FAVARA – Crollo in cui morirono due sorelline di 14 e 3 anni, due condanne e otto assoluzioni [VIDEO]

Si è concluso con due condanne e otto assoluzioni il processo nato dal crollo di una palazzina a Favara. Sotto alle macerie, il 23 gennaio del 2010, furono trovate morte due sorelline Marianna e Chiara Bellavia di 14 e tre anni. La famiglia aspettava l’assegnazione della casa popolare per lasciare l’edificio che doveva essere messo in sicurezza.

A tre anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici è stato condannato Sebastiano Dispenza, mentre tre anni sono stati inflitti ad Antonio Noto, che aveva l’uso dell’immobile. Assolti i tecnici del Comune Giacomo Sorce, Pasquale Amato, Alberto Avenia, Antonio Grova, geometra, Francesco Criscenzo, difeso dagli avvocati Vincenzo Caponnetto, Giuseppe Piazza e Francesco Crescimanno. Assolta anche la proprietaria della palazzina, Rosalia Presti e i sindaci Carmelo Vetro e Lorenzo Airò. Ai genitori delle vittime, costituiti parte civile, sono stati riconosciuti 20mila euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva.

I sindaci erano stati coinvolti nella qualità di responsabili dell’ufficio di protezione civile e i tecnici e la proprietaria in quanto avrebbero violato gli obblighi connessi alla propria funzione: vigilare e verificare che edificio fosse messo in sicurezza. Responsabilità che il tribunale ha attribuito ai soli Dispenza e Noto.

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FAVARA – Agguato via Torino proseguono le indagini: il 10 giugno fiaccolata [VD TG]

Proseguono le indagini a seguito della sparatoria a Favara in via Torino e il ferimento di Carmelo Nicotra, 35 anni, già ascoltato per sommarie informazioni dai Carabinieri. Nicotra è stato ferito a un gluteo con conseguenti danni al femore, e a domanda avrebbe risposto di non avere riconosciuto chi ha sparato perché sorpreso di spalle, e di non ricordare come è giunto in ospedale. E in ospedale Carmelo Nicotra, assistito dall’avvocato Salvatore Cusumano, è stato sottoposto all’esame dello stub, il tampone adesivo per riscontrare sulle mani eventuali tracce di polvere da sparo. Se ciò fosse confermato, sarebbe confermata anche l’ipotesi del conflitto a fuoco tra gruppi rivali. Se invece l’esame dello “Stub” dovesse dare esito negativo, rimarrebbe in piedi soltanto l’ipotesi di una raffica di colpi d’arma da fuoco contro il trentacinquenne che è riuscito miracolosamente a salvarsi. In via Torino sarebbero stati più di 20 i colpi esplosi, almeno da 2 armi, una pistola semiautomatica calibro 9, ed un fucile calibro 7,65, simile al kalasnikov. Anche la Squadra Mobile di Agrigento partecipa alle indagini ascoltando possibili testimoni. E’ fitto, categorico, il riserbo degli investigatori che non lasciano trapelare neanche la più piccola delle indiscrezioni. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Federico Panichi. Il 10 giugno terremo una fiaccolata per gridare a gran voce che Favara ripudia l’illegalità e il crimine in ogni sua forma. Ci farebbe un enorme piacere se il ministro Minniti trovasse il tempo per visitare la nostra città e partecipare.” A seguito della sparatoria in via Torino a Favara, la sindaca, Anna Alba, annuncia l’organizzazione di una fiaccolata il prossimo 10 giugno, e ha invitato a partecipare il ministro dell’Interno, Marco Minniti. La stessa Anna Alba ha scritto una lettera al ministro in cui, tra l’altro, afferma: “Sarà una fiaccolata per ripudiare l’illegalità ed il crimine in ogni sua forma. La mia città ha vissuto, in un passato ormai lontano, giorni tristi legati alle atrocità della mafia. Adesso si sta trasformando da territorio depresso ed indebolito in una città che emerge per spirito imprenditoriale, enogastronomia e cultura. I miei concittadini non vogliono ripiombare nel grigiore dell’illegalità ed affrontano una crisi finanziaria senza precedenti con dignità e laboriosità.

 

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RACALMUTO – Festival, talk letterari alla scoperta dei talenti della Strada degli Scrittori [VD TG]

Ampio spazio alla narrativa e alla saggistica, all’interno del Festival della Strada degli Scrittori. Nei mesi scorsi il Distretto turistico Valle dei Templi ha invitato scrittori e romanzieri locali ad inviare le loro opere, allo scopo di dare voce, durante il Festival, a quei talenti locali che vivono sulla Strada degli Scrittori. Il risultato dell’iniziativa è stato sorprendente: quasi un centinaio i manoscritti inviati, indice di un grandissimo fermento creativo e artistico del territorio. Tra i molti lavori ne sono stati scelti alcuni, i migliori, da far scoprire al pubblico.

Ed è nei talk letterari, coordinati dal giornalista Gero Miccichè, che gli autori locali si raccontano. Dopo i primi due incontri, svolti a Favara e a Porto Empedocle, giovedì 25 maggio alle ore 18,30 a Racalmuto, al Parco Messana, si terrà il talk letterario “Saggi sulla Strada”. Questa volta è la forma saggistica e non il contenuto, ad unire le quattro opere selezionate: “L’arte dello scrivere di Leonardo Sciascia” di Nino Agnello; “Emilio Isgrò / Immagine o Parola?” di Veronica Di Carlo; “Architettura, Cultura e Tradizioni di Caltanissetta” di  Salvatore La Placa; “La Meraviglia è quando tremi” di Danilo Serra.

L’incontro tratterà i temi oggetto di ogni opera selezionata e le riflessioni riguardanti i modi della scrittura saggistica, le sue differenze con la scrittura narrativa e funzionale. Un’occasione inoltre per approfondire figure come quella dell’artista concettuale e pittore Emilio Isgrò, noto per il linguaggio artistico della “cancellatura”, artista visivo ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista, a cui ha dedicato il proprio saggio la giovane Veronica Di Carlo. Interessante anche il saggio di Nino Agnello sulla scrittura di Leonardo Sciascia, natìo del “paese della ragione”. Danilo Serra tratta invece  alcune grandi personalità della storia del pensiero in un saggio incentrato sulla difficile relazione tra la sapienza e la meraviglia nell’epoca contemporanea. Ma sarà un’occasione anche per parlare di urbanità, tradizioni e cultura dei luoghi, prendendo le mosse dal saggio di Salvatore La Placa su Caltanissetta.

“Questo festival –dichiara Veronica Di Carlo– rappresenta l’emblema del far rete mediante la cultura. Ingloba in sé arte, letteratura e musica, dando voce ai pensieri e ai punti di vista multipli che caratterizzano la società odierna, sempre più bombardata da immagini e parole, il cui proliferarsi annienta la capacità critica dell’essere umano. Quest’aspetto ultimo rappresenta anche la summa del mio saggio su Emilio Isgrò”.

All’incontro interverrà anche Lorella Farrauto, presidente dell’associazione socio-culturale no-profit “Cristalli di sale”, per illustrare le varie attività sociali dell’organizzazione, dal recupero scolastico, ai laboratori artistici, alle attività di beneficenza e organizzazione di spettacoli letterari-musicali fino al circolo ricreativo-letterario “Libellula” per sole donne, tramite il quale sono stati promossi e valorizzati vari testi dei sei autori della Strada degli Scrittori.

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M5s, i deputati Ars rinunciano alla pensione [VD TG]

Rinunciano alla pensione da onorevole i parlamentari dei 5 stelle dell’Assemblea regionale siciliana. Ad annunciarlo è l’intero gruppo parlamentare, composto da 14 deputati.

I portavoce davanti ai cronisti convocati nella sala stampa dell’Ars hanno firmato la “rinuncia al vitalizio” sulla gigantografia di una lettera indirizzata al Consiglio di presidenza, dove c’è scritto “Dichiaro di rinunciare irrevocabilmente al diritto alla pensione come previsto dal superiore regolamento”.

Per regolamento, ogni deputato matura il diritto alla pensione a compimento di 4 anni, 6 mesi e un giorno nei cinque anni di legislatura. “Il giorno del privilegio è il 6 giugno”, dice il portavoce Giancarlo Cancelleri.

 

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FAVARA – Colpi di kalashnikov in via Torino: c’è un ferito [VD TG ]

Che qualcuno fosse rimasto ferito, nella sparatoria verificatasi ieri sera in via Torino, è stato subito certo ai carabinieri. I militari dell’Arma una volta giunti sul luogo dell’agguato hanno immediatamente rilevato delle piccole tracce di sangue in via Torino, in via Firenze ed in via Italia. L’idea che gli investigatori si sono fatti è stata dunque che uno o più feriti avessero lasciato, scappando a piedi, il luogo della sparatoria. Sono scattati i rastrellamenti che, ben presto, sono stati allargati a macchia d’olio.

Il trentacinquenne, Carmelo  Nicotra., raggiunto ad un gluteo da un colpo d’arma da fuoco, è stato individuato – dai carabinieri – mentre era sulla strada di contrada Consolida. Zoppicava, faceva fatica a mettere i passi uno davanti all’altro. E’ stato bloccato e controllato: era uno dei feriti. Già mentre venivano facilitati i soccorsi, i militari hanno sentito il trentacinquenne. Pare, ma non ci sono conferme ufficiali, che non abbia detto molto. E’ naturalmente fitto il riserbo degli investigatori e degli inquirenti.

Il giovane favarese – già sottoposto ad un delicato intervento chirurgico che è ben riuscito, tant’è che sarebbe perfettamente cosciente – verrà riascoltato nelle prossime ore. Dovrà ricostruire cosa sia effettivamente accaduto in via Torino e dovrà anche spiegare come sia arrivato sulla strada di contrada Consolida. L’idea investigativa – che avrà naturalmente bisogno di essere suffragata – è che qualcuno possa averlo soccorso, portato in macchina fino quasi all’ingresso dell’ospedale di Agrigento e “scaricato” lungo la via. 

I carabinieri della tenenza di Favara, quelli della compagnia e quelli del reparto operativo hanno già sentito alcune persone. A Favara non è passato inosservato il fatto che qualcuno sia stato portato in tenenza. Occorrerà, naturalmente, tentare di ritrovare le armi utilizzate per la sparatoria: forse delle pistole e dei fucili. Pare certo, fra l’altro, che una delle armi usate abbia il calibro di un kalashnikov. 

Non ci sono certezze investigative che possano esservi degli immediati collegamenti con quanto è accaduto – anche di recente, con il delitto del favarese Rino Sorce – in Belgio.

 

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RACALMUTO – Case Popolari, direttiva del sindaco Messana per l’assegnazione degli alloggi. [VD TG ]

La scorsa settimana ho protocollato una direttiva per procedere all’assegnazione dell’alloggio popolare in favore di chi, dopo gli accertamenti, risulta tra i primi dieci nella graduatoria. La Commissione, dopo aver approvato la graduatoria in base ai titoli presentati alla data del bando, ha verificato la persistenza dei requisiti in capo a coloro che risultavano in posizione utile per l’assegnazione. La procedura si è rivelata impegnativa e laboriosa: il concorrente viene invitato a dichiarare il possesso attuale dei requisiti cui segue la verifica concreta ad opera degli uffici comunali – residenza, stato di famiglia, sopralluogo sugli immobili, verifiche fiscali e patrimoniali. L’accertamento ha provocato numerose rinunce ed esclusioni – lo scorrimento della graduatoria ha interessato ventiquattro richiedenti. Ad oggi non sono stati individuati tutti e dieci gli assegnatari e potrebbe in ipotesi accadere che si esaurisca la graduatoria senza che che ciò avvenga.

Si dia la casa a quanti ne hanno certamente diritto, perché è stato riscontrato che vivono in condizioni di disagio e di precarietà abitativa, come previsto nel bando, senza necessariamente attendere di individuare tutti e dieci gli assegnatari. In tal modo si eroga un fondamentale servizio sociale, correlativamente, si custodisce il patrimonio immobiliare del Comune, grazie alle famiglie che abiteranno in alcuni appartamenti, e si cominciano ad incassare i canoni per rientrare dalle spese del mutuo contratto dal Comune per la realizzazione degli alloggi.

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GELA – Droga e attentati incendiari, 12 arresti , 5 sono baby criminali [VD TG]

Il quartiere Sant’Ippolito era “cosa loro”.

In via Lecce, ma anche nel quartiere San Giacomo, la banda dedita a furti, spaccio e persino incendi d’auto, avevano stabilito il loro quartier generale. Lo hanno sottolineato nella conferenza stampa in commissariato magistrati e poliziotti che hanno dato vita all’operazione Praesidium. Tre sono finiti in carcere, 4 ai domiciliari mentre 5 sono i minori coinvolti.

E non è un caso che il blitz sia stato effettuato stamane, nel 25esimo anniversario della morte di Falcone, della moglie e della sua scorta.

Le indagini sono partite nel luglio 2016 . Si è agito in un clima di assoluta omertà. Sono 33 i capi di imputazione, 16 i furti contestati. Ritenevano di essere impuniti. I furti venivano commessi anche al mattino. Nessuno ha parlato. Tutti vedevano”.

Il punto di riferimento era l’abitazione di Giovanni Canotto in via Lecce.                      

La refurtiva veniva scaricata sotto gli occhi di tutti a Sant’Ippolito. Viene citato l’episodio di un televisore di 42 pollici scaricato alle 9 a casa di Canotto e consegnato poco dopo al ricettatore. Dopo i furti, si radunavano tutti nei pressi dell’abitazione di Canotto.

“In alcuni casi di furto – ha continuato il procuratore Asaro – intimorivano i proprietari che non dovevano denunciare. Hanno dato alle fiamme le auto di commercianti che si erano permessi di fornire le immagini dei sistemi di videosorveglianza”

Sono 6 invece gli episodi di spaccio ricostruiti. Le indagini hanno condotto al quartiere San Giacomo, dove avveniva il traffico di sostanze stupefacenti gestito dagli arrestati, con la cessione di hashish, marijuana e cocaina. 

Questi i nomi degli arrestati nell’ambito del blitz Praesidium.

Ordinanza di custodia cautelare per  Giovanni Canotto, Giuseppe Giaquinta, Carmelo Meroni, Maurizio Smorta, Antonio Fusco, Niculai Cozma, Paolo Melilli  e cinque minori.

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STRAGE DI CAPACI 25 ANNI DOPO – A Palermo migliaia di studenti [VD TG]

Un unico coro, un’unica voce per dire “no” a tutte le mafie. Oggi 70.000 studentesse e studenti saranno protagonisti di #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa organizzata dalla Fondazione Falcone e dal ministero dell’Istruzione per la commemorazione delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui hanno perso la vita, venticinque anni fa, i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini e le donne delle loro scorte, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.

Dal 2015 la manifestazione organizzata in occasione del 23 maggio, prima concentrata a Palermo, è stata estesa a tutto il Paese, attraverso le ‘Piazze della Legalità’, spazi dedicati al dibattito e alle testimonianze, che quest’anno saranno in nove città: Milano, Teramo, Roma, Foggia, Bari, Trieste, Gorizia, Napoli, Vibo Valentia.

Approda a Palermo la nave della legalità, partita ieri pomeriggio da Civitavecchia. Nel tragitto oltre un migliaio di ragazzi hanno incontrato le istituzioni e si sono confrontati sull’educazione alla cittadinanza e sull’eredità di Falcone e Borsellino. A bordo il presidente del Senato, Pietro Grasso; la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti; il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini; il professor Nando Dalla Chiesa. L’arrivo della nave apre la giornata di commemorazione che avrà il suo momento istituzionale nell’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a cosa nostra.

Quest’anno, oltre alle esperienze delle scuole saranno presenti a Palermo quelle degli atenei. Una delegazione di circa 100 universitari in Sicilia per confrontarsi sui percorsi di diffusione dei valori della legalità e sui principi della convivenza civile tra le nuove generazioni.

Tremila volontari saranno impegnati per la riuscita della manifestazione in tutta Italia. Oltre 100 studenti degli istituti alberghieri di Palermo hanno preparato i pasti in occasione delle iniziative in Sicilia. Due cortei, da via D’Amelio e dall’Aula Bunker, si ritroveranno all’Albero Falcone, in via Notarbartolo per il momento del Silenzio, alle ore 17.58, l’ora in cui è avvenuta la strage di Capaci.

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ALTOFONTE – Riscuote il pizzo, arrestato in diretta dai Carabinieri [VD TG ]

I carabinieri hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di Salvatore Raccuglia, Salvatore La Barbera, Andrea Di Matteo e Giuseppe Serbino, accusati di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso ai danni di un imprenditore di Altofonte.

Il provvedimento è della Dda palermitana. L’operazione aveva già portato nel marzo del 2016 ad azzerare i vertici del mandamento di San Giuseppe Jato e delle dipendenti famiglie mafiose. Tra gli altri erano stati arrestati proprio Di Matteo e Serbino per mafia ed estorsione.

Un imprenditore di Altofonte, stanco delle richieste di pizzo subite dal 2000, ha deciso di denunciare descrivendo alcune dinamiche della cosca mafiosa sino alla successione nella gestione attiva della stessa da parte del boss Salvatore Raccuglia.

L’attività investigativa, con intercettazione anche video, ha consentito di documentare la richiesta puntuale e “amichevole” da parte di La Barbera emissario del capo famiglia, in prossimità della Pasqua, con appuntamento il successivo 15 aprile per il ritiro del contante. Le telecamere installate dai carabinieri hanno registrato la conversazione avvenuta nell’ufficio dell’imprenditore con La Barbera, riprendendo la consegna delle banconote da 20 e 50 euro, per 500 euro.

Proprio mentre si stava allontanando a bordo della propria auto, i carabinieri sono intervenuti arrestando La Barbera. Nel corso della perquisizione personale sono stati trovati nelle tasche di La Barbera 1.500 euro, forse frutto di altre estorsioni commesse nella stessa mattinata.

In casa dell’indagato è stata sequestrata un’agenda con appunti relativi alle estorsioni ad Altofonte, i cui proventi erano destinati al mandamento mafioso di San Giuseppe Jato, per il sostentamento delle famiglie dei detenuti. Le acquisizioni raccolte nel corso delle indagini e le dettagliate dichiarazioni dell’imprenditore estorto hanno consentito di documentare, oltre alla gestione nel tempo dell’attività di riscossione del pizzo da parte di Di Matteo, Serbino e La Barbera, il ruolo di reggente della famiglia mafiosa di Altofonte ricoperto da Raccuglia.

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Cristina Buccino bomba sexy, ecco lo shooting in lingerie… [VIDEO]

Cristina Buccino mostra ai suoi follower di Instagram alcuni video girati durante uno shooting davvero infuocato.

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