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STATALE 113 – Con la moto contro un camion: muore titolare b&b

Incidente mortale ieri pomeriggio sulla statale 113 all’altezza di Partinico. A perdere la vita un imprenditore palermitano, Filippo Maneri di 52 anni, titolare di un bed and breakfast nella zona.

L’impatto fatale è avvenuto nel tratto di strada che collega Partinico ad Alcamo. Secondo quanto si apprende dalle prime indiscrezioni, Maneri, a bordo di una Bmw, avrebbe perso il controllo della moto schiantandosi al suolo. Non è ancora chiaro se l’uomo abbia impattato anche contro un mezzo pesante, presente al momento dell’incidente

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno soccorso Maneri trasportandolo all’ospedale di Partinico. Arrivato al nosocomio già in condizioni disperate, il 52enne è morto poche ore dopo.

Sul posto i carabinieri di Partinico che stanno effettuando i rilievi necessari per costruire l’esatta dinamica dell’incidente. Presente anche la polizia per gestire il traffico sulla statale 113.

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MAFIA – Colpo alla famiglia di Alcamo: 6 arresti, c’è anche il boss Melodia [VIDEO]

L’hanno ribattezzata “Operazione Freezer” perchè i fedelissimi del superlatitante Matteo Messina Denaro si riunivano nella cella frigorifero di un fruttivendolo di Alcamo per discutere delle questioni più delicate. Summit veloci, naturalmente. Sette, dieci minuti al massimo.  Al fresco pensavano di essere al sicuro da microspie e telecamere. E, invece, no. I poliziotti della squadra mobile di Trapani, diretti da Fabrizio Mustaro, sono riusciti a trasformare la cella frigorifero dei summit nel “confessionale” del Grande fratello. E un altro blitz è scattato, coordinato dalla procuratrice aggiunta di Palermo Teresa Principato e dai sostituti Carlo Marzella e Gianluca De Leo.
Il nuovo capo del mandamento mafioso di Alcamo è una vecchia conoscenza della direzione distrettuale antimafia diretta da Francesco Lo Voi: si tratta di Ignazio Melodia, u dutturi,  ex medico dell’ufficio d’igiene della cittadina trapanese, rimasto in carcere dal 2002 al 2012. Non appena scarcerato, Melodia è tornato a ricoprire il massimo incarico sul territorio. Con il medico boss sono state arrestate altre cinque persone.

Nell’ambito delle indagini sul mandamento mafioso di Alcamo, il centro Dia di Trapani, coordinato dal tenente colonnello Rocco Lopane, ha invece svelato i retroscena di un’estorsione commessa da Ignazio Melodia, incastrato ancora una volta dalle intercettazioni. E’ stato un imprenditore a registrarlo di nascosto col telefonino mentre recitava il monologo del padrino: «Io mezza provincia di Trapani comando».

Salvatore Giacalone detto “u prufissuri” aveva l’incarico di avvicinare i sindaci di Alcamo. Ignazio Melodia, medico, è rimasto scritto all’albo nonostante la condanna per associazione mafiosa

L’albo dei medici della provincia di Trapani continua ad annoverare tra i propri iscritti l’alcamese Ignazio Melodia, 62 anni, arrestato nella notte accusato di essere il capo della potente cosca alcamese. Nonostante pesanti condanne inflitte, Ignazio Melodia, licenziato dall’Asp della quale era dipendente, non è stato rimosso dall’albo provinciale dell’Ordine dei Medici. Oltre a Melodia durante la notte Polizia e Dia hanno arrestato l’alcamese Salvatore Giacalone, 63 anni, detto “u prufissuri”, Antonino Stella, marsalese, 70 anni, Filippo Croce Cracchiolo, alcamese di 57 anni, titolare di un’azienda di ortofrutta all’interno della quale era collocata la cella frigorifero che i boss alcamesi utilizzavano per i loro summit, tutti finiti intercettati dalla Squadra Mobile di Trapani, il castellammarese Vito Turriciano, che ha ricevuto l’ordinanza di misura cautelare in carcere (fu coinvolto nel blitz antimafia “Cemento del Golfo”) e di recente è stato anche condannato per mafia ed estorsioni, in manette ancora Giuseppe Di Giovanni, 33 anni. Tra i risvolti dell’indagine il tentativo della mafia di avvicinare l’ex sindaco di Alcamo, Sebastiano Bonventre. Erano giorni carichi di tensione per Boinventre e Salvatore Giacalone lo avvicinò, come risulta da intercettazioni, offrendogli la protezione della mafia. Offerta che Bonventre non solo respinse ma andò anche a denunciare. La mafia alcamese poi avrebbe anche cercato di avvicinare l’attuale sindaco Domenico Surdi, prendendo spunto da un problema di rifornimento idrico che a poche settimane dall’elezione riguardò la zona alcamese e quella di Alcamo Marina., Pare che volevano sondare il sindaco appena eletto, ma i mafiosi non trovarono alcuna sponda per potere intervenire sulla nuoba amministrazione. Durante le ultime elezioni la consorteria mafiosa attraverso Di Giovanni si sarebbe mossa a favore della moglie di quest’ultimo Alida Maria Lauria (Figlia del Dott. Baldassarre Lauria), candidata nella lista “Insieme si può” che faceva riferimento al candidato sindaco Baldassare Lauria. Di Giovanni in una intercettazione non solo parlava con la moglie rivendicando il suo profondamente essere mafioso, ma parlava di tanto altro, anche di minacce rivolte ad un soggetto costretto ad obbedirgli sotto la minaccia di una pistola impugnata dallo stesso Di Giovanni.

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MAZARA DEL VALLO – Crollo antenna, 2 gli operai morti

Tragedia nelle campagne di Mazara del Vallo, in contrada Affacciata, l’ennesimo incidente sul lavoro. Morti due operai palermitani che stavano lavorando alla manutenzione di un’antenna Telecom sono rimasti schiacciati dal cedimento del traliccio. A perdere la vita sul colpo Giuseppe Romeo, 52 anni mentre era rimasto gravemente ferito Vincenzo Miraglia, 33 anni che è deceduto dopo il trasporto in ospedale. Durante il trasferimento l’operaio ha subìto tre arresti cardiaci. I medici non sono riusciti a strapparlo alla morte.
Entrambi lavoravano per ditta palermitana “Romeotel” che si occupa di impianti di telecomunicazioni.
Secondo le prime ricostruzioni i due operai stavano lavorando sul traliccio altro circa 20-25 metri ed erano regolarmente imbracati alla struttura quando l’antenna ha ceduto di schianto travolgendoli. I due sono rimasti intrappolati sotto il traliccio e sono stati estratti dai vigili del fuoco e dal personale del 118. L’incidente è avvenuto in contrada Affacciata, a “Mazara 2”, nei pressi del canile municipale. L’area è stata sequestrata dalla polizia che conduce le indagini.

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CAMPOBELLO DI MAZARA – Imprenditori vicini a Messina Denaro scatta la confisca del patrimonio [VD]

Un nuovo colpo al patrimonio riconducibile al boss latitante Matteo Messina Denaro e alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara è stato inferto dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani, che hanno proceduto alla confisca dei beni per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro a carico degli imprenditori Filippo Greco, Antonino Moceri e Antonino Francesco Tancredi, nonostante siano stati assolti lo scorso anno dalla corte di appello di Palermo.

Il tribunale di Trapani ha infatti evidenziato la sussistenza dei presupposti alla base dell’originario provvedimento di sequestro, disponendo la confisca di 108 immobili (tra cui ville, abitazioni, fabbricati industriali e terreni), 4 società operanti nel settore dell’olivicoltura, 11 veicoli e numerosi rapporti bancari.

I tre imprenditori erano stati arrestati nel dicembre del 2011 nell’ambito dell’operazione “Campus belli” disposta dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, per concorso esterno in associazione mafiosa e fittizia intestazione di beni, insieme ad altri indagati, tra cui Simone Mangiaracina, di 76 anni, e Cataldo La Rosa, di 48, considerati il braccio operativo dell’anziano boss di Campobello di Mazara Leonardo Bonafede.

L’indagine aveva messo in luce le modalità di controllo delle attività economiche e produttive del territorio da parte dell’organizzazione, riconducibile a Matteo Messina Denaro, attraverso la gestione occulta di società e imprese in grado di monopolizzare il remunerativo mercato olivicolo.

Era emersa infatti la riconducibilità alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara degli oleifici della Moceri Antonino & c. srl e dell’Eurofarida srl, che il capomafia trapanese avrebbe intestato fittiziamente agli imprenditori Antonino Tancredi e Antonino Moceri, al fine di eludere la normativa antimafia.

Oltre a queste aziende, sono state oggetto di confisca anche la società semplice Moceri olive e l’impresa individuale Tancredi Antonino Francesco, entrambe operanti nel settore agricolo e olivicolo, risultate provento di attività illecite.

Nel provvedimento di confisca, notificato in questi giorni dai carabinieri, anche il compendio patrimoniale di Filippo Greco, già titolare di società immobiliari e di costruzioni nella provincia di Varese, e ritenuto imprenditore di riferimento del noto Francesco Luppino.

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CAMPOBELLO DI MAZARA – Crolla un cinema, 3 feriti [VIDEO]

Un edificio è crollato a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani. Si tratta di un ex cinema in ristrutturazione, in via Risorgimento. All’interno si trovavano tre persone, spiega la centrale operativa dei vigili del fuoco, “tutte estratte vive e trasportate in ospedale”.

Dei tre operai, solo due sono feriti. Si tratta di Salvatore Mule’ e Vincenzo Pasini. Sono ricoverati al Vittorio Emanuele II di Castelvetrano con trauma cranico e fratture varie. Il terzo operaio non è ferito.

A crollare è stata una parete portante di circa tre metri. Un operaio è stato travolto dalle macerie fino alle ginocchia, l’altro fino al bacino. Dalle prime ricostruzioni sembra che i due lavoratori stessero eseguendo i lavori di consolidamento della parete con delle travi quando, però, è avvenuto il crollo.

Il sindaco di Campobello di Mazara Giuseppe Castiglione è andato in ospedale per sincerarsi personalmente delle condizioni dei due operai. “Ho parlato – dice il sindaco –  con i lavoratori coinvolti nell’incidente. Sono feriti ma vigili oltre ad essere molto spaventati. E’ stata sfiorata la tragedia, fortunatamente non ci sono stati morti. Anche noi siamo molto scossi per ciò che sarebbe potuto accadere. Per quanto riguarda la struttura faremo subito gli opportuni accertamenti per verificare le ragioni tecniche del crollo”. 

L’impresa S.V. Costruzioni di Messina sta effettuando lavori di manutenzione straordinaria dell’ex sala cinematografica del Cineteatro Olimpia, in viale Risorgimento. 
L’immobile era stato acquistato, nel 2009 per 250 mila euro, dal Comune al Tribunale di Marsala. I lavori, per un importo di 1 milione e 31 mila euro, sono partiti lo scorso dicembre. Tra le opere la realizzazione di una platea da 194 posti e una galleria da 74 posti a sedere, servizi, impianti, locali tecnici e adeguamento sismico e strutturale.

Stamani gli operai avrebbero dovuto calare una gettata di cemento ma una delle pareti ha ceduto travolgendoli.

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CASTELVETRANO – Trovato morto in campagna un pluripregiudicato scomparso da due giorni

Un pluripregiudicato di 43 anni, Vincenzo Pellicane, è stato trovato morto in un appezzamento di campagna nella zona di via Errante Vecchia, a Castelvetrano. E’ stato un fratello a ritrovare il corpo e a fare intervenire i carabinieri. Pellicane era scomparso da un paio di giorni e da allora anche i familiari lo cercavano. Il corpo era fuori dalla sua apecar che è stata trovata impantanata. Il medico legale ha constatato la morte naturale: il 43enne potrebbe essere stato colto da malore mentre tentava di disincagliare il mezzo dal terreno.

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CASTELVETRANO – Sequestro beni per 5 mln agli imprenditori-politici Adamo vicini a Messina Denaro [Vd]

Gli imprenditori Marco Giovanni ed Enrico Maria Adamo, padre e figlio, di 71 e 42 anni, originari di Castelvetrano (Trapani) hanno ricevuto un decreto di sequestro dell’intero patrimonio (del valore di oltre 5 milioni) dalla Dia di Trapani. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Trapani, su proposta della Dia e d’intesa con la Dda di Palermo.

L’impresa degli Adamo si occupa di movimento terra, con appalti in grandi opere quali le condotte nella diga Delia di Castelvetrano, il metanodotto tra Menfi (Agrigento) e Mazara del Vallo (Trapani) e l’Acquedotto Montescuro Ovest, a cavallo tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Dalle risultanze giudiziarie degli ultimi decenni, Marco Giovanni Adamo avrebbe usato metodi mafiosi nei confronti delle aziende concorrenti, potendo contare sull’appoggio del boss latitante Matteo Messina Denaro.

Il figlio, Enrico Maria, è diventato amministratore delle aziende di famiglia quando, spiegano gli investigatori, il padre temeva di poter essere raggiunto da provvedimenti giudiziari, perpetuando i rapporti con la mafia e consentendo l’infiltrazione mafiosa delle imprese di Lorenzo Cimarosa, all’epoca referente imprenditoriale di Cosa nostra, nei lavori del centro comunale polifunzionale di Castelvetrano, formalmente aggiudicati da un’impresa ragusana, poi colpita da provvedimento interdittivo della prefettura di Trapani.

Accertata l’esistenza di una sperequazione fra i redditi dichiarati dagli Adamo e la formazione del loro patrimonio. Anche i redditi d’impresa sono stati considerati illeciti perché realizzati avvalendosi di metodi mafiosi. Il sequestro interessa l’intero patrimonio degli Adamo: appartamenti, terreni, conti bancari, automezzi, un’imbarcazione da diporto e tre aziende.

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MAFIA – Revocata confisca beni ad Anna Patrizia Messina Denaro

La Corte d’appello di Palermo ha revocato, su istanza della difesa, il provvedimento di confisca dei beni (tre terreni agricoli per un valore di 70 mila euro) disposto nel settembre 2015 dal tribunale di Trapani per Anna Patrizia Messina Denaro, sorella del boss mafioso latitante Matteo. I beni sottoposti a confisca rappresentavano l’equivalente che, secondo l’accusa, era sarebbe stato estorto a Girolama La Cascia attraverso tre assegni per 70 mila euro. Dall’accusa di estorsione, però, la sorella del boss è stata assolta. Revocando la misura di prevenzione patrimoniale, la Corte d’appello di Palermo ha confermato quella di prevenzione personale: i quattro di sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno. Lo scorso 10 ottobre, a conclusione del processo di secondo grado scaturito dall’operazione “Eden” del 13 dicembre 2013, la Corte d’appello di Palermo (presidente Raimondo Lo Forti) condannò Anna Patrizia Messina Denaro a 14 anni e 6 mesi di carcere per associazione mafiosa, nonché per la tentata estorsione a un’altra donna, Rosetta Campagna. (ANSA).

 

 

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ECCELLENZA – Vincenzo Melillo non è più allenatore del Riviera Marmi

Clamorosi sviluppi a Custonaci dopo la sconfitta dello scorso weekend nel big match con il Troina per 1-4. Una sconfitta che sembra aver complicato le ambizioni di promozione diretta della Riviera Marmi, ecco arrivare ufficialmente le dimissioni del tecnico Vincenzo Melillo.

La Riviera è attualmente quinta, a -5 dalla capolista Paceco (che però deve recuperare una gara). Un distacco difficile da colmare ma non impossibile, anche considerando i tanti scontri diretti che coinvolgeranno le prime della classe. Il club di Custonaci tuttavia mantiene un vantaggio di due punti sulla Nissa, prima squadra fuori dalle posizioni play-off.

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Omicidio a Marsala, Cc chiamati dalla vittima prima di morire

Giuseppe Fiorino, 52 anni, è riuscito a chiamare ieri in tarda serata il 112 chiedendo aiuto perché coinvolto in una lite, ma quando i carabinieri sono arrivati in un condominio popolare in via Grotta del Toro, a Marsala (Tprapani), l’uomo era in condizioni gravi ed è stato trasportato d’urgenza a Palermo, dove è morto all’alba. Gli investigatori hanno arrestato un uomo di 50 anni, Francesco Lombardo, in base ai primi elementi raccolti. Su disposizione della Procura l’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Trapani, in attesa di essere ascoltato dal gip del Tribunale di Marsala. Non sono ancora chiari i motivi della lite sfociata finita nel sangue. 

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