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RACALMUTO – Proficua trasferta a Palermo dei consiglieri Mantione, Maniglia e Pagliaro su rinnovo Precari e Prg

Mentre il Sindaco Messana e la sua giunta, con il supporto dei voltagabbana della lista Borsellino, continuano a dimostrare la loro inadeguatezza, affrontando delicatissimi problemi, quali il rinnovo dei precari e la revisione del P.R.G., con un atteggiamento burocratico, scrivendo lettere e facendo telefonate, i consiglieri comunali di “Racalmuto prima di tutto”, si impegnano con decisione e con il gusto atteggiamento per la risoluzione dei problemi.

Ieri 20 gennaio 2017, infatti, il presidente del Consiglio Mantione ed i consiglieri comunali Maniglia e Pagliaro, in rappresentanza di tutti gli otto consiglieri, si sono recati a Palermo presso l’Assessorato regionale Autonomie Locali e Funzione Pubblica, per il rinnovo dei precari, e presso l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, per il P.R.G.

Mantione, Maniglia e Pagliaro alle ore 10,30 hanno incontrato il direttore generale dell’Assessorato Autonomie Locali e Funzione Pubblica, Arch. Giuseppe Morale, per sollecitare una soluzione per i precari di Racalmuto, in riferimento alla legge n.27 del 29 dicembre 2016, che prevede, per i comuni che hanno fatto ricorso al piano di riequilibrio finanziario, la proroga con il numero di ore in corso al 31 dicembre 2014. I consiglieri comunali hanno evidenziato come nella fattispecie del Comune di Racalmuto, questo porterebbe ad una grande penalizzazione dei lavoratori precari poichè, per effetto del piano di riequilibrio, a quella data i contratti erano stipulati per 18 ore settimanali, nonostante, nel corso dell’anno 2014 i contratti erano stati prorogati per 24 ore settimanali. Da conteggi effettuati emergerebbe che la disponibilità finanziarie con i soli fondi regionali sarebbe stata sufficiente per oltre 21 ore settimanali. I consiglieri comunali hanno chiesto una soluzione per la realtà del comune di Racalmuto. Il D.G. si è impegnato ad effettuare un approfondimento. In caso di esito negativo rimane la strada di un emendamento alla legge n. 27/2001, in sede di approvazione della Legge Finanziaria, nel prossimo mese di febbraio, al fine di consentire la proroga dei contratti in base alle risorse finanziarie assegnate al Comune dalla Regione al 31 dicembre 2014, per un maggior numero di ore. I consiglieri comunali di “Racalmuto prima di tutto”, seguiranno passo passo l’evolversi della situazione, anche incontrando i deputati regionali e daranno tempestive, doverose e puntuali informazioni ai precari.

Alle 12,30 Mantione, Maniglia e Pagliaro si sono recati all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente per incontrare il Funzionario Arch. Sacco, che si sta occupando dell’iter di approvazione del Piano Regolatore di Racalmuto.

L’incontro,svoltosi con l’assoluta disponibilità del funzionario, è servito ai Consiglieri per conoscere lo stato di attuazione dello strumento urbanistico e per sollecitare i tempi di approvazione dell’importante e strategico Piano.

Il funzionario ha comunicato di avere già quasi completato l’iter di sua competenza per la trasmissione al Comitato Regionale Urbanistica , ma che è ancora in attesa di ricevere dal Comune di Racalmuto, l’attestazione relativa alla pubblicazione delle osservazioni al piano. I consiglieri si sono impegnati a sollecitare il Comune ad inviare la suddetta attestazione con immediatezza, in qual caso l’Arch. Sacco si è impegnato, a sua volta, a trasmettere gli atti al C.R.U. per la seduta del 20 febbraio p.v.

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RACALMUTO – Manca un assessore, l’opposizione si rivolge all’assessorato regionale

Da poco più di tre mesi, ossia da quando l’assessore Salvatore Manto si è dimesso, al Comune di Racalmuto manca un amministratore. Il componente della Giunta Messana non è stato, infatti, ancora nominato.

I consiglieri comunali Carmelisa Gagliarlo, Salvatore Maniglia, Ivana Mantione, Vincenzo Mattina, Maria Morgante, Sergio Pagliaro, Marilena Piscopo e Marcello Tufarulo – ossia quei consiglieri che prima della mozione di sfiducia componevano la stessa maggioranza di Messana – hanno scritto all’assessorato regionale alle Autonomie locali e Funzione pubblica, nonché al sindaco, al segretario generale ed alla Prefettura, per denunciare la violazione della legge regionale – la numero 7 del 1992 – . «L’assessore Manto – scrivono i consiglieri – si è dimesso formalmente il 5 ottobre e nonostante i solleciti di alcuni consiglieri comunali, il sindaco ad oggi, dopo oltre tre mesi, non ha provveduto alla sua sostituzione. In violazione della legge e dello statuto comunale, la Giunta ha continuato ad adottare – spiegano i consiglieri – atti deliberativi, anche di fondamentale importanza per l’ente e per i cittadini, in maniera assolutamente illegittima».

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PALERMO – Spese illegittime Ars, condanna confermata per Rudy Maira

I giudici d’appello della Corte dei Conti di Palermo con sentenza 1/2017 hanno condannato Rudy Maira, ex capogruppo dell’Udc e del Pid, a risarcire la Regione con 407 mila euro per l’utilizzo non a fini politici dei fondi per i gruppi parlamentari all’Ars. L’indagine, che ha anche portato a un procedimento penale, ancora in corso, è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria di Palermo.

I giudici contabili hanno respinto il ricorso e confermato la sentenza di primo grado. Lungo l’elenco delle spese contestate al capogruppo. Come il noleggio per oltre 100 mila euro per tre Audi A6 utilizzate dallo stesso Maira e dal deputato Fausto Maria Fagone. I leasing delle vetture erano illegittimi dal momento che i due deputati, residenti fuori dalla provincia di Palermo, percepivano già i rimborsi per raggiungere il capoluogo siciliano. Rudy Maira dovrà restituire anche l’equivalente del conto al bar e alla bouvette all’Ars dell’Udc e del Pid: circa 16 mila euro.

Così come le spese telefoniche del gruppo non dovute visto che i deputati ricevono per le telefonate un rimborso di 4.150 euro l’anno. Tra le spese contestate anche i 200 mila euro dati ai deputati Salvatore Cascio, Totò Cordaro, Antonino Dina, Marco Lucio Forzese, Giuseppe Gianni, Giuseppe Lo Giudice, Orazio Ragusa, Anna Maria Caroni, Santo Catalano. Chiudono la lista delle spese ritenute illegittime i soldi versati per far celebrare cinque messe di suffragio per il padre del presidente dell’Ars Francesco Cascio nella parrocchia di Sant’Eugenio Papa. 

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Il pasticcio del voto per le ex Province

Nonostante l’Ars abbia incardinato il disegno di legge di rinvio, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione il decreto presidenziale che indice per l’ennesima volta i comizi elettorali per l’elezione dei presidenti e dei consigli dei Liberi Consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani.

Le operazioni di voto sono state fissate per domenica 26 febbraio 2017 dalle 8 alle 22, ma un disegno di legge approvato in commissione Affari istituzionali e ora all’esame dell’Assemblea regionale rinvia tutto al 30 luglio.

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PALERMO – Voto di scambio, indagato Fabrizio Ferrandelli

Il candidato sindaco di Palermo Fabrizio Ferrandelli ha ricevuto un invito a comparire per essere sentito nell’ambito di una indagine relativa a una ipotesi di voto di scambio politico-mafioso per le elezioni del 2012.

Ad accusare Ferrandelli sarebbe il collaboratore di giustizia Giuseppe Tantillo, ex capomafia del quartiere Borgo Vecchio di Palermo, secondo il quale l’ex deputato regionale si sarebbe rivolto al clan in occasione delle comunali del 2012 in cui arrivò al ballottaggio con l’attuale sindaco di Palermo Leoluca Orlando dopo avere vinto le primarie del centrosinistra. Tantillo ha cominciato a parlare con i magistrati l’estate scorsa.

L’indagine è coordinata dall’aggiunto della Dda Leonardo Agueci e dai pm Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli. Secondo quanto si apprende, Ferrandelli avrebbe chiesto ai pm di anticipare l’interrogatorio, ma l’istanza non sarebbe stata accolta per impegni dei magistrati.

“Rimango sorpreso come, dopo quasi cinque anni, proprio nel pieno di una campagna elettorale in cui sto registrando grande entusiasmo e partecipazione da parte delle palermitane e dei palermitani per la mia candidatura, si apre un’indagine su di me”, ha detto Ferrandelli. che in una nota ha comunicato lui stesso di aver ricevuto l’invito a comparire davanti ai magistrati lunedì prossimo, riservandosi dopo quella data di entrare nel merito della vicenda in una conferenza stampa la cui data non è stata ancora fissata.

 

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RACALMUTO – Appello del Sindaco di Racalmuto per la proroga dei contratti

Appello del Sindaco di Racalmuto al Presidente della Regione, agli Assessori Regionali delle Autonomie Locali e dell’Economia, ai Gruppi Parlamentari all’Ars, al Prefetto e alle Organizzazioni Sindacali per la proroga dei contratti con i precari.

La legge regionale ha previsto che i comuni in riequilibrio finanziario possano prorogare i contratti con riferimento ai rapporti in corso al 31/12/2014. A quella data, per effetto del piano di riequilibrio approvato, il Comune di Racalmuto aveva stipulato i contratti a 18 ore settimanali.

Già nel mese di ottobre il sindaco di Racalmuto aveva sollevato la disparità di trattamento rispetto ai comuni in dissesto, per i quali la Regione prevede la copertura integrale delle spese per i contrattisti.

Adesso, questa nuova norma rischia di discriminare anche i Comuni in riequilibrio finanziario, che, come Racalmuto, alla data del 31/12/2014 avevano approvato il piano di riequilibrio e ridotto le ore ai contrattisti.

“Siamo al paradosso – dichiara il Sindaco Messana – i comuni che non hanno risanato il bilancio e hanno dichiarato in dissesto hanno garantita la copertura dei costi per i precari al 100%, pertanto, nonostante il fallimento, possono mantenere i contratti a 24 ore. Racalmuto, che per risanare le casse comunali ha dovuto tagliare gli stipendi e ridurre le ore ai contrattisti, si trova costretta a dover prorogare i contratti a diciotto ore.”

Il fondo di compensazione assegnato dalla regione per gli anni 2014, 2015 e 2016 consentiva, senza oneri a carico del bilancio comunale, di stipulare contratti a venti ore. 

“Soltanto alla data del 31/12/2014 i contratti erano a diciotto ore –  continua il sindaco Messana – perchè dovendo rispettare la misura del piano di riequilibrio, che imponeva di non spendere un euro delle risorse comunali per i precari, e non avendo certezza della proroga e dell’importo del fondo di compensazione regionale, i contratti che andavano in scadenza durante l’anno 2014 furono prorogati in via cautelativa a 18 ore e non più a 24.

“E’ necessario che l’Assessorato Enti Locali intervenga con una circolare per autorizzare quantomeno i Comuni in riequilibrio finanziario a poter prorogare i contratti con riferimento al monte ore complessivamente lavorato nel corso dell’anno 2014 e non al 31/12/2014.

“Altrimenti si intervenga in via legislativa in occasione dell’approvazione della Legge Finanziaria  per risolvere prima del 28 febbraio questa enorme, inaccettabile iniquità e autorizzare i comuni in riequilibrio finanziario a prorogare i contratti con i lavoratori precari per le ore previste alla data di adozione del piano di riequilibrio e ponendo i relativi oneri totalmente a carico del fondo di compensazione come previsto per i Comuni in dissesto finanziario.”

In allegato il testo della nota inoltrata al Presidente della Regione, agli Assessori Regionali agli Enti Locali e al Bilancio, ai Gruppi Parlamentari all’Ars, al Prefetto e alle Organizzazioni Sindacali.

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IL SOLE 24 ORE – Gradimento dei governatori, Rosario Crocetta ultimo: solo il 28% dei siciliani lo confermerebbe [Vd Tg]

Luca Zaia, governatore del Veneto primo, Rosario Crocetta, governatore della Sicilia ultimo. E’ questa la classifica della Governance Poll 2016, la rilevazione sul gradimento riservato ai sindaci dai propri cittadini realizzato ogni anno da Ipr Marketing per Il Sole 24 Ore. Zaia ha il gradimento del 60% dei cittadini veneti, mentre Rosario Crocetta sarebbe riconfermato solo dal 28% dei siciliani. Al secondo posto c’è Enrico Rossi, Toscana, che ha il 57% di elettori che esprimono un gradimento nei suoi confronti. Twrzo Roberto Maroni, governatore della Lombardia che ha il 54% dei consensi.

Governance Poll ed elezioni, si legge nel rapporto, parlano due lingue in parte diverse, perchè il monitoraggio di Ipr marketing tasta in assoluto il gradimento dei politici locali agli occhi dei cittadini mentre le elezioni mettono in gara diverse proposte: un numero di questo tipo, che segna il livello di gradimento più basso mai misurato dalla rilevazione annuale di Ipr Marketing su sindaci e presidenti, non rappresenta però il viatico migliore per tentare la riconferma. Ma la distanza di 32 punti che separa Venezia da Palermo è solo l’aspetto più plateale di un’Italia divisa in due anche nell’approccio alla politica locale, un aspetto che balza agli occhi guardando la geografia del consenso regione per regione.

I cosiddetti “governatori” non sono in cima alla lista delle passioni degli italiani, e ottengono in media un tasso di gradimento del 43,3%, largamente sotto la “sufficienza” e staccato di dieci punti abbondanti dal 53,5% raccolto in media dai sindaci. Questo dato generale è però il frutto di due tendenze opposte: al Nord il consenso medio è del 48%, e segna un aumento del 4% rispetto ai voti veri raccolti dai presidenti alle urne, nel Mezzogiorno invece i ‘si” si fermano al 39,5%, e segnalano una contrazione del 6,2% rispetto ai risultati elettorali.

Le eccezioni non mancano, soprattutto in negativo come mostrano i dati più che opachi che accompagnano la presidente del Friuli Venezia Giulia Deborah Serracchiani (33% di consensi) o il suo collega ligure Giovanni Toti (37%), ma non riescono a “inquinare” una tendenza che rimane cristallina. A Sud solo il calabrese Mario Oliverio, al sesto posto con il 51% di apprezzamento, e il lucano Marcello Pittella, settimo con il 50%, si staccano dalla media territoriale. Prima di loro il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, che si piazza al quarto posto; e quello dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, al quinto posto. Michele Emiliano, governatore della Puglia, ottiene l’ottavo posto; Paolo Di Laura Frattura, presidente del Molise, il nono posto; Vincenzo De Luca, governatore della Campania, conquista il decimo posto; Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, si attesta all’undicesimo posto; Luca Ceriscioli, governatore delle Marche, ottiene il dodicesimo posto; Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, ottiene il tredicesimo posto; Nicola Zingaretti, della regione Lazio, il quattordicesimo posto; Luciano D’Alfonso, della regione Abruzzo, il quindicesimo posto; Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, si piazza al sedicesimo posto; Francesco Pigliaru, governatore della Sardegna, al diciassettesimo, penultimo posto; ed ultimo, al diciottesimo posto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.

Dalla rilevazione emerge che le tre posizioni di fondo sono occupate dalle Regioni a Statuto speciale (Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta non rientrano nel Governance Poll perchè lì non c’è l’elezione diretta del presidente).

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FAVARA – Alessandro Pitruzzella si dimette dal Pd

Alessandro Pitruzzella (nella foto), militante e tesoriere del Partito Democratico a Favara, si è dimesso dall’ incarico non condividendo più le ragioni di permanenza nel Pd. Lo stesso Pitruzzella afferma : “Con un gruppo di giovani, animati dallo stesso entusiasmo e volontà di impegno e partecipazione, ci siamo avvicinati al Partito Democratico. Nel corso del tempo, purtroppo, si sono progressivamente ridotti gli auspici per la concretizzazione di una politica del rinnovamento, dalla parte e per il territorio, capace di coinvolgere e rappresentare gli interessi della base, e quindi della collettività”.

 

 

 

 

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TV – Stasera riprende ” A tu per tu”: ospite Salvatore Picone

Su Studio 98, questa sera,alle ore 21, dopo la pausa natalizia, riprende il nostro settimanale di approfondimento “ A tu per tu”. Ospite in studio l’assessore alla Cultura del Comune di Racalmuto, Salvatore Picone. Conduce Nicolò Giangreco

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RACALMUTO – Lillo Bongiorno sul ruolo marginale assunto dalla Fondazione Sciascia

Qualche giorno fa, Felice Cavallaro con un coraggioso articolo ( da par suo) sul Corsera, ha ricordato il famoso articolo di Leonardo Sciascia del 10 gennaio 1987 che ha dato il via alla polemica sui c.d. “professionisti dell’antimafia”.

L’articolo di Sciascia, come puntualmente ricordato da Cavallaro, si è rivelato di una profetica lungimiranza, frutto della sua vivacità intellettuale e della profonda conoscenza degli uomini e della terra di Sicilia.

Cavallaro ha scritto di impostura di una antimafia da vetrina, che trent’anni dopo l’articolo del professore, è drammaticamente confermata dalla “caduta dei miti” e, con grande professionalità e schiena dritta,  fa nomi e cognomi di magistrati, imprenditori e giornalisti, oggetto di inchieste in corso.

A fronte di una sconsiderata polemica innescata trent’anni fa dal “comitato antimafia”,  quanto affermato e previsto da Sciascia si e rivelato di scottante attualità ed  oggi anima il dibattito politico-istituzionale su mafia e antimafia.

Per quanto sopra, qualche mese fa avevo proposto al sindaco di Racalmuto Emilio Messana ed all’Assessore alla cultura Picone, di organizzare un grande dibattito a Racalmuto su mafia ed antimafia a trent’anni dall’articolo di Sciascia, invitando, magistrati, giornalisti e politici di livello nazionale, non per una sterile celebrazione di quanto affermato da Sciascia, ma per riconfermare  l’importanza e l’attualità del pensiero del nostro illustre concittadino e, soprattutto, per offrire, dal “paese della ragione”, un importante contributo al dibattito nazionale in corso.

L’avvenimento avrebbe riacceso i riflettori nazionali su Racalmuto e sulla Fondazione Sciascia che oggi vive un momento di grande difficoltà.

Il sindaco Messana e l’assessore Picone, ovviamente, non ne hanno fatto nulla :

ANCORA UNA IMPORTANTE OCCASIONE MANCATA !

Cosi la Fondazione Sciascia continua a vivere una condizione di marginalità, tra l’altro subendo la perdita di finanziamenti per non aver presentato l’istanza alla Regione da parte dell’amministrazione comunale (anno 2015) o ottenendo un misero finanziamento di appena 47 mila euro per l’anno 2016, a fronte di ben più cospicui contributi ad istituzioni, certamente di minore importanza rispetto alla Fondazione (probabilmente perché le ragioni dell’importanza della Fondazione non sono state adeguatamente sostenute in Regione dall’amministrazione comunale).

L’attività culturale della Fondazione langue, la modifica dello Statuto è in corso da 30 mesi senza venirne a capo, non si capisce se il direttore letterario e componente del C.d.A. prof. Di Grado si è dimesso o meno, non si sono ricercati importanti sponsor, dopo il contributo del Comune, su nostra proposta, di €. 10.000, per l’anno 2015, il contributo per l’anno 2016 è stato ridotto al lumicino, come l’attenzione e l’impegno dell’amministrazione comunale nei confronti della Fondazione.

Dopo l’insediamento dell’amministrazione Messana, speranzoso in un proficuo lavoro amministrativo per il rilancio socio-economico e culturale di Racalmuto, avevo scritto una lettera aperta sulla ripresa dell’attività della Fondazione Sciascia con il concreto sostegno del Comune, dopo anni di disattenzione (se non di  ostracismo) delle passate amministrazioni comunali (toh che coincidenza! Sostenute dallo stesso partito e dagli stessi uomini che sostengono attualmente il sindaco ), anche in questo Emilio Messana è stata una profonda delusione.

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