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SICILIA – Ore 9.44 Nello Musumeci é proclamato presidente della Regione

“Verificata la validità dei verbali e la consistenza elettorale la Corte d’Appello di Palermo dichiara eletto presidente della Regione il candidato che ha riportato il maggior numero di voti Nello Musumeci.  Dichiara altresi eletto deputato regionale il candidato presidente della lista numero 1 che ha ottenuto il secondo maggior numero di voti Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 stelle”.

Con il pronunciamento della formula di rito nell’aula magna del palazzo di giustizia di Palermo nel corso di una udienza durata appena 15 minuti é avvenuta la proclamazione del nuovo presente della Regione.

Musumeci ha ringraziato e si é poi allontanato con difficoltà fra saluti, baci e abbracci. Di rito le sue prime dichiarazioni. Il presidente della Regione é ora atteso a Palazzo d’Orleans per il passaggio di consegne con il presidente uscente Rosario Crocetta e l’insediamento ufficiale con il quale prenderà possesso di Palazzo d’Orleans per i prossimi 5 anni

 

 

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PALERMO – Massimo Ciancimino condannato a 6 anni per calunnia

Il Tribunale di Caltanissetta ha condannato a sei anni Massimo Ciancimino (il pm della dda di Caltanissetta Stefano Luciani aveva chiesto 5 anni e 9 mesi) accusato di calunnia. Secondo l’accusa, Ciancimino avrebbe incolpato falsamente l’ex funzionario del Sisde Lorenzo Narracci di avere avuto un ruolo di intermediario tra il padre Vito, ex sindaco mafioso di Palermo, il boss Bernardo Provenzano e il fantomatico «signor Franco», ovvero il personaggio dei servizi segreti che sarebbe coinvolto nella presunta trattativa Stato-mafia.

Ciancimino, sempre secondo l’accusa, avrebbe anche incolpato l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro di avere avuto rapporti con il conte Romolo Vaselli fornendogli informazioni riservate da fare arrivare al padre Vito Ciancimino.
Il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito, superteste del processo sulla trattativa, è al momento detenuto dopo la condanna a tre anni per avere nascosto della dinamite nel giardino di casa. In primo grado a Bologna è stato condannato a tre anni e mezzo per calunnia nei confronti di un altro agente dei servizi segreti, Rosario Piraino. 

Ciancimino dovrà anche risarcire con 100 mila euro De Gennaro e 80 mila Narracci. Si erano costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Franco Coppi, Francesco Bertorotta, Michele La Forgia e Pietro Pistone. Il reato si prescriverà a breve. 

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MAFIA – Clan di Bagheria alla sbarra: in appello 25 condanne per un secolo e mezzo

Al termine di una lunghissima camera di consiglio, la corte d’assise d’appello di Palermo nella notte ha inflitto condanne per 25 imputati nel processo scaturito dall’operazione “Reset” che nel 2014 ha portato in carcere 31 persone tra boss e gregari di Bagheria  e della famiglie di Villabate, Ficarazzi, Altavilla Milicia e Casteldaccia.

L’indagine è partita dalle dichiarazioni dei collaboratori Stefano Lo Verso, Vincenzo Gennaro, Sergio Rosario Flamia. Per gli imputati le accuse erano associazione mafiosa, estorsioni e, nel caso di Michele Modica ed Emanuele Cecala, omicidio. Confermate le condanne inflitte nei loro confronti: il primo era stato condannato all’ergastolo e il secondo a trent’anni per l’uccisione di Antonio Canu freddato il 28 gennaio 2005 a Caccamo.

Ridotte le condanne a: Salvatore Buglisi a 1 anno (3 anni e 6 mesi), Atanasio Leonforte 8 anni e 5 mesi (10 anni e 6 mesi), Nicolò Lipari 9 anni (10 anni e 6 mesi), Andrea Lombardo 6 anni e 7 mesi (6 anni e 10 mesi),  Francesco Pretesti 6 anni e 7 mesi (6 anni e 10 mesi), Francesco Raspanti 4 anni e 8 mesi (6 anni), Paolo Salvatore Ribaudo 8 anni (10 anni), Giovanni Battista Rizzo 7 anni e 6 mesi (8 anni), Francesco Speciale 7 anni e 1 mese (8 anni e 9 mesi).

Rideterminate quelle a Carlo Guttadauro 8 anni e 8 mesi in continuazione (5 anni e 4 mesi), Giuseppe Di Fiore a 14 anni e 8 mesi in continuazione (10 anni e 8 mesi), Giovanni Pietro Flamia a 11 anni e 6 mesi in continuazione (10 anni e 6 mesi),  Francesco Pipia 8 anni (assolto), Giorgio Provenzano 11 anni e 6 mesi in continuazione (10 anni e 6 mesi). Dichiarata nulla la sentenza nei confronti di Vincenzo Maccarrone: gli atti tornano al Gup.

Confermata la sentenza per Giovanni Di Salvo 7 anni e 2 mesi, Giovanni La Rosa 6 anni e 10 mesi, Pietro Lo Coco 10 anni e 6 mesi, Fabio Messicati Vitale 3 anni e 6 mesi, Bartolomeo Militello 3 anni e 6 mesi, Carmelo Nasta 3 anni, Giovanni Salvatore Romano 6 anni e 4 mesi, Francesco Terranova 6 anni e 8 mesi.

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DIA – “Vicino a Cosa nostra”: ville, terreni, conti e auto sequestrati a un imprenditore di Carini

Ville, terreni, fabbricati, conti correnti e autovetture per un totale di oltre un milione di euro sono stati confiscati dal centro operativo Dia di Palermo a Giacomo Lo Duca, 64 anni, imprenditore di Carini arrestato nel 2011 nell’operazione ‘Codice Rosso’ con l’accusa di aver intrattenuto rapporti con esponenti della famiglia mafiosa dei Passalacqua.

I pentiti lo indicano come un esattore del pizzo, alcune intercettazioni lo hanno sorpreso mentre partecipava a incontri con mafiosi. Le indagini economico-patrimoniali svolte dagli investigatori hanno permesso di accertare la sproporzione esistente tra il valore delle disponibilità ed i redditi dichiarati dall’imprenditore, “a conferma della sua pericolosità sociale”, sottolinea la Dia.

Il provvedimento di confisca è stato firmato dal nuovo presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Raffaele Malizia. Il provvedimento segue il sequestro eseguito nel dicembre 2015 e integrato nel marzo 2017.

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MAFIA – Tracce del Dna di una donna sui reperti della strage di Capaci

Tracce genetiche riconducibili a una persona di sesso femminile sarebbero state accertate su alcuni reperti recuperati dalla polizia scientifica nei pressi del luogo dove avvenne la strage di Capaci che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta. L’indiscrezione, pubblicata stamane dal quotidiano La Repubblica, confermerebbe la presenza di una donna nel teatro dell’attentato. I reperti “4A” e “4B” sono due guanti in lattice che vennero trovati a 63 metri dal cratere provocato dall’esplosione assieme a una torcia e a un tubetto di mastice.

I magistrati della Procura di Caltanissetta, che conducono le indagini sulla strage, li hanno affidati a uno dei maggiori esperti del settore, il professor Nicola Resta, docente di genetica medica dell’università di Bari, che è giunto a queste conclusioni.

Dai guanti in lattice il perito ha estrapolato i codici genetici “di almeno altri tre individui dove però la componente femminile attribuibile a un o più soggetti di sesso femminile risulta essere maggiormente rappresentata”. La consulenza è adesso agli atti del processo bis per la strage di Capaci. Il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone, che conduce le indagini con gli aggiunti Lia Sava, Gabriele Paci e con il Pm Stefano Luciani, ha disposto ulteriori accertamenti. “Abbiamo in programma un fitto calendario di cose da fare”, ha dichiarato a La Repubblica.

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ALTAVILLA MILICIA – In manette la banda che legava e rapinava anziani nelle case: in 4 in carcere

Avrebbero messo a segno una serie di rapine violente in case e ville di anziani ad Altavilla Milicia. In almeno due casi, registrati tra luglio e settembre scorsi, avrebbero fatto irruzione nelle abitazioni, immobilizzando e minacciando le vittime. Con questa accusa i carabinieri di Bagheria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Termini Imerese, su richiesta della locale procura della Repubblica, nei confronti di tre persone con precedenti penali, ritenute responsabili, a vario titolo, di rapina aggravata in abitazione. Coinvolto un quarto uomo che si trova già in carcere.

Le indagini nell’ambito dell’inchiesta denominata “Oltre” hanno permesso di scoprire il “modus operandi” della banda di rapinatori, che prendeva di mira per lo più anziani.

Secondo gli inquirenti a fare da basista sarebbe stato A.G., 44enne di Altavilla Milicia, che si occupava di adocchiare e selezionare le vittime, che in quasi tutti i casi erano anziani che vivevano da soli o in zone isolate del paese. Dopo aver effettuato i “sopralluoghi” sul posto, A.G. contattava  D.G.A., 48 anni originario di Calatafimi ma domiciliato nel campo rom di Palermo, il quale a sua volta fungeva da collegamento con  A.S. detto Ciccio, 34 anni rom di etnia kosovara, anch’egli dimorante nello stesso campo. Sarebbe stato proprio quest’ultimo a occuparsi di formare la “squadra operativa” per mettere a segno le rapine.

Tra i componenti della banda, figura anche G.G. detto Giorgio, un rumeno di 37 anni, già in carcere perché arrestato dai carabinieri di Palermo a seguito di un mandato di arresto europeo per delitti contro il patrimonio, emesso dalla Romania.

Nella prima rapina, avvenuta nel luglio scorso, i malviventi si erano introdotti nel cuore della notte all’interno dell’abitazione di una anziana donna di 70 anni e, dopo averla completamente immobilizzata legandola con una cintura, si erano impossessati, non solo di alcuni orologi di valore, ma anche della sua fede nuziale.

Nella seconda rapina avvenuta a settembre, i rapinatori, approfittando dei festeggiamenti patronali in onore della “Madonna della Milicia” (sempre ad Altavilla Milicia), avevano fatto irruzione in tarda serata all’interno di un’abitazione in una zona isolata e, dopo avere bloccato l’anziano proprietario in quel momento solo in casa, portando via gioielli e denaro contante.

A.G. era già stato sottoposto a fermo di indiziato nei giorni scorsi. Il provvedimento, eseguito d’urgenza, si era reso necessario poiché erano emersi elementi investigativi che avevano fatto pensare a un suo possibile allontanamento dal territorio italiano.

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PALERMO – Mazzette per i certificati Sequestro di beni all’ex direttore Inail

I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Palermo hanno eseguito una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti dell’ex vicedirettore dell’Inail di Palermo ed ex direttore dell’Inail di Termini Imerese, Giuseppe La Mantia, accusato di aver consentito illecitamente il rilascio di documenti di regolarità contributiva (Durc) a favore di diversi imprenditori, in cambio di mazzette.

Il provvedimento, emesso dal tribunale su richiesta della Procura, è stato eseguito dalle fiamme gialle del Gico che hanno sequestrato al funzionario immobili e conti per 516 mila euro.

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SERIE B – Palermo super a Cremona: è primo.

Il Palermo vince a Cremona e sale sul gradino più alto della classifica di Serie B: Rispoli e Chochev ribaltano lo svantaggio iniziale (gol di Dos Santos) e permettono ai siciliani di arrivare a 25 punti in classifica (la squadra di Tedino rischia nel finale con un palo di Almici e un assalto pazzesco della Cremonese).

CREMONESE-PALERMO 1-2Marcatori: Dos Santos (C) al 21′, Rispoli (P) al 23′ p.t.; Chochev (P) all’8′ s.t.

Lo scontro tra i paggetti della (ex) capolista non delude le attese: partita mozzafiato che il Palermo fa sua in rimonta conquistando il primo posto in graduatoria. La Cremonese esce tra gli applausi: sul piano del gioco ha dominato, solo gli episodi gli hanno dato contro. Intanto per due dormite della difesa, e quindi occorre recitare il mea culpa, e nel finale per due situazioni in bilico tra sfortuna (palo di Almici a portiere battuto) e bravura altrui: il portiere Pomini, sostituto di Posavec (in nazionale), ha tolto dalla rete un siluro a fil di palo di Pesce, il migliore in campo. Inoltre la Cremonese reclama giustamente per una svista arbitrale: in un rinvio Struna colpisce di mano in area. Vedono tutti tranne il signor Abbatista che da quel momento non controlla più la sfida. I meriti del Palermo sono nella tenuta difensiva e nella capacità di tesorizzare le due palle gol costruite. La prima, due minuti dopo il vantaggio colto di testa da Clayton Dos Santos, vede protagonista Rispoli, lesto a smarcarsi sulla destra dell’area e a chiudere con un destro sul palo difeso da Ujkani. Difeso maluccio, il portiere tocca ma non respinge. La seconda azione vede protagonista Embalo che controlla in area, sul fondo, alza la testa e serve nel mezzo il liberissimo Chochev che non può sbagliare la conclusione: chi avrebbe dovuto marcarlo? I tre punti che proiettano in alto i rosanero sono un premio esagerato se rapportato alla loro prestazione però è quando vinci le partite che non dovresti vincere che poi raggiungi la tua meta. Qui allo Zini il Palermo ha dato un nuovo segnale di solidità nel giorno in cui il suo cannoniere si è segnalato soltanto per atteggiamenti provocatori. Nel posta partita, il duro sfogo di Tesser negli spogliatoi: “L’arbitro rideva in faccia ai miei giocatori che protestavano per il rigore non dato, un fallo clamoroso visto da tutti. Lui rispondeva dicendo che a Parma non ne aveva fischiato un altro contro di noi: ma questo signore come fa il suo lavoro?” (Nicola Cecere) GAZZETTA.IT

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REGIONALI 2017 “Voti comprati a 25 euro ciascuno”, indagato il neodeputato Edy Tamajo

Voti comprati a 25 euro ciascuno. Con questa accusa la procura di Palermo ha avviato un’indagine su Edy Tamajo, 41 anni, neodeputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, che domenica scorsa è risultato il più votato nelle liste palermitane: 13.984 preferenze candidato con Sicilia futura che appoggiava Fabrizio Micari.

Si tratta di una accusa legata per un reato legato alla politica e a questa tornata elettorale.

Già partiti perquisizioni e sequestri. I reati ipotizzati a carico di Tamajo sono: associazione per delinquere finalizzata alla compravendita di voti e corruzione elettorale. Coinvolte anche altre tre persone già identificate e localizzate nella parte sud-orientale della città, Brancaccio; si tratta di Giuseppe Montesano, Cristian D’Alia, Nicolina D’Alia.

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SERIE B – Giovanni Giammarva è il nuovo Presidente del Palermo calcio

Giovanni Giammarva è il nuovo presidente del Palermo. Lo ha eletto il cda. Giammarva, commercialista palermitano, rappresenterà la società presso tutte le istituzioni pubbliche e sportive.
“A Giammarva formuliamo le nostre congratulazioni – scrive la società – e i nostri auguri per un proficuo lavoro affinché aiuti la nostra gloriosa società al raggiungimento dell’obiettivo fissato: il ritorno in Serie A”.

 

 

 

 

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