MUSSOMELI – Operaio morto per trasfusione errata

Il giudice monocratico di Caltanissetta ha condannato tre persone per omicidio colposo, assolvendone altre sei, per la morte di un operaio nisseno, Angelo Giulietti, al quale venne trasfuso del sangue di un gruppo diverso dal suo mentre era ricoverato nell’ospedale “Longo” di Mussomeli.

Il giudice ha condannato a 2 anni e 6 mesi Filomena Morreale, tecnico di laboratorio dell’ospedale “Longo” di Mussomeli, mentre 2 anni a testa sono stati inflitti a Santa Noto, responsabile del centro trasfusionale di San Cataldo e a Salvatore Fiorenza, tecnico biomedico.

Assolti, invece, i medici Concettina Aurora Ingrascì, Salvatore Tripodi, Calogero Vullo, l’anestesista Angela Ferruzza, la caposala del “Longo” Antonietta Lo Conte e l’infermiere Salvatore Costanzo.

Giulietti, alla fine del 2009, era stato ricoverato nell’ospedale di Mussomeli per l’applicazione di una protesi all’anca e dovette essere sottoposto a una trasfusione; solo che si verificò un errore al momento in cui vennero selezionate e fornite le sacche di sangue dal centro trasfusionale di San Cataldo alla struttura ospedaliera di Mussomeli. Alla vedova dell’operaio e alle due figlie è stata riconosciuta una provvisionale di 200mila euro a testa, oltre al risarcimento danni che sarà stabilito dal Tribunale civile.

 

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Prove di G7, Maria Elena Boschi a Taormina

«Saremo pronti per il G7: abbiamo tutte le autorizzazioni necessarie per realizzare le due elipiste, i lavori cominceranno lunedì». Lo ha detto la sottosegretaria Maria Elena Boschi dopo un incontro nel municipio di Taormina dove a maggio si terrà l’evento. «Il consiglio dei ministri – ha ricordato – ha stanziato 15 milioni per il G7. Proseguiremo rapidamente e saremo pronti per maggio». «Se ci sarà Putin a Taormina? E’ un G7… », ha aggiunto Boschi rispondendo ai giornalisti sulla possibile presenza del leader russo in Sicilia a maggio.

«La sicurezza è uno dei temi oggetto della riunione che una volta a settimana teniamo a palazzo Chigi sul G7. Saranno 6 mila le persone impegnate, tra forze dell’ordine e militari, e siamo già a buon punto». 

«Abbiamo tempi stretti, ma per gli appalti avremo molta attenzione sulle procedure da seguire e la trasparenza». 
«Abbiamo stilato un protocollo con l’Anac – ha aggiunto – ed è un ulteriore elemento di garanzia. I soldi pubblici, come sempre, vanno spesi tutti bene e in modo trasparente». 

«Stiamo passando dalla fase della preoccupazione a quella del fare. Bisogna accelerare e andare più veloci ma sono prevalentemente ottimista. L’unica preoccupazione è il palazzo dei Congressi: è da fare e subito». Aveva affermato invece il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, poco prima dell’incontro con la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.

La sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi con il sindaco di Taormina - Ansa

La sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi con il sindaco di Taormina – Ansa

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CALTANISSETTA – Ignorava i rischi dell’intervento, paziente risarcita dal medico

Prima di una terapia o di un intervento chirurgico il medico deve fornire al paziente informazioni chiare e adeguate alle sue conoscenze. Altrimenti, il paziente ha diritto al risarcimento del danno anche se la prestazione sanitaria ha risolto la sua patologia. Lo afferma il Tribunale di Caltanissetta (giudice Gregorio Balsamo) in una sentenza diffusa dal Sole 24 Ore.

I fatti riguardano una donna che lamentava danni in conseguenza di un’operazione chirurgica causati, a suo dire, dalla condotta negligente dei sanitari a cui addebitava anche di non averle chiesto il consenso informato all’intervento e all’anestesia. L’azienda ospedaliera si dichiarava esente da responsabilità medica e affermava, comunque, di aver fornito alla paziente una corretta e completa informazione sui rischi dell’operazione.

La sentenza accoglie in parte l’istanza risarcitoria, esclude che il danno sia dovuto a negligenza dei medici ma rileva che nel modulo firmato dalla donna non erano specificate le «possibili conseguenze» dell’intervento, tra cui il danno permanente lamentato. La signora, conclude il giudice nisseno, ha subìto la violazione del diritto di decidere se sottoporsi o meno all’operazione e perciò va risarcita.

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SCIACCA – Ospedale, si celebra la giornata mondiale del malato alla presenza del cardinale Montenegro

L’arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro, in occasione della venticinquesima giornata mondiale del malato, presiederà sabato 11 febbraio, alle ore 16, una santa messa presso il presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca. La celebrazione, alla presenza delle associazioni di volontariato e dei degenti, sarà seguita dall’esposizione del Santissimo Sacramento, dalla processione, dalla benedizione eucaristica, dal canto dell’Ave di Lourdes e dal rito del flambeaux.

L’evento, cui prenderà parte anche il vertice dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, assume un significato del tutto particolare proprio in considerazione della ricorrenza della giornata del malato.

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AGRIGENTO – “Nacque in ritardo”, condannata l’Asp: deve risarcire 2 milioni di euro

Il giudice della sezione civile, Andrea Illuminati, ha condannato l’Asp di Agrigento a risarcire 2 milioni e 30 mila euro ad una famiglia di Favara. A causa del ritardo nel parto, la neonata – adesso quindicenne – ha riportando danni gravissimi, irreversibili, che l’hanno resa disabile. Lo riporta oggi il quotidiano La Sicilia. Il parto avvenne nel 2001 all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Soltanto nel 2013, la famiglia rivolgendosi all’avvocato Maria Luisa Spoto decise di chiedere il risarcimento del danno subito.

A livello penale non sono state individuate responsabilità in medici ed infermieri. Non è escluso che sia tutto finito. E’ anzi probabile che l’azienda sanitaria provinciale ricorrerà in appello.  

 

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AGRIGENTO – Palmese morto per infarto intestinale, 3 medici a giudizio per omicidio colposo

Il giudice dell’udienza preliminare di Agrigento, Alessandra Vella, ha disposto il rinvio a giudizio di tre medici dell’ospedale San Giovanni di Dio accusati di omicidio colposo. Per un quarto sanitario è stato disposto il non luogo a procedere.

Sotto processo, a partire dal 23 marzo, andranno Antonio Maniscalco, Michele Castellano e Danilo Turco. Il giudice ha, invece, prosciolto Alessio D’Angelo.

Gli imputati, ai quali si contesta l’omicidio colposo, non avrebbero diagnosticato in tempo un infarto intestinale provocando la morte di un paziente, Antonio Carlino di 48 anni, deceduto il 26 maggio del 2015 nel reparto di rianimazione tre giorni dopo il ricovero. L’inchiesta fu avviata dopo un esposto dei familiari.

 

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CANICATTI’ – Giuseppe Augello nominato nuovo direttore sanitario dell’ospedale Barone Lombardo

E’ il dottor Giuseppe Augello il nuovo Direttore sanitario del presidio ospedaliero “Barone Lombardo” di Canicattì. Augello, è primario di Medicina e direttore del dipartimento di Medicina. L’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì serve oltre venti comuni tra le province di Agrigento e Caltanissetta per una utenza potenziale di oltre 100-150 mila pazienti.

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AGRIGENTO – Un nuovo Broncoscopio in ospedale

Gli agrigentini non saranno costretti più fuori provincia per sottoporsi alle indagini diagnostiche di broncoscopia. Infatti, l’ottimizzazione delle risorse esistenti ha consentito alla direzione dell’ Azienda sanitaria provinciale di acquistare un nuovo broncoscopio, a supporto del nuovo primario di chirurgia generale, endoscopia e laparoscopia dell’ospedale di Agrigento, che è il dottor Carmelo Sciumé. L’acquisto della nuova attrezzatura e l’avvio di nuove metodiche operative, rendono oggi possibili ad Agrigento le broncoscopie, gli esami endoscopici che consentono un attento esame della trachea, dei bronchi principali e delle loro diramazioni per patologie che riguardano l’apparato respiratorio. In particolare è possibile accertare precocemente la presenza e la natura di tumori o stenosi, ma anche appurare la necessità di manovre di disostruzione, le biopsie ed il cosiddetto B.A.L. ossia il lavaggio bronco-alveolare per esame citologico.

 

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CALTANISSETTA – Pensionato ricoverato per meningite

Un pensionato di 70 anni, originario di Santa Caterina Villarmosa (CL) è stato ricoverato la scorsa notte all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta perché affetto da una meningite batterica. Presentava febbre, rigidità degli arti ed era in preda a un forte stato di agitazione. A confermare la diagnosi di meningite batterica l’esame del liquor.

E’ il secondo caso in Sicilia a distanza di pochi giorni dopo quello di Piazza Armerina, ma la forma batterica è più grave rispetto a quella virale.

Nella notte è stato cercato un posto letto in un reparto di malattie infettive, ma in tutta la Sicilia non ce ne sarebbero di liberi. La prognosi è attualmente riservata; i medici hanno provveduto a somministrare la terapia di prevenzione ai parenti del pensionato e anche alle persone presenti al pronto soccorso al momento dell’arrivo del paziente.

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SCIACCA – Dopo le trasfusioni per la talassemia contraggono l’epatite C

Ammalarsi nel luogo nel quale ci si sarebbe dovuti curare, o, almeno, dove si sarebbe dovuto ricevere supporto e accoglienza. È accaduto a tre malati di talassemia, che oggi si trovano a dovere fare i conti con una infezione da virus dell’epatite C, contratto – non si sa ancora bene come – dopo essersi sottoposti a trasfusioni all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca, in provincia di Agrigento. A rilevarlo sono stati i controlli periodici ai quali i malati di anemia mediterranea si sottopongono presso la stessa struttura sanitaria. Verifiche necessarie per eliminare il rischio proprio della diffusione di patologie legate al sangue e tutelare malati e operatori sanitari. L’allarme scatta ad inizio di ottobre, ma della vicenda l’azienda viene incaricata solo a fine di quel mese, cercando ancora oggi di fare piena chiarezza sull’accaduto. I primi elementi, comunque, ci sono: dietro non vi sarebbe uno scandalo connesso a forniture di sangue non in regola. «Sarebbe improprio parlare di sangue infetto – precisano dalla direzione sanitaria – ci sono stati dei casi di infezione, o segnali di infezione di virus di Epatite C. su questa vicenda, ancora tutta da chiarire stanno lavorando i Nas, che nelle scorse settimane hanno fatto visita al “Giovanni Paolo II”, acquisendo documentazione e partecipando anche ad alcune riunioni tecniche. Ai malati, ai quali l’epatite C è stata comunque riscontrata in una fase iniziale, l’assessorato regionale garantirà le cure necessarie per curare l’infezione. Il loro recupero, fortunatamente, è dato per certo e completo entro poco tempo

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