Archive | MESSINA

ATTENTATO ANTOCI – 14 indagati tra Cesarò e Tortorici ritenuti coinvolti nell’agguato al Presidente del Parco dei Nebrodi

La Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ha inviato 14 avvisi di garanzia per il fallito attentato al presidente del Parco dei Nebrodi. Gli indagati risiedono nei paesi dei Nebrodi, in particolare a Cesarò e Tortorici. Sono ritenuti coinvolti nell’agguato compiuto nella notte del 17 maggio dello scorso anno , nei confronti del Presidente del Parco dei Nebrodi Giusepe Antoci , al rientro da Cesarò per una manifestazione alla quale aveva partecipato. L’auto su cui viaggiava Antoci con la sua scorta, venne bloccata lungo i tornanti di montagna da alcuni massi posti sulla carreggiata per fermare il corteo. A salvare la vita ad Antoci fu proprio l’auto blindata. La vettura venne presa di mira dai killer e ne seguì un conflitto a fuoco, a cui partecipò anche una seconda pattuglia della Polizia giunta poco dopo , con a bordo il dirigente del commissariato di Sant’Agata, Daniele Manganaro. Antoci, già da tempo, era sottoposto a tutela  per le serie minacce subite in seguito ai protocolli di legalità messi in atto per evitare la concessione di ampie zone di pascoli alla mafia.  

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SERIE D – Play off, Gela e Igea Virtus la corsa finsice subito male

In Serie D, play off amari per le due formazioni siciliane . Il Gela di Piero Infantino ce l’ha messa tutta in casa del Rende, che poteva contare sui due risultati su tre. Falcidiati dalle assenze , i biancazzurri hanno risposto colpo su colpo ma quando sembravano a un passo dai supplementari, la prodezza di Gigliotti li ha mandati al tappeto. Finisce 2 a 1 per il Rende.

Impegnata a Cava dei Tirreni, l’Igea Virtus ai supplementari , invece, ci è andata ma non è riuscita a segnare il gol qualificazione. Finisce 0-0 che qualifica la Cavese.

La finale play off si giocherà tra Cavese – Rende

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MAFIA – Confiscati beni per 4,8 mln a Concetto Bucceri [VIDEO]

Beni per un valore complessivo di 4 milioni e 800 mila euro sono stati confiscati a Concetto Bucceri, esponente legato al clan mafioso Santapaola. Personale della Dia di Messina, supportato dal Centro Operativo di Catania, sta eseguendo il provvedimento disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Messina, su proposta del direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla. Le indagini patrimoniali sono state condotte in sinergia con la Procura di Messina. Il provvedimento interessa l’intero patrimonio di Bucceri comprese alcune aziende intestate a fidati prestanome.
    Il provvedimento di confisca ha riguardato due imprese attive nel settore delle costruzioni ed opere di ingegneria civile, due fabbricati ed otto terreni utilizzati in parte come sedi operative, 13 mezzi strumentali alle attività, una polizza vita e vari rapporti finanziari. Bucceri è ritenuto organico alla famiglia mafiosa riferibile al clan Santapaola-Picanello di Catania.
   

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Genovese è di nuovo libero e può tornare in Parlamento

Il deputato nazionale di Fi ed ex sindaco di Messina Francantonio Genovese, recentemente condannato a 11 anni per truffa, torna libero. Il tribunale della libertà di Messina infatti decidendo in sede di rinvio dalla Cassazione, accogliendo le istanze difensive, ha revocato la misura dell’obbligo di dimora cui Genovese era stato sottoposto il 25 novembre 2015, subito dopo la revoca degli arresti domiciliari per l’inchiesta su illeciti nella formazione denominata Corsi d’oro.

Il deputato nazionale, passato dalle fila del Pd a quelle di Fi, potrà, dunque, tornare a svolgere il proprio mandato parlamentare. “Il tribunale – spiega l’avvocato Nino Favazzo, legale di Genovese – con motivazione pienamente condivisibile, ha tardivamente fatto giustizia di una misura cautelare che, già nell’aprile del 2016, la Suprema corte di Cassazione aveva censurato, evidenziandone la mancanza dei presupposti, anche in considerazione della impossibilità di conciliare la stessa con l’esercizio del mandato parlamentare. Una decisione giusta, dunque, che ha il solo torto di arrivare tardi”.

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SAVOCA – Una donna fermata per il delitto di Roberto Scipilliti, il vigile del fuoco trovato morto

Roberto Scipilliti, il vigile urbano ritrovato cadavere lo scorso 14 gennaio nelle campagne di Savoca, sarebbe stato ucciso da una donna che i carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno già fermato. Non è ancora chiaro il movente che avrebbe spinto la 47enne Fortunata Caminiti ad uccidere Scipilliti, ma sono molti gli indizi che portano a lei quale responsabile dell’omicidio. Sono state le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza a mettere gli investigatori sulle tracce di una Fiat Panda di colore giallo, di cui non si riusciva a leggere la targa, ma che si vedeva transitare alle 15.28 in direzione mare/monte, verso il luogo del rinvenimento del cadavere con a bordo più persone non distinguibili. Alle successive 15.35 – dunque solo dopo 7 minuti – il mezzo veniva registrato mentre tornava in senso opposto dal luogo di rinvenimento del cadavere. L’auto, di cui successivamente è stata individuata la targa, risultava intestata a una ditta di noleggio del catanese, che il 4 gennaio (il giorno precedente la scomparsa di Scipilliti) era stata affittata proprio alla Caminiti che nella circostanza aveva presentato documenti falsi.

L’auto era stata restituita con un giorno di ritardo, tanto che la donna si era dovuta giustificare dicendo che a bordo della vettura vi era stata una lite violenta tanto che alcuni suoi amici erano ricoverati in ospedale. Precisava anche che l’auto si era sporcata di sangue ed aveva provveduto a pulirla con l’alcol. Nei giorni successivi un altro soggetto, mentre stava pulendo il mezzo per conto della ditta di noleggio, notava che nel vano porta oggetti posto sotto il sedile del passeggero anteriore , vi era una pozza di sangue sulla quale galleggiava una penna. Agli investigatori è apparso a quel punto evidente come all’interno di quell’auto si fosse consumato un delitto, quello del povero vigile del fuoco, ucciso proprio dentro quel mezzo.

Fortunata Caminiti era già stata arrestata nelle prime ore del 14 gennaio 2017, dai Carabinieri della Compagnia di Messina Sud, insieme al latitante Fabrizio Ceccio, pluripregiudicato messinese classe 1972, attivamente ricercato da aprile dell’anno scorso, allorquando si era reso irreperibile poiché colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di “associazione per delinquere finalizzata alle truffe, al riciclaggio ed alla ricettazione”.

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SICILIA – Tra domenica e lunedi nubifragi in arrivo. Ma le temperature almeno saliranno

“La circolazione di bassa pressione a carattere freddo sarà sostituita nel fine settimana da una relativamente più mite responsabile di un rialzo delle temperature, ma anche di una nuova ondata di maltempo da ovest”. Nel gioco del classico “abbiamo una notizia buona e una cattiva”, i meteorologi di 3bmeteo.com non lasciano scampo alla Sicilia. 

“Sarà la Sardegna la prima regione coinvolta dalla bassa pressione in risalita dal Nord Africa. Poi, tra domenica e lunedì, il maltempo si accanirà soprattutto tra Sicilia e Calabria, poi in Basilicata con temporali anche intensi. Le precipitazioni risulteranno abbondanti sui versanti ionici mentre la neve cadrà sui rilievi ma sopra i 1500-1700 metri”.

Le temperature se non altro subiranno un rialzo, specie al Centro Sud, e si porteranno così nelle medie tipiche del periodo. “L’ondata di maltempo sarà accompagnata da venti di scirocco e levante che al Sud e sulle isole saranno forti con rischio di mareggiate sui tratti esposti”, concludono da 3bmeteo.com.

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CASSAZIONE – “Affittare casa a prostitute non è reato”

Affittare un appartamento a una prostituta non è reato se non ci sono altri benefit o servizi finalizzati a incentivare il meretricio. Lo ha sancito la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso contro il sequestro di alcuni alloggi utilizzati da prostitute (sentenza 1773 del 16 gennaio). La notizia è pubblicata oggi da Il Sole 24 Ore  e riguarda il ricorso contro un sequestro di alloggi a Messina.

La locazione a prezzi di mercato di un appartamento a una prostituta, spiegano i giudici, pur nella consapevolezza dell’«attività» della stessa, non integra di per sè il reato di favoreggiamento della prostituzione, in considerazione del fatto che mettere a disposizione un appartamento non rappresenta una evidente collaborazione nel meretricio.

Al contrario, il reato appare configurabile quando, oltre alla disponibilità dei locali ed alla consapevolezza in merito all’attività svolta all’interno degli stessi, si forniscono altri benefit che, effettivamente, favoriscono l’esercizio della prostituzione come inserzioni pubblicitarie, fornitura di profilattici, ricezione di clienti o accoglienza.

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OPERAZIONE “DOPPIA SPONDA” – Armi e droga gestiti da cosa nostra, blitz con 17 arresti fra Messina e Catania

I carabinieri stanno eseguendo, nella provincia peloritana e in quella catanese, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Messina su richiesta della competente Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da fuoco e altro.

Tredici sono in carcere, quattro agli arresti domiciliari e per due c’è l’obbligo di presentazione alla pg. L’inchiesta, denominata “Doppia sponda”, ha permesso di sgominare due gruppi criminali attivi nel territorio di Messina, che gestivano un vasto traffico di droga anche grazie agli stretti collegamenti con esponenti di vertice di alcuni sodalizi mafiosi catanesi.

In particolare, l’attività investigativa ha consentito di delineare gli assetti interni della organizzazione e le responsabilità dei singoli associati in ordine all’approvvigionamento e alla commercializzazione di ingenti partite di cocaina e marijuana, destinate alle principali “piazze di spaccio” dell’hinterland messinese.

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MESSINA – I carabinieri arrestano agli imbarcaderi della Caronte un latitante

Blitz dei Cc agli imbarcaderi: arrestato latitante e la sua compagna. Al momento della cattura erano armati.

I Carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno messo fine alla latitanza di un 46enne messinese , pluripregiudicato, resosi irreperibile dal mese di aprile dello scorso anno, in quanto gravato da provvedimento cautelare per associazione per delinquere finalizzata alle truffe, al riciclaggio ed alla ricettazion

L’uomo è stato bloccato agli imbarcaderi della “Caronte” dai militari dell’Arma unitamente alla compagna 48enne, anch’ella già nota alle Forze dell’Ordine.

All’atto della cattura, i due soggetti erano anche in possesso di due pistole con matricola abrasa, di cui una con colpo in canna e cane armato e di numerose munizioni.

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Incendio al pullman della Reggina con i calciatori a bordo [VIDEO]

Una brutta disavventura ha visto protagonista la squadra della Reggina. Poco dopo aver lasciato lo stadio di Messina, dove si è giocato il derby dello Stretto nella ventunesima giornata del girone C di Lega Pro , in tangenziale l’autobus con a bordo la squadra e i dirigenti reggini è stato interessato da un incendio. Solo l’intervento immediato di un agente di polizia – che ha spento le fiamme con un estintore – ha evitato il peggio: stando alle prime ricostruzioni, le fiamme si sono sviluppate dal vano motore nel retro dell’autobus. Nessun ferito, ma solo un grande spavento. La Digos di Messina ha aperto un’indagine per ricostruire con esattezza quanto accaduto e stando ai primi rilievi si tende ad escludere l’ipotesi del dolo: l’incendio sarebbe di natura accidentale.

Il comunicato — Rispetto a quanto accaduto, il Messina ha emesso un comunicato ufficiale: “La società Acr Messina esclude qualsiasi coinvolgimento – si legge -. L’Acr Messina manifesta, altresì, piena solidarietà a presidente, calciatori ed allo staff tecnico e dirigenziale della Reggina per l’incidente occorsogli, dopo la partenza dallo stadio San Filippo Franco Scoglio e diretti ai traghetti”.

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