AIDONE – Tragica scalata, muratore precipita da 25 metri e muore

Stava praticando una forma estrema di free climbing, arrampicandosi a mani nude su una parete, nel cosiddetto «bauzu di San Nicola», che conosceva bene, perché l’aveva già scalata più volte. Ma giovedì sera ha perso il controllo ed è precipitato nel vuoto, da un’altezza di venticinque metri. Si è consumato così, l’altro ieri poco dopo le 18,30, il tragico destino di Giuseppe Palermo, un muratore quarantenne sposato e padre di tre figlie.

Una tragedia che lascia sgomenti amici e parenti, i quali in paese si sono già stretti attorno alla famiglia. Una passione travolgente, la sua per l’ebbrezza dello sport estremo, riscontrabile dalle foto che lui stesso postava sui social, dove appare sempre sorridente, anche se intento a mantenere l’equilibrio in posizioni decisamente complicate. Risale a un anno fa, infatti, un immagine che lo raffigura, alla vigilia di Ferragosto, nella stessa zona dove giovedì è avvenuta la tragedia, con pantaloncini jeans e senza maglietta, appeso in bilico tenendosi alla roccia.

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PIAZZA ARMERINA – Operaio forestale muore dopo un turno “massacrante”, esposto della figlia alla Procura

La procura di Enna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per la morte di un operaio forestale, Giuseppe Bonincontro, 50 anni, deceduto subito dopo il turno di spegnimento del’incendio che ha devastato i boschi di Piazza Armerina.

L’uomo era rientrato a casa dopo tante ore di lavoro sotto il sole si era messo a letto e non si è più svegliato. Un esposto è stato presentato dalla figlia dell’operaio che chiede chiarezza sulla morte del padre.

La procura di Enna ha aperto un fascicolo anche per l’incendio che due giorni fa ha devastato le pendici fin sotto la Rocca di Cerere. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbe la posizione di una persona notata nella zona degli incendi e numerose testimonianze di cittadini che avrebbero visto divampare contemporaneamente più inneschi.

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A Enna Il primo impianto di tele-riscaldamento

Il Comune di Enna ha ottenuto il finanziamento a favore di interventi nelle periferie e degradato delle città metropolitane e capoluoghi di provincia e realizzerà la prima rete  di tele–riscaldamento in Sicilia utilizzando come fonte energetica gli scarti dell’agricoltura : fieno, paglia e letame, grazie anche al finanziamenti privato Eliomed  Tech .

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Fiamme a Piazza Armerina. Scuola salva per miracolo. [VIDEO]

Un incendio divampato nel primo pomeriggio di ieri divora in pochi minuti alberi siepi e sterpaglie, sfiorando l’istituto tecnico Majorana di Piazza Armerina, lambito dalle fiamme e con un principio d’incendio nei laboratori della scuola.

FONTE: YOUREPORTER

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NICOSIA – Truffa all’Ue, intascavano i soldi per le strade rurali: 21 indagati

La Tenenza della Guardia di Finanza di Nicosia ha scoperto una truffa al bilancio dell’Unione Europea di oltre un milione di euro. Ventuno gli indagati per falsità ideologica in atto pubblico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, dichiarazione fraudolenta con uso di fatture false ed emissione di fatture false.

I finanziamenti, indebitamente percepiti da un’associazione agricola, erano destinati al rifacimento di strade interpoderali nel comune di Nicosia e alla predisposizione di nuove infrastrutture per agevolare il settore. Attraverso le false fatturazioni, i soggetti coinvolti nella frode hanno potuto giustificare i costi sostenuti per l’effettuazione dei lavori ai fini della percezione delle erogazioni, “gonfiando” contabilmente le passività d’azienda e sottraendosi ad una maggiore tassazione, certificando prestazioni di servizi e cessioni di beni che, nel concreto, non si sono mai realizzate e danneggiando così gli altri operatori onesti che, avendo presentato regolari domande per ottenere le contribuzioni pubbliche, non sono riusciti ad essere finanziati.

Il denaro nel tempo accumulato mediante la creazione di “fondi neri” è stato reinvestito: da qui l’accusa di autoriciclaggio. Al termine dell’indagine sono stati sequestrati beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per oltre un milione. 

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ENNA – Deputato regionale Alloro (Pd) a giudizio per diffamazione

La Procura di Enna ha disposto la citazione a giudizio per Mario Alloro, deputato regionale del Pd, accusato di avere diffamato a mezzo stampa, nel periodo maggio-luglio 2013 l’ex presidente dell’Irsap Alfonso Cicero. L’udienza dibattimentale si celebrerà davanti al tribunale di Enna il prossimo 7 febbraio; Cicero si costituirà parte civile per il risarcimento dei danni morali.

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BARRAFRANCA – Agguato di mafia, ucciso commerciante di auto usate

Un commerciante di auto usate, Filippo Marchì, 48enne sposato e padre di due figlie, è stato ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco nella campagna di sua proprietà, a Barrafranca. Dieci anni fa era stato definitivamente assolto da un’accusa di omicidio.

E’ stato assassinato mentre lavava l’auto: dopo essere stato raggiunto da alcuni proiettili, è stato finito con un colpo d’arma da fuoco in pieno volto che lo ha sfigurato. Una modalità che fa propendere gli investigatori per la pista mafiosa.

Abitava con la famiglia sulla strada provinciale che collega Enna a Barrafranca. A dare l’allarme la moglie e la figlia che hanno sentito gli spari. 

Nel 2001 Marchì fu accusato di avere ucciso un imprenditore del settore movimento terra a Barrafranca, trovato morto in auto sulla strada provinciale Enna-Barrafranca; Marchì aveva avviato un procedimento per ingiusta detenzione e chiesto un risarcimento al ministero della Giustizia di oltre mezzo milione di euro dopo l’assoluzione in primo e secondo grado, non impugnata dalla Procura. Quel delitto del 2001 è rimasto irrisolto.

Ma non solo: 22 anni fa era sfuggito a un agguato, rimanendo illeso, mentre la moglie Maria Stelletta che era con lui fu gravemente ferita. Era il 21 luglio quando i sicari, nel 1995, spararono colpi di pistola e fucile contro l’auto sulla quale viaggiava la coppia, in un tratto di strada vicino a Barrafranca.

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PIETRAPERZIA – Il sindaco cambia idea: il comune parte civile al processo contro i boss

Il sindaco Antonio Bevilacqua cambia idea e così Pietraperzia, per la prima volta nella storia, si costituisce parte civile a un processo di mafia, in una delle città dell’Ennese dove Cosa Nostra è da sempre radicata e forte. I dodici imputati del processo «Primavera» rispondono, a vario titolo, di associazione mafiosa, tentata estorsione, traffico d’armi e reati minori. La decisione del sindaco, esponente del M5S, è stata presa lunedì sera.

La giunta ha conferito incarico a titolo gratuito all’avvocato Mario Giarrusso, senatore grillino e componente della commissione parlamentare antimafia. Sino a domenica, infatti, Bevilacqua aveva deciso l’esatto contrario: nessuna costituzione di parte civile, per dare un segnale di apertura nei confronti di quanti, giovanissimi imparentati con gli imputati, rischiavano di essere risucchiati da un mondo che non appartiene loro, perché costretti a pagare colpe non loro.

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SICILIA – Incendi, situazione sotto controllo ad Enna, riaperta A 19

Si e’ protratto per tutta la notte l’incendio che ieri ha devastato oltre 10 chilometri di territorio tra il viadotto Ferrarelle, da dove si e’ sviluppato, sulla A 19, fino a risalire le pendici di Enna e Calascibetta.
    Gia’ dalle prime ore dell’alba e’ entrato in azione il canadair dei vigili del fuoco che sta spegnendo alcuni focolai. La situazione, pero’, secondo la sala operativa della Forestale che insieme ai vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte, sembrerebbe sotto controllo.
    Stanotte intorno alle tre e’ stata riaperta l’autostrada nel tratto tra lo svincolo di Caltanissetta ed Enna. E’ invece interrotta a causa dei danni provocati dall’incendio la linea ferroviaria Catania-Palermo; tra Enna e Caltanissetta è stato attivato un servizio sostitutivo di pullman.

 

 

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NEBRODI – L’agguato ad Antoci, tra gli indagati anche boss catanesi ed ennesi

Tra i 14 indagati per l’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, la maggior parte di essi è stata colpita l’anno scorso da interdittiva antimafia, con conseguente revoca di migliaia di ettari di terreni ricadenti nella zona. Apparterrebbero alle famiglie mafiose di Tortorici e Cesarò ma anche dell’Ennese e del Catanese e risultano destinatari degli avvisi di garanzia spiccati dalla Dda di Messina con l’accusa di tentato omicidio aggravato dall’appartenenza all’associazione mafiosa.

Si tratta di Giuseppe Foti Bellingambi e il fratello Sebastiano Foti Belligambi (quest’ultimo ha presentato istanza per i terreni insieme a Federica Pruiti, sorella di Giuseppe e Giovanni Pruiti, ritenuti elementi di spicco della mafia di Cesarò), Giuseppe Conti Taguali, Sebastiano Musarra Pizzo e Salvatore Armeli Iapichino, detto «Zecchinetta», (ai quali il comune di Troina ha revocato concessioni del valore di diverse decine di migliaia di euro, perché, secondo la prefettura di Messina, le loro ditte sarebbero state soggette e tentativi di infiltrazione mafiosa), Nicola Antonio Karra, Sebastiano Destro Pastizzaro, Carmelo Fabio, Giuseppe Calà Campana, Antonino Foti detto «Biscotto», Andrea Cerro, Litterio Cerro, Daniele Destro Pastizzaro e Carmelo Triscari Giacucco ( fratello di Antonietta, titolare di concessione e moglie di Giuseppe Pruiti)

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