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Debora Caprioglio, sfogo scabroso: “I miei peccati a letto” [foto]

In occasione del monologo Debora’s Love Debora Caprioglio, attrice lanciata in un ruolo scabroso da Tinto Brass, si racconta. a cominciare dalla sua relazione con Klaus Kinski. Lo conobbe a Venezia, dove lui stava girando un film. “Stava preparando Paganini, che poi girai con lui”, racconta al Giorno, “alla cena Klaus mi vide e rimase folgorato. Mi diede il ruolo e da lì è nata una storia che è durata tre anni”.

All’epoca Debora aveva 20 anni. Poi conobbe Tinto Brass. Siamo negli anni ’90. “Lui stava facendo dei casting per cercare la protagonista di Paprika e aveva visto una mia foto sul giornale. Allora non c’ erano ancora i cellulari e quindi cercò sulla guida telefonica il cognome della mia famiglia. Lo trovò al primo colpo, ma allora io stavo già a Roma. Così rispose mia madre”.

“Sono Tinto Brass”, disse lui. E la mamma di Debora: “Sì, e io sono la Regina d’ Inghilterra”. E riattaccò. Per fortuna Tinto Brass richiamò. Sono molte le carriere costruite a letto? “È un aspetto molto legato al passato”, risponde l’attrice, “oggi prevale l’ aspetto economico, tranne forse a teatro: se uno pensa di arricchirsi sul palcoscenico non farà molta strada”.

“Proposte indecenti? Mi sono sempre sottratta un istante prima di riceverla”, spiega la Caprioglio, “non sono una veggente, ma abbastanza scaltra per capire in anticipo quando ci poteva essere questo pericolo, così da evitarlo per tempo. Nella vita le cose che si guadagnano facilmente si perdono facilmente. Le carriere rapide sono belle ma spesso durano poco. Per durare serve il mestiere. La carriera e il mestiere sono due concetti diversi. Il mestiere non si crea in un attimo, e tanto meno a letto”.

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EMERGENZA MIGRANTI – Cardinale Montenegro:”Non possiamo misurare il tempo contando i morti”

Intanto, l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, che è anche Presidente della Caritas Italiana, durante un’intervista a Radio Vaticana, esprime i suoi sentimenti. Montengero prova “vergogna”, perché l’uomo dimostra di non avere il coraggio di guardare a determinate realtà e ad affrontarle”. Prova “sofferenza, perché vede che il povero è costretto a pagare la sua vita con la morte”. “Vorrei anche sentimenti di speranza , che davvero qualcosa possa cambiare, perché è impossibile andare avanti cosi, – ha detto il cardinale Montenegro-. Non possiamo, l’ho detto tante volte, misurare il tempo contando morti, il problema dell’immigrazione non è solo un problema di sicurezza e l’Europa sta dimostrando la sua povertà”.

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TV – E’ morto Gianni Boncompagni, da Bandiera gialla a Non è la Rai

E’ morto a 84 anni, a Roma, Gianni Boncompagni. Nato ad Arezzo il 13 maggio 1932, è stato tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano con Renzo Arbore, autore e conduttore di storici successi radiofonici come Bandiera gialla e Alto gradimento, e poi autore e regista di Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba.

Lo annunciano all’ANSA le figlie Claudia, Paola e Barbara: «Dopo  una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n’è andato papà, uomo dai molti talenti e padre  indimenticabile».

 La camera ardente sarà allestita martedì 18 aprile a Roma, alle 12, nella sede Rai di via Asiago 10. 

Dopo aver rivoluzionato il linguaggio radiofonico negli anni ’60 e ’70 con Bandiera gialla e Alto gradimento, complice l’amico di sempre Arbore, nel 1977 Boncompagni debutta in tv con Discoring. Poi arriva Pronto, Raffaella? (1984), condotto da Raffaella Carrà, di cui è stato pigmalione e fidanzato decennale, di Pronto, chi gioca? (1985), condotto da Enrica Bonaccorti e poi realizza tre edizioni di Domenica in.

Nel 1991 il passaggio a Mediaset, con Primadonna condotto da Eva Robin’s e soprattutto Non è la Rai, programma con cui lancia Ambra Angiolini che diventa l’idolo dei teenager. Tornato alla Rai, nel 1996-97 firma due edizioni di Macao (la prima con Alba Parietti, poi esclusa), la cui seconda edizione chiude per bassi ascolti. Ugualmente sfortunata l’esperienza di Crociera. Nel 2002 il rilancio con il Chiambretti c’è di Piero Chiambretti, tra informazione e varietà, poi tra il 2007 e il 2008 dirige e conduce Bombay su La7.

Papà della tv leggera, intelligente e imprevedibile, Boncompagni firma hit musicali come Ragazzo tristè di Patty Pravo e ‘Il mondò, successo mondiale lanciato nel 1965 da Jimmy Fontana, nonché tutte le hit di Raffaella Carrà, da ‘Tuca tucà a ‘Tanti augurì a ‘A far l’amore comincia tu”.

«Gianni Boncompagni è stato un pilastro, ha segnato la storia della radio e della tv», dice affranto Pippo Baudo apprendendo la notizia della scomparsa di “un grande amico. Con ironia e creatività ha rivoluzionato la radio con Renzo Arbore, con Alto gradimento che era una trasmissione modernissima. Penso ai tanti personaggi che ha inventato. Poi, quando si è dato alla tv – ricorda Baudo – ha portato la sua cifra anche sul piccolo schermo. E’ stato un grande scenografo, un eccezionale regista, un abile creatore di effetti. E non dimentichiamo che ha scritto anche tante nelle canzoni».

Boncompagni, sottolinea ancora Baudo, «è stato un talento multiforme, sempre spiritoso, ironico e autoironico. Negli ultimi tempi aveva scoperto il fascino della musica classica, aveva una discografia ricchissima, ascoltava von Karajan seguendolo su uno schermo gigante. La tv di oggi non gli interessava più, non la guardava, non era nelle sue corde».

«Nel ricordo di Gianni Boncompagni, penso agli anni trascorsi insieme lavorando in radio, alla sua intelligenza e alla sua ironia». E’ l’omaggio di Maurizio Costanzo all’autore e conduttore scomparso oggi.

«La nostra amicizia è nata quando avevamo all’incirca 25 anni. Un’amicizia non conclusa ora che eravamo più vicini agli Ottanta che ai Settanta, come diceva sempre lui con il suo straordinario spirito toscano. Per me è  stata un’amicizia provvidenziale, spero lo sia stato anche per lui». Renzo Arbore ricorda così Gianni Boncompagn. «Ci conoscemmo ai tempi di quando frequentavamo il corso di maestro programmatore, eravamo compagni di banco», ricorda ancora Abore, che con Boncompagni ha rivoluzionato la storia della radio e della tv in Italia.

«Aveva una visione moderna della vita, un senso d’umorismo all’avanguardia. Una visione che lo ha portato a rivoluzionare la radio e la tv. Spero di essergli stato utile con il mio atteggiamento più riflessivo e romantico, ma altrettanto teso a rivoluzionare la radio e la tv».

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Naufragio al largo della Libia, 8 morti

Nuova tragedia nel Canale di Sicilia. Un gommone si è sgonfiato al largo della Libia, sette cadaveri (anche quello di un bimbo di 8 anni) sono stati recuperati nel corso di un intervento delle navi delle ong Moas e Watch the Med e – fanno sapere da Moas – altri corpi sono in mare.

Da ieri sera Phoenix, la nave di Moas, è circondata da 8 gommoni in difficoltà carichi di persone: oltre 450 sono state recuperate a bordo. Sei cadaveri sono stati trasferiti sulla nave Sea Eye di Watch the Med.

In Sicilia, la polizia ha fermato sette presunti scafisti, per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, dopo lo sbarco al porto di Augusta di 731 migranti dalla Nave Dattilo della Guardia Costiera. Lo sbarco, cominciato ieri, verrà ultimato domani. I sette sono stati condotti al carcere di Siracusa.

E sempre domani sono attesi a Catania altri 1.000 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Il mare piatto sta favorendo massicce partenze di migranti dalle coste libiche. Ieri il Comando delle Capitanerie di porto ha coordinato 33 operazioni di soccorso nei confronti di imbarcazioni in difficoltà nel Canale di Sicilia: circa 4.500 le persone salvate

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MAFIA – Preso Concetto Bonaccorsi “u carateddu” era latitante dal 2016

La polizia ha arrestato il boss latitante Concetto Bonaccorsi, 56 anni, noto come “‘u carateddu”, ricercato dal settembre 2016 quando non rientrò nel carcere di Secondigliano (Napoli) dopo un permesso premio di 3 giorni.

Condannato all’ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti è lo storico capo dell’omonima ‘famiglia’ del clan Cappello-Bonaccorsi.

Indagini di personale della squadra mobile di Catania hanno consentito di rintracciarlo in una villa di Massa e Cozzile dove è stato arrestato in collaborazione con la polizia di Pistoia.

LA STORIA DEL BOSS  Considerato con il fratello Ignazio a capo dei ‘Carateddi’, ritenuta una frangia ‘armata’ del clan Cappello legata ai ‘Cursoti’, Concetto Bonaccorsi è stato catturato in una casa al secondo piano della frazione di Traversagna di Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia.

Si era reso irreperibile a conclusione di un permesso premio all’opera ‘Don Guastella’ di tre giorni, dal 23 al 26 settembre 2016, quando non era rientrato nel carcere Secondogliano di Napoli.

Da una decina di giorni agenti della squadra mobile di Catania si erano trasferiti in Toscana alla ricerca del suo covo. Durante un sopralluogo nella zona, ieri pomeriggio, hanno riconosciuto la moglie affacciata su un balcone, sul quale poco dopo hanno visto il boss preparare un barbecue.

Personale delle squadre mobili di Catania e Pistoia hanno circondato l’edificione fatto irruzione. Concetto Bonaccorsi non ha opposto resistenza. Nella casa sono state trovate una carta di identità e una patente di guida intestati a un catanese.

Dopo la notifica del provvedimento restrittivo emesso dalla Procura generale di Milano per una condanna all’ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di droga, il boss è stato condotto nel carcere di Prato.

Tra i tanti casi in cui è stato implicato anche quello dell’uccisione di Marco De Zorzi, avvenuta il 21 aprile del 1993 a Cassalnovo (Pavia). In quell’occasione rimase bloccato nell’ascensore e catturato in flagranza di reato.

Processato è stato condannato a 23 anni e nove mesi di reclusione. A Milano, il 6 febbraio del 2001, è stato condannato a 30 anni per l’omicidio di Angelo Maccarrone, commesso il 18 dicembre 1990.

Insieme al fratello Ignazio è stato processato, ma lui prosciolto, dall’accusa di avere assassinato, il 21 febbraio del 1991, Giovanni Durante e Moreno Bennici, uccisi e i corpi gettati nella discarica di Robassomero (Torino) perché ‘colpevoli’ di avere rubato l’auto al boss Bonaccorsi. In quell’occasione, l’11 settembre del 1991, fu arrestato poco prima di sposarsi nel Municipio di Valverde (Catania), ma il matrimonio fu celebrato lo stesso.

E’ stato coinvolto nelle operazioni antimafia Cuspide (1996) e Revenge (2009) e condannato all’ergastolo il 18 febbraio del 2000 con il capomafia ‘Jimmy’ Miano per l’omicidio di Angelo Barbera, che era a capo dei ‘Cursoti’ a Catania.

Il delitto, commesso il 18 gennaio del 1991, diede vita a una sanguinosa faida mafiosa che, quell’anno, fece registrare oltre 100 morti ammazzati. Le indagini della squadra mobile sono state coordinate dalla Procura distrettuale di Catania.

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GIORNALISMO – Premiati studenti racalmutesi della Media D’Asaro

Targa d’argento del Presidente della Repubblica per gli studenti della scuola Media Pietro D’Asaro dell’istituto comprensivo “Leonardo Sciascia” di Racalmuto. Gli studenti sono, infatti, riusciti ad imporsi- su 2221 testate studentesche – al premio nazionale “Giornalismo scolastico” 2016-2017. La premiazione è avvenuta a Chianciano Terme. I ragazzi – nell’ambito del premio nazionale , organizzato dall’associazione “Giornalismo scolastico”- sono riusciti ad imporsi nella sezione “Giornalismo online . A ritirare la targa in rappresentanza di tutti gli studenti  che hanno composto la redazione , sono stati: Wania Costa, Elena Mattina, Emilia Salemi, Salvatore Sferrazza Papa ed Aurora Spalanca. Gli studenti sono stati accompagnati da Maria Tirone, la docente  responsabile del progetto giornalismo.

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TV – “Isola dei famosi”, Raz Degan vince la dodicesima edizione

Si chiude la dodicesima edizione de l’Isola dei famosi con il trionfo di Raz Degan. L’ex modello israeliano ha battuto nella sfida conclusiva Simone Susinna. L’ultima puntata del reality di Canale 5 condotto da Alessia Marcuzzi ha visto i cinque finalisti sfidarsi tra prove e televoti all’Idroscalo di Milano. All’inzio della puntata Malena ha perso contro Simone, poi, le due prove immunità hanno sancito l’uscita di scena prima di Nancy e poi di Eva.

Dopo 68 giorni l’avventura è finita. Le parole dei cinque finalisti prima di lasciare l’Honduras fanno da cappello introduttivo all’entrata in scena di Alessia Marcuzzi, che dallo studio dà il benvenuto ai telespettatori, insieme a Vladimir Luxuria, per la serata finale del reality. Viene mandato in onda l’arrivo nel pomeriggio dei naufraghi all’Idroscalo di Milano, dove hanno affrontato il lancio dall’elicottero verso le acque.

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MAFIA – Parla un pentito:”Messina Denaro operato al volto nel Nord Italia” [Vd Tg]

Siciliani e calabresi. Mafiosi e rappresentanti delle ‘ndrine custodi dei segreti di Matteo Messina Denaro. Medici del Nord Italia che curano il latitante e racconti di interventi di chirurgia plastica per cambiarne il volto.

C’è tutto questo nella nuova inchiesta sui presunti favoreggiatori del capomafia di Castelvetrano. Lo scrive il giornalista di Live Sicilia Riccardo Lo Verso.  L’indagine nasce dalle dichiarazioni di un pentito calabrese che ha già collaborato con i pm di Reggio Calabria e Genova. Ad un certo punto nei suoi verbali ha fatto capolino il superlatitante e così sono entrati in gioco i magistrati palermitani. Il pubblico ministero Maurizio Agnello avrebbe voluto archiviare il caso, ma il giudice per le indagini preliminari Lorenzo Matassa ritiene che le vicende vadano almeno valutate nel corso di un’udienza preliminare. Così ha ordinato l’imputazione coatta nei confronti di otto persone. Secondo il pm Agnello, ci sarebbe un vizio formale nell’ordinanza di imputazione coatta del giudice e ha pronto un ricorso in Cassazione perché “sarebbe stato violato il diritto di difesa” degli indagati. Schermaglie in punto di diritto.

Il pentito ha raccontato di avere condiviso dei periodi di detenzione con altri detenuti calabresi, ed è da loro che avrebbe appreso circostanze che riguardano la latitanza del capomafia trapanese. Si passa dall’intervento chirurgico eseguito in Piemonte o in Val D’Aosta da un medico di cui il collaboratore conosce l’identità, con il coinvolgimento della moglie. Ecco perché l’ipotesi di favoreggiamento riguarda anche la donna e alcuni personaggi di Campobello di Mazara e Castelvetrano.

I carabinieri del Ros hanno valutato positivamente la credibilità dei racconti del collaboratore, di cui non si conoscono i particolari, ma “limitatamente alla identificazione di persone, luoghi e periodi di detenzione”.  Rimane solo il dubbio se sarà l’ennesima pista senza sbocco alcuno. Di avviso opposto il gip secondo cui, “gli elementi di prova sono rilevanti in termini accusatori e sono comunque tali da essere valutate quantomeno in sede di udienza preliminare”.

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Attrice hard per debiti: così perde casa e figli

Non è finita proprio nel migliore dei modi per una mamma di 46 anni che, per pagare le spese di Equitalia, si è rimediata attrice porno ed ha girato un video a luci rosse proprio in casa sua. È quanto è emerso anche da un recente appuntamento con Le Iene, trasmissione televisiva in onda su Italia 1, nel corso della quale la donna ha raccontato di aver girato il film a luci rosse per saldare i suoi debiti.

Mamma, 46 anni, di Brescia, la donna, dopo aver saldato i debiti grazie al suo filmino porno, ha dovuto pagare le conseguenze legali del suo gesto. Nel corso della trasmissione tv, la donna ha dichiarato di aver ricevuto, a dicembre dello scorso anno, la visita dei carabinieri che l’hanno invitata a lasciare l’appartamento in cui viveva con i suoi figli. A causa del suo video porno, la donna ha perso, in un solo colpo, l’affidamento dei suoi bambini e la casa coniugale che le era stata lasciata dal marito per consentire ai bambini di proseguire la vita in maniera il più possibile normale.

Sulla questione delicata si sono soffermate anche alcune conoscenti della donna, ascoltate dal servizio, ed il sacerdote del centro lombardo.

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Laura Bariatti, la fisioterapista più sexy nel mondo del calcio [FOTO]

Laura Bariatti, 25 anni, è una fisioterapista venezuelana. Da qualche mese, ha cominciato a lavorare per la squadra guatemalteca del Deportivo Suchitpequez e da quel giorno, putacaso, la squadra di calcio è un po’ sulla bocca di tutti. Non tanto per i risultati che riesce ad ottenere, ma più che altro per la bellezza e la sensualità dei Laura. I più felici? I tifosi, che sono sono arrivati a scavalcare le transenne del campo d’allenamento per farsi fotografare con lei.

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