SANTA CROCE CAMERINA – Rubano 200 chili di melanzane, arrestati

E’ andata male ai due romeni che nella notte di ieri sono stati beccati da una pattuglia dei carabinieri di Ragusa mentre uscivano da una serra con un carico di melanzane. Erano le 5 del mattino quando i militari hanno notato una Fiat Marea con la carrozzeria malconcia vicino alle serre e hanno fermato subito l’auto e gli occupanti. I due giovani sono apparsi immediatamente agitati ed è bastato dare uno sguardo sui sedili passeggeri: trasportavano dei sacchi neri contenenti circa 200 chili di melanzane appena rubate da una serra. Entrambi si trovano agli arresti domiciliari presso le loro abitazioni a S. Croce Camerina.

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Omicidio Pamela, fermato il vicino di casa

E’ stato arrestato uno dei sospettati di aver assassinato Pamela Canzonieri, l’italiana trovata morta giovedì scorso a Morro di San Paolo, nello Stato di Bahia, in Brasile: lo ha comunicato il portavoce della polizia locale, Alberto Maraux.

Il presunto omicida – hanno reso noto gli uomini del commissariato territoriale di Cairu – era un vicino della vittima e aveva precedenti per traffico di droga.

“Dopo aver sentito alcuni testimoni ho ritenuto necessario chiederne ai pm la custodia cautelare in carcere”, ha precisato il commissario responsabile per il caso, Argimaria Soares Freitas. Gli inquirenti non hanno tuttavia voluto confermare l’identità dell’uomo come divulgata da alcuni siti brasiliani.

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ACATE – Serra di marijuana da un milione di euro.[VIDEO]

Una serra di oltre 5.000 metri quadrati con 7.200 piante di Cannabis indica del tipo ‘skunk’, per un peso di circa 4 tonnellate e mezzo, è stata scoperta all’alba di stamane nella campagne di Acate (Ragusa) dalla Polizia di Stato, che ha arrestato un uomo di 57 anni, Giovanni Rubbino, sorpreso a prendersi cura della coltivazione.

Secondo una stima la marijuana, una volta essiccata, avrebbe prodotto circa 1.500 chilogrammi di droga da commercializzare e che al dettaglio avrebbe potuto fruttare oltre 1.000.000 di euro.

L’operazione è stata compiuta dagli agenti dei commissariati di Vittoria e Niscemi. La serra, in una azienda agricola di contrada Dirillo che era stata presa in affitto e i cui titolari erano all’oscuro della coltivazione della droga, era dotata di impianti di videosorveglianza ed era condotta mediante le più aggiornate tecniche agronomiche e nascosta da due filari di piante di pomodori. prospicienti i lati perimetrali, in tal modo cercando di dissimularle a queste all’esterno. L’attività di individuazione del sito non è stato agevole atteso che la zona è caratterizzata dall’uniforme distribuzione di impianti serricoli.

Rubbino è stato rinchiuso nel carcere di Ragusa su dsposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Ragusa Francesco Riccio. L’appezzamento di terreno e la coltivazione sono stati sequestrati. Campioni delle piante saranno inviati ai laboratori dell’Asp di Ragusa per le analisi quantitative e qualitative della droga.

 

 

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Ragusana trovata morta in Brasile L’autopsia: è stata strangolata

E’ stata strangolata Pamela Canzonieri, la donna di Ragusa, che era stata trovata morta giovedì scorso nella sua abitazione a Morro de Sao Paolo, uno dei paradisi turistici nell’isola di Tinhare, a sud di Salvador de Bahia. Sono stati i risultati dell’autopsia, comunicati all’Ansa dalla polizia locale, a fornire i primi dati certi dopo giorni di buio sulle cause della morte.

Il portavoce della polizia Alberto Maraux ha precisato che il decesso è stato provocato da asfissia e che lo strangolamento è stato compiuto con le mani. “Sappiamo che è stata sorpresa in casa e che non ci sono segni di effrazione”, ha detto il commissario Argimária Freitas de Sousa Soares, titolare dell’indagine, ed il portavoce ha aggiunto che la polizia sta seguendo due piste investigative ed ha sentito già alcuni testimoni.

Pamela Canzonieri, 39 anni, amava molto quella zona del Brasile e da cinque anni vi trascorreva i mesi estivi brasiliani. Affittava una casa e si manteneva lavorando in un ristorante. Proprio nella sua casa nel quartiere di Mangaba, dove si trovava da più di un mese, è stata trovata morta dalla polizia che era stata allertata da una telefonata anonima e dalla denuncia di alcuni amici della donna.

I lividi sul corpo avevano subito fatto pensare ad un’aggressione, anche se non c’erano state conferme ufficiali. I familiari di Pamela hanno espletato tutte le pratiche burocratiche attraverso un loro amico sul posto e il rientro della salma, ora che è stato completato l’esame autoptico, dovrebbe avvenire venerdì prossimo.

Anche il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti anche per consentire agli organi di polizia locali di poter svolgere indagini autonome rispetto a quelle finora fatte dalle autorità di polizia brasiliana.

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Droga a Ragusa: in manette 6 donne

Oltre 150 uomini sono stati impegnati in una imponente operazione antidroga della polizia a Modica, in provincia di Ragusa, nei confronti di un’organizzazione accusata di traffico internazionale di stupefacenti.

Complessivamente sono 17 i destinatari della misura cautelare in carcere disposta dalla Procura antimafia di Catania; 14 di loro sono stati catturati. Altri 17 sono sottoposti a perquisizione. Tra gli arrestati anche sei donne: due italiane, due albanesi, una polacca e una marocchina; una di loro aveva in casa dell’eroina, un’altra della marijuana.

Secondo gli investigatori i componenti del clan, formato da italiani, albanesi e tunisini, avevano stretto un legame criminale per il controllo dello spaccio di droga (proveniente dall’Albania) in provincia di Ragusa.

Il reperimento e la lavorazione della sostanze erano curati prevalentemente da Julian Hoxha, che ricopriva i vertici dell’organizzazione. Gli investigatori nel corso di una lunga indagine hanno monitorato l’esistenza di insoliti rapporti di frequentazione tra gruppi di stranieri di varia nazionalità, anche con cittadini modicani.

Con l’ausilio delle intercettazioni telefoniche e ambientali e il costante monitoraggio degli spostamenti, nel tempo sono stati definiti i ruoli rivestiti dagli indagati, tra i quali anche donne legate da rapporti sentimentali e/o di parentela con i capi del gruppo criminale.

Nelle conversazioni intercettate si esprimevano con termini criptici. Lo stupefacente veniva indicato come “zucchero”, oppure “cd”, o anche come pezzi di ricambio di autovetture: “e non lo so io… le chiavi ce le ho…. ma… l’importante che tu hai le chiavi che loro ce le hanno pure le ruote buone” e persino vestiti:” fai una cosa… digli che porta cose buone e vieni qua che…stanno arrivando i vestiti… digli che viene e se li prova”.
Alla stessa maniera, cripticamente, gli indagati trattavano della riscossione dei crediti provento dello spaccio: “devi essere un’ape …. raccogli il più possibile”.

Durante l’operazione sono stati impiegati anche 70 auto, un elicottero, 8 unità cinofile, 14 unità del reparto prevenzione crimine e 12 operatori della polizia scientifica.

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FREE FUEL – Carburanti rubati e venduti sottocosto in due anni danno da tre milioni di euro

La polizia di Ragusa ha disarticolato una banda specializzata di ricettatori e contrabbandieri di carburante rubato a società che commercializzano prodotti petroliferi e venduto sottocosto, grazie alla complicità di autisti di autocisterne di una ditta di trasporto estranea alla vicenda.

Agenti della squadra mobile di Ragusa, che hanno svolto le indagini avvalendosi di pedinamenti e intercettazioni, hanno arrestato 16 persone, 15 in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare e una in flagranza nel ‘punto vendita’ abusivo realizzato ad Agusta (Siracusa).

Denunciati per ricettazione 65 ‘clienti’ che acquistavano i carburanti in nero. I circa due milioni di litri rubati in due anni hanno creato un danno di quasi 3 milioni di euro alle società vittime del furto, costrette a dover alzare i prezzi al pubblico per compensare le perdite. Sottoposti a sequestro preventivo due aziende, migliaia di euro e quasi 1.000 litri di gasolio.

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RAGUSA – Traffico e spaccio di droga. Blitz all’alba: 21 persone arrestate

Ventuno arresti di italiani e albanesi per traffico e spaccio di droga. Gli accusati avrebbero operato in provincia di Ragusa. I carabinieri hanno dato esecuzione a 21 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Ragusa su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Un’indagine, condotta dai militari e coordinata dalla Procura Iblea, ha consentito di arrestare in flagranza otto persone e recuperare circa un chilo di cocaina pura.
Gli indagati sono accusati del il reato di detenzione ai fini di spaccio di cocaina, in concorso, continuato, mentre alcuni di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco.
I carabinieri stanno effettuando perquisizioni degli indagati e di altre persone coinvolte nell’inchiesta, per cercare di trovare altra droga.
E’ stato sequestrato il denaro contante provento dell’attività di spaccio e materiale per il confezionamento dello stupefacente.

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OMICIDIO LORIS – 30 anni di carcere per Veronica Panarello

Veronica Panarello è stata condannata a 30 anni di reclusione per l’uccisione del figlio Loris. La sentenza è del Gup di Ragusa, Andrea Reale. E’ stata emessa a conclusione del processo col rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica.

La Procura aveva chiesto 30 anni per la donna accusata di avere strangolato il bambino con una fascetta di plastica nella loro casa di Santa Croce Camerina il 29 novembre del 2014 e di averne poi occultato il cadavere gettandolo in un canalone. 

“Abbiamo la coscienza di avere fatto un buon lavoro, non c’è soddisfazione per la condanna ma consapevolezza di avere fatto il nostro dovere”, ha detto il pm Marco Rota.

Veronica ha pianto sommessamente durante la lettura della sentenza. La donna è poi uscita dall’aula accompagnata dal suo legale e dagli agenti di polizia penitenziaria.

“Veronica Panarello ha pianto e continua a piangere: non accetta questa sentenza perché non si ritiene colpevole. Non la può accettare perché continua a dirsi innocente”, ha affermato l’avvocato Francesco Villardita, legale della donna. “Le sentenze non si commentano, né si criticano. Se non si accettano si appellano. E siccome questa non la condividiamo, perché Veronica Panarello continua a proclamarsi innocente, l’appelleremo appena usciranno le motivazioni”.

Il gup Reale ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura per il reato di calunnia, del quale il pm di Ragusa dovrà valutare la sussistenza, e si riferisce alle affermazioni fatte da Veronica Panarello nei confronti del suocero Andrea Stival, che la donna ha accusato dell’omicidio di Loris. Il giudice ha escluso l’aggravante della premeditazione e delle sevizie.

Inoltre, Veronica Panarello non potrà esercitare la “responsabilità genitoriale per la durata della pena principale” nei confronti del figlio più piccolo. Lo prevedono le pene accessorie, compresa “l’interdizione perpetua dai pubblici uffici”. Il Gup ha disposto anche la libertà vigilata per cinque anni e al risarcimento delle parti civili: 350 mila euro complessivi al marito e 100 mila euro ciascuno ai suoceri della donna, Andrea Stival e Pinuccia Aprile.

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RAGUSA – Furti in abitazione, cinque arresti

(AdnKronos) – I Carabinieri della Compagnia di Modica e della Tenenza di Scicli, nel ragusano, durante la notte, hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti catanesi, ritenuti responsabili di diversi furti in abitazione messi a segno nei mesi scorsi nel territorio ibleo. I militari dell’Arma hanno dato esecuzione a 5 misure cautelari emesse dal Gip del tribunale di Ragusa, Andrea Reale, su richiesta del Pubblico Ministero, Francesco Puleio, che ha coordinato e condiviso pienamente le risultanze investigative dei militari dell’Arma. “Una vera e propria banda di soggetti catanesi del quartiere Librino è stata quindi sgominata”, dicono gli inquirenti.

Ulteriori dettagli sull’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà, questa mattina, alla ore 10 presso il Comando Provinciale di Ragusa, alla presenza del Procuratore della Repubblica Carmelo Petralia e del pm Francesco Puleio, che hanno coordinato le indagini dei militari dell’Arma e dal Comandante Provinciale.

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Maniaco delle pulizie picchia moglie [VIDEO]

Anni e anni di vessazioni psicologiche, offese continue e maltrattamenti anche fisici, sopportati a denti stretti, sono stati il racconto raccapricciante di quello che accadeva tra le quattro mura di una famiglia apparentemente serena.

La vittima, una 54enne ragusana, nel mese di agosto, ha finalmente deciso di recarsi in ospedale e denunciare il marito quando, al termine dell’ennesima aggressione sia verbale sia fisica, ha compreso che quello che stava subendo era un sopruso troppo grande e ha avuto il coraggio di “provare a uscirne fuori”.

I carabinieri di Ragusa Ibla al fine di individuare le prove dei maltrattamenti hanno raccolto le testimonianze di parenti e vicini di casa che in qualche modo avevano “ascoltato” le grida e le offese dell’uomo che, maniaco della pulizia, rivolgeva alla donna.

Inoltre, in accordo con il pm titolare dell’indagine Giulia Bisello, hanno effettuato un’intercettazione audio-video all’interno dell’abitazione che ha permesso di registrare alcuni episodi di maltrattamento. Raccolti gli elementi utili la donna è stata trasferita presso una struttura protetta mentre al marito è stata notificata un’ordinanza cautelare, emessa dal Gip Giovanni Giampiccolo di divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

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