AGRIGENTO – Premio Mimosa d’oro 2017 il 6 maggio al teatro Pirandello [VIDEO]

Ad Agrigento sabato 6 maggio, al Teatro Pirandello, dalle ore 17 in poi, si svolgerà la 27esima edizione del “Premio Mimosa d’oro 2017”, promosso dal Centro culturale Guttuso di Favara presieduto da Lina Urso Gucciardino. L’ingresso è gratuito. L’edizione 2017 del Premio Mimosa d’oro è stata assegnata a Titti Postiglione, direttrice dell’Ufficio Emergenze della Protezione Civile Nazionale. Poi, alla giovane e già affermata attrice favarese, Selene Caramazza, è stato assegnato il Premio “Mimosa d’oro Giovani 2017”. Sono stati inoltre assegnati dalla speciale Commissione i Riconoscimenti speciali a donne che si sono particolarmente distinte nel loro ambito d’azione. Si tratta di Gesuela Pullara, Commissario della Polizia Penitenziaria, Maria Volpe, Ispettore capo della Polizia di Stato, Irene Messina, campionessa italiana di Pentathlon lanci, Cinzia Favara presidente della Lad Onlus, associazione in favore dei bambini con malattie oncologiche, e le volontarie della Croce Rossa Italiana di Lampedusa. La serata sarà allietata dall’esibizione di alcuni ragazzi protagonisti delle note trasmissioni televisive “Ti lascio una canzone” e “Io canto”, e che sono allievi dell’Accademia dello spettacolo “Palladium” di Lia Minio e dell’Accademia “Le Muse” di Chiara Rizzo. Con loro anche gli allievi della Fit-Ballet-Performance di Giovanna Di Maria. La direzione artistica è affidata a Giuseppe Moscato che condurrà la serata con Gabriella Omodei. Ospite d’onore il cantautore Ron.

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Debora Caprioglio, sfogo scabroso: “I miei peccati a letto” [foto]

In occasione del monologo Debora’s Love Debora Caprioglio, attrice lanciata in un ruolo scabroso da Tinto Brass, si racconta. a cominciare dalla sua relazione con Klaus Kinski. Lo conobbe a Venezia, dove lui stava girando un film. “Stava preparando Paganini, che poi girai con lui”, racconta al Giorno, “alla cena Klaus mi vide e rimase folgorato. Mi diede il ruolo e da lì è nata una storia che è durata tre anni”.

All’epoca Debora aveva 20 anni. Poi conobbe Tinto Brass. Siamo negli anni ’90. “Lui stava facendo dei casting per cercare la protagonista di Paprika e aveva visto una mia foto sul giornale. Allora non c’ erano ancora i cellulari e quindi cercò sulla guida telefonica il cognome della mia famiglia. Lo trovò al primo colpo, ma allora io stavo già a Roma. Così rispose mia madre”.

“Sono Tinto Brass”, disse lui. E la mamma di Debora: “Sì, e io sono la Regina d’ Inghilterra”. E riattaccò. Per fortuna Tinto Brass richiamò. Sono molte le carriere costruite a letto? “È un aspetto molto legato al passato”, risponde l’attrice, “oggi prevale l’ aspetto economico, tranne forse a teatro: se uno pensa di arricchirsi sul palcoscenico non farà molta strada”.

“Proposte indecenti? Mi sono sempre sottratta un istante prima di riceverla”, spiega la Caprioglio, “non sono una veggente, ma abbastanza scaltra per capire in anticipo quando ci poteva essere questo pericolo, così da evitarlo per tempo. Nella vita le cose che si guadagnano facilmente si perdono facilmente. Le carriere rapide sono belle ma spesso durano poco. Per durare serve il mestiere. La carriera e il mestiere sono due concetti diversi. Il mestiere non si crea in un attimo, e tanto meno a letto”.

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RACALMUTO – Domani la proiezione del film “Spes contra spem”

Spes contra spem – liberi dentro“: domani alla Fondazione Sciascia la proiezione del film sui condannati all’ergastolo.

 

Il docufilm “Spes contra spem – liberi dentrodomani 19 aprile, alle ore 16:30, sarà proiettato nella sala convegni della Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto. Il lavoro, diretto da Ambrogio Crespi, presentato alla 73° edizione della biennale del cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma, è stato girato nel carcere di Opera a Milano e vuole essere un manifesto contro la criminalità, attraverso le parole di chi ha commesso reati gravi. “Spes contra spem – liberi dentro” sgretola il mito del criminale stesso, senza nessuna clemenza, nessun buonismo e nessuna posizione ideologica preconcetta.

E’ insieme “un film contro la criminalità organizzata, un messaggio contro la mafia, un lenzuolo bianco. Un film che parla del cambiamento e del mutamento dell’uomo”. L’opera è già stata presentata in diverse città italiane, da Brescia a Reggio Calabria, da Milano a Roma, passando per Parma e Siena. Diverse le location scelte per la presentazione al pubblico, dalle aule dei tribunali, alle scuole ma anche cinema e teatri.

Tanti gli esponenti della magistratura, gli avvocati e i docenti secondo cui il docufilm tocca l’anima. “Questo documentario fa riflettere – ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando -. Credo che il suo primo significato sia proprio questo: un invito alla riflessione sul significato della pena più gravosa. Il documentario non discute le questioni di diritto: ne mostra però il senso, per nulla astratto, ma in grado di incidere sulle vite di coloro che, per dirla con i versetto paolino citato da Pannella e scelto come titolo del film, “sperano contro ogni speranza”.

LA TRAMA – Il film racconta la sfida di chi è condannato all’ergastolo ostativo, quello del “fine pena mai”, che nega al detenuto ogni beneficio penitenziario e non lascia prospettive di una vita fuori dal carcere. Un viaggio guidato da Sergio D’Elia e Elisabetta Zamparuti, attraverso la voce di chi ha vissuto questa esperienza sulla propria pelle. Detenuti, ma anche agenti e operatori dell’amministrazione penitenziaria, che, grazie ai programmi di recupero dei condannati, provano a restituire a queste persone un’aspettativa per il futuro. Le parole chiave della narrazione sono “colpa” ed “espiazione”, ma anche, appunto, “speranza” e “cambiamento”. “Spes contra spem – liberi dentro” è prodotto da Indexway in collaborazione con “Nessuno Tocchi Caino” e Radio Radicale. E’ andato in onda su Sky Atlantic in prima serata, su Sky cinema e Sky on demand.

In Sicilia, in questi giorni, il film è proiettato anche nelle città di Palermo e Gela. Nel corso della manifestazione a Racalmuto interverranno, dopo i saluti istituzionali, Rita Bernardini, Maria Brucale, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti di “Nessuno tocchi Caino”.

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“Cinquanta sfumature di nero” sbanca il botteghino e gli affari vanno a ruba anche ad Agrigento

Ancora un weekend all’insegna del sesso e dell’amore di “Cinquanta sfumature di nero”. Alla seconda settimana di programmazione, infatti, la pellicola erotica tratta dal romanzo di E.L. James cresce di altri 2,8 milioni di euro e vola oltre i 12 milioni. Grey e la sua Ana si impongono così come il miglior incasso dell’anno, superando “Mister Felicità” con Alessandro Siani e “L’ora legale” con Ficarra e Picone, entrambi a quota 10 milioni.

E ad Agrigento vi sarebbe un incremento di articoli legati al sesso. Il fenomeno sarebbe legato alla recente proiezione del film “Cinquanta sfumature di nero”, film che sta riscuotendo molto interesse e che contiene all’interno delle scene “molto piccanti”. Lo riporta il quotidiano La Sicilia di questa mattina. Pare che gli agrigentini siano particolarmente sensibili ad “arnesi di piacere” come si evidenzia dall’ampia intervista rilasciata al quotidiano catanese dal titolare di un sexy-shop del Villaggio Mosè.

 

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ROMA – “Ero Malerba”: Alla Camera il docufilm di Trupia e Sardo

Il docufilm “Ero Malerba” di Toni Trupia, con Carmelo Sardo e Giuseppe Grassonelli, è tra i finalisti dei “Nastri d’argento” 2017 nella sezione Cinema del reale. Inoltre, “Ero Malerba” sarà proiettato anche alla Camera dei Deputati, nella sala Salvadori, martedì prossimo 21 febbraio alle ore 19.30. “Ero Malerba” racconta la storia criminale dell’ex boss della stidda di Porto Empedocle Giuseppe Grassonelli e del suo straordinario recupero in carcere, dove sconta l’ergastolo ostativo. Sono stati alcuni parlamentari, tra cui il deputato agrigentino Tonino Moscatt, a desiderare che il docufilm fosse proposto a Montecitorio per poterne apprezzare il messaggio di rieducazione e di legalità antimafiosa che veicola. “Ero Malerba”, è ispirato al libro Malerba, edito da Mondadori, scritto a quattro mani da Carmelo Sardo e dallo stesso Giuseppe Grassonelli.

 

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E’ morto Antonio Aguglia il Re dei quiz nell’agrigentino

Giornata triste per Agrigento e non solo, per la sua famiglia e quanti l’hanno conosciuto. Dopo una lunga malattia è morto Antonio Aguglia, dipendente delle Poste in pensione e noto per avere collaborato negli anni con diverse emittenti televisive della provincia, con le sue divertenti trasmissioni legate ai quiz e allo spettacolo. Le ultime sue apparizioni sono avvenute proprio sulla nostra emittente, dove Aguglia ha condotto diverse puntate di quelli che sono stati, per anni, appuntamenti fissi di tutti. Antonio Aguglia è stata una persona esemplare, un insegnante di vita, sempre sorridente e pronto ad aiutare il prossimo. Insomma, un maestro di vita. Un collega sempre pronto a dare consigli e suggerimenti utili. Ed è proprio questo che mancherà di Antonio Aguglia. Un Addio che non avremmo mai voluto dare. Ci stringiamo ai suoi familiari e siamo certi che, anche da lassù, riuscirà ad essere quel perfetto padre e manager che è stato per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto.

SENTITE CONDOGLIANZE DA STUDIO 98

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La rivelazione della Parodi: “Tinto Brass mi chiamò per fare un film erotico”

La puntata di domenica 11 dicembre de L’Arena, programma televisivo in onda Rai 1 condotto da Massimo Giletti, ha regalato al pubblico una rivelazione molto piccante sulla carriera artista di Cristina Parodi, ospite in studio insieme alla sorella Benedetta.

Il racconto della telefonata tra la Parodi e Tinto Brass

La nota giornalista è stata intervistata insieme alla sorella Benedetta. Insieme hanno regalato un colpi di scena che nessuno si aspettava. Infatti ha raccontata di aver ricevuto una telefonata da parte del re del cinema hard, Tinto Brass. Il motivo di quella chiamata era la volontà del regista di farle un provino per uno dei suoi film

Ricevetti una telefonata da Tinto Brass. Ero convintissima che fossero i miei colleghi della redazione sportiva ad avermi fatto uno scherzo, per cui risposi al telefono con sufficienza. Solo dopo mi resi conto che era davvero lui al telefono. Mi proposero di fare un provino, ma rifiutai” ha ammesso Cristina. Poi ha voluto precisare: “E comunque mi voleva per un ruolo secondario, non per la parte della protagonista“.

Simpatica la risposta del marito della giornalista, Giorgio Gori. Interrogato su cosa avrebbe reagito se la moglie avesse accettato, ha risposto senza problemi: “Sarei andato a vederlo”.

 

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Monica Bellucci, diva senza tempo [FOTO]

Solitamente è regina di stile. Questa volta però il look non convince: Monica Bellucci in Messico a Los Cabos, per la quinta edizione del Los Cabos International Film Festival. Abito fasciante salvia, semitrasparente e con grossi fiori in rilievo, sandali neri ai piedi, così è stata immortalata sul red carpet l’attrice 52enne. E la scelta dell’abito, così come quella delle calzature, non ha esattamente conquistato tutti (Epa)

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PALERMO – Aggressione a un buttafuori, tre arresti [FOTO][VIDEO]

La Polizia di Stato, ha arrestato tre giovani palermitani per l’aggressione al buttafuori di un noto locale del capoluogo, «Le terazze Excelsior». Sono Nicolò Di Michele, di 26 anni, Salvatore Incontrera, di 19, e Raffaele Di Dato, di 20, tutti del quartiere Zisa, accusati di lesioni aggravate e violenza privata. Il provvedimento è del Gip di Palermo su richiesta della procura.
L’aggressione risale al 21 febbraio scorso quando un gruppo di giovani chiese con insistenza all’addetto alla sicurezza all’interno del locale di accedere all’area riservata, il cosiddetto «privè», pur senza averne titolo; al rifiuto del buttafuori, inizialmente si allontanarono, per poi tornare a notte fonda, armati di bastoni, mettendo in atto un vero e proprio raid punitivo, che ridusse la vittima in fin di vita. Attraverso complesse attività investigative, e grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, gli agenti della squadra mobile sono riusciti a risalire all’identità dei presunti aggressori che oggi sono stati arrestati. I tre si trovano ai domiciliari.

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Dal 13 ottobre al Cine Mezzano di Porto Empedocle il film di Giovanni Volpe [Vd Tg]

Un film “tutto agrigentino” che esalta la bellezza selvaggia e autentica del territorio. “Sul’amuri”, scritto oltreché diretto da Giovanni Volpe, da giovedì 13 ottobre 2016 è in programmazione al Cine Mezzano di Porto Empedocle con due proiezioni giornaliere, alle ore 18 e alle ore 20,30. Una produzione indipendente, che con una scelta di qualità di attori, musicisti, maestranze locali racconta una donna ancora attualissima attraverso alcuni dei luoghi della Sicilia più suggestivi e densi di storia.

 

Questa mattina, martedì 11 ottobre, ad Agrigento, l’amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi, Gaetano Pendolino, e il regista del lungometraggio, nella sede distrettuale di Viale della Vittoria, hanno presentato alla stampa l’attenta selezione delle locations, degli attori, delle musiche, delle tradizioni e delle maestranze locali che hanno determinato il patrocinio della Film Commission del Distretto. Presenti anche numerosi attori e i tanti che a vario titolo hanno contribuito alla riuscita del film.

 

 “Sul’amuri” è liberamente tratto dalla “Lupa” di Verga. Prima, spettacolo teatrale col titolo “Malerba e la Lupa”, poi, la versione cinematografica “Sul’amuri”. Un lavoro pregevole che ha ricevuto premi e riconoscimenti a Verona, Arezzo e Pistoia. Tra questi il “Giogo d’oro”, Premio del Parlamento Europeo. Nel film gli attori Giorgia Flora (figlia del noto musicista Pippo Flora de “I promessi Sposi” di Michele Guardì), la quale interpreta la “Lupa”, e l’affascinante Angelo Costanza nel ruolo di “Nanni Lasca”: grazie ai due protagonisti, già maturi delle rispettive esperienze teatrali e televisive, passione e emozione entrano in perfetto connubio con i profumi della Sicilia.

 

Il film rappresenta una scommessa, intanto dal punto di vista produttivo, perché si tratta di cinema indipendente e giovane, poi per la forza delle idee e per la selezione dei talenti: dagli attori, al progettista del sonoro, dalla ricerca musicale allo studio delle location, naturali scenografie, che accentuano fortemente la forza del racconto e della autenticità del rapporto con una Sicilia che sotto molti aspetti riesce ancora a conservare la sua genuinità e la sua bellezza naturalistica.

 

Il film racconta storie che benché affondino le proprie radici nella letteratura di fine Ottocento, hanno ancora un forte legame con la contemporaneità. La Lupa è forte, fragile, generosa, appassionata, spietata. La figura femminile che ne emerge, con le violenze subite, con le sue contraddizioni, con la sua voglia di libertà e il senso di oppressione di una cultura patriarcale è ancora di grandissima attualità. Nanni Lasca è incapace di governare i suoi istinti e crede di dover difendere il suo ruolo virile, mentre è invece incapace di gestire il suo rapporto con la donna, al punto da decidere di sopraffarla. Il tema diventa così attualissimo e riporta alla memoria storie recenti di violenza sulle donne.

 

Interessante anche la scrittura, che propone un Malerba simile al coro della tradizione tragica, più che il popolare cantastorie, in quanto sintetizza attraverso la sua bocca le voci che emergono dal passato che riportano gli eventi molti anni dopo la morte della “Lupa”.

 

Scenografia del film è quella Sicilia dell’Agrigentino che è meta del turismo dell’esperienza: quel turismo relazionale che tanti operatori del nostro territorio riescono a proporre ai visitatori (le gite a cavallo nella Valle dei Templi, i percorsi a piedi attraverso borghi, corsi d’acqua, boschi, colline d’ulivi, le esperienze enogastronomiche presso le cantine, i percorsi in mountain bike, le meravigliose attività delle fattorie didattiche, cooking show tra pasticcerie e forni, etc.), o quel turismo che viene oggi definito anche “valoriale”, perché crea un valore aggiunto all’appeal del territorio, coagulando sensibilità, nuove energie, tendenze.

 

Questa Sicilia emerge ad ogni fotogramma ed è frutto sapiente di una regia che porterà l’immagine più vera della nostra terra nelle sale cinematografiche italiane. Le musiche sono state composte e orchestrate da Accursio Antonio Cortese. La produzione è SAC&T realizzata da ArTesia.

 

E’ un prodotto, questo film, che è frutto del lavoro di siciliani, di artisti, che con generosità sanno regalare l’immenso patrimonio di storia e di cultura, autenticamente e nobilmente popolare, che hanno dentro.

La colonna sonora è eseguita da diversi musicisti locali, con la splendida voce di Antonella Infantino e quella di Antonio Zarcone, cantore della sicilianità.

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