RACALMUTO – Inaugurata la statua di Sciascia ad Hamilton [FOTO][VIDEO]

È stata inaugurata ieri ad Hamilton, in Canada, il monumento dedicato a Leonardo Sciascia. La statua identica a quella di Racalmuto, realizzata dallo scultore Giuseppe Agnello, è stata collocata nel cuore della città, in piazza dell’Immigrazione, davanti a quella che una volta era la stazione ferroviaria dove arrivarono migliaia di racalmutesi e di italiani. Sciascia passeggia guardando James St., il corso dove si ritrovavano e si ritrovano i racalmutesi di Hamilton, a due passi da Corso Racalmuto. Alla cerimonia, sobria e commovente, hanno partecipato numerosi racalmutesi di Hamilton, commossi nel ritrovare la stessa statua che si trova nel corso Garibaldi di Racalmuto. A fare gli onori di casa i promotori dell’iniziativa: Charlie Criminisi, Gabe Macaluso, Riccardo Persi, Gary Pillitteri, Joseph Mancinelli e il sindaco di Hamilton Fred Eisenberger che nel corso del suo intervento ha ricordato l’importanza di questo avvenimento che segna un altro passo del gemellaggio tra le due città.

 

Presenti ad Hamilton gli amministratori del Comune di Racalmuto, il vice sindaco Carmela Matteliano, gli assessori Salvatore Picone e Valentina Zucchetto, il consigliere comunale Angelo Di Vita, il giornalista Felice Cavallaro in rappresentanza della Fondazione Sciascia, Calogero Giglia, che si è occupato dei rapporti tra la Comunità Racalmutese e il Comune di Racalmuto, Sergio Scimè ed Edy Leone, in rappresentanza dell’Istituto comprensivo “Leonardo Sciascia” di Racalmuto. Visibilmente emozionati i presenti che hanno assistito, subito dopo l’inaugurazione del monumento, al quinto appuntamento con “Sicilia Canta”, organizzato da “Festitalia” guidata dal giovane Anthony Macaluso.

La grande festa si è svolta nella sede di Liuna Station, proprio nella vecchia stazione oggi sede di congressi e grandi eventi. Alla kermesse, presentata da Sam Cino e Joe Baiardo, si è esibito il gruppo folk di Hamilton e altri artisti siciliani. Un momento è stato dedicato a Leonardo Sciascia, con gli interventi di Salvatore Picone, assessore alla Cultura di Racalmuto e Felice Cavallaro, giornalista e segretario della Fondazione Sciascia. Alle oltre cinquecento persone presenti al grande evento è stato distribuito un depliant sul “Progetto Sciascia ad Hamilton” con un messaggio, tra gli altri, di Laura Sciascia, figlia dello scrittore: “Mi fa molto piacere sapere della statua di mio padre – ha scritto la signora Sciascia – collocata ad Hamilton, anche perché è un segno della fedeltà dei siciliani emigrati alla loro cultura e alle loro memorie”. “Un importante tassello che rafforza il nostro lungo gemellaggio – ha detto il vice sindaco Matteliano – Sciascia, scrittore di respiro internazionale, avvicinerà le nuove generazioni dei racalmutesi di Hamilton cin la terra dei loro padri e dei loro nonni”. “I racalmutesi di Hamilton – aggiunge l’assessore alla Cultura Salvatore Picone – sono riusciti a far coincidere con il loro lavoro e con l’intelligenza, il loro futuro con il futuro del Canada. Aver deciso di collocare la statua di uno scrittore siciliano qui ad Hamilton è la conferma che il legame tra queste due città è saldo, e che ha bisogno di nuovi stimoli che non siano necessariamente folklore e tradizioni, ma messaggi che possono arrivare anche dai libri come quelli di Leonardo Sciascia”.

 

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LICATA – E’ alta tensione, Brandara:”Provo rabbia e paura Non so se potrò continuare” [VIDEO]

Alta tensione nel Comune di Licata con 38 mila abitanti e 17 mila immobili irregolari, dopo la lettera intimidatoria con minacce di morte  fatta pervenire al commissario straordinario, Maria Grazia Brandara. Una denuncia è stata presentata  dal personale del Comune di Licata e la Procura della Repubblica guidata da Luigi Patronaggio ha già avviato l’inchiesta. Sono stati diversi gli attestati di solidarietà nei confronti dell’onorevole Brandara . Il questore di Agrigento, Maurizio Auriemma si è precipitato  a Licata per sostenere il commissario comunale ed ha detto:”Le garantiremo la necessaria serenità”. L’ex Sindaco Angelo Cambiano ha commentato cosi l’atto di minaccia al commissario che lo ha sostituito alla guida del comune di Licata:”Questa intimidazione – ha detto Cambiano – è il segnale chiaro , inequivocabile , che le istituzioni devono iniziare a fare squadra e che la politica deve tornare a governare il territorio e non andare alla ricerca del consenso. Non si possono lasciare i Sindaci da soli a porre rimedio a 30 anni di abbandono del territorio”. Il Governatore Rosario Crocetta dice:”La lettera di minacce non è soltanto terrificante , ma rappresenta una concreta minaccia alla vita dell’attuale commissario del comune di Licata”. Maria Grazia Brandara non ha ancora preso una decisione :”Provo rabbia ma anche paura , non so se potrò continuare, stanno minando la serenità dei miei familiari. Devo riflettere”. E ancora sottolinea “E’ inquietante  il fatto che chi  ha scritto la lettera  sia a conoscenza di un indirizzo palermitano, dove risiedo a casa di un mio amico , che nessuno conosce”.      [INTERVISTA VIDEO QUI LICATA]

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LICATA – Pesanti minacce di morte al commissario del Comune Maria Grazia Brandara [VD TG]

Messaggio intimidatorio al commissario del Comune di Licata, nominata dopo la sfiducia al sindaco antiabusivismo Angelo Cambiano. ”Rischiati a toccare le nostre case e sei morta, ti sgozziamo viva, fai una sola cosa contro di noi e ti scanniamo. Ti seguiamo e ti controlliamo a vista”.  E’ l’inizio di un messaggio intimidatorio, che si chiude con la foto di una cassa da morto vuota, arrivato a Maria Grazia Brandara, 61 anni, commissario straordinario a Licata “Rivendico il sentimento della paura, cosa che non mi era mai capitato in tanti anni di attività politico-amministrativa. Tutti sapete quante intimidazioni ho subito in questi anni, ma non ho mai avuto paura, stavolta sì. Non ho ancora deciso se continuare a rimanere alla guida del Comune di Licata o se mollare”. Sono le prime parole del commissario straordinario Maria Grazia Brandara, dopo la lettera di minacce che le è pervenuta nelle scorse ore. Brandara, che ha denunciato l’intimidazione, aveva guidato il Comune, sempre da commissario, dal dicembre 2014 al giugno 2015.  Era stata Brandara, da commissario, a stanziare i fondi per le demolizioni delle case abusive. Il sindaco Cambiano voleva attuare i decreti di demolizione ma ha sollevato l’ira di migliaia di suoi concittadini e ha subito minacce. Brandara, ex democristiana eletta all’Ars con la Casa delle Libertà, adesso vicina al governatore Rosario Crocetta, impiegata dell’agenzia delle entrate a Catania, è stata anche consigliere provinciale e sindaco di Naro.

E ancora nella lettera intimidatoria c’è scritto:’Sappiamo dove abiti a Palermo in via… e dove abiti a Naro, grandissima… tornatene al tuo paese scappa fino a che sei in tempo quando meno te l’aspetti ti spariamo. La cassa è già pronta”. Nel luglio 2016, nella sua carica di commissario straordinario dell’Irsap, aveva ricevuto un altro messaggio intimidatorio con allegate due cartucce di fucile.

Sulla vicenda i magistrati della procura della Repubblica di Agrigento, con in testa il procuratore capo Luigi Patronaggio, hanno aperto un’inchiesta.

 

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AGRIGENTO – 27 anni fa l’omicidio del “giudice ragazzino”: giornata del ricordo

Le iniziative in occasione del 27° anniversario dell’omicidio di Rosario Livatino inserite nel programma “Settimana della Legalità Giudici Saetta Livatino” 2017.

Il programma si è aperto nella chiesa San Domenico a Canicattì con la funzione religiosa in Memoria del Giudice Rosario Livatino e a mezziogiorno ad Agrigento – Vecchio tracciato SS 640 – C.da Gasena – Omaggio alla stele Livatino risistemata dopo il danneggiamento dalla sottosezione di ANM Agrigento e dalle associazioni.

Numerose le iniziative per ricordarlo ed alle quali hanno preso parte le massime autorità provinciali militari, civili e religiose.

Laureatosi a soli 22 anni in giurisprudenza, il “giudice ragazzino”, così come era stato soprannominato per la sua giovane età, era entrato subito nel mondo del lavoro vincendo il concorso per vicedirettore in prova presso la sede dell’Ufficio del Registro di Agrigento dove restò dall’1 dicembre 1977 al 17 luglio 1978. [FOTO TRATTE DA GRANDANGOLOAGRIGENTO]

Aveva superato infatti un concorso in magistratura diventando uditore giudiziario a Caltanissetta. Livatino fu ucciso, in un agguato mafioso la mattina del 21 settembre sul viadotto Gasena, lungo la strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta, mentre – senza scorta, con la sua Ford Fiesta amaranto – si recava in Tribunale.
Per la sua morte sono stati individuati, grazie al supertestimone Pietro Ivano Nava, i componenti del commando omicida e i mandanti che sono stati tutti condannati in tre diversi processi nei vari gradi di giudizio all’ergastolo, con pene ridotte per i “collaboranti”.
Nella sua attività Livatino si era occupato di quella che sarebbe esplosa come la Tangentopoli siciliana ed aveva messo a segno numerosi colpi nei confronti della mafia, attraverso lo strumento della confisca dei beni.
Il 19 luglio 2011 è stato firmato dall’arcivescovo di Agrigento il decreto per l’avvio del processo diocesano di beatificazione, aperto ufficialmente il 21 settembre 2011 nella chiesa di San Domenico di Canicattì. Il processo diocesano è stato concluso nel luglio scorso.
Ed entro l’anno il materiale raccolto sarà al vaglio della Sacra Congregazione per le cause dei Santi a Roma, per la valutazione finale circa l’eroicità delle virtù del Servo di Dio.

 

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COPPA ITALIA – Promozione, Libertas Racalmuto punita oltre modo nell’andata dall’Atletico Ribera 1-2 [VD TG]

Vince in rimonta la gara di andata valevole per il secondo turno di Coppa Italia l’Atletico Ribera di mister Vincenzo Montalbano. Una Libertas Racalmut0 punita oltre modo sicuramente per quello che si è visto durante la partita, meritava tutt’altro risultato. Inizia bene la formazione di Lillo Capraro che, al primo affondo passa subito in vantaggio con Bojang, servito sul filo del fuori gioco, supera con un diagonale secco Allegro. La partita è divertente e piacevole e si gioca su ritmi degni di una partita di calcio rispetto alle prime uscite complice il gran caldo. Al 9′ i crispini usufruiscono di una punizione calciata dal limite da Santangelo che viene deviata dalla barriera. Al 20′ Cozma dispone di un calcio piazzato da buona posizione, Allegro para in due tempi tradito da un rimbalzo. I due mister come da nuovo regolamento ricorrono alle cinque sostituzioni, c’è spazio per tutti anche per il prodotto racalmutese Giuseppoe Ruggieri(nella foto). al 70′ l’Atletico Ribera perviene al pareggio,  la Mendola si spinge fin troppo palla al piede in avanti sulla metà campo avversaria, viene intercettato da Li Greci che gli sradica la palla, lancia in profondità  Geraci che con un pallonetto delizioso fulmina Giardina per il pareggio. Le due squadre non si accontentano, vogliono vincere la partita e si assiste a continui capovolgimenti di fronte. All’88’ la Libertas spreca un gol fatto: Jammeh liberato in area  calcia a colpo sicuro sul portiere che non trattiene ma sulla ribattuta ancora Jammeh per l’incredulità del pubblico presente, da pochi passi calcia alto. Gol sbagliato gol subito come la legge del calcio impone. Al 90′ l’Atletico in contropiede punisce la Libertas . Cross di Li Bassi dall’out di destra e Santangelo dall’area piccola smarcatosi nella marcatura batte Giardina per l’1-2 finale.

NELLA FOTO GIUSEPPE RUGGIERI DELLA LIBERTAS RACALMUTO

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AGRIGENTO – Pietro Grasso al teatro Pirandello [VD TG]

Il Presidente del Senato, Piero Grasso, ieri sera, al teatro Pirandello, ad Agrigento, in occasione della presentazione del suo libro “Storie di sangue, amici, fantasmi, Ricordi di mafia”. Secondo Pietro Grasso, Agrigento, è una tappa fondamentale per la presentazione del suo libro: “Penso che sia molto utile per le generazioni conoscere quei fatti del 1992 e penso che sia molto utile per la loro formazione – spiega – . Quella storia riesce a trasmettere principi e valori che sono molto utili per i ragazzi di oggi”. INTERVENTO GRASSO TG 98 …….

A dialogare insieme al Senatore Piero Grasso, il giornalista Salvo Palazzolo e il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto dal palco del Pirandello. Ripercorsi i 25 anni dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio, ascoltando anche le toccanti lettere che Grasso scrive ai giudici, Falcone e Borsellino, tratte sempre dal suo libro  e interpretate dal direttore artistico del teatro Pirandello, Sebastiano Lo Monaco. Nel volume l’autore non rinuncia all’emozione personale, ma vi affianca sempre l’analisi del magistrato e la prospettiva storica di chi ha molto riflettuto e combattuto il fenomeno mafioso. INTERVENTO GRASSO TG 98…….

Il presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, prima della presentazione del suo libro al teatro “Pirandello” di Agrigento, si è  fermato a ricordare il giudice Rosario Livatino: Ho portato un mazzo di fiori per ricordare quando con Giovanni Falcone sono venuto ai funerali del giudice. Agrigento è sempre stata una città feconda di magistrati per combattere il fenomeno della mafia e di Cosa Nostra”.La stele è stata  vandalizzata lo scorso 18 luglio. “Già papa Giovanni Paolo II aveva definito Livatino martire della giustizia e della fede – ha aggiunto – e l’opera di beatificazione è iniziata. Questo è un grande risultato, una grande apertura da parte della Chiesa nei confronti di quei magistrati, come Livatino, che sono stati martiri perché hanno dato la loro vita per la giustizia. In Livatino c’era in più una grandissima fede cattolica che lui esprimeva anche nella sua attività laica di giudice. Non posso mai dimenticare le lettere, i quaderni con le scritte S. T. D., che ci hanno fatto parecchio indagare per capire il significato. E poi lo abbiamo capito, era ‘Sub tutela dei’. Qualsiasi cosa lui faceva, la faceva sotto la tutela di Dio e quindi ce lo fa sentire molto vicino”. 

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RAGUSA – Fermati gli scafisti che ridono [VD TG]

Cinque presunti scafisti sono stati fermati dalla polizia grazie al video girato da una donna tunisina, tra le 121 persone che il 15 settembre sono state soccorse nel Canale di Sicilia e condotte prima a Porto Empedocle, e da lì all’hotspot di Pozzallo, nel Ragusano.

I fermati, tutti tunisini, sono Imad Amri, 29 anni; Kais Siidi, 30 anni, Saber Saad 38 anni; Faouzi Sghaier, 27 anni e Mohammed Dalhoum, 32 anni. I migranti erano partiti dalla Tunisia facendo rotta sulle coste di Agrigento ma sono stati intercettati prima da un pattugliatore della guardia di finanza.

A bordo erano tutti tunisini e avevano pagato per la traversata circa duemila euro ciascuno ai cinque connazionali fermati dalla polizia. Gli investigatori hanno trovato in uno dei telefoni cellulari in uso a una donna, un video che riprendeva il capitano e l’equipaggio intenti a ridere a scherzare tra loro in cabina di comando.

Inizialmente reticenti, davanti al video i migranti hanno finito per descrivere nel dettaglio il ruolo di ogni membro dell’equipaggio. Gli scafisti sono stati rinchiusi nel carcere di Ragusa.

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Emilia Clementi manifesta da sola a Roma contro vitalizio dei politici: “Fitusi, denunciatemi pure!” (Video)

Una imprenditrice di Canicattì, Emilia Clementi, ieri, “armata” di megafono e di tanto coraggio, ha voluto manifestare il suo disappunto, a piazza Montecitorio, a Roma, dopo che, proprio ieri, è scattato il diritto al vitalizio per i parlmentari di questa legislatura, vitalizio che consentirà agli stessi di poter usufruire, appena compiuti 65 anni, di una pensione di 1.000 euro netti al mese. Emilia Clementi è titolare di un centro estetico aperto con tanti sacrifici a Roma. “Sono una piccola imprenditice, ho un centro estetico e oggi ho strappato la cartella dell’Inps- urla nel suo video social- voglio sapere quanti contributi hanno versato i politici italiani in questi 4 anni, tanto da maturare mille euro di pensione a vita. Vergogna, fitusi politici!”. Da ieri 608 parlamentari avranno diritto a una pensione di circa 1000 euro che potranno incassare, se non saranno rieletti, a 65 anni. “Denunciatemi, ma io vi denuncerò per queste pensioni, organizzeremo una grande manifestazione. Fate come me , chiudete le attività e venite come me a gridare a Roma. Basta stare fermi, dobbiamo lottare”. Il suo video ha fatto in poche ore  oltre 4 milioni di visualizzazioni ed è diventato un incredibile tam tam su Messanger in ogni angolo d’Italia.

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FAVARA – Al castello Chiaramonte il Ministro tedesco Monika Bachmann [VD TG]

La Fondazione Italiani in Europa, fondata e presieduta dal professor Giuseppe Arnone, continua le sue attività di promozione e valorizzazione delle eccellenze siciliane e italiane all’estero. Dopo la grande festa di luglio che si è svolta a Favara, che ha visto tanti emigrati ritornare nella propria terra d’origine ed essere premiati per aver portato all’estero il prodotto Made in Italy, il tour della Fondazione prosegue.

Non a caso oggi a Favara è arrivato il ministro della famiglia, salute ed integrazione Tedesco, Monika Bachmann, per firmare insieme al professore Arnone, ai sindaci della provincia agrigentina, e a Giacomo Santalucia, presidente dell’Istituto dell’Istruzione e della Cultura Italiana e Tedesca, un protocollo d’intesa al fine di valorizzare le attività dei nostri connazionali emigrati in Germania.

Durante la cerimonia è stata consegnata una targa ricordo all’imprenditore Damiano Ferraro, originario di Montallegro, e residente in Germania, riconosciuto come “eccellenza siciliana”, e poi fiori e targa al ministro Bachmann per essersi impegnata in prima linea in questo progetto di valorizzazione del prodotto italiano all’estero.

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CAMPOBELLO DI LICATA – Arrestato geometra del Comune mentre intascava una tangente [VD TG]

Serviva una ‘mazzetta’ per smaltire l’amianto per conto del Comune di Campobello di Licata. I titolari della ditta incaricata del servizio, non si sono piegati, e sono andati a denunciare ogni cosa ai carabinieri. E’ stato organizzato l’incontro “trappola”, concordato dalle vittime con i militari dell’Arma, avvenuto nei locali dell’azienda. Gli inquirenti hanno prima segnato le banconote e dopo lo scambio, sono usciti allo scoperto. E’ stato incastrato così Francesco La Mendola, 48 anni di Canicattì, residente a Licata, geometra all’Ufficio tecnico del Comune di Campobello di Licata. Ora si trova in stato di arresto con l’accusa di concussione. Nella stessa vicenda risulterebbe indagato un altro dipendente comunale, Giuseppe Nigro.

L’indagine è stata condotta dai carabinieri del Reparto operativo di Agrigento e della Compagnia di Licata, con il coordinamento del procuratore capo Luigi Patronaggio e del sostituto procuratore Carlo Cinque. A denunciare il geometra sono stati i due imprenditori licatesi Angelo Incorvaia e Valerio Peritore, titolari della ditta “Omnia srl”, con sede in contrada “Bugiades”, alla periferia di Licata. I militari hanno perquisito la casa e l’ufficio degli indagati, e sequestrato computer e carte ma soprattutto, è stata acquisita la documentazione relativa alla convenzione tra il Comune di Campobello di Licata, e la “Omnia srl”. Altri documenti sono stati acquisiti in Municipio. 

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