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VERSO LE REGIONALI 2017 – Crocetta affigge i manifesti

Mentre il Partito Democratico in Sicilia è ancora impegnato nella definizione degli accordi elettorali con Alternativa Popolare e la Sinistra, e nella scelta del candidato Presidente, il governatore uscente, Rosario Crocetta, ha già avviato la campagna elettorale col suo movimento, “Il Megafono”. Lo staff del presidente ha affisso dei manifesti elettorali in giro per la Sicilia, già comparsi in alcune città. Crocetta appena ieri ha ribadito, per l’ennesima volta, che, senza un candidato di alto profilo e senza primarie, si candiderà per tentare la scalata al secondo mandato.

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LICATA – Maria Grazia Brandara è il nuovo commissario straordinario al Comune

Maria Grazia Brandara, già sindaco di Naro e deputato regionale, ed attuale commissario straordinario dell’Irsap, guiderà il Comune di Licata fino alle elezioni amministrative del mese di giugno dell’anno prossimo. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, l’ha infatti nominata commissario straordinario dell’ente.

Maria Grazia Brandara prende il posto del sindaco Angelo Cambiano, sfiduciato da 21 consiglieri comunali il 9 agosto scorso. Per lei si tratta di un ritorno: ha infatti guidato il Comune, da commissario straordinario, dal dicembre 2014 al giugno del 2015. Proprio a giugno del 2015 c’era stato il passaggio di consegne tra il commissario straordinario ed il neo eletto sindaco Angelo Cambiano. Ora la staffetta è al contrario, considerato che Maria Grazia Brandarà prende il posto di Cambiano.

L’insediamento del neo commissario straordinario del Comune è in programma per i prossimi giorni. 

 

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LICATA – Cambiano dopo la sfiducia:”Potrei anche tornare in politica”

Angelo Cambiano non esclude un suo ritorno in politica. E, dopo il voto dell’aula consiliare che lo ha destituito con l’approvazione della mozione di sfiducia, potrebbe ritrovarsi a essere candidato alle prossime elezioni regionali del 5 novembre. Cambiano non conferma ma non smentisce e lascia intravedere la possibilità che possa proiettarsi nel panorama politico regionale dopo la sua azione di ripristino della legalità che è stata caratterizzata dall’aver rispettato e fatto rispettare la legge, demolendo gli immobili abusivi realizzati entro la fascia dei 150 metri dalla battigia.

Cambiano è diventato il simbolo di una città che vuole tornare alla normalità. E intanto si gode la famiglia: «Rientrando a casa ho letto negli occhi la felicità di mia moglie, che si riappropria di suo marito dopo questi anni in politica, per me è importante tornare alla vita normale, da nove mesi sono diventato padre. Detto questo non voglio tradire la fiducia e le speranze di tutti i giovani che in queste ore continuano a mandarmi messaggi e che mi dicono di continuare, delusi perché questa è la sconfitta degli onesti – dice Angelo Cambiano -. Credo che la politica si faccia per passione, adesso sono diventato un simbolo ma ho solo rispettato le leggi e la magistratura. Bisogna sedersi attorno un tavolo per affrontare con il dialogo la questione dell’abusivismo».

 

 

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REGIONE – In Sicilia resuscitate le Province , affossata la riforma di Crocetta

L’Assembla regionale siciliana con un blitz alla vigilia di Ferragosto rimette indietro il calendario e approva l’elezione diretta per il presidente dei Liberi consorzi, per il sindaco metropolitano e per i consiglieri di questi enti, che sono i discendenti delle vecchie Province. Se la legge entrerà in vigore le elezioni si dovrebbero svolgere in primavera, quando si voterà per le amministrative.

La legge prevede anche la reintroduzione delle indennità, che per il presidente saranno uguali a quelle del sindaco della città capoluogo. Per i consiglieri, invece, sono previsti dei rimborsi spese. La legge regionale insomma segna un ritorno al passato.

La Sicilia, infatti, aveva deciso di anticipare la riforma Delrio cancellando per prima le Province, ma da allora le elezioni indirette (cioè affidate agli amministratori locali) sono sempre state rinviate.

Esulta il centrodestra: «Abbiamo messo fine alla riforma più strampalata di Rosario Crocetta. Le ex province sono state massacrate da scelte scellerate del Pd per cinque anni. Ora si vede un pò di luce. Torna anche la democrazia con il voto a suffragio universale. Sono orgoglioso di essere stato il primo firmatario del disegno di legge che oggi con il voto d’Aula ha reintrodotto il voto diretto», afferma Vincenzo Figuccia, deputato di Forza Italia.

Il voto è arrivato dopo che l’aula aveva approvato le norme della cosiddetta finanziaria bis. A sorpresa i deputati hanno chiesto alla presidenza dell’Ars di mettere ai voti il disegno di legge, iscritto all’ordine del giorno da tempo, che reintroduce il voto diretto nelle ex Province. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia, osserva: «Oggi restituiamo la parola ai cittadini. Con questa legge certifichiamo al tempo stesso la politica fallimentare del Pd, che sulla riforma ottenne l’improvvido sostegno dei 5 Stelle, anche nel settore degli enti locali».

Ribatte l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici: «La decisione del parlamento siciliano di approvare gli articoli della legge che ripristina l’elezione diretta a suffragio universale del sindaco metropolitano è una palese violazione della norma nazionale. E’ evidente che questa legge sarà inevitabilmente impugnata dal governo nazionale, determinando un ulteriore condizione di caos sulle ex province».

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RISCOSSIONE SICILIA – Fiumefreddo va al contrattacco: Pronto il mio esposto in Procura”

“Stamattina ho presentato un esposto-denuncia al procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, chiedendo l’acquisizione del verbale e della documentazione relativi alla votazione tenutasi all’Ars nella seduta del 9 agosto scorso, con cui si è votata la liquidazione di Riscossione Sicilia e la mia immediata decadenza come amministratore unico della partecipata regionale”, afferma Antonio Fiumefreddo, ad di Riscossione Sicilia, dopo che due giorni fa l’Ars ha approvato una norma in cui si avvia la liquidazione della società e si fa saltare l’ad.

“Ho chiesto, in particolare – spiega Fiumefreddo – che si accerti se non si sia consumato il delitto di falso atteso che alla votazione risultino presenti 61 deputati, ma dalla sommatoria dei voti contrari, di quelli favorevoli e degli astenuti, emerge che siano stati espressi 51 voti. Mancano 10 voti all’appello. Com’è possibile che il Presidente Ardizzone, chiamato ad assicurare la regolarità dei lavori d’aula, non si sia accorto di nulla. La circostanza – secondo Fiumefreddo – inficia gravemente il voto ed inquieta per ciò che potrebbe celare”.

“Intendo andare fino in fondo – annuncia – e perciò ho scritto anche al ministro dell’Interno perché, giusti i poteri che la legge gli assegna, vigili se in Sicilia non si sia consumata, nella fretta di consumare una vendetta, una condotta gravemente lesiva dei principi costituzionali che regolano il funzionamento dell’Ente. Ho scritto anche al Presidente Crocetta perché impugni la legge, chiaramente sprovvista dei criteri di astrattezza delle leggi,e anche ai sensi dell’art. 127 della Costituzione essendo in presenza di una legge diretta contro un cittadino limitato nelle sue libertà costituzionali”.

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LICATA – Sfiducia Sindaco Cambiano, Legambiente:”Pagina di vergogna”

“La mozione di sfiducia al sindaco Cambiano è una delle pagine più tristi e brutte della democrazia italiana. La politica siciliana ha scritto un’altra pagina di vergogna, perché non ha saputo difendere un uomo delle istituzioni che ha fatto solo il suo dovere”. Lo dice Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia. “Sicuramente se altri sindaci, invece di nascondersi dietro cavilli e rinvii, si fossero comportati con serietà e rigore e avessero anche loro applicato la legge e avessero abbattuti gli abusi edilizi, come fa il sindaco di Carini, Angelo Cambiano non sarebbe rimasto isolato – aggiunge Zanna – E c’è chi adesso, con una encomiabile faccia di bronzo, parla di ‘abusivismo di necessità’ solo per raccattare qualche voto cavalcando il populismo. Ma quante case abusive sono state abbattute a Bagheria da quando è stato eletto tre anni fa il sindaco 5 stelle? Altre nuove pagine di politica vergognosa”.

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Cambiano/ Fiumefreddo: due facce della stessa medaglia

Ferragosto caldo in ambito politico in Sicilia. Forse, le elezioni regionali alle porte, forse, altre situazioni, che meriterebbero approfondimenti, nella giornata di ieri hanno mietuto due vittime illustri. Fino a ieri considerati veri e propri paladini del loro settore, sono stati cancellati , esautorati, come nulla fosse successo dalle loro importanti cariche. Stiamo parlando del Sindaco “antiabusivi” di Licata, Angelo Cambiano e dell’amministratore unico di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo, il cui rapporto con l’Assemblea si è incrinato dopo la pubblicazione sulla stampa dei parlamentari morosi col fisco. Oseremo dire Cambiano/Fiumefreddo due facce della stessa medaglia. Due personaggi scomodi, uno che paga la sua lotta alle case abusive, l’altro, per essersi fatto vedere al fianco dei deputati grillini per un’iniziativa di compensazione dei crediti delle imprese nei confronti dell’erario. Può essere riassunta cosi la calda giornata del 9 agosto 2017, che ha emesso due “verdetti” per usare un termine sportivo, non di lieve entità, che pone riflessioni accurate e profonde di come funzionino ancora le cose in un sistema che ha bisogno ancora di essere elaborato, studiato e perfezionato.  

 

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ARS – Governo battuto, addio Riscossione Sicilia dal 2018

Riscossione Sicilia addio, ma con calma. Salta subito invece l’amministratore unico Antonio Fiumefreddo. Lo prevede la “norma-compromesso” approvata in serata dall’Assemblea, dopo che il governo era stato battuto, col voto segreto, su un emendamento soppressivo dell’articolo che prevedeva la liquidazione.

Durante una pausa dei lavori parlamentari è stato predisposta la riscrittura della norma sulla liquidazione. La Regione avvierà le procedure per la liquidazione della società che riscuote le imposte nell’Isola, ma ha tempo fino al 31 dicembre del 2018, perché entro quella data dovrà essere stipulata un’apposita convenzione con il ministero dell’Economia “che assicuri il mantenimento dei livelli occupazionali del personale con contratto a tempo indeterminato in servizio a far data 31 dicembre 2016”.

La norma prevede che “l’incarico di componente del consiglio di amministrazione non può essere conferito a coloro i quali abbiano svolto, nei cinque anni antecedenti, funzioni e compiti di amministratore nella società”. Dunque disco rosso a Fiumefreddo il cui rapporto con l’Assemblea si è incrinato dopo la pubblicazione sulla stampa dei parlamentari morosi col Fisco.

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LICATA – Passa la mozione di sfiducia: Angelo Cambiano non è più Sindaco

“Credo che abbiano i numeri per sfiduciare”. Alle otto di sera di quello che è stato il suo ultimo giorno da sindaco, nell’aula del consiglio comunale di Licata, Angelo Cambiano, il sindaco “demolitore”, come lo hanno ribattezzato per la sua fermezza nel far abbattere case e ville dei suoi concittadini che sentenze ormai definitive hanno giudicato abusive, aveva già capito come sarebbe finita. Tre ore e mezzo dopo, il Consiglio comunale di Licata lo ha sfiduciato con 21 voti, uno in più  dei 20 che servivano. Oltre ai 16 che hanno firmato il documento, la presidente del Consiglio, Carmelinda Callea, i tre consiglieri di «Area Rinnovamento», Giuseppe Federico, Debora Cammilleri e Gianni Morello, ha votato a favore anche Angelo Iacona della lista «Riprendiamo il cammino». Hanno cercato di respingere il tentativo di mandare a casa Cambiano, eletto nel 2015 dopo il ballottaggio, i 6 fedelissimi, i tre consiglieri di «Licata futura», Chiara Ferraro, Giuseppe Scozzari e Baldo Augusto, i tre del «Patto per Licata», Elio D’Orsi, Tiziana Zirafi e Francesco Carità. A questi si sono aggiunti i consiglieri del Partito democratico: Vincenzo Sica e Tiziana Sciria. Al momento della votazione è risultato assente il consigliere Giuseppe Territo. Cambiano ha pagato cosi la sua lotta alle case abusive che da decenni occupano la fascia entro i 150 metri del litorale di Licata. “Mi accusano di non aver fatto arrivare al Comune risorse e finanziamenti, ma non è vero perché ho portato oltre 52 milioni di euro. Il vero motivo lo sanno tutti, qual è non hanno il coraggio di dirlo. Io me ne torno al mio mestiere di insegnante di matematica, ma la politica qui dovrà assumersi le sue responsabilità: quella di dire alla gente che un sindaco che fa niente di più che il suo dovere viene cacciato meno di due anni dopo l’inizio del suo mandato”.
Cambiano che vive sotto scorta, ha già fatto sapere che impugnerà l’atto perché “le motivazioni riportate nella mozione sono solo bugie”. Nei giorni scorsi anche Ficarra&Picone erano intervenuti a favore del sindaco, con un tweet, in cui lo hanno paragonato al sindaco protagonista del loro ultimo film, ‘L’Ora Legale’. “Il film ‘L’ora legale’ sembra rappresentare correttamente l’ attuale società, questo con sincero dispiacere…”. E’ soltanto uno dei post pubblicati sulla pagina di Facebook di Angelo Cambiano. A paragonare su Facebook la vicenda di Cambiano all’ultimo film di Ficarra&Picone è Marco Bartolomeo. Sui social, dalla notte scorsa, sono tanti i post di cittadini dispiaciuti per la sfiducia.

 

 

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Regione nel caos, il governo “cade” e l’Ars vota la liquidazione di Riscossione Sicilia

Pasticcio all’Assemblea regionale siciliana. Il governo infatti è “caduto” in aula, col voto segreto, sull’emendamento che prevedeva la soppressione della norma per la liquidazione di Riscossione Sicilia, la società pubblica che riscuote le imposte nell’isola amministrata dall’avvocato Antonio Fiumefreddo. La norma è contenuta nel ‘collegatò in discussione all’Ars. Dunque si va verso la liquidazione a meno di nuovi colpi di scena. L’aula è poi stata sospesa; si sta cercando una soluzione per ricollocare il personale di Riscossione nel caso in cui l’Assemblea votasse la norma sulla liquidazione.

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