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TRAPANI – Sequestrati due immobili dell’ex sindaco Fazio

I carabinieri di Trapani e Palermo hanno eseguito il sequestro preventivo ai fini della confisca ordinato dal Gip di Trapani, su richiesta della locale Procura, nei confronti di due immobili di Girolamo Fazio, ex deputato regionale ed ex sindaco di Trapani, arrestato il 19 maggio scorso, prima delle comunali in cui si era ricandidato a sindaco, nel corso dell’operazione Mare Monstrum.

Sono state sequestrate due unità abitative nel centro di Trapani adibite a B&B. Fazio, secondo il giudice, “ha posto l’esercizio della propria funzione di deputato regionale al servizio e al soldo di imprenditori locali”. Il valore economico degli immobili, di circa 108 mila euro, è ritenuto l’ equivalente del prezzo della corruzione erogata in favore dell’ex deputato regionale. L’inchiesta riguarda l’ipotesi di un sistema corruttivo che avrebbe favorito l’imprenditore dei trasporti marittimi Ettore Morace.

La replica dell’ex Sindaco:”Ho rispetto dell’indagine in corso ma è difficile da sopportare sapendo di essere innocente. Trapani sappia che non l’ho mai tradita. Non son un corrotto e lo dimostrerò”.

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Come ogni anno necrologio ricorda morte padre boss latitante Messina Denaro

Anche quest’anno, puntualmente come ogni 30 novembre, sul Giornale di Sicilia è apparso il necrologio nell’anniversario della morte del boss mafioso Francesco Messina Denaro, padre della primula rossa di Castelvetrano, Matteo. Una ricordo, quello dei familiari del padrino trapanese, che non viene mai meno fin dal 1999. Il necrologio riporta la solita firma, «I tuoi cari. Castelvetrano 30 novembre 2017».

Il padre del boss latitante è morto il 30 novembre 1998 e da allora ogni anno viene puntualmente rispettata la tradizione e, misteriosamente, non si risale al committente dell’annuncio.

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Insulti e schiaffi ad anziani in casa di riposo: quattro persone arrestate [VIDEO]

Schiaffi, insulti e maltrattamenti ad anziani ospiti di una casa di cura di Castellammare del Golfo. E per chi minacciava di denunciare aumentava la dose di angherie. Una donna di 90 anni è stata legata al letto giorno e notte.

I carabinieri di Alcamo e di Castellammare del Golfo hanno documentato gli orrori che avvenivano all’interno della casa di cura e hanno arrestato il gestore e tre dipendenti.

Il personale della casa di cura si sarebbe accanito soprattutto sulle persone che tentavano di ribellarsi o di denunciarli ai familiari. Ma in questo modo le violenze aumentavano perché gli aguzzini non volevano perdere l’assegno mensile.

I carabinieri di Castellammare del Golfo hanno installato telecamere all’interno della struttura per registrare cosa accadeva. Così sono emersi episodi di violenza e crudeltà giorno e notte da parte degli operatori nei confronti degli anziani ospiti.

 In particolare i presunti aguzzini hanno concentrato le loro angherie nei confronti di tre anziani. Una donna di 90 anni in precarie condizioni di salute sarebbe stata sempre legata al letto con le maniche del pigiama in modo da impedirle ogni movimento. La donna non poteva riposare decentemente nemmeno la notte. La sera l’anziana rimaneva legata al letto e in più  veniva coperta completamente con un pesante piumone e scoperta solamente l’indomani mattina.

I carabinieri della compagnia di Alcamo, coordinati dalla procura della repubblica di Trapani, hanno tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Trapani, i quattro responsabili delle violenze che dovranno rispondere di sequestro di persona aggravato in concorso, violenza privata pluriaggravata continuata in concorso e maltrattamenti aggravati contro familiari e conviventi in concorso.  La struttura è stata inoltre sequestrata e sarà affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla procura della repubblica. La struttura è stata posta sotto sequestro.

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CANICATTI’ – La truffa delle case vacanza, denunciati 3 alcamesi

Tre persone di Alcamo sono state denunciate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Lo scorso agosto diversi canicattinesi hanno denunciato di avere pagato in anticipo l’affitto della casa per le loro vacanze, ma quando sono giunti sul posto si sono accorti di essere stati truffati. I tre hanno pubblicato degli annunci sui principali siti del settore con foto di un’abitazione estiva, di proprietà di una persona ignara di tutto, e poi hanno ottenuto gli acconti sulle prenotazioni su una postepay o tramite bonifici bancari. L’entità della truffa ammonta a circa 37mila euro.

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CASTELVETRANO – Cadavere senza nome, esame del Dna durante l’autopsia

È ancora senza un nome il cadavere che ieri pomeriggio è stato recuperato alla foce del fiume Belice, a Selinunte, nella zona del ponte di ferro. I familiari di Paolo Giovanni Privitera, l’operaio 50enne scomparso da cinque giorni e al quale non si esclude che il corpo possa appartenere, non hanno formalmente riconosciuto il proprio congiunto. Il corpo, infatti, per via della lunga permanenza in acqua, si è deteriorato e l’identificazione appare difficile.

I congiunti di Privitera si sono pertanto riservati di richiedere nel corso dell’autopsia, che la Procura di Marsala deve fissare per la prossima settimana, che vengano effettuati gli esami utili alla comparazione del Dna per capire se il morto è Privitera.(ANSA).

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FAVIGNANA – Catturati i tre evasi dal carcere

Stavano tentando di abbandonare l’isola rubando un gommone i tre detenuti evasi sabato scorso dal carcere di massima sicurezza di Favignana. A bloccarli, grazie a una serie di controlli mirati che erano stati predisposti dal comando provinciale dei carabinieri, è stata una pattuglia composta da quattro militari dell’arma che li hanno sorpresi nei pressi del porto. Uno dei tre, Massimo Mangione, è riuscito a darsi nuovamente alla fuga lanciandosi in mare. A questo punto sono state mobilitate tutte le forze dell’ordine presenti sull’isola, comprese le motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto che hanno illuminato il tratto di mare. Dopo avere riguadagnato la riva Mangione ha cercato di allontanarsi a piedi ma è stato catturato dai carabinieri e dalla polizia penitenziaria che hanno seguito le tracce lasciate sul terreno dagli indumenti bagnati. I tre detenuti sono stati quindi trasferiti da Favignana a bordo di una motovedetta. L’ergastolano Adriano Avolese, che deve scontare una condanna per omicidio, Giuseppe Scardino, condannato a 15 anni per una serie di rapine e per il tentativo di omicidio di un poliziotto, e il suo complice Massimo Mangione, condannato a 12 anni e otto mesi per gli stessi reati si trovano adesso nella caserma del comando dei carabinieri di Trapani

 

 

 

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E’ caccia ai tre evasi dal carcere di Favignana

Ancora nessuna traccia dei tre pericolosi detenuti fuggiti l’altra notte dalla casa di reclusione «Giuseppe Barraco» nel centro di Favignana.

Carabinieri, polizia e guardia di finanza stanno cercando, anche con un lavoro investigativo sui cellulari che si trovavano nella zona quando è avvenuta l’evasione, Adriano Avolese, 36 anni, all’ergastolo per omicidio, Giuseppe Scardino, 41 anni, condannato a 15 anni per una serie di rapine violente e per il tentativo di omicidio di un poliziotto a Scoglitti, frazione di Vittoria e il suo amico e complice Massimo Mangione, 37 anni, condannato a 12 anni e 8 mesi, per gli stessi reati.

I tre erano in cella insieme da qualche mese.  E’ emerso anche che nella cella coi tre evasi c’era un quarto detenuto che è stato legato e imbavagliato per evitare che desse l’allarme. Questo testimone è stato interrogato a lungo ieri dagli investigatori per ricostruire le fasi e gli orari precisi della fuga. I carabinieri vogliono capire anche se l’uomo sapesse da prima della preparazione del tentativo di evasione considerato anche che i fuggitivi hanno segato le sbarre della finestra.

Scardino e Mangione erano stati trasferiti sull’isola dopo un tentativo di fuga dal carcere di Siracusa dov’erano reclusi. L’inchiesta mira ad appurare anche come mai i due, amici e complici nei reati per cui sono in carcere, e che tentarono di fuggire insieme a Siracusa, fossero nella stessa cella.

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ALCAMO – Blitz della Finanza in un appartamento: scoperta stamperia di banconote false

I finanzieri della Tenenza di Alcamo, nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trapani, hanno scoperto nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata all’interno di un appartamento di Alcamo una “stamperia” abusiva, denunciando due persone. In particolare, sono state sequestrate 19 banconote false da 10 euro, recanti lo stesso numero seriale, nonché una stampante multifunzione professionale utilizzata per la realizzazione delle banconote false, comprensiva di cartucce ad inchiostro speciale e 482 fogli speciali utilizzati per la stampa. Il materiale sequestrato avrebbe permesso la realizzazione di banconote contraffatte per un valore complessivo di circa 30 mila euro.

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CASTELVETRANO – Boato e scossa di terremoto magnitudo 3.0 : nessun danno a persone o cose

Una scossa di terremoto di magnitudo 3 si è verificata alle 16.15 circa nella zona della costa siciliana sud occidentale ed è stata distintamente avvertita dalla popolazione. A Castelvetrano un boato ha spaventato la gente che si è riversata per strada. I residenti dei piani alti hanno sentito tremare anche le case.

Il sisma è stato registrato dalle strumentazioni del centro nazionale terremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a una profondità di 24 chilometri. Molte le telefonate ai vigili del fuoco soprattutto da Castelvetrano, Mazara del Vallo e Salemi. Non si registrano danni a persone o cose.

 

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MAZARA DEL VALLO – Denise Pipitone, una nuova foto e una nuova indagine

La Procura di Marsala ha inviato al Ris dei carabinieri di Messina le impronte rilevate dagli investigatori, in vari luoghi e su diverse auto, dopo la scomparsa, a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004, della piccola Denise Pipitone. Adesso, grazie ad alcune nuove metodologie, è possibile rilevare tracce di Dna anche dalle impronte digitali.
   
   Questi nuovi accertamenti, chiesti dall’avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta e da Piera Maggio, madre di Denise, mirano ad accertare la possibile presenza di Denise in qualche luogo o su qualche auto dopo il sequestro. Il legale e Maggio avevano chiesto accertamenti su alcune impronte, mentre la Procura ha esteso l’esame per tutte le impronte a suo tempo rilevate. La decisione della Procura, di fatto, riapre l’inchiesta.

Denise Pipitone il 26 ottobre dovrebbe compiere 17 anni. E in questi giorni alla redazione di “Chi l’ha visto” è arrivata una foto di una ragazza che risulta incredibilmente simile all’immagine dell’invecchiamento di Denise realizzato dal Ris. Denise è scomparsa da Mazara del Vallo quando aveva quasi quattro anni.

La trasmissione di Federica Sciarelli l’ha mostrata alla mamma Piera Maggio, ospite di Chi L’Ha Visto? insieme al suo avvocato Giacomo Frazzitta. La puntata è andata in onda ieri sera.

 

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