casa circondariale di Enna. Meli era già fionito in manette nel 2015 per lo stesso reato.

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ENNA – Minacce ed estorsione a un disabile, due arresti della Gdf

Tentata estorsione nei confronti di un disabile. Con questa accusa la Guardia di finanza di Enna ha arrestato Giuseppe Di Dio, 38 anni, e Salvatore Cammalleri, 52 anni, accusati anche di circonvenzione di incapace.

I due, con l’aiuto di un amico comune, riuscivano ad avvicinare un 52enne ennese disabile e lo inducevano ad aprire una ditta individuale attraverso la quale la vittima acquistava telefoni e tablet per un valore di oltre 6.000 euro, di cui gli indagati si appropriavano.

Gli autori del raggiro costringevano, poi, la vittima a richiedere e ottenere un prestito di 10.000 euro da un istituto bancario, soldi che finivano sempre nelle tesche dei due indagati.

La vicenda veniva interrotta quando la vittima si rendeva conto di essere stata raggirata e denunciava l’accaduto alla Guardia di finanza di Enna. I finanziari, dunque, eseguivano una serie di controlli e tenevano sotto occhio l’attività dei due per dimostrare la sequenza di eventi. In questo modo, nel corso delle indagini accertavano comportamenti intimidatori e intento estorsivo dei due indagati, consistenti in pressioni psicologiche e fisiche, fino a giungere a minacce di morte.

Le continue pressioni esercitate da parte dei due malviventi inducevano la vittima a barricarsi in casa per diversi giorni fino all’arresto dei suoi due aguzzini.

Le Fiamme Gialle hanno effettuato intercettazioni, pedinamenti e appostamenti durante i quali sono state registrate frasi come quella riportata nell’ordinanza “dove ti trovo ti trovo ti faccio fuori, ti scanno, ti prendo il cuore e me lo mangio […] perché se non li paghi ti giuro che ti scippo la testa, dove sei sei, e me ne sto andando fino dai tuoi fratelli e i primi schiaffi li prendono i tuoi fratelli”.

Questi risultati insieme all’analisi di tutta la documentazione commerciale e bancaria prodotta dalla vittima hanno permesso di richiedere provvedimenti estrittivi della libertà ora eseguiti

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Tir giù da un viadotto a Enna, un morto

Incidente mortale sulla A19. Un’autoarticolato di oltre 6 tonnellate di Poste italiane, partito da Catania e diretto a Palermo, è volato giù dal viadotto dei Calderari. Morto sul colpo, il conducente, Angelo Severino, 55 anni di Catania.

L’incidente si é verificato all’alba. E’ intervenuta la polizia stradale di Catenanuova, sezione di Enna, che ha effettuato una serie di rilievi per tentare di ricostruire la dinamica dell’incidente. A fare uscire fuori strada il camion potrebbe essere stato il manto stradale gelato.

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