E’ morto l’attore palermitano Gigi Burruano

Lutto nel mondo del teatro palermitano. È morto ieri sera all’età di 69 anni Gigi Burruano. L’attore negli ultimi mesi non stava bene. La camera ardente sarà allestita al Teatro Biondo. Sui social tanti i messaggi di cordoglio da parte di amici, colleghi e suoi ammiratori.

Nato a Palermo il 20 ottobre del 1948, iniziò la carriera da attore all’inizio degli anni settanta dedicandosi al cabaret e al teatro dialettale. La sua carriera teatrale lo portò a calcare diversi palcoscenici di teatri stabili di Catania, Roma, Trieste e Prato. Ma lo si ricorda anche in tv e nel cinema con l’esordio nel 1970, ne L’amore coniugale di Dacia Maraini.
Gigi Burruano, la cui famiglia era originaria di Racalmuto,  Zio di Luigi Lo Cascio, anche lui attore cinematografico e cittadino onorario di Racalmuto.

Il successo però arrivò con la partecipazione alla serie televisiva La piovra. Nel 1997, infatti, è stato interprete nell’ottavo episodio della serie – La piovra 8 – Lo scandalo. Ma ebbe ruoli tra gli altri anche nei film L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore, Nowhere di Luis Sepúlveda, Miracolo a Palermo! di Beppe Cino, Il ritorno di Cagliostro di Daniele Ciprì e Franco Maresco, Quo vadis, baby? di Gabriele Salvatores. Ha lavorato anche nelle serie Tv “La Piovra 8”, “Turbo” e “Incantesimo 4”. Burruano, zio dell’attore Luigi Lo Cascio, scoprì e fece conoscere gli attori Tony Sperandeo e Giovanni Alamia

Nel 2001 ottenne una nomination al Nastro d’argento per l’interpretazione nel film I cento passi di Marco Tullio Giordana della parte di Luigi Impastato, padre di Peppino.

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Morto Marcello Perracchio, il dottor Pasquano del commissario Montalbano

È morto a Ragusa l’attore Marcello Perracchio, 79 anni, famoso soprattutto per il suo ruolo da medico legale, il “dottor Pasquano”, nella serie tv di Raiuno sul commissario Montalbano, ispirata dai racconti di Andrea Camilleri.

Perracchio era nato a Modica ed era uno degli attori più prolifici del Teatro Stabile di Catania. Alle spalle anche una
carriera cinematografica con, tra gli altri, film come Gente di rispetto di Luigi Zampa, Pizza connection di Damiano Damiani, Il giudice ragazzino di Alessandro Di Robilant.

Aveva avuto ruoli anche in altre serie televisive come La Piovra, L’onore e il rispetto e Eroi per caso. Ma la fama è esplosa con Il commissario Montalbano. Con Pasquano il personaggio interpretato da Luca Zingaretti aveva un rapporto di amore e odio e il dottore, tra il serio e il faceto, lo invitava spesso a «non rompere i cabasisi».

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Addio a Paolo Villaggio, l’Italia piange Fantozzi [FOTO]

È morto a Roma Paolo Villaggio. L’attore aveva 84 anni. Ad annunciarlo la figlia Elisabetta su Facebook dove, su una foto del padre giovanissimo, scrive: “Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare”. Elisabetta, insieme al fratello Pierfrancesco, erano con lui nella clinica Paideia dove era ricoverato e hanno spiegato che il padre è morto per le complicanze del diabete che lui “aveva curato poco e male”. La camera ardente sarà allestita probabilmente mercoledì mattina in Campidoglio, a seguire dovrebbe esserci una cerimonia laica, nel pomeriggio o la sera, alla Casa del Cinema di Roma.

Con Paolo Villaggio se ne va uno dei pochi attori comici italiani. Se tanti sono gli attori “da commedia”, i comici si contano sulle dita di una mano: Totò, Franco Franchi, Villaggio appunto… Molte sono le analogie e le differenze col sommo De Curtis, in arte Totò. È vero che Villaggio non diede, al contrario di Totò, il proprio nome ai film, ma in compenso li intitolò al suo “doppio” Ugo Fantozzi, l’avatar da lui creato e interpretato in ben dieci pellicole. S’è fatto spesso riferimento a una condivisione dello stesso destino tra i due comici, che sarebbero stati ignorati a lungo da una critica sdegnosa, per essere poi “riscoperti” tardivamente.

A Paolo Villaggio non sono mancate le soddisfazioni in vita, dal David di Donatello come miglior attore protagonista per il film di  Fellini al Leone d’Oro alla carriera (1992), dal Nastro d’argento per Il segreto del bosco vecchio al Pardo d’onore a Locarno (2000). Difficile dar conto in poche righe della sua attività di scrittore satirico o delle incursioni sulle scene teatrali, tra cui un memorabile Avaro (1996) e l’autobiografico Delirio di un povero vecchio (2000-2001). Ma sarebbe colpevole non ricordare la sua amicizia con Fabrizio De André, risalente agli anni in cui erano ragazzini e che produsse due canzoni memorabili come Il fannullone e Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers (testi di Paolo, musica di Fabrizio).

Alle esequie dell’amico Villaggio disse: “era una persona molto sensibile e ovviamente quando si è molto amici si parla della morte come di un fatto lontano, del tutto improbabile. Adesso che invece la cosa è accaduta e quando stava per succedere, non abbiamo mai avuto più il coraggio né di incontrarci, né di parlare della cosa, perché questa volta non era un gioco, non era letteratura, era la realtà”. Parole ineccepibili; anche per chi, come noi, preferirà ricordarlo con un sorriso.

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TAORMINA – Ai nastri d’argento vince Monica Bellucci [FOTO]

Amelio, Bellucci, Picone, Trinca, Amendola, Placido, Argentero, Favino: l’elenco di tutti i premi e il fotoracconto della consegna dei Nastri d’argento nella serata cinematografica presentata da Andrea De Logu al Teatro antico di Taormina (immagini di Luigi Saitta).

Miglior Film
La tenerezza di Gianni Amelio

Miglior regista
Gianni Amelio per La tenerezza

Miglior regista esordiente
Andrea De Sica per I figli della notte

Miglior commedia
L’ora legale di Ficarra e Picone

Miglior produttore
Attilio De Razza per L’ora legale e Pier Paolo Verga per Indivisibili

Miglior soggetto
Nicola Guaglianone per Indivisibili

Migliore sceneggiatura
Francesco Bruni per Tutto quello che vuoi

Migliore attore protagonista
Renato Carpentieri per La tenerezza

Migliore attrice protagonista
Jasmine Trinca per Fortunata

Migliore attore non protagonista
Alessandro Borghi per Fortunata e Il più grande sogno

Migliore attrice non protagonista
Sabrina Ferilli per Omicidio all’italiana e Carla Signoris per Lasciati andare

Migliore fotografia
Luca Bigazzi per La tenerezza e Tutto quello che vuoi

Migliore scenografia
Marco Dentici per Fai bei sogni e Sicilian Ghost Story

Migliori costumi
Massimo Cantini Parrini per Indivisibili

Migliore montaggio
Francesca Calvelli per Fai bei sogni

Migliore sonoro in presa diretta
Alessandro Rolla per Fortunata

Migliore colonna sonora
Enzo Avitabile per Indivisbili

Migliore canzone originale
Abbi pietà di noi di Enzo Avitabile per Indivisibili

Opera dell’anno
The Young Pope di Paolo Sorrentino

Nastro d’argento alla carriera
Roberto Faenza per La verità sta in cielo

Nastro d’argento europeo
Monica Bellucci per On The Milky Road – Sulla via Lattea

Nastro d’argento Speciale
Giuliano Montaldo per Tutto quello che vuoi

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CINEMA – Conferenza stampa presentazione film “i bambini della croce bianca ” ad Agrigento [VD TG]

Nella “Casa Sanfilippo”, nel Parco Archeologico di Agrigento,  si è svolta la conferenza stampa per la presentazione della produzione del film “I  bambini della Croce bianca” di Andrea  Zaniol, tratto da un racconto del giornalista siciliano Carmelo Miduri che ricostruisce la storia, realmente accaduta, di un istituto di Bivona che fra il 1950 e il 1960 ha ospitato migliaia di bambini fra i sei e i dieci anni.  Erano tutti bambini con storie difficili, con genitori che emigravano, con problemi di salute, o con vicende familiari segnate da violenza. Ma nel racconto – e nel film – ci sono anche le storie di tanti siciliani mossi dalla solidarietà verso quei bambini, ed emerge anche un “giallo” che porterà alla scoperta del motivo per il quale i bambini venivano ospitati in quella struttura.

Il film verrà realizzato dal produttore romano Paolo Ghezzi e da altri coproduttori italiani e stranieri, e sarà girato per intero in Sicilia fra le province di Agrigento (Bivona) e Siracusa (Noto).

Alla conferenza stampa parteciperanno il regista Andrea Zaniol, l’autore del racconto Carmelo Miduri, il produttore Paolo Ghezzi, il sindaco di Bivona Giovanni Panepinto, l’assessore comunale alla Cultura Carmela Grano, il sindaco di Noto Corrado Bonfanti, il responsabile della Film Commission Corrado Di Lorenzo, il cine-operatore Peppe Migliara.

Del cast del film, ancora in costruzione, faranno parte anche attori siciliani come

Francesco Di Lorenzo, Lorenzo Falletti, Angela Nobile (rivelazione nella trasmissione “The Voice”), Gennaro Piccirillo. La realizzazione del film, le cui riprese sono previste in ottobre,  si avvarrà della collaborazione della Film Commission del comune di Noto e del Comune di Bivona, con il quale è previsto un gemellaggio.

 

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“Sul set niente timidezza, solo malizia…” [FOTO]

È stata un sogno erotico degli italiani. Oggi Serena Grandi torna in scena. Entra nei panni di un’ex attrice di film erotici in My Italy, film di Bruno Colella, uscito nelle sale lo scorso 18 maggio, ed è ora in tournée con Molto rumore per nulla. Serena Grandi racconta i segreti della sua vita e della sua carriera in questa intervista cult 

Iniziamo sempre queste chiacchierate chiedendo di raccontare un episodio OFF degli inizi della carriera. me ne racconti uno che magari non hai mai raccontato a nessuno?

La cosa divertente è che dopo il mio primo film mi trovai sotto casa ai Parioli un Ferrari bianco con un nastro enorme rosa. Poi io non l’ho accettato, perché ovviamente sapevo chi me l’aveva mandato e – a parte che ero già sposata – non volevo avere nessun tipo di comunicazione con questa persona.  Quindi ho fatto di tutto per ridare indietro questa macchina meravigliosa, e pensa che all’epoca non c’erano ancora i telefonini…

E chi te l’aveva regalata?

Un imprenditore molto importante. Però io ero sposata, avevo già Beppe, quindi non mi andava accettare cose senza nessun tipo di storia e l’ho ridata indietro.

Quindi, una Ferrari in regalo dopo  il primo film, rifiutato con un “no, grazie”.

Sì. No, grazie… riportatemela! Magari più avanti… però in quel momento ero troppo impegnata, mi stavo per sposare e stavo scoppiando come attrice, avevo un sacco di cose da fare. Poi ero molto timida, comunque, nonostante avessi una grande personalità. Insomma, una di quelle persone che dicono: “Oddio, se tu mi dai questo, che cosa vuoi in cambio?”.

 

Sulla tua timidezza poi ci torniamo, perché ho da chiederti una curiosità. Però volevo prima chiederti un’altra cosa: tu nasci Serena Faggioli, poi debutti come Vanessa Steiger, e alla fine ti consacri come Serena Grandi…

Ma no, Vanessa Steiger l’ho usato solo per un film che abbiamo girato in giro per l’Europa, e in quel periodo  andavano molto di moda i nomi americani, quindi avevamo scelto questo nome, ma era un nome solo per un film, non era assolutamente quello che volevo, è che tutto il cast aveva nomi americani. Andava di moda… forse perché c’era già un’entrata nell’Europa… lo girammo in Grecia, in Spagna…

Infatti poi ti sei consacrata usando il cognome di mamma, perché se non sbaglio Grandi era il suo cognome… Sempre facendo accenno ai tuoi esordi, tu hai lavorato anche per una piccola televisione romagnola, Telesanterno, hai ottenuto le prime parti nelle commedie anni ’80, però poi nell’85 la svolta: l’incontro con Tinto Brass. Com’è stato il primo incontro con Tinto?

Mi ha chiamata, mi ha fatto un provino molto lungo e molto bello, poi mi ha richiamata e mi ha detto: “La protagonista sarai tu, si chiamerà Miranda. Oggi camminando per la Bassa Padana ho dato un calcio a un sasso e ci ho trovato sotto un sasso una foto tua di un giornalino, quindi ho capito che sarai tu la nostra stella e devi fare il film”.

Era destino, quindi…  con “Miranda”, Tinto ti ha lanciata come sex symbol, una notorietà e un successo pazzeschi… ma proprio facendo riferimento alla timidezza di cui parlavi prima, com’è ritrovarsi di fronte a un maestro dell’eros come Tinto Brass a fare un provino per lui e poi decidere di fare anche altri film con lui? Perché ne hai fatti altri con lui…

Ne ho fatto un altro, sì,”Monella”.

Come ci si rapporta con la propria timidezza, quando poi sul set, in un lavoro che ami e che hai amato porti l’erotismo?

Sono sempre dell’idea che quando hai talento non senti determinate limitazioni che ci sono fuori. Nel senso che quando inizia la scena e ti dicono “Azione”, tu fai quello che c’è scritto nel copione, che hai scelto di fare. Quindi la timidezza e i tuoi fatti personali spariscono del tutto e ti immedesimi nel personaggio. Può essere una mignotta, può essere Cornelia la madre dei Gracchi… la timidezza sparisce. È come Tony Renis, che è balbuziente, ma quando canta non senti niente.

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Quindi fare un film erotico, fare un film drammatico, fare una commedia è esattamente la stessa cosa?

Sì. Quando c’è l’”Azione” tu vai verso il personaggio, gli dai la tua potenza e gli trasferisci quello che c’è in te. Sennò il regista dice che non hai capito il personaggio.

Hai lavorato con grandissimi nomi italiani e anche con due burberi per antonomasia: Luca Barbareschi e Paolo Villaggio. Qual è il più burbero?

Secondo me non è burbero nessuno dei due. Perché in compagnia, fuori dal set, sono meravigliosi. Non sono burberi, anzi, sono dei cavalieri che ti danno anche una mano per recitare.

Ma c’è qualche aneddoto OFF che vi lega, qualcosa di particolare che ricordi di loro due?

Ho fatto due film con Paolo e due con Barbareschi. Non c’è nessun aneddoto, sono solo due grandi amici. Quando penso ai miei amici, penso a loro due e ad altri pochi.

Invece, di Alberto Sordi che ricordo hai?

Meraviglioso. Era così come noi lo vediamo, anche nella vita.

Il vostro film era “In nome del popolo sovrano”, del 1990…

Sì, vado sempre in base agli anni di mio figlio. Infatti lui stava sul set con me… all’epoca aveva ne aveva quattro e mezzo…

Giocava con Alberto?

Oh, sì. Era molto carino con lui.

Attori che mancano al nostro cinema?

Mastroianni.

Serena, tu hai partecipato al film premio Oscar “La Grande Bellezza”: quando ti sei rivista in sala, però, a caldo ti sei un po’ infastidita…

Chi l’ha detto?

In alcune interviste che sono apparse su alcuni giornali si parlava di una tua reazione un po’ stizzita. Anche perché ci sono stati dei tagli che non ti aspettavi…

Sì, ci sono stati dei tagli. Non è solo una mia opinione, ma anche di altri attori molto importanti che erano nel cast. D’altronde, dare spazio a delle immagini meravigliose, che ha dato il grande Sorrentino, perché è un genio… dopo ci ha fatto pure pensare pure che chi se ne frega: se lo vuoi capire, lo capisci, il personaggio. Poi noi attori, su queste cose, diventiamo anche un pochino noiosi: “No, perché se c’era quella scena, si capiva molto meglio l’interiorità del personaggio!”. Però poi alla fine non è così, siamo noi che siamo legati a certi vincoli recitativi.

Ma partecipare a un film candidato all’Oscar e che poi vince l’Oscar , che effetto fa? Quando hai saputo che il film sarebbe andato ad Hollywood che cosa hai pensato?

È stata una cosa meravigliosa. Mi sembra ancora un sogno.

Se ti chiedessi di dirmi il nome di un’attrice che vedresti bene come tua futura erede, chi vedresti?

Non vedrei nessuna. Mi dispiace, ma proprio non vedo chi può con la mia spontaneità, la mia corposità, la mia malinconia, con tutte queste cose che in fondo mi hanno santificato davanti alla cinepresa, non vedrei nessuno.

È un bellissimo ritratto di te, questo…

Beh, la malinconia non è certo un premio Oscar. La corposità magari può anche dar fastidio.

Però, mentre dicevi queste caratteristiche di te, mi è venuta in mente un’immagine di te in “Donna d’onore”, in cui eri splendida. Quindi sono caratteristiche che ti appartengono…

Sì, altrimenti non avrei avuto una carriera così. Ho preso anche il nastro d’argento da una settimana. Sempre per “La Grande Bellezza”.

Di te, mi ha sempre colpito il tuo essere politically correct. Perché insomma, nella tua vita è risaputo che ci sono state anche diverse cadute, ma ti sei sempre rialzata con grandissima dignità. Anche nel caso dell’inchiesta in cui eri stata coinvolta, che ti è costata diversi giorni di arresti domiciliari e che poi ti ha visto prosciolta ancora prima che iniziasse il processo…

Ma il processo non c’è mai stato. Perché era tutta una supposizione di chi voleva prendere in mano delle situazioni e fare dei numeri: “Abbiamo arrestato una star, due avvocati, un dentista… non è importante chi è, l’importante è che abbia il nome”… capito?

Cioè, tu sei stata tirata in ballo in un’inchiesta per sesso e droga semplicemente per fare scandalo?

Sì, perché se mi chiamavo… Tiziana Piccinini, non mi avrebbero neanche guardata. In quel momento avevano bisogno di spettacolo, cultura, ristorazione… avevano un tool che dovevano assolutamente eseguire. Che poi alla fine non è che stavo male, ero a casa mia, con due camerieri, quattro tate, mio figlio, non è che sono stata così male. Certo, poi dopo ho preteso quello che mi dovevano dare e soprattutto che era giusto che si sapesse.

E hai fatto anche un regalo bellissimo a tuo figlio, perché poi hai aperto “La locanda di Miranda”, che poi gli hai affidato… Ma questo risarcimento ti ha risarcito a livello interiore rispetto a una vicenda che ti ha vista coinvolta in uno scandalo pazzesco, poi smentito come se fosse una bolla d’aria?

Pure Sophia Loren è stata un mese a Poggio Reale. Sono cose che possono succedere a chi sta veramente in alto. Chi se lo sarebbe mai immaginato che Sophia Loren fosse stata un mese, anche di più, a Poggio Reale?

Tra l’altro si è anche chiarita la sua vicenda con il fisco, e quindi ci sono questi casi che esplodono e poi si risolvono veramente come delle bolle di sapone… tuo figlio Edoardo come l’ha vissuta, invece?

I bambini non è che le vivono bene, queste cose. Però, d’altronde, se sua mamma faceva la sartina a Centocelle non succedeva, ma non aveva neanche tutti i vantaggi che ha avuto o che avrà.

E rispetto al passato, ti ha mai detto qualcosa? C’è mai stato magari un po’ di imbarazzo nel vedere la mamma in vesti un po’ succinte? Come ha vissuto il tuo lavoro?

Mio figlio era molto intelligente e quando a diciotto anni ha visto un mio film ha detto: “Beh, tutto qua?”.

Quindi assolutamente nessun tipo di problema…

Sì, senti, io non ho molto tempo, sono qui in Toscana e ho un appuntamento. Abbiamo parlato per tanto…

Allora io ti saluto, facendoti anche tanti complimenti per la laurea ad honorem che ti hanno dato… finalmente. Grazie, Serena.

FONTE: http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/

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Da maestra della scuola cattolica a star del Porno, Blair Williams [FOTO]

Ha insegnato, per due anni, tra il 2013 e il 2015 in una scuola cattolica per infermiere. Poi, quasi per gioco, l’americana Blair Williams ha partecipato al “Sex factor contest”, un reality show che mette in palio un contratto nell’industria dei film porno da un milione di dollari. E ha vinto. Così, da circa un paio d’anni, la bionda Blair è diventata una star del porno. “La parte più difficile è stata dirlo ai miei genitori. Ma io continuo a credere in Dio, e penso che non sia lui ma gli uomini che giudicano”. Il nome del suo profilo Instagram? “Godlessblair” (“Dio benedica Blair”). Forse un filino blasfemo, viste le foto che ci sono postate. Giudicate voi…

 

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Serena Grandi: “Dopo il film di Brass, trovai sotto casa una Ferrari infiocchettata” [FOTO]

Dopo anni lontana dalle scene, oggi Serena Grandi è più impegnata che mai tra cinema e teatro. A riportarla davanti alla macchina da presa è stato Paolo Sorrentino che l’ha voluta nel film premio Oscar “La Grande Bellezza”. Da allora l’attrice 59enne “lavora più di prima”, come lei stessa ammette in una lunga intervista rilasciata a “Il Giorno”.

Nel curriculum della Grandi figurano “soltanto due film erotici, Miranda e Monella”. Ma lei non rinnega nulla.  ”Ogni film è una pagina di vita – dice – Non mi pento di niente. Per me sono tutti belli allo stesso modo. I film sono come i figli”.

L’attrice racconta l’incontro con Tinto Brass: “Un giorno mi telefonò e mi disse ‘La parte è tua’. Io tremavo di emozione, gli risposi ‘Dimmi tutto’, e lui mi raccontò come era andata. Stava passeggiando lungo la riva quando ha dato un calcio a un sasso. Sotto il sasso c’ era il pezzo strappato di un giornale, e in quel brandello c’ era una mia foto. Tinto si piegò a prenderlo, lo guardò, e decise che sarei stata la protagonista. Fu davvero uno scherzo del destino”.

“Dopo Miranda – rivela – un giorno trovai sotto casa una Ferrari bianca tutta infiocchettata. Era il regalo di un imprenditore, ma non potevo accettare, non sapevo bene chi fosse, se era compromesso in qualche modo. La restituii. E poi ero giovanissima, dovevo ancora capire chi ero e cosa volevo”.

La pagina più buia della sua vita resta quella dell’ingiusta detenzione (157 giorni agli arresti domiciliari per l’accusa di detenzione e spaccio di droga, accusa per la quale la stessa Procura chiese l’ archiviazione, ndr). “La rabbia c’è ma il tempo fa passare ogni cosa”, commenta.

A segnarla altrettanto profondamente la scomparsa della madre. “Non sono ancora riuscita a elaborare il lutto – spiega – Non pensavo che il legame di sangue fosse così forte. Amavo anche mio padre ma il rapporto con mia madre era qualcosa di unico. Se n’è andata in punta di piedi come ha sempre vissuto. Le dovevo ancora chiedere tante cose cose della vita, anche se non sono più una ragazzina. Conservo le ceneri dei genitori in camera mia, sopra il letto. Ogni tanto ci parlo e li saluto”.

Infine, l’attrice parla della sua vita sentimentale: “Diciamo che sono in una relazione complicata. In una trasmissione tv un paio d’anni fa avevo annunciato che mi sarei sposata (con Luca Iacomoni, ndr), ma sono quelle cose che bisogna fare subito, d’istinto. Più aspetti e più ti viene da dire ‘No, non lo faccio’”.

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AGRIGENTO – Premio Mimosa d’oro 2017 il 6 maggio al teatro Pirandello [VIDEO]

Ad Agrigento sabato 6 maggio, al Teatro Pirandello, dalle ore 17 in poi, si svolgerà la 27esima edizione del “Premio Mimosa d’oro 2017”, promosso dal Centro culturale Guttuso di Favara presieduto da Lina Urso Gucciardino. L’ingresso è gratuito. L’edizione 2017 del Premio Mimosa d’oro è stata assegnata a Titti Postiglione, direttrice dell’Ufficio Emergenze della Protezione Civile Nazionale. Poi, alla giovane e già affermata attrice favarese, Selene Caramazza, è stato assegnato il Premio “Mimosa d’oro Giovani 2017”. Sono stati inoltre assegnati dalla speciale Commissione i Riconoscimenti speciali a donne che si sono particolarmente distinte nel loro ambito d’azione. Si tratta di Gesuela Pullara, Commissario della Polizia Penitenziaria, Maria Volpe, Ispettore capo della Polizia di Stato, Irene Messina, campionessa italiana di Pentathlon lanci, Cinzia Favara presidente della Lad Onlus, associazione in favore dei bambini con malattie oncologiche, e le volontarie della Croce Rossa Italiana di Lampedusa. La serata sarà allietata dall’esibizione di alcuni ragazzi protagonisti delle note trasmissioni televisive “Ti lascio una canzone” e “Io canto”, e che sono allievi dell’Accademia dello spettacolo “Palladium” di Lia Minio e dell’Accademia “Le Muse” di Chiara Rizzo. Con loro anche gli allievi della Fit-Ballet-Performance di Giovanna Di Maria. La direzione artistica è affidata a Giuseppe Moscato che condurrà la serata con Gabriella Omodei. Ospite d’onore il cantautore Ron.

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Debora Caprioglio, sfogo scabroso: “I miei peccati a letto” [foto]

In occasione del monologo Debora’s Love Debora Caprioglio, attrice lanciata in un ruolo scabroso da Tinto Brass, si racconta. a cominciare dalla sua relazione con Klaus Kinski. Lo conobbe a Venezia, dove lui stava girando un film. “Stava preparando Paganini, che poi girai con lui”, racconta al Giorno, “alla cena Klaus mi vide e rimase folgorato. Mi diede il ruolo e da lì è nata una storia che è durata tre anni”.

All’epoca Debora aveva 20 anni. Poi conobbe Tinto Brass. Siamo negli anni ’90. “Lui stava facendo dei casting per cercare la protagonista di Paprika e aveva visto una mia foto sul giornale. Allora non c’ erano ancora i cellulari e quindi cercò sulla guida telefonica il cognome della mia famiglia. Lo trovò al primo colpo, ma allora io stavo già a Roma. Così rispose mia madre”.

“Sono Tinto Brass”, disse lui. E la mamma di Debora: “Sì, e io sono la Regina d’ Inghilterra”. E riattaccò. Per fortuna Tinto Brass richiamò. Sono molte le carriere costruite a letto? “È un aspetto molto legato al passato”, risponde l’attrice, “oggi prevale l’ aspetto economico, tranne forse a teatro: se uno pensa di arricchirsi sul palcoscenico non farà molta strada”.

“Proposte indecenti? Mi sono sempre sottratta un istante prima di riceverla”, spiega la Caprioglio, “non sono una veggente, ma abbastanza scaltra per capire in anticipo quando ci poteva essere questo pericolo, così da evitarlo per tempo. Nella vita le cose che si guadagnano facilmente si perdono facilmente. Le carriere rapide sono belle ma spesso durano poco. Per durare serve il mestiere. La carriera e il mestiere sono due concetti diversi. Il mestiere non si crea in un attimo, e tanto meno a letto”.

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