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SICILIA – Tra domenica e lunedi nubifragi in arrivo. Ma le temperature almeno saliranno

“La circolazione di bassa pressione a carattere freddo sarà sostituita nel fine settimana da una relativamente più mite responsabile di un rialzo delle temperature, ma anche di una nuova ondata di maltempo da ovest”. Nel gioco del classico “abbiamo una notizia buona e una cattiva”, i meteorologi di 3bmeteo.com non lasciano scampo alla Sicilia. 

“Sarà la Sardegna la prima regione coinvolta dalla bassa pressione in risalita dal Nord Africa. Poi, tra domenica e lunedì, il maltempo si accanirà soprattutto tra Sicilia e Calabria, poi in Basilicata con temporali anche intensi. Le precipitazioni risulteranno abbondanti sui versanti ionici mentre la neve cadrà sui rilievi ma sopra i 1500-1700 metri”.

Le temperature se non altro subiranno un rialzo, specie al Centro Sud, e si porteranno così nelle medie tipiche del periodo. “L’ondata di maltempo sarà accompagnata da venti di scirocco e levante che al Sud e sulle isole saranno forti con rischio di mareggiate sui tratti esposti”, concludono da 3bmeteo.com.

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CASSAZIONE – “Affittare casa a prostitute non è reato”

Affittare un appartamento a una prostituta non è reato se non ci sono altri benefit o servizi finalizzati a incentivare il meretricio. Lo ha sancito la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso contro il sequestro di alcuni alloggi utilizzati da prostitute (sentenza 1773 del 16 gennaio). La notizia è pubblicata oggi da Il Sole 24 Ore  e riguarda il ricorso contro un sequestro di alloggi a Messina.

La locazione a prezzi di mercato di un appartamento a una prostituta, spiegano i giudici, pur nella consapevolezza dell’«attività» della stessa, non integra di per sè il reato di favoreggiamento della prostituzione, in considerazione del fatto che mettere a disposizione un appartamento non rappresenta una evidente collaborazione nel meretricio.

Al contrario, il reato appare configurabile quando, oltre alla disponibilità dei locali ed alla consapevolezza in merito all’attività svolta all’interno degli stessi, si forniscono altri benefit che, effettivamente, favoriscono l’esercizio della prostituzione come inserzioni pubblicitarie, fornitura di profilattici, ricezione di clienti o accoglienza.

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OPERAZIONE “DOPPIA SPONDA” – Armi e droga gestiti da cosa nostra, blitz con 17 arresti fra Messina e Catania

I carabinieri stanno eseguendo, nella provincia peloritana e in quella catanese, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Messina su richiesta della competente Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da fuoco e altro.

Tredici sono in carcere, quattro agli arresti domiciliari e per due c’è l’obbligo di presentazione alla pg. L’inchiesta, denominata “Doppia sponda”, ha permesso di sgominare due gruppi criminali attivi nel territorio di Messina, che gestivano un vasto traffico di droga anche grazie agli stretti collegamenti con esponenti di vertice di alcuni sodalizi mafiosi catanesi.

In particolare, l’attività investigativa ha consentito di delineare gli assetti interni della organizzazione e le responsabilità dei singoli associati in ordine all’approvvigionamento e alla commercializzazione di ingenti partite di cocaina e marijuana, destinate alle principali “piazze di spaccio” dell’hinterland messinese.

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MESSINA – I carabinieri arrestano agli imbarcaderi della Caronte un latitante

Blitz dei Cc agli imbarcaderi: arrestato latitante e la sua compagna. Al momento della cattura erano armati.

I Carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno messo fine alla latitanza di un 46enne messinese , pluripregiudicato, resosi irreperibile dal mese di aprile dello scorso anno, in quanto gravato da provvedimento cautelare per associazione per delinquere finalizzata alle truffe, al riciclaggio ed alla ricettazion

L’uomo è stato bloccato agli imbarcaderi della “Caronte” dai militari dell’Arma unitamente alla compagna 48enne, anch’ella già nota alle Forze dell’Ordine.

All’atto della cattura, i due soggetti erano anche in possesso di due pistole con matricola abrasa, di cui una con colpo in canna e cane armato e di numerose munizioni.

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Incendio al pullman della Reggina con i calciatori a bordo [VIDEO]

Una brutta disavventura ha visto protagonista la squadra della Reggina. Poco dopo aver lasciato lo stadio di Messina, dove si è giocato il derby dello Stretto nella ventunesima giornata del girone C di Lega Pro , in tangenziale l’autobus con a bordo la squadra e i dirigenti reggini è stato interessato da un incendio. Solo l’intervento immediato di un agente di polizia – che ha spento le fiamme con un estintore – ha evitato il peggio: stando alle prime ricostruzioni, le fiamme si sono sviluppate dal vano motore nel retro dell’autobus. Nessun ferito, ma solo un grande spavento. La Digos di Messina ha aperto un’indagine per ricostruire con esattezza quanto accaduto e stando ai primi rilievi si tende ad escludere l’ipotesi del dolo: l’incendio sarebbe di natura accidentale.

Il comunicato — Rispetto a quanto accaduto, il Messina ha emesso un comunicato ufficiale: “La società Acr Messina esclude qualsiasi coinvolgimento – si legge -. L’Acr Messina manifesta, altresì, piena solidarietà a presidente, calciatori ed allo staff tecnico e dirigenziale della Reggina per l’incidente occorsogli, dopo la partenza dallo stadio San Filippo Franco Scoglio e diretti ai traghetti”.

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SAN FRATELLO – Incendiato info-point parco Nebrodi, la denuncia di Antoci

 “La scorsa notte dei malviventi hanno incendiato un infopoint in legno relativo all’attività del cavallo sanfratellano a San Fratello installato dal Parco dei Nebrodi. Questo è un chiaro atto intimidatorio”. Lo dice Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi.

“Stiamo facendo grande pressione sulla mafia e questa è la loro reazione scomposta ma non ci fermeranno noi andremo avanti”, aggiunge. Sul caso indagano i carabinieri. L’infopoint era un gabbiotto in legno, gestito dall’associazione sportiva Cavallo sanfratellano che nelle immediate vicinanze ha un maneggio.

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Tragica gita sui Nebrodi: col fuoristrada in un burrone, muore donna di 42 anni

Una donna morta e tre feriti, di cui uno grave. Quella che doveva essere una gita con amici per la Festa dell’Immacolata si è trasformata in tragedia. È accaduto sui Nebrodi, sopra contrada Flascio dove un pesante fuoristrada Nissan “Patrol” è finito in un burrone precipitando per oltre 400 metri e finendo la sua corsa a fondo valle. La vittima è Antonella Currenti, 42 anni, originaria di Fiumefreddo. È accaduto ieri sera, alle 18 circa, lungo la strada sterrata che dalla Statale 120, porta fino a Monte Colla, nel parco dei Nebrodi. Il fuoristrada scendeva verso la Statale e, per cause sconosciute, è finito in fondo al burrone.

Da quanto appreso, i fuoristrada erano diversi, provenienti da una giornata in un agriturismo della zona. Nel gruppo erano tutti esperti di off road. Ma questo non è bastato ad evitare la tragedia. Per cause sconosciute (c’era una fitta nebbia) la Nissan è finita fuoristrada precipitando nel vuoto. A bordo c’era l’autista di 46 anni, Angelo Dovara, con la moglie Antonella Currenti di 42 anni, un’altra donna di 31 anni e una ragazza quindicenne. Antonella ha perso la vita, gravemente feriti gli altri occupanti del mezzo. A lanciare l’allarme sono stati gli occupanti degli altri fuoristrada, che hanno anche cercato di prestare i primi soccorsi.

  
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Randazzo coordinati da Franco Salanitri con i colleghi di Maletto, e la Forestale di Randazzo, che con i loro fuoristrada, hanno dovuto percorrere oltre 5 chilometri di sterrato portando sul posto gli equipaggi delle ambulanze di Randazzo e Maletto. Infatti, la strada , molto sconnessa, non permette il transito di vetture e ambulanze. I tre feriti sono stati trasportati in tre diversi ospedali: una a Catania al Cannizzaro, una al Garibaldi Centro e un altro all’ospedale di Taormina. 

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MALTEMPO – 40 milioni dalla Regione. Trovato un cadavere a Letojanni

Un cadavere è stato trovato dalla guardia costiera al largo della spiaggia di Isolabella, a Letojanni (Messina). I resti sono irriconoscibili. I carabinieri non escludono che possa trattarsi di Roberto Saccà, 74enne scomparso da venerdì scorso durante un nubifragio, ma sarà la prova del Dna a stabilire l’identità della vittima.

Intanto la giunta regionale, su proposta della protezione civile, ha deliberato la dichiarazione di stato calamità per i comuni colpiti dai nubifragi registrati in Sicilia il 19, 24 e 25 novembre che hanno coinvolto i territori di Agrigento, Catania, Caltanissetta, Messina e Palermo.

Sono stati stanziati 40 milioni di euro per fronteggiare i primi danni strutturali a valere sul Poc e approvato un emendamento di 4 milioni e 100 mila euro da inserire nella manovra finanziaria, per le spese più immediate.

Con un’ulteriore deliberazione, dopo il censimento in corso da parte della protezione civile, verranno quantizzati i danni alle attività produttive, ai privati, alle produzioni agricole e alle strutture pubbliche, che in atto sembrano ingenti.

I comuni per i quali interverrà lo stato di calamità sono Bivona, Burgio, Caltabellotta, Calamonaci, Cianciana, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano di Quisquina, Sciacca nell’Agrigentino. Calatabiano in provincia di Catania. Campofelice di Roccella, Campofelice di Fitalia, Castronovo di Sicilia, Mezzojuso, Montemaggiore Belsito, Lercara Friddi nel Palermitano. In provincia di Messina, oltre al capoluogo, sono Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Forza d’Agrò, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Letojanni, Monforte San Giorgio, Mojo Alcantara, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Pace del Mela, Pagliara, Rometta, Savoca, Sant’Alessio Siculo, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Santa Teresa Riva, Saponara, Taormina, Villafranca Sicula.

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“Legalizzerei cocaina e quartieri a luci rosse”

“A Messina un quartiere a luci rosse lo farei. Molto meglio il quartiere hot che tutto quello che succede per le strade”.

Il sindaco di Messina Renato Accorinti a La Zanzara su Radio 24. “Ognuno – dice – deve avere la libertà di usare il proprio corpo. Questa cosa va rispettata totalmente, poi è ovvio che la donna non va sfruttata. Se oggi potessi decidere di aprire i bordelli e togliere le puttane dalla strada lo farei”.

“Non ho mai fumato -spiega- una sigaretta normale. In India mi sono ritrovato in un posto dove c’era un rituale e mi sono fatto un cannone, ma in Italia no. Legalizzerei la droga leggera, su questo non c’è alcun dubbio. E poi in India i novantenni fumano la marijuana, per loro è come bere un bicchiere di vino da noi. La marijuana fa meno male dell’alcol, e in alcuni casi può fare bene”.

E la cocaina?: “Si, legalizzerei anche quella. Ovviamente aiutando le persone dipendenti con un percorso di uscita. E poi con la legalizzazione bruciamo gli affari della mafia che hanno inquinato tutte le altre cose. Gli bruciamo tutti gli affari”. Per il sindaco “i rom rubano molto meno dei siciliani mafiosi”.

“Molto meglio loro – dice – di tutti quei siciliani mafiosi e collusi con la mafia, o di quei politici che in modo lucido hanno devastato l’Italia”.

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MESSINA – 40 enne muore per complicanze post- partum

Una donna di 42 anni, Lavinia Marano è morta ieri nel Policlinico messinese dopo aver partorito un bimbo. Subito dopo il parto, giovedi sera, si è sentita male: ha avuto due emorragie e poi le è stato asportato l’utero. La donna è stata trasportata nell’unità operativa di chirurgia vascolare e poi in rianimazione dov’ è morta poco dopo.

Il policlinico ha aperto un’inchiesta interna e nel pomeriggio di venerdi i familiari hanno presentato una denuncia ai Carabinieri. Lavinia era un’assicuratrice, ma amava la musica e si esibiva con una band nei locali di ritrovo messinesi, tanto da essere abbastanza conosciuta in città.

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