Archive | SIRACUSA

SIRACUSA – Il suicidio del maresciallo, Indagato il marito poliziotto

E’ stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di istigazione al suicidio il poliziotto di 45 anni, marito del maresciallo dei carabinieri di 32 anni, morta lunedì notte nella sua abitazione in contrada Isola, alle porte di Siracusa. Un suicidio secondo la versione fornita dal marito, indagato come atto dovuto per avere l’opportunità di partecipare agli accertamenti tecnici come l’autopsia.

Secondo la ricostruzione dell’ uomo, la moglie al culmine di una lite, nata probabilmente per motivi di gelosia, avrebbe impugnato l’arma di ordinanza per spararsi alla testa: il primo colpo l’avrebbe raggiunta alla tempia, e nel tentativo di strapparle l’arma, sarebbe partito un secondo colpo che avrebbe raggiunto la vittima alla coscia e poi il poliziotto nella stessa parte del corpo. L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano e diretta dal pm Marco Di Mauro, dovrà accertare cosa sia accaduto nella camera da letto, anche con l’aiuto dei rilievi del Ris di Messina. (ANSA).

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Anziano dato alle fiamme a Siracusa Giovane in fuga arrestato a Fiumicino

La polizia ha arrestato stamane alle 7, all’aeroporto di Fiumicino, un diciannovenne di Siracusa, Marco Gennaro, nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Giuseppe Scarso, l’ottantenne aggredito e poi dato alle fiamme nella sua abitazione nella notte tra l’1 e il 2 ottobre scorso e deceduto dopo 70 giorni di agonia all’ospedale Cannizzaro di Catania.

Il provvedimento è stato eseguito su ordine del gip Carmen Scapellato. La polizia aveva già arrestato un’altra persona, Andrea Tranchina, 18 anni, che davanti al gip ha confermato l’ aggressione. Gennaro era fuggito negli Stati Uniti con l’aiuto della madre, trovando ospitalità da alcuni parenti, e aveva già prenotato il biglietto di ritorno da New York per oggi; ma ad attenderlo ha trovato la polizia.

Marco Gennaro era andato a Phoenix. Attraverso il Servizio centrale operativo e l’Interpol era stato localizzato dalle forze di polizia federali americane e monitorato fino al momento dell’imbarco sul volo New York-Roma Fiumicino, che aveva prenotato per il rientro in Italia alla scadenza del visto turistico. Gennaro è stato portato nella casa circondariale di Civitavecchia.

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RIFIUTI – La Regione obbliga ancora una volta gli autocompattatori a scaricare a Lentini [Vd Tg]

“Si rimane basiti a leggere il nuovo decreto del Dirigente generale del dipartimento rifiuti con il quale i rifiuti solidi urbani della città di Agrigento vengono spediti nuovamente alla discarica di Lentini piuttosto che a quella territorialmente più prossima. Sono queste le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente del Comune di Agrigento, Mimmo Fontana,m in questi giorni alle prese con la difficile vicenda dei netturbini. Era già successo nei primi giorni di agosto quando, dopo la riapertura della discarica di Siculiana, incredibilmente lo stesso dipartimento aveva deciso di ignorare non solo i principi europei della gestione integrata dei rifiuti che, come peraltro logica vuole, prescrivono che i rifiuti siano trattati negli impianti più prossimi al luogo dove vengono prodotti, cosi come imposto dal decreto legge. In quella occasione, la palese violazione delle norme serviva a consentire al presidente Crocetta di dichiarare che aveva risolto il problema di 19 anziché 3 comuni. Oggi non si ravvisa nemmeno questa bieca esigenza demagogica. Vengono rispediti a Lentini due comuni che quasi confinano con la discarica di Siculiana per farne entrare altri che distano meno da Lentini, ma che, soprattutto, distano 60/70 km dalla discarica di Siculiana. Non vorremmo pensare che si tratti di una ritorsione per l’azione legale che il comune sta intraprendendo contro la Regione proprio per i maggiori costi ingiustamente imposti ai nostri cittadini nei mesi scorsi. Ovviamente anche questa palese violazione del principio di prossimità fisica sarà oggetto di azione legale da parte di una amministrazione come la nostra che ha come obiettivo prioritario la tutela dell’interesse dei cittadini” conclude Mimmo Fontana. E sulla questione interviene anche il segretario agrigentino della Cgil Funzione pubblica, Alfonso Buscemi, che afferma : “Apprendiamo con disappunto che la Regione non riesce proprio a trovare un minimo di soluzione per lo smaltimento dei rifiuti senza aggravare di costi aggiuntivi un servizio che pesa in modo insopportabile oltre che insostenibile sugli agrigentini. Per questo vogliamo sperare che l’amministrazione questa volta si faccia sentire nelle sedi opportune e non si limiti a qualche lamentela attraverso i mezzi di informazione. Quanto accade conferma sempre di più come sia importante attuare una vera raccolta differenziata. Si inizi da subito con pochi soldi dalle attività commerciali. Basta farsi un giro la sera per le vie della città per contare i soldi che ci sono per strada sotto forma di cartone. Da oggi per ogni camion che si riempie di spazzatura ci vuole un altro lavoratore in più per andare a scaricare la spazzatura a Lentini, altro che licenziare”.

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LENTINI – 35enne ucciso a colpi di pistola

Aldo Panarello, 35 anni, sarebbe stato freddato per questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. E’ questa la pista che stanno seguendo gli uomini del commissariato di polizia di Lentini (Sr) che indagano sull’omicidio dell’uomo.

Panarello si trovava in auto con la moglie dopo aver accompagnato la figlia a scuola. Secondo una prima ricostruzione il killer a piedi forse a volto scoperto si sarebbe avvicinato all’auto e avrebbe esploso quattro colpi dipistola calibro 7,65.

Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Margherita Brianese che ha già dato incarico almedico legale Orazio Cascio di effettuare l’ispezione cadaverica.

La zona di piazza Aldo Moro è molto frequentata per la presenza di scuole e uffici. Gli investigatori stanno interrogando diverse persone che potrebbero aver assistito all’omicidio. 

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“Facciamo sesso o pubblico le tue foto sexy”

Pretendeva di continuare ad avere rapporti sessuali con lei nonostante la loro relazione sentimentale fosse terminata.

I carabinieri della compagnia di Augusta hanno arrestato in flagranza per tentativo di violenza sessuale un catanese di 35 anni.

Secondo i militari l’uomo avrebbe minacciato la ex telefonicamente affermando che se si fosse opposta avrebbe pubblicato sul web delle sue foto sexy scattate durante i loro incontri.

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NOTO – Arrestati moglie e fratello boss Triglia

– La moglie e il fratello del boss siracusano Antonio Trigila, che sta scontando una condanna all’ergastolo, sono stati arrestati stamane dalla polizia con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dalla finalità mafiosa. Nunziatina Bianca, di 57 anni, e Gianfranco Trigila, di 42, sono stati posti ai domiciliari su disposizione della Dda di Catania. I provvedimenti cautelari sono l’epilogo di una complessa attività investigativa, sviluppata dal Commissariato di Avola e diretta dalla Dda, che ha permesso di fare luce su un traffico di sostanze stupefacenti organizzato dai vertici del clan Trigila d’intesa con la “ndrina” calabrese, che vanta una base operativa nel Milanese. Il clan Trigila, tra il 2010 ed il 2015, aveva organizzato un’attività di spaccio rifornendosi in Lombardia. Un ruolo di primo piano avrebbero svolto Nunziatina Bianca e Gianfranco Trigila, in assenza di Antonio Trigila, soprannominato “Pinuccio Pinnintula”, detenuto da più di vent’anni.

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Accoltellato 27 volte per l’affitto arretrato [VIDEO]

Accoltellato 27 volte perché non aveva pagato l’affitto. A distanza di quasi due anni dall’omicidio di Antonino Barbaro, 67enne pensionato di Francofonte, sono stati individuati i due presunti assassini. I carabinieri li hanno arrestati ieri sera alla fine di una lunga indagine sul feroce delitto del 3 novembre 2014.

Molti gli indizi a carico dei due fratelli Antonino e Giancarlo Giaccotto, rispettivamente di 45 e 33 anni, entrambi pescatori incensurati. Avrebbero ucciso Barbaro per un banale ritardo di pagamento. Il pensionato infatti viveva assieme alla propria compagna a Francofonte in un’abitazione di proprietà dei fratelli Giaccotto, ai quali corrispondeva un canone mensile di 150 euro.

In difficoltà economica il 67enne era rimasto indietro col pagamento di qualche mensilità. Il 2 novembre 2014, quindi, intorno alle 10, Antonino e Giancarlo Giaccotto avrebbero raggiunto Barbaro nella campagna dove era intento a raccogliere l’uva, e presumibilmente non riuscendo a ottenere i 700 euro dovuti lo avrebbero aggredito, accoltellandolo 27 volte (tra giugulare, rene sinistro, polmoni e milza).

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FLORIDIA – I tre giovani fermati confessano l’omicidio del panettiere, ucciso per uno sfottò

Avrebbero confessato i tre ragazzi, due di 17 anni e un giovane appena maggiorenne, interrogati per ore dai carabinieri che indagano sull’omicidio di Sebastiano Sortino, il panettiere di 49 anni ucciso la scorsa notte in via Boschetto, a Floridia. Gli investigatori hanno trovato la pistola utilizzata per il delitto, da cui sono stati esplosi 5 colpi, uno dei quali ha raggiunto la vittima al torace. L’omicidio sarebbe avvenuto per futili motivi, pare per uno sfottò a cui la vittima avrebbe reagito.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, intorno alle 3.30 l’uomo a bordo della sua autovettura si stava recando a lavoro quando in via Boschetto angolo via Foscolo è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco.  Secondo una ricostruzione i tre giovani, uno solo quello che avrebbe premuto il grilletto, si sarebbero recati dal panettiere e lo avrebbero preso in giro. L’uomo avrebbe reagito minacciandoli con uno dei suoi attrezzi da lavoro. Poco dopo Sortino sarebbe salito a bordo dell’auto ma giunto in via Boschetto è scattato l’agguato. Sei bossoli sono stati invece ritrovati a terra ad una distanza che va dai sedici ai venticinque metri. Un solo colpo ha centrato Sortino sotto l’ ascella, all’altezza del torace ed ha danneggiato i polmoni. Un colpo che si è rivelato mortale.

 Il sostituto procuratore Andrea Palmieri lunedì incaricherà il medico legale Francesco Coco di eseguire l’autopsia.

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Panettiere ucciso in un agguato

Omicidio questa notte a Floridia, centro a venti chilometri da Siracusa, dove è stato ucciso Sebastiano Sortino, 49 anni, proprietario di un panificio.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, intorno alle 3.30 l’uomo a bordo della sua autovettura si stava recando al lavoro quando in via Boschetto angolo via Foscolo è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco.

I carabinieri hanno già fermato tre persone che sono state portate in caserma. In questo momento sono interrogate dal sostituto procuratore Andrea Palmieri che coordina le indagini.

Stando a quanto riferito alcuni residenti della zona, pare ci sia stata una violenta lite verbale tra la vittima e i tre, ma non è detto che il litigio sia la causa dell’omicidio. I residenti, svegliati dalle grida, hanno sentito almeno 6 colpi di pistola, tesi appurata da sei fori di proiettile sull’asfalto. E sarebbe anche grazie all’aiuto e alle testimonianze dei residenti che i Carabinieri sono riusciti immediatamente a risalire ai tre giovani.

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OPERAZIONE “QUO VADO” – Madia: per i “furbetti” di Siracusa licenziamento sprint

 “Assenteismo, 29 dipendenti colti sul fatto a #Siracusa. Si applica #RiformaPa: licenziamento rapido a tutela di tutti i dipendenti onesti”. Così la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, via Twitter commenta l’ultimo caso dei cosiddetti ‘furbetti del cartellino’, per cui scatterebbero, sarebbe una delle prime volte, le nuove regole (entrate in vigore il 13 luglio), riferendosi all’indagine condotta dalla Gdf che a Siracusa ha individuato 29 dipendenti assenteisti della ex Provincia regionale, oggi Libero consorzio di Siracusa.

Adesso quindi dovrebbe aprirsi un procedimento disciplinare con i tempi, tappe e le modalità previste dal decreto anti-furbetti, che implica conseguenze anche per la dirigenza. Il dipendente in questione, in base alle nuove regole, deve essere sospeso entro 48 ore e senza stipendio (solo un’indennità). L’iter per il licenziamento si deve concludere in 30 giorni. Il dirigente che non si è attivato rischia a sua volta il licenziamento.

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