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VIABILITA’ – Rischio blocco definitivo per completamento lavori Palermo-Agrigento: al via licenziamenti

Rischiano di fermarsi definitivamente i lavori per il completamento della Palermo-Agrigento. E’ la denuncia dei sindacati. “Nonostante le rassicurazioni dell’Anas, la società contraente dell’opera, la Bolognetta Scpa, ha comunicato ai sindacati la riduzione del 50% delle maestranze e la sospensione dei lavori nei tratti oggetto dell’appalto.

“Sono già partiti i licenziamenti – dichiarano alcuni Sindacalisti , – e dopo il 27 settembre, giorno in cui si terrà un vertice al centro per l’Impiego, la situazione potrebbe precipitare. E tutto questo avviene nonostante la volontà espressa dall’Anas di aumentare la produttività, per rispettare i tempi contrattuale di consegna dell’opera. Non si comprende più quale possa essere il futuro di quest’infrastruttura e delle manovalanze che vi operano. Se le istituzioni hanno cambiato idea e vogliono rendere quest’opera l’ennesima incompiuta, che lo dicano senza ulteriori rimpalli”. Feneal, Filca e Fillea, hanno organizzato per il prossimo 22 settembre, una manifestazione lungo lo scorrimento veloce, dopo lo svincolo di Mezzojuso.

 

 

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BAGHERIA – Il Sindaco Patrizio Cinque indagato per abuso edilizio e in un’inchiesta sui rifiuti

Guai giudiziari per il sindaco grillino di Bagheria, Patrizio Cinque. Il priomo cittadino è indagato in un’inchiesta della Procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti. A Cinque i Carabinieri hanno notificato la misura cautelare dell’obbligo di firma per evitare possa reiterare il reato. Sarebbero in tutto 17 le misure cautelari disposte dal giudice per le indagin  i preliminari per dirigenti e impiegati comunali. Nell’inchiesta rientrerebbe l’indagine su un abuso edilziio contestato ads un parente del Sindaco. 

L’inchiesta che coinvolge il sindaco grillino di Bagheria Patrizio Cinque, a cui oggi il gip di Termini Imerese ha notificato la misura dell’obbligo di firma, trae spunto dalla denuncia della dirigente del Comune Laura Picciurro su un affidamento diretto, nel 2015, da parte dell’amministrazione comunale, alla ditta Tech del servizio di raccolta e trasferimento dei rifiuti in discarica e negli impianti di recupero per un importo di 3 milioni di euro. La dirigente denunciò irregolarità nell’assegnazione del servizio con la procedura della somma urgenza alla società subentrata al Coinres.

Il caso venne discusso anche dalla commissione regionale Antimafia che sentì sia Cinque che la dirigente.  Il sindaco sarebbe indagato per turbativa d’asta e abuso d’ufficio insieme a una ventina di dirigenti e funzionari comunali. Nell’inchiesta è finita anche la vicenda, già nota alle cronache, della casa abusiva del suocero della sorella di Cinque. Il sindaco risponde in questo caso di violazione del segreto d’ufficio in concorso con l’ispettore della polizia municipale Domenico Chiappone. Quest’ultimo gli avrebbe rivelato l’esistenza di un’inchiesta della Procura di Termini sull’immobile abusivo. La procura aveva contestato a Cinque anche l’omissione di atti d’ufficio che il gip, però, non avrebbe ritenuto sussistente. 

Cinque precisa che, da lui non è partito alcun attacco alla magistratura. La precisazione del sindaco fa riferimento ad  una nota, si sottolinea in ambienti M5s, diffusa per errore.

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PALERMO – Tangenti, condannato a 4 anni e due mesi ex presidente Rfi

Il gup di Palermo Wilma Mazzara ha condannato l’ex presidente di Rfi, Dario Lo Bosco,a 4 anni e due mesi di carcere, e i funzionari del Corpo Forestale Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca rispettivamente a 4 anni e 6 mesi a 4 anni e due mesi. Erano accusati a vario titolo di concussione e induzione indebita a promettere utilita’.
    L’inchiesta, coordinata dal pm Claudio Camilleri, ruota attorno a due distinte vicende che vedono protagonista l’imprenditore agrigentino Massimo Campione.
    Lo Bosco avrebbe ricevuto da Campione 58mila 650 euro per spingere Rfi ad acquistare un sensore per il monitoraggio dell’usura delle carrozze ferroviarie affittate a terzi.
    Quattrocchi e Marranca invece, avrebbero ricevuto complessivamente circa 250mila euro: in cambio avrebbero evitato intoppi nei lavori di ammodernamento della rete di radiocomunicazioni della Forestale che Campione si era aggiudicato, vincendo un appalto di 26 milioni bandito dal Corpo forestale.
    Campione, titolare di una societa’ di costruzioni, fu fermato, nel 2015, dalla polizia con una lista di nomi, con accanto delle cifre: una sorta di libro mastro delle tangenti.
    L’ imprenditore ha collaborato con gli inquirenti e poi ha chiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali, misura che estingue il reato. In questo modo è uscito dal processo che è stato celebrato in abbreviato.

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PALERMO – Fermato l’assassino dell’Acquasanta, è un parcheggiatore abusivo vicino di casa della vittima

Si chiama Giovanni Pizzuto, ha 28 anni ed è un parcheggiatore abusivo. Sarebbe lui l’assassino di Francesco Paolo Maronia, 48 anni, ucciso ieri sera con una coltellata al torace in vicolo Pipitone all’Acquasanta di Palermo poco distante dai Cantieri Navali.

L’omicidio sarebbe maturato al culmine di una lite fra parcheggiatori abusivi. Entrambi, infatti, vivevano delle monete regalate dagli automobilisti che lasciavano le auto in sosta in varie zone della città. Entrambi abitavano in Vicolo Pipitone teatro anche del delitto.

Fermato ieri sera stessa a non più di un paio d’ore dal delitto Pizzuto avrebbe confessato durante la notte nei locali della squadra Mobile di Palermo dove è stato portato e interrogato a lungo.

Alla polizia ha raccontato di aver reagito all’ennesima minaccia pronunciata dalla vittima nei confronti della sua famiglia. Vittima e assassino, infatti, vivevano l’uno a fianco dell’altro. Entrambi pregiudicati per piccoli reati contro il patrimonio ed entrambi parcheggiatori abusivi, sembra venissero spesso in contrasto e litigassero di frequente. Ieri l’epilogo con l’omicidio consumato con una coltellata al cuore.

Dopo la confessione per Pizzuto è scattato il fermo con l’accusa di omicidio volontario. L’uomo èstato portato nel carcere Pagliarelli di Palermo. A firmare il provvedkimento di fermo è stato il pubblico ministero di turno Sergio Mistritta. A confermare la confessione sono stati i rilievi della polizia scientifica che hanno raccolto elementi decisivi a definire il quadro probatorio. Soprattutto le impronte digitali trovate sul coltello che è rimasto nel corpo di Maronia.

 

Vicolo Pipitone è stato per anni il regno dei Galatolo. Da qui partirono gli squadroni della morte che uccisero il giudice istruttore Rocco Chinnici, il segretario regionale del Pci, Pio La Torre, il commissario Ninni Cassarà. Adesso la pace ritrovata di vicolo Pipitone è stata interrotta da un omicidio per un litigio tra vicini.

Una morte che ha acceso di nuovo i riflettori su una zona che non ama tanto la ribalta. Qui le liti non sono mai risolte con le armi, ma con la mediazione dei boss. Forse anche questo delitto è segno dei tempi che cambiano nel regno dei Galatolo.

Paolo Maronia, 48 anni, vittima dell'omicidio.

Paolo Maronia, 48 anni, vittima dell’omicidio.

 

 

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PALERMO – Ammazzato a coltellate un 48enne parcheggiatore abusivo: fermato vicino di casa

Omicidio a Palermo. Un uomo è stato ucciso a coltellate intorno alle 20 in vicolo Pipitone, nella zona del Cantiere Navale.

La vittima è Pietro Francesco Maronia, 48 anni, faceva il parcheggiatore abusivo. L’uomo, che abitava in una casa fatiscente al piano terra, è stato colpito da un coltello da cucina conficcato nel torace. A ucciderlo srebbe stato un vicino di casa nel corso di un litigio. Il giovane è stato fermato ed è stato condotto negli uffici della Squadra Mobile. Avrebbe confessato l’omicidio.

A lanciare l’allarme una donna che avrebbe sentito delle urla e avrebbe visto qualcuno fuggire su uno scooter verso via Montepellegrino.

Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile di Palermo.

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CONTESSA ENTELLINA – Cacciatore spara e uccide l’amico

Chi lo ha visto lo descrive come una persona distrutta, sconvolta, che non sa darsi pace per quello che è accaduto durante la loro prima battuta di caccia della stagione.

Aveva sparato con l’intenzione di uccidere un animale ed invece il proiettile ha colpito l’amico e compagno di battuta da una vita uccidendolo sul colpo.

La vittima è Maurizio Colca di 51 anni di Bisacquino. A sparare è stato un cacciatore esperto. La tragedia si è consumata nelle campagne di Contessa Entellina.

I due si conoscevano ed avevano partecipato a tantissime battute. Colca si trovava in una zona boscosa quando è stato raggiunto da un colpo di fucile sparato dal compagno che si trovava ad una cinquantina di metri di distanza. La vittima era in direzione dell’animale.

Diverse le ipotesi al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Corleone che stanno conducendo le indagini coordinate dalla Procura. La salma è stata portata alla Medicina Legale del Policlinico per estrarre l’ogiva rimasta nel corpo del povero cacciatore.

luogo-tragedia

 

 

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FORMAZIONE PROFESSIONALE- Altra tegola del Cga su Avviso 8

Il Consiglio di giustizia amministrativa con tre diverse ordinanze ha sospeso l’Avviso 8 della Formazione professionale in Sicilia. In attesa del merito del Tar è stata sospesa l’efficacia della circolare con la quale l’assessorato regionale alla Formazione ha modificato i criteri utilizzati per redigere le graduatorie degli enti partecipanti. La modifica, effettuata due volte, sarebbe servita a rispondere ai criteri in base ai quali il Tar ha sospeso l’efficacia dell’Avviso. Le modifiche sono state ritenute insufficienti dai giudici amministrativi. E l’assessore regionale alla Formazione, Bruno Marziano, rassicura: “Ritengo doveroso e opportuno comunicare che la procedura dell’Avviso 8/2016 nel suo complesso procede senza alcuna interruzione o sospensione, ferma restando l’attività dell’amministrazione circa la doverosa esecuzione delle tre ordinanze del Cga mediante provvedimenti necessari che manterranno integri gli interessi dei ricorrenti e nel rispetto della prossima decisione del Tar”.

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PALERMO – Il raffadalese Piero Giglione eletto all’unanimità segretario regionale della Cna

Piero Giglione, 43 anni, agrigentino, originario di Raffadali, già dirigente provinciale della Cna, la Confederazione nazionale artigianato, piccole e medie imprese, è stato eletto all’unanimità dalla direzione regionale, su proposta dell’Ufficio di Presidenza, segretario regionale della Cna Sicilia. Giglione subentra a Mario Filippello, che ha raggiunto i limiti di età, e commenta: “Porto entusiasmo, passione, dinamicità e tanta, tantissima voglia di fare da mettere al servizio dell’Organizzazione per promuovere e sostenere la crescita dell’artigianato e delle piccole e medie imprese. Non potranno esserci successi e risultati positivi senza il coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutti. Assieme al presidente Battiato, con il quale lavorerò in stretta sintonia, e d’intesa con l’ufficio di presidenza e la direzione, formeremo una grande squadra, alla quale sono chiamate a dare il loro prezioso contributo le sedi provinciali e territoriali”.

 

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PALERMO – Rubate mille cabine elettorali, Polizia le trova in un deposito

La Polizia di Palermo ha ritrovato le oltre mille cabine elettorali rubate nei giorni scorsi dal deposito del Comune di Palermo di via Galvani del valore di circa 200 mila euro.

I poliziotti della Digos e delle Volanti, attraverso la targa del furgone cassonato, sono riusciti a intercettare in breve tempi il mezzo a Carini. Il conducente, un 36enne palermitano, è stato denunciato per furto aggravato. Le indagini dei poliziotti hanno anche permesso di ritrovare la refurtiva. Parte delle cabine erano state triturate, mentre un’altra parte, ancora integra, è stata trovata all’interno dello stabilimento. L’amministratore della ditta di stoccaggio, un 61enne di Carini, è stato denunciato per riciclaggio, mentre la refurtiva è stata posta sotto sequestro con affidamento al comune di Palermo. Gli ulteriori sviluppi delle indagini, condotte dalla Digos, hanno portato successivamente all’individuazione di un altro complice dei malviventi: un pregiudicato palermitano di 42 anni anche lui denunciato.

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PALERMO – Confisca da 2 milioni al gioielliere Scrima: “Gestiva i conti del clan di Brancacci

La polizia ha eseguito un provvedimento di confisca di beni per due milioni di euro riconducibili al gioielliere Matteo Scrima, 57 anni, ex Pip, condannato a 8 anni per mafia e ritenuto organico alla famiglia mafiosa di Brancaccio. I sigilli sono stati apposti a una gioielleria in via Lincoln, a Palermo a un appartamento e a due box in corso dei Mille.

L’attività commerciale di vendita di preziosi, dicono gli investigatori, sarebbe stata avviata dall’indagato nel 1988, in assenza di redditi, e sarebbe proseguita nel tempo, anche se Scrima, in seguito ai guai giudiziari, ha preferito non comparire formalmente già dal 1997. Dal 2010 al 2011 il gioielliere figurava nella lista degli ex Pip della Social Trinacria onlus: ha percepito la sua ultima retribuzione nell’ottobre 2011, quando è stato arrestato.

Scrima è stato coinvolto nell’operazione denominata “Araba Fenice”, che ha portato nel novembre 2011 al fermo di quindici persone ritenute inserite nella cosca mafiosa di Brancaccio, tra le quali Cesare Lupo, capo della famiglia, e Nunzia Graviano sorella di Giuseppe e Filippo. Secondo gli investigatori Scrima era custode della cassa del clan.

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