ALLERTA MALTEMPO – Nubifragio a Sciacca [FOTO][VIDEO]

A meno di due mesi dall’alluvione del 25 novembre, è tornata ad abbattersi su Sciacca (Agrigento) una nuova bomba d’acqua. La pioggia torrenziale ha già causato numerosi allagamenti, facendo straripare i torrenti Foggia, San Marco e Cansalamone, causando frane e diverse interruzioni stradali. La statale 115 è interrotta, all’altezza della galleria Belvedere, a causa di una fogna saltata.

Un fulmine ha colpito un semaforo in pieno centro abitato. Al momento non si segnalano danni alle persone, ma il sindaco Fabrizio Di Paola, comunque, ha utilizzato i social network e i siti d’informazione locali per appellarsi alla cittadinanza a non lasciare le proprie abitazioni, per domani scuole chiuse. C’è il timore che possano verificarsi altre tragedie, come quella di Vincenzo Bono, l’uomo disperso nel nubifragio di due mesi fa e non ancora ritrovato. In queste ore protezione civile e vigili del fuoco stanno effettuando numerosi sopralluoghi nelle zone più critiche. Ci sarebbero gravi danni ad immobili e attività commerciali.

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MALTEMPO – Emergenza neve, riunione operativa in Prefettura [VIDEO]

Questa mattina, presso la Prefettura di Agrigento, si è svolta una riunione del Comitato Operativo per la Viabilità (C.O.V.) della provincia di Agrigento. Hanno preso parte il Viceprefetto coordinatore della Prefettura, il Comandante della Polizia Stradale, dell’Arma dei Carabinieri, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, il rappresentante del Commissario straordinario del Libero Consorzio, dell’A.N.A.S. nonché dell’Ufficio Regionale di protezione civile del Libero Consorzio di Agrigento. Saranno altresì presenti i Sindaci dei Comuni situati in zone montuose e nell’entroterra della provincia.

 Nel corso della riunione è stato  effettuato un aggiornato punto di situazione, in considerazione delle previsioni che preannunciano per le prossime giornate temperature prossime allo zero e ulteriori precipitazioni a carattere nevoso, anche a quota di pianura, su gran parte delle aree già interessate dalle perturbazioni delle scorse settimane, ai fini della predisposizione di una costante ed attenta verifica delle condizioni di percorribilità delle strade e del traffico.

Partendo dalla recente esperienza e dalle criticità emerse, si ritiene necessario mettere a punto alcune modalità operative di collaborazione tra Enti per favorire una migliore gestione dell’evento nevoso.

Consigli ed informazioni per gli automobilisti

Si invitano i conducenti, prima di mettersi  in viaggio, di controllare l’efficienza del veicolo, di verificare l’efficienza delle catene da neve o dei pneumatici invernali, dei giubbini rifrangenti, di informarsi sul traffico della rete stradale attraverso i canali dell’ANAS e del C.C.I.S.S. (numero gratuito 1518).

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AGRIGENTO – Firmato protocollo d’intesa per recuperare l’economia sommersa [VIDEO]

 

Un protocollo di intesa fra Procura della Repubblica, Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate per “rafforzare la lotta alla criminalità economica”. È il primo accordo di questa natura stipulato in Italia e prevede una maggiore sinergia fra istituzioni finalizzata al recupero delle somme sottratte allo Stato.

I dettagli del progetto sono stati illustrati in una conferenza stampaalla quale hanno preso parte il procuratore Luigi Patronaggio, il suo vice Ignazio Fonzo, il comandante provinciale delle Fiamme gialle, Massimo Sobrà, e il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Pasquale Stellacci.

“La sinergia fra istituzioni – ha detto Patronaggio – è fondamentale per consentire allo Stato di riappropriarsi di somme che sono state sottratte. Abbiamo individuato le modalità operative della procedura in base alla quale Agenzia delle Entrate e Guardia di finanza individuano le risorse sottratte al fisco e quelle che lo Stato può aggredire. La Procura, poi, si attiva per chiedere al gip il sequestro”.

Il procuratore aggiunto Fonzo ha spiegato che “l’idea di stipulare questo protocollo nasce in seguito all’applicazione della legge sul rientro dei capitali in Italia che ha consentito nella sola provincia di Agrigento che rientrassero 5 milioni di euro”.

Il colonnello Sobrà ha spiegato che “gli ambiti di applicazione di questo protocollo sono molto vasti, la procedura si attiva tutte le volte in cui lo Stato deve recuperare delle risorse economiche sottratte. Il nostro intervento è previsto non solo in presenza di reati tributari ma in tante altre ipotesi che riguardano anche casi di corruzione, estorsione e persino reati ambientali”. Stellacci, direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, ha precisato, inoltre, che “il protocollo consentirà di rafforzare la lotta al doping finanziario in una terra dove c’è una ricchezza nascosta superiore al resto d’Italia”.

 

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CATANIA – Contrabbando di carburante, 14 arresti, 100 indagati, tasse evase per 80 milioni [VIDEO]

Quattordici persone sono state messe ai domiciliari dalla Guardia di Finanza e ad altre 15 è stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nell’ambito di una inchiesta su un contrabbando di carburante che permettere agli indagati di non versare né l’Iva né l’accise. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Catania su richiesta dalla Procura distrettuale etnea. I finanzieri hanno anche sequestrato 25 impianti di distribuzione di carburante stradale di carburante ubicati tra le province di Catania, Ragusa, Siracusa ed Enna.

Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di prodotti petroliferi immessi nel mercato nazionale in evasione d’imposta dell’accise e dell’iva, l’utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, falso ideologico, frode in commercio e turbata libertà del commercio.

Le indagini hanno fatto emergere due sistemi di frode attraverso i quali i componenti dell’associazione criminale si rifornivano del carburante di “contrabbando”. Il primo sistema è quello rappresentato dall’utilizzo di gasolio agricolo (prodotto petrolifero sottoposto a tassazione agevolata perché destinato alle macchine agricole) prelevato da depositi “complici” attraverso la produzione di falsa documentazione e poi “dirottato” per l’autotrazione di veicoli non agricoli; Il secondo sistema riguardava il carburante per autotrazione, proveniente legittimamente da raffinerie e depositi commerciali, che veniva commercializzato senza l’applicazione dell’IVA ricorrendo a documentazione di trasporto contraffatta e fatture false in quanto compilate con destinatari diversi da quelli reali. Nel sistema era coinvolta anche una società “cartiera” che, oltre a consentire il mancato versamento dell’iva, risultava completamente sconosciuta al fisco.

Nel dettaglio, il primo canale illegale di approvvigionamento si appoggiava, per il prelievo del gasolio agricolo, ad un deposito compiacente di Scordia gestito dalla “G.P. carburanti dei F.lli Mauro e Augusto Pillirone” e, mediante la presentazione di falsi “libretti” U.M.A. (Utenti Macchine Agricole) sui quali vanno annotati di volta in volta i prelievi di carburante agevolato, veniva distratto dall’uso agricolo e venduto ad autotrasportatori attraverso rifornimenti abusivi effettuati in zone di sosta e capannoni.

Queste aree venivano gestite in assenza di qualsiasi precauzione antincendio e in spregio a ogni norma di sicurezza, con rischi elevatissimi per l’incolumità di coloro che si trovavano a maneggiare il prodotto in transito nell’area.

Con il secondo canale illecito di approvvigionamento il gruppo criminale prelevava il prodotto petrolifero direttamente da raffinerie, siciliane e campane, tramite le società “CO.ME.CO srl” di Siracusa e la “PETROL SERVICE S.a.s.” di Catania e lo rivendeva senza l’applicazione dell’IVA pari al 21%. Ciò era possibile redigendo false dichiarazioni d’intento emesse dalla società “cartiera” campana “GI.SA.PE. s.r.l.”, amministrata formalmente da tale Luigi Barbato -in realtà già titolare di un salone da parrucchiere- secondo le quali il prodotto era fittiziamente destinato all’estero in esenzione di imposte.

In realtà il carburante non lasciava mai il territorio siciliano, ove veniva prontamente messo in consumo attraverso i canali ufficiali di vendita utilizzando distributori stradali di carburanti prevalentemente localizzati a Catania e in provincia che lo rivendevano ai normali prezzi di cartellino (quindi applicando l’iva) a ignari consumatori finali.

A completare il circuito criminale interveniva Francesco Tomarchio, all’epoca dei fatti dipendente di un’azienda che si occupava della manutenzione di impianti, esperto nella manomissione del contalitri delle colonnine dei distributori di carburante: la contraffazione dei contatori si rivelava essenziale sia per eludere i controlli fiscali sulle giacenze di carburante sia per aggirare le ispezioni delle stesse società petrolifere in quanto, proprio attraverso l’aggiustamento del contalitri, il prodotto di “contrabbando” erogato non veniva contabilizzato, perdendosi così ogni traccia del suo passaggio.

L’indagine dei finanzieri, ha, dunque, permesso di disarticolare l’organizzazione e ricostruire l’intera “filiera del carburante di contrabbando”: dai depositi di carburante agricolo alle imprese petrolifere, di trasporto e di distribuzione, dai distributori stradali ai tecnici degli impianti.

Tra i 14 soggetti arrestati, rivestivano il ruolo di promotori e organizzatori dell’associazione a delinquere Sergio Leonardi, considerato il capo, gestore di fatto di un distributore stradale di Catania e principale artefice dell’opera di “convenzionamento” dei distributori ossia di ricerca e cioè di ricerca sul mercato di operatori commerciali compiacenti, che si avvaleva della collaborazione di Eugenio Barbarino (titolare della Petrol Service di Catania), Alessandro Primo Tirendi (Titolare della Tiroil Srl di Catania) e Damiano Sciuto (cognato di Leonardi e gestore “formale” di distributori stradali) per la realizzazione del secondo sistema di frode anche ricorrendo alla società cartiera campana “Gisape” amministrata effettivamente da Giuseppe Savino; In manette anche Giuseppe Forte, un pensionato catanese, “broker” nel settore del “gasolio agevolato” che operando, tra l’altro, con l’ausilio del figlio Salvatore (addetto alla 3 fase di distribuzione e commercializzazione) si occupava delle forniture di carburante agricolo e della successiva cessione a clienti complici generalmente rappresentati da autotrasportatori.

Nei confronti di altri 15 indagati è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione, tra questi vi è anche una figura di spessore criminale quale quella di Salvatore Messina, organico al clan “Cappello”, attualmente detenuto per associazione mafiosa , particolarmente attivo nella distrazione dagli usi consentiti del gasolio agricolo nonché nella ricerca di illeciti canali di approvvigionamento del carburante.

L’indagine, nell’ambito della quale risultano indagate circa 100 persone, ha consentito di ricostruire una rilevante frode fiscale non limitata alle sole iva e accise gravanti sul carburante contrabbandato. I dati acquisiti nel corso delle indagini di polizia giudiziaria, infatti, sono stati utilizzati dalla Guardia di Finanza per l’avvio di verifiche fiscali nei confronti di aziende coinvolte nelle illecite attività.

In tale ambito, è stata rilevata la sottrazione a tassazione di oltre 45 milioni di euro in materia di imposte dirette, Iva per circa 30 milioni di euro, accisa per circa 4 milioni di euro e Irap per oltre 1,5 milioni di euro. L’elevato volume di prodotto contrabbandato in frode, stimabile in oltre 1,2 milioni di litri lascia appena comprendere l’entità del danno provocato ai commercianti onesti dello specifico settore effetto della sleale concorrenza praticata dagli indagati, in beffa agli ignari consumatori che pagavano a “prezzo pieno” il carburante di contrabbando, e alle compagnie petrolifere all’oscuro del passaggio “sotto traccia”, attraverso loro distributori stradali, del prodotto in contrabbando.

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CATANIA – Colpo ai Santapaola, arrestato boss Galletta [VIDEO]

Maurizio Galletta, 51 anni, ritenuto elemento di primissimo piano del clan Santapaola-Ercolano, arrestato il 5 marzo del 1996 e condannato nel 2007 all’ergastolo e posto ai domiciliari nel 2008, per usufruire di un regime detentivo meno rigido, avrebbe accentuato le sue patologie con l’appoggio di alcuni medici compiacenti che avrebbero ripetutamente certificato che le sue condizioni di salute erano tanto gravi da essere incompatibili con il regime carcerario.

Lo ha accertato un’indagine della Dia di Catania, che, su delega della locale Dda, diretta dal procuratore Carmelo Zuccaro, ha eseguito stamane alcuni provvedimenti restrittivi nei confronti dell’uomo, del cognato e di un suo presunto fiancheggiatore. Galletta è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di concorso in falsità ideologica, truffa aggravata ai danni dell’Inps, intestazione fittizia di beni e detenzione e porto illegale di pistola. Galletta è stato rinchiuso nel carcere di Bicocca, a Catania.

Coinvolti nell’indagine anche dei medici professionisti che a vario titolo avrebbero favorito il boss. Galletta, detenuto in vari istituti carcerari, si è sottoposto a continui accertamenti medici in varie strutture sanitarie pubbliche e nell’arco di circa 12 anni, dal 1996 al 2008, è stato trasferito in 17 strutture carcerarie ed è stato sottoposto a numerose visite ambulatoriali.

A seguito di una ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Bologna nel luglio del 2008 mentre era detenuto nel carcere di Parma era stato scarcerato e sottoposto alla detenzione domiciliare nella sua abitazione nel Villaggio Delfino di contrada Vaccarizzo “non essendo le condizioni fisiche conciliabili con il regime carcerario”.

Secondo quanto ha accertato la Dia di Catania invece l’uomo  avrebbe usato lo stesso espediente utilizzato da suo cugino, il boss Maurizio Zuccaro, che durante la detenzione si praticava dei salassi prelevando ingenti quantitativi di sangue così da aggravare le sue condizioni di salute e quindi usufruire dei previsti benefici carcerari.

In questo modo, sostiene la Procura di Catania, Galletta avrebbe avuto la possibilità, pur essendo in regime di detenzione domiciliare, di gestire affari illeciti ostentando ‘coram populo’ il proprio carisma mafioso per le vie del centro cittadino. Grazie alla patologia simulata Galletta ha ricevuto dall’Inps una pensione civile e una indennità di accompagnamento.

Le indagini preliminari proseguono per accertare eventuali corresponsabilità di medici e specialisti, con incarichi dirigenziali nella sanità pubblica, che nel tempo hanno sottoposto Galletta a visite e/o perizie e per questo motivo sono state eseguite perquisizioni in studi e uffici di medici.

Durante le indagini sono anche emersi elementi a carico di suo cognato, Rosario Testa – marito della sorella Graziella, attualmente detenuto nel carcere Ucciardone di Palermo per concernenti violazioni in materia di stupefacenti – per il tentato omicidio, il 3 maggio del 2015, del fratello Angelo e del nipote Francesco per rancori familiari e debiti non onorati. Per Testa, attualmente detenuto, è stata disposta la custodia cautelare in carcere per detenzione e porto di arma da fuoco.

Una terza persona, un romeno, M. D. A., indagato per favoreggiamento personale nei confronti di Galletta, è stata posta ai domiciliari per porto illegale di arma da fuoco e spari in luogo pubblico. Secondo gli investigatori avrebbe da Galletta avuto il compito di avvertirlo in caso di accesso di forze di polizia nel Villaggio Delfino.

In un’occasione il romeno, Galletta e altre due persone non ancora identificate avrebbero esploso alcuni colpi di pistola per far allontanare alcune persone che si erano introdotte in un appartamento.

Nella stessa inchiesta risultano anche indagati, per intestazione fittizia di beni Antonino Luigi Ragusa e Carmelo Spampinato. Galletta avrebbe intestato un distributore di carburanti con annesso lavaggio e bar a San Giovanni la Punta e un altro distributore di carburanti di Aci Castello alla Rasp Di Ragusa Antonino Luigi & C. Sas, da loro costituita.

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GROTTE – No a distacco fognature: il Tar da ragione al Comune contro Girgenti Acque [Vd Tg]

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Il Tribunale Amministrativo Regionale  – come scrive La Sicilia questa mattina – ha respinto ieri il ricorso presentato da “Girgenti Acque” che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza del primo cittadino di Grotte, Paolo Fantauzzo.

Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, aveva fatto divieto al gestore di procedere alla disattivazione dei collegamenti fognari per le utenze che risultano morose.

Il Tar dice che “l‘ordinanza impugnata è stata adottata in quanto nel Comune di Grotte vi era un elevato numero di morosi e la ricorrente aveva deciso di procedere al distacco degli allacci fognari. Tale decisione non trovava, però, fondamento giustificativo nel regolamento di utenza, il cui punto 2.6.6. prevedeva il distacco per morosità solo per l’allaccio idrico e non per quello fognario. Ne deriva che la situazione non poteva essere fronteggiata con strumenti ordinari e poteva dare luogo a un grave pericolo per la salute pubblica”.

Non solo, il Tar sostiene anche che l’ordinanza non avrebbe alcuna  ricaduta sulle casse Comunali.

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MONTEVAGO – Fiaccolata 49 anni dopo il terremoto e a sostegno dei lavoratori della Calcestruzzi Belice [VD TG]

Quarantanove anni dal terremoto e ancora si parla di ricostruzione e di sviluppo. Hanno preso il via,  le manifestazioni in occasione del 49esimo anniversario del terremoto nel Belice, che nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 seminò morte e distruzione, causando circa 370 vittime, un migliaio di feriti e 70 mila sfollati e che rase completamente al suolo alcuni paesi come Montevago, Gibellina e Salaparuta. Una ferita non ancora completamente rimarginata. E, nel segno della memoria, manifestazioni si sono svolte nei comuni di Partanna, Gibellina, Salaparuta, Poggioreale, Montevago, Santa Margherita Belice, Santa Ninfa e Sambuca di Sicilia.

Sabato sera,una fiaccolata si è svolta  a Montevago, ha partecipato anche il cardinale Francesco Montenegro. Occasione utile per dire no ai licenziamenti della Calcestruzzi Belice, presenti all’iniziativa anche lavoratori e i rappresentanti dei sindacati…..INTERVENTO MONTENEGRO

“Questa fiaccolata era stata organizzata in memoria delle vittime del quarantanovesimo anniversario del terremoto del Belice che furono 400. Solo a Montevago furono 100. La fiaccolata serve anche a perorare la causa dei lavoratori. Abbiamo avuto solidarietà di Libera, della Calcestruzzi Ericina, il sindacato ha tenuto la spalla ai lavoratori, dell’arcivescovo Montenegro, dei sindaci del comprensorio. Vogliamo protestare in maniera silenziosa, con la schiena dritta, perché non si può perdere il lavoro per qualche distrazione”. Così il sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo nel corso dell’intervento dopo la deposizione di una corona di allora davanti al monumento dedicato alle vittime del terremoto che nel 1968 devastò il Belice. INTERVENTO SINDACO LA ROCCA RUVOLO

IMMAGINI – COMUNICALO DI CALOGERO GIUFFRIDA

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IL SOLE 24 ORE – Gradimento dei governatori, Rosario Crocetta ultimo: solo il 28% dei siciliani lo confermerebbe [Vd Tg]

Luca Zaia, governatore del Veneto primo, Rosario Crocetta, governatore della Sicilia ultimo. E’ questa la classifica della Governance Poll 2016, la rilevazione sul gradimento riservato ai sindaci dai propri cittadini realizzato ogni anno da Ipr Marketing per Il Sole 24 Ore. Zaia ha il gradimento del 60% dei cittadini veneti, mentre Rosario Crocetta sarebbe riconfermato solo dal 28% dei siciliani. Al secondo posto c’è Enrico Rossi, Toscana, che ha il 57% di elettori che esprimono un gradimento nei suoi confronti. Twrzo Roberto Maroni, governatore della Lombardia che ha il 54% dei consensi.

Governance Poll ed elezioni, si legge nel rapporto, parlano due lingue in parte diverse, perchè il monitoraggio di Ipr marketing tasta in assoluto il gradimento dei politici locali agli occhi dei cittadini mentre le elezioni mettono in gara diverse proposte: un numero di questo tipo, che segna il livello di gradimento più basso mai misurato dalla rilevazione annuale di Ipr Marketing su sindaci e presidenti, non rappresenta però il viatico migliore per tentare la riconferma. Ma la distanza di 32 punti che separa Venezia da Palermo è solo l’aspetto più plateale di un’Italia divisa in due anche nell’approccio alla politica locale, un aspetto che balza agli occhi guardando la geografia del consenso regione per regione.

I cosiddetti “governatori” non sono in cima alla lista delle passioni degli italiani, e ottengono in media un tasso di gradimento del 43,3%, largamente sotto la “sufficienza” e staccato di dieci punti abbondanti dal 53,5% raccolto in media dai sindaci. Questo dato generale è però il frutto di due tendenze opposte: al Nord il consenso medio è del 48%, e segna un aumento del 4% rispetto ai voti veri raccolti dai presidenti alle urne, nel Mezzogiorno invece i ‘si” si fermano al 39,5%, e segnalano una contrazione del 6,2% rispetto ai risultati elettorali.

Le eccezioni non mancano, soprattutto in negativo come mostrano i dati più che opachi che accompagnano la presidente del Friuli Venezia Giulia Deborah Serracchiani (33% di consensi) o il suo collega ligure Giovanni Toti (37%), ma non riescono a “inquinare” una tendenza che rimane cristallina. A Sud solo il calabrese Mario Oliverio, al sesto posto con il 51% di apprezzamento, e il lucano Marcello Pittella, settimo con il 50%, si staccano dalla media territoriale. Prima di loro il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, che si piazza al quarto posto; e quello dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, al quinto posto. Michele Emiliano, governatore della Puglia, ottiene l’ottavo posto; Paolo Di Laura Frattura, presidente del Molise, il nono posto; Vincenzo De Luca, governatore della Campania, conquista il decimo posto; Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, si attesta all’undicesimo posto; Luca Ceriscioli, governatore delle Marche, ottiene il dodicesimo posto; Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, ottiene il tredicesimo posto; Nicola Zingaretti, della regione Lazio, il quattordicesimo posto; Luciano D’Alfonso, della regione Abruzzo, il quindicesimo posto; Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, si piazza al sedicesimo posto; Francesco Pigliaru, governatore della Sardegna, al diciassettesimo, penultimo posto; ed ultimo, al diciottesimo posto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.

Dalla rilevazione emerge che le tre posizioni di fondo sono occupate dalle Regioni a Statuto speciale (Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta non rientrano nel Governance Poll perchè lì non c’è l’elezione diretta del presidente).

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PROMOZIONE – Recupero, pari spigoloso ma giusto tra “Libertas Racalmuto – Partinicaudace” 1-1 [VIDEO GOL]

Nel recupero giocato allo stadio comunale di Grotte, valevole per la 16esima giornata del torneo di Promozione Girone A, tra Libertas Racalmuto e Partinicaudace ne scaturisce un pareggio (1-1) che può essere considerato sostanzialmente un risultato giusto per entrambi, per quello che si è visto in campo durante i 90 minuti di partita, come ha dichiarato , anche , il mister della Partinicaudace, Mimmo Bellomo, ritornato da queste parti, sempre stimato e apprezzato per il suo modo di fare e soprattutto nell’analizzare in maniera certosina e meticolosa la gara. “E’ stata una partita di categoria superiore, dove si sono visti sprazzi di grande calcio, giocata in modo maschio, anche con qualche colpo proibito,se le sono date di santa ragione, ma al triplice fischio si sono tutti abbracciati e baciati, dando vita ad un terzo tempo, difficilmente visto, in queste categorie”. L’analisi dell’esperto tecnico, fotografa perfettamente l’andamento di una gara, dove è stato anche molto bravo, il direttore di gara, il Signor Luigi Scicolone di Caltanissetta, che in altre occasioni, avrebbe anche potuto perdere la bussola. Invece, il fischietto nisseno, è stato tra i migliori in campo, Non era facile far finire le due squadre in 11 contro 11 al termine di una combattutissima gara. Tra le note positive in casa Libertas, la nuova marcatura  del suo bomber, Oliver Cozma, la sedicesima, una a partita. Ma al di là del risultato che, potrebbe considerarsi negativo per la squadra di casa, quella vista oggi, è stata una buona Libertas  che non è affatto dispiaciuta. Se si considera la lunga sosta natalizia, ben 3 settimane, la formazione di Angelo Consagra, ha ben giocato contro un avversario tosto, cinico e soprattutto ben messo in campo. La condizione tecnico- atletica può ritenersi soddisfacente e sul piano del gioco, con la palla a terra, in certi frangenti, la Libertas, è devastante eineguagliabile in questa categoria. Forse, il punto debole, di questa squadra, nel girone di ritorno, è la panchina corta che si ritrova, non essendo riuscita a sostituire i due partenti: Valenti e Alejandro  e le solite incertezze difensive. Per quanto riguarda la cronaca del match non è stata una partita ricca di occasioni, ma è stata giocata a ritmi intensi. La prima vera occasione capita tra i piedi del veterano Daniele Di Maria che con una conclusione da 30 metri timbra la traversa a portiere battuto. Al 23′ il primo tiro in porta della Libertas con Cozma che termina alto. Al 29′ la Libertas sblocca con il solito Cozma, servito al limite dell’offiside mette a sedere una paio di difensori e batte il portiere ospite per l’1-0. Al 34′ Moreno Tartaglia potrebbe infierire il colpo del ko, ma da posizione ravvicinata si fa respingere per ben due volte la conclusione dal portiere. Al 41′ Conigliaro, lasciato inspiegabilmente solo, in piena area di rigore , sugli sviluppi di una punizione , mette dentro la palla dell’1-1 finale. Nella ripresa, le due squadre ci provano soprattutto con conclusioni dalla lunga distanza imprecisi. Termina 1-1 in una gara divertente che non ha annoiato il pubblico nonostante il giorno infrasettimanale.  

Libertas Racalmuto 1

Partinicaudace         1

Marcatori: pt 29’ Cozma, 41’ Conigliaro.

Libertas Racalmuto: Priolo, Saidi, Lazzari, Ferrara, Cignetti, Castaldo, Tabares, Hassan, Cozma, Arrigo, Tartaglia. All.: Angelo Consagra. A disposizione. Barbello, L. Cignetti, La Mendola,

Partinicaudace: Chimenti, Caronia, Di Trapani, Schiera (1’ st Plescia), Conigliaro, Corrao, Campione, Catalano, Palmiteri, Lauricella (25’ st Campione), Di Maria. Allenatore Mimmo Bellomo. A disposizione: Lombardo, Barranca, Bono, Cavaliere, F. Virga.

Arbitro: Luigi Scicolone della sezione Aia di Caltanissetta.

Assistenti: Michele Ciavarella e Michele Ciappa di Caltanissetta. 

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AGRIGENTO – Nè Sagra nè Festa:”Mandorlo in Fiore” [Vd Tg]

Contro la riduzione della Sagra del mandorlo in fiore ad Agrigento dal 4 al 12 marzo, anziché la conferma della formula dei 4 fine settimana a marzo, interviene l’ Abba, l’ associazione Bed and breakfast di Agrigento, tramite il presidente, Giovanni Lopez, che afferma : “Apprendiamo, sbigottiti, che l’Ente Parco, nuovo gestore della Sagra del Mandorlo in Fiore, ha annullato i quattro fine settimana che dovevano precedere l’evento vero e proprio. Ciò è stato un vantaggioso passo avanti che l’anno scorso è stato fatto dall’amministrazione comunale. Sottolineo vantaggioso perchè, di fatto, la passata ed innovativa formula del 2016 ha portato reali benefici a tutto il comparto turistico, inclusi ristoratori e commercianti. Ed anche la Valle dei Templi ha tratto i suoi benefici in termini di visitatori, poiché parte del flusso venuto in visita ad Agrigento per il Mandorlo in Fiore ne ha approfittato anche per un tour archeologico. Dal canto nostro, abbiamo ricevuto plausi dai nostri ospiti per la novità dei quattro fine settimana, che ha arricchito l’offerta della nostra città. Restiamo anche basiti sul fatto che nessun attore del comparto turistico sia stato invitato ad un tavolo tecnico sull’evento da parte dell’Ente Parco. E ad oggi nessuno è stato formalmente avvisato sulla programmazione, cosa che ci impedisce di informare i potenziali ospiti che ci contattano e pubblicizzare l’evento attraverso i nostri canali preferenziali, oltre che formulare offerte ad hoc per le date della manifestazione. Alla luce di tutto questo, ci auguriamo che l’Ente Parco faccia un sensato e corretto passo indietro”.

Ad Agrigento il presidente dell’ associazione “Antiche tradizioni popolari” e vice presidente dell’ Abba, l’ Associazione Bed and breakfast, Carmelo Cantone, interviene a seguito del cambio di denominazione della Sagra del mandorlo in fiore 2017, non più Sagra ma, come si legge nel manifesto promozionale, solo 72esimo Mandorlo in fiore. Carmelo Cantone afferma : “ Ci spiace sinceramente constatare la scomparsa del nome “Sagra” della storica manifestazione, che quest’anno è denominata “72esimo Mandorlo in fiore”, una via di mezzo tra 72esima Sagra del Mandorlo in Fiore e 62esimo Festival Internazionale del Folklore. Riteniamo che non si può cambiare, anche in parte, la denominazione di una manifestazione che quest’anno festeggia il suo 72esimo compleanno, senza consultare la città che ne ha titolarità. E’ errato pensare che il nome “Sagra” sia riduttivo, come una festa paesana. Invece la Sagra è conosciuta in tutto il mondo, fa parte di questa città e non si può cancellare la tradizione popolare. Oltretutto, chi organizza sappia che proprio la nostra è considerata la festa folcloristica più importante d’Europa. Da uomo di marketing ed esperto di folklore, ritengo poi che il nome di una qualsiasi manifestazione certo si può cambiare, ma deve assolutamente essere preceduto da una campagna di comunicazione e di accompagnamento adeguata, che qui non c’è stata. Lo scorso anno, seppur in via informale, su questo tema è stata condotta un’indagine conoscitiva tra alcuni esperti di carattere nazionale, e i pareri raccolti furono molto discordanti. Sarebbe stato meglio pertanto consultare il Popolo agrigentino, il vero titolare della Sagra, e farlo decidere. Come mai nessuno ha sentito la necessità di fare una sorta di petizione popolare che certamente sarebbe risultata più gradita ? Magari in rispetto al concetto che la Sagra del Mandorlo in Fiore è un “bene” appartenente alla comunità agrigentina. A volte, spinti dalla voglia di innovazione, si finisce per colpire l’identità di un Popolo. Ci auguriamo solamente che chi “guida” quest’anno la festa – il Parco o il Comune, non l’abbiamo ancora capito bene – riporti il tutto alla denominazione originale e dedichi le proprie energie a cercare nuovi attrattori, tesi a migliorare l’economia locale, come per esempio il prolungamento dell’evento a 4 fine settimana”. (

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