Archive | CATANIA

Estradato Francesco Corallo, il re catanese delle slot ai Caraibi

Francesco Corallo, il re delle slot, rientra in Italia oggi, all’aeroporto di Roma Fiumicino, scortato da agenti dello SCIP – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Corallo è stato arrestato a Saint Martin (Antille olandesi) il 13 dicembre 2016, nell’ambito dell’operazione ‘Rouge et Noir’, unitamente al suo braccio destro Rudolf Theodoor Anna. Lo fa sapere una nota della Polizia. “Corallo, – ricorda la nota – in seguito alle indagini eseguite dallo S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza di Roma con il coordinamento dello S.C.I.P., è stato ritenuto il promotore di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale specializzata nel riciclaggio di grosse somme di denaro ricavate dal mancato versamento delle imposte sugli introiti delle slot machine”.

“L’operazione ‘Rouge et noir’, guidata dalla D.D.A. di Roma, – ragguaglia ancora la nota – ha consentito agli investigatori di far luce sul sistematico riciclaggio dei proventi illeciti realizzato mediante numerosi trasferimenti di denaro all’estero al fine di eludere il pagamento dei tributi erariali”. Nello specifico, le operazioni fraudolente del sodalizio criminale hanno coinvolto personaggi noti del mondo politico ed economico italiano ed hanno fruttato all’organizzazione guadagni per oltre 200 milioni di euro. Dopo le formalità espletate presso gli Uffici della Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino, Corallo, per il quale sono nel frattempo decorsi i termini di custodia cautelare secondo la normativa italiana, sarà sottoposto alle misure alternative alla detenzione dell’obbligo di dimora, dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e del divieto di espatrio. A Corallo saranno contestualmente notificati, ad opera di militari dello S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza di Roma, numerosi decreti di sequestro di denaro, conti correnti, quote societarie, beni mobili ed immobili, anche siti all’estero, per un importo pressoché equivalente agli illeciti guadagni dallo stesso ottenuti.

 

Postato in CATANIA, Cronaca, Dal Mondo, Dall'Italia, In evidenza0 Comments

CATANIA – Morto capo storico clan Laudani: questore vieta funerali pubblici

Il Questore di Catania ha adottato il provvedimento di divieto di funerali pubblici per Sebastiano Laudani, capo dell’omonimo sodalizio criminale di stampo mafioso, soprannominato “Mussi di Ficurinia”, deceduto all’eta di 91 anni per cause naturali, nella giornata del 10 agosto scorso.

Con lo stesso provvedimento l’Autorità di Pubblica Sicurezza ha disposto che le esequie avvenissero alle prime luci del mattino, in forma privata, presso la Cappella Cimiteriale, senza corteo o manifestazioni esterne di alcun tipo.

Laudani è stato diverse volte colpito da provvedimenti giudiziari e condannato per gravi reati come associazione mafiosa, omicidio ed estorsione. Era agli arresti domiciliari per gravi motivi di malattia. Storico alleato del clan Santapaola ha partecipato agli inizi degli anni ’90 alla guerra di mafia contro le cosche dei Cursoti e dei boss Cappello e Pillera che in due anni, nel 1991 e nel 1992, fecero registrare nel Catanese oltre 200 morti ammazzati. 

Postato in CATANIA, Cronaca, In evidenza0 Comments

CALTAGIRONE – Paracadutista imprenditore morto dopo schianto in volo

Un appassionato di paracadutismo, Giulio Massarotti, 37 anni, imprenditore, è morto dopo essersi lanciato da un aereo appositamente attrezzato in contrada Caudatella di Caltagirone, nel Catanese.

L’uomo aveva più brevetti ed era istruttore di lanci col paracadute. Secondo una prima ricostruzione prima dell’atterraggio sarebbe stato ‘spostato’ dal vento e poi si sarebbe schiantato a terra.

Il paracadutista è morto per la violenza dell’impatto, inutili si sono rivelate le operazioni di soccorso.

Massarotti, di Caltagirone, era un paracadutista esperto e si era formato nella scuola Sunflyers di paracadutismo sportivo in Sicilia. Il suo paracadute si è regolarmente aperto ma il vento ha spostato la traiettoria spingendo l’uomo verso il terreno con grande violenza.

Postato in CATANIA, Cronaca, In evidenza0 Comments

CATANIA – Abusi su minorenni durante riti religiosi, 4 arresti

 Il rapporto sessuale non come attofisico, ma come ‘amore pulito, dall’alto, purificatore’. Era il plagio a cui sei minorenni, tre delle quali intanto diventate adulte, sarebbero state sottoposte da Piero Alfio Capuana, bancario di 75 anni in pensione, da 25 anni alla guida di una comunità laica di ispirazione cattolica che, secondo l’accusa,avrebbe violentato ragazzine di età compresa tra i 13 e 15 anni, anche con la complicità delle madri delle vittime.

E’ il quadro che emerge dall’inchiesta ’12 apostoli’ della Procura di Catania che ha portato all’arresto di Capuana, padre di un ex assessore regionale, Daniele, estraneo alle indagini, e di tre donne poste agli arresti domiciliari: Katia Concetta Scarpignato, di 57anni, Fabiola Raciti, di 55, e Rosaria Giuffrida, di 57.

Quest’ultime due facevano parte dei ’12 apostoli’ che, emerge dalla indagini della polizia postale, erano i più stretti collaboratori di Capuana nella congregazione religiosa, denominata “Associazione Cattolica Cultura ed ambiente”, di Aci Bonaccorsi (CT).

Alla associazione, fondata da un sacerdote, padre Cavalli, deceduto, e gestita, da anni, da Pietro Capuana, aderiscono circa 5.000 persone. Il gruppo ha un fiorente girod’affare con la vendita di prodotti agricoli coltivati daglistessi associati. 

Le indagini della polizia postale di Catania sono stata avviate nella primavera del 2016, dopo che una madre scopre sul cellulare della figlia minorenne le violenze che la ragazzina subiva, e delle quali parlava con un’amica su una chat.

Intercettazioni e indagini, coordinate dalla Procura distrettuale, hanno permesso di accertare che ragazzine fragili, in 25 anni, venivano selezionate dalle tre donne per essere ‘offerte’ all”Arcangelo’ per la loro ‘purificazione’.

A volte, è emerso, erano le stesse madri, plagiate, a ‘consegnare’ le figlie all’uomo. Le minorenni avevano dei ‘turni’ nella casa dell’uomo: pensavano a lavarlo, vestirlo, pulire la sua abitazione e soddisfare anche le sue richieste sessuali, talvolta anche in gruppo.

Le vittime erano costrette anche a sottoscrivere delle lettere in cui dichiaravano il loro amore per il Capuana e di essere consenzienti alle sue richieste sessuali.

Se rifiutavano erano accusate di essere prive di fede in Dio e anche multate. La Procura di Catania ricostruisce anche di atteggiamenti penalmente rilevanti compiuti anche all’interno del cosiddetto “cenacolo”, dove la Comunità si riuniva con cadenza settimanale per riunioni su argomenti religiosi, in occasione delle quali l’uomo faceva delle “locuzioni” religiose, proclamandosi la reincarnazione di un Arcangelo.

E poi, con una cerchia ristretta di appartenenti alla congregazione, restava a ballare, stringendo a sé e baciando le minorenni. Durante perquisizioni compiute dalla polizia postale è stato sequestrato materiale cartaceo ed informatico, tra cui moltissime delle lettere redatte dalle minorenni e il “registro” con gli elenchi nominativi di migliaia di iscritti.

In casa di due degli indagati sono stati sequestrati, complessivamente, 60mila euro in contanti.

Postato in CATANIA, Cronaca, In evidenza0 Comments

Arrestata “maitresse”: faceva prostituire ragazze in giro per la Sicilia

Una donna di 44 anni, Laura Bonsignore, è stata arrestata dai carabinieri a Ramacca (Catania) in seguito a una condanna a 3 anni, 9 mesi e 20 giorni di reclusione da scontare nel carcere di Catania per sfruttamento della prostituzione con l’aggravante di avere sfruttato anche minorenni.

I militari hanno eseguito un ordine per la carcerazione emesso dal tribunale di Caltanissetta. La donna avrebbe gestito in prima persona una sorta di “carrozzone” itinerante che, sfruttando ragazze anche minorenni, indotte a fare sesso a pagamento, si spostava in diversi comuni dell’Ennese – Enna, Calascibetta e Villarosa -, a Campobello di Licata, nell’Agrigentino, e nel Catanese: nel capoluogo etneo e a Misterbianco. La donna è stata rinchiusa nel carcere di Piazza Lanza.

Postato in CATANIA, Cronaca, In evidenza0 Comments

CALTAGIRONE – Una sola ambulanza in città, muore per un attacco d’asma

Muore a 25 anni per una banale insufficienza respiratoria. Questo l’epilogo di una tragedia che ha gettato nello sconforto, oltre che l’intera comunità di Mineo, anche il personale sanitario del pronto soccorso dell’ospedale “Gravina” di Caltagirone. Noemi Venuti, che avrebbe compiuto 26 anni il 23 dicembre, sarebbe purtroppo spirata durante il tragitto in ospedale. I medici del pronto soccorso hanno invano tentato di rianimarla con ogni mezzo per strapparla alla morte. Per oltre un’ora, al reparto di Rianimazione, le sono state praticate le cure del caso. Tutto invano. Le cause del decesso sono ancora da accertare, anche se le ipotesi più accreditate rimangono quelle dell’insufficienza respiratoria, dovuta a una severa crisi asmatica. Dovranno essere accertate le cause della morte, ma appare assurdo che, nel 2017, si possa perdere la vita per un attacco d’asma.

Il sindaco di Mineo, Anna Aloisi ha proclamato il lutto cittadino, poiché Noemi era fortemente impegnata nel sociale. Si prodigava ad animare Grest estivi e a collaborare in eventi culturali legati in particolare alle tradizioni del Natale.

Postato in CATANIA, Cronaca, In evidenza0 Comments

STRAGE BORSELLINO – Tutti assolti nel processo di revisione

La corte d’appello di Catania, che celebrava il processo di revisione delle condanne, alcune delle quali all’ergastolo, emesse a Caltanissetta a carico di 9 persone coinvolte ingiustamente nell’attentato al giudice Paolo Borsellino, ha assolto tutti gli imputati dall’accusa di strage.

Il processo di revisione è stato chiesto, inizialmente, dalla procura generale di Caltanissetta ed è stato celebrato a Catania, come prevede la legge. A consentire il nuovo giudizio sono state le rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza.

Dopo le dichiarazioni di Spatuzza, che ha riscritto la storia della fase esecutiva della strage, smentendo le menzogne raccontate da pentiti come Vincenzo Scarantino, per nove persone, ingiustamente condannate a vario titolo per l’eccidio, tra cui lo stesso Scarantino, è stata chiesta la revisione del processo. Per quelle che erano detenute è stata anche sospesa l’esecuzione della pena che era ormai definitiva.

Il giudizio di revisione riguarda Gaetano Murana, difeso dall’avvocato Rosalba Di Gregorio, Giuseppe Orofino, Cosimo Vernengo, Natale Gambino, Salvatore Profeta, Giuseppe La Mattina, Gaetano Scotto, assistito da Giuseppe Scozzola, Vincenzo Scarantino e Salvatore Candura.

Quest’ultimo era stato condannato solo per il furto della macchina che venne imbottita di tritolo e non per il reato di strage, mentre Orofino era stato ritenuto responsabile di appropriazione indebita, favoreggiamento e simulazione di reato. Tomasello aveva avuto una condanna per associazione mafiosa e non per strage.

Le pg di Catania avevano chiesto per tutti la revisione tranne che per Tomasello, sostenendo che a suo carico non ci fossero elementi per una valutazione nuova. La corte d’appello, invece, ha assolto anche lui. Resta per chi ne rispondeva, tranne per Tomasello, la condanna per mafia già abbondantemente scontata da tutti tranne che da Scotto.

Sarà ora la corte d’appello di Caltanissetta a dover rideterminare la pena, passaggio fondamentale per quantificare i risarcimenti dei danni che chi è stato condannato ingiustamente chiederà. Da risarcire, infatti, saranno solo i danni derivanti dalla ingiusta condanna per strage, visto che quella di mafia è definitiva. I risarcimenti potranno essere richiesti quando la sentenza di oggi diventerà definitiva.

Postato in CATANIA, Cronaca, In evidenza, PALERMO0 Comments

ACIREALE – Crolla intonaco Duomo: bimbo di 1 anno ancora grave

Sono stazionarie nella loro gravità le condizioni del piccolo di un anno colpito ieri alla testa, mentre era nel suo passeggino, dal crollo di un pezzo di intonaco dalla forma circolare, dal diametro di un metro, dal tetto del Duomo di Acireale, nel Catanese, mentre si stava celebrando un matrimonio. I medici della rianimazione del Policlinico di Messina, dove è stato trasferito ieri con un elicottero del 118, mantengono riservata la prognosi e oggi sottoporranno il bambino a una Tac di controllo. La diagnosi è di trauma cranico grave con frattura scomposta pluriframmentaria dell’osso frontale accompagnato da un lieve stato commotivo. Ha già lasciato il trauma center dell’ospedale Cannizzaro il 30enne disabile colpito anche lui dal crollo dell’intonaco dalla navata sinistra del Duomo di Acireale. Ha riportato un lieve stato confusionale cognitivo e delle ferite a sopracciglio e cuoio capelluto. L’uomo ha firmato il modulo di dimissioni volontarie per proseguire le cure a casa.

Postato in CATANIA, Cronaca0 Comments

TAORMINA – Ai nastri d’argento vince Monica Bellucci [FOTO]

Amelio, Bellucci, Picone, Trinca, Amendola, Placido, Argentero, Favino: l’elenco di tutti i premi e il fotoracconto della consegna dei Nastri d’argento nella serata cinematografica presentata da Andrea De Logu al Teatro antico di Taormina (immagini di Luigi Saitta).

Miglior Film
La tenerezza di Gianni Amelio

Miglior regista
Gianni Amelio per La tenerezza

Miglior regista esordiente
Andrea De Sica per I figli della notte

Miglior commedia
L’ora legale di Ficarra e Picone

Miglior produttore
Attilio De Razza per L’ora legale e Pier Paolo Verga per Indivisibili

Miglior soggetto
Nicola Guaglianone per Indivisibili

Migliore sceneggiatura
Francesco Bruni per Tutto quello che vuoi

Migliore attore protagonista
Renato Carpentieri per La tenerezza

Migliore attrice protagonista
Jasmine Trinca per Fortunata

Migliore attore non protagonista
Alessandro Borghi per Fortunata e Il più grande sogno

Migliore attrice non protagonista
Sabrina Ferilli per Omicidio all’italiana e Carla Signoris per Lasciati andare

Migliore fotografia
Luca Bigazzi per La tenerezza e Tutto quello che vuoi

Migliore scenografia
Marco Dentici per Fai bei sogni e Sicilian Ghost Story

Migliori costumi
Massimo Cantini Parrini per Indivisibili

Migliore montaggio
Francesca Calvelli per Fai bei sogni

Migliore sonoro in presa diretta
Alessandro Rolla per Fortunata

Migliore colonna sonora
Enzo Avitabile per Indivisbili

Migliore canzone originale
Abbi pietà di noi di Enzo Avitabile per Indivisibili

Opera dell’anno
The Young Pope di Paolo Sorrentino

Nastro d’argento alla carriera
Roberto Faenza per La verità sta in cielo

Nastro d’argento europeo
Monica Bellucci per On The Milky Road – Sulla via Lattea

Nastro d’argento Speciale
Giuliano Montaldo per Tutto quello che vuoi

Postato in CATANIA, Cinema, Eventi, In evidenza, Spettacolo0 Comments

CATANIA – Stop ai “big boss” della prostituzione [VIDEO]

Cinque persone, tra cui tre romeni, sono state arrestate dalla Polizia di Stato a Catania con l’accusa di sfruttare giovani romene che venivano fatte prostituire. Per costringere le ragazze a ‘lavorare’ per loro i componenti della banda le avrebbero spesso malmenate. Una sesta persona è riuscita a sfuggire all’arresto ed è ricercata.

L’operazione è stata denominata ‘Big Boss’. A dare il via alle indagini le dichiarazioni di una giovane vittima avviata alla prostituzione con la minaccia che le avrebbero sottratto il figlio minorenne rimasto in Romania. La ragazza è fuggita e ha contattato un cliente, che l’ha aiutata a scappare e a rivolgersi agli agenti.

La Polizia di Stato ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione in pregiudizio di giovani donne, compresa una minorenne, e di favoreggiamento personale.

Ai tre romeni, Gheorghe Eduard Ciobanu, di 23 anni – considerato il capo dell’organizzazione, chiamato dai componenti ‘Big Boss’, da cui il nome dell’operazione -, Marius Negoita, di 34, e Marcel Dumitru, di 23, il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere, dove si trovano detenuti. Agli arresti domiciliari sono stati posti due italiani, Salvatore D’Anna, di 45, e Angelo La Spina, di 55.

La ragazza ha raccontato di aver lasciato il suo Paese d’origine insieme a un connazionale che una volta giunti in Italia, le aveva sottratto la carta di identità e l’aveva costretta a prostituirsi con la minaccia di sottrarle il figlio. Lei aveva aveva cominciato a prostituirsi sotto il costante controllo dello sfruttatore, ma dopo qualche settimana aveva deciso di darsi alla fuga.

Le indagini si sono avvalse anche di una fitta rete di intercettazioni. Ciobanu secondo quanto accertato, oltre a sfruttare le prostituite nella sua disponibilità, avrebbe preteso dai due connazionali sfruttatori il versamento di somme di denaro per il ‘posto di strada’ di ogni rumena che veniva fatta prostituire. I due italiani, pur estranei all’associazione criminale, avrebbero favorito sia la prostituzione delle giovani donne, sia i loro sfruttatori.

I tre erano stati fermati il 29 maggio scorso in base a un decreto emesso dalla Procura della Repubblica per il fondato pericolo che fuggissero e successivamente ha emesso una ordinanza di custodia cautelare, eseguita il giorno successivo dalla squadra mobile.

Durante le indagini la Polizia di Stato ha arrestato un altro romeno, Gabriel Condras, che era ricercato nel suo Paese perché doveva espiare una pena di tre anni e due mesi di reclusione per il reato di partecipazione a un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di tabacchi e nei confronti del quale l’autorità giudiziaria di Caras Severin (Romania) aveva emesso un mandato d’arresto europeo.

Postato in CATANIA, Cronaca, In evidenza, Video0 Comments

Advert

TROVACI SU FACEBOOK

ULTIME NOTIZIE

PREVISIONI METEO

ALMANACCO

HERCOLE NEWS 24

STASERA IN TV

Calendario

agosto: 2017
L M M G V S D
« Lug    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

STATISTICHE

Dettagli www.trs98.it

Site Info

TRS98