Archive | Dall’Italia

MILANO – L’agrigentina Floriana Russo Introito consigliere nazionale Cisl Fp

Durante il Consiglio nazionale della Cisl Funzione pubblica che si è svolto dal 18 al 19 ottobre a Milano, la segretaria generale della Cisl Funzione Pubblica di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Floriana Russo Introito è stata eletta Consigliere nazionale insieme ad altri tre siciliani in rappresentanza dell’organizzazione regionale. La stessa Floriana Russo Introito commenta: “Essere stata eletta mi rendere molto soddisfatta ma al contempo mi grava di ulteriori responsabilità in merito alle istanze da portare avanti per i lavoratori tutti. In particolare sull’adozione di indirizzi da adottare relativamente alla stesura dei prossimi contratti nazionali e alla riorganizzazione di una Pubblica Amministrazione rapportata ai vari livelli di fabbisogno, giacché sono fermamente convinta, in controtendenza con gran parte dell’opinione pubblica, che la sopravvivenza e il rilancio del nostro territorio passi obbligatoriamente dal “Pubblico”, poiché in un contesto dove la percentuale di incidenza del lavoro disponibile è del 52% , vessare, bistrattare, sottopagare il dipendente pubblico significa conseguentemente fermare il resto del sistema economico di quest’area. Ci tengo inoltre, a sottolineare che il primo punto all’ordine del giorno del neo eletto segretario nazionale Cisl Funzione Pubblica, Maurizio Petriccioli, è l’eliminazione del precariato”.

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LAMPEDUSA – Dirty Oil, riciclaggio di gasolio: arrestato latitante maltese

I finanzieri del comando provinciale della guardia di Finanza di Catania, grazie alla collaborazione dei colleghi della brigata di Lampedusa e di quelli della sezione navale di Catania, hanno arrestato a Lampedusa Darren Debono, 43enne cittadino maltese destinatario, nell’ambito dell’operazione “Dirty Oil”, di misura cautelare in carcere emessa dal tribunale etneo.

Dalle indagini è emerso che l’uomo era tra gli organizzatori dell’associazione a delinquere internazionale dedita al riciclaggio di gasolio libico, illecitamente asportato dalla raffineria libica di Zawyia e destinato a essere immesso nel mercato italiano ed europeo.

l maltese era il punto di contatto con il libico Fahmi Mousa Saleem Ben Khalifa, alias “il Malem” (il capo), capo di una milizia armata stanziata nella zona costiera al confine con la Tunisia, anche egli destinatario di misura cautelare in carcere nell’ambito della stessa operazione.

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PORDENONE – Omicidio di Trifone e Costanza, il Pm ha chiesto l’ergastolo per Ruotolo

La condanna all’ergastolo con due anni di isolamento diurno è stato chiesto per Giosuè Ruotolo dal pubblico ministero Pier Umberto Vallerin nel processo per il duplice omicidio della coppia di fidanzati, Teresa Costanza e Trifone Ragone, uccisi la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone.
    “Ruotolo ha commesso gli omicidi per salvare la sua carriera”, ha affermato il pm nelle ultime battute della sua lunga requisitoria cominciata ieri davanti alla Corte d’Assise di Udine.
    “L’odio verso Trifone e la gelosia verso Teresa lo avevano assalito già da tempo. Togliendoli di mezzo sparivano due rivali, due minacce viventi, due persone verso cui covava odio già da tempo. E il suo futuro sarebbe tornato ad essere roseo”, ha aggiunto. Il processo riprenderà lunedì 23 ottobre con gli interventi delle parti civili.

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CORTE D’ASSISE – “Contagiò 30 donne con l’Aids”, chiesto l’ergastolo per un 32enne di Caltanissetta

Per l’accusa non ci sono dubbi: Valentino Talluto, il sieropositivo originario di Caltanissetta accusato di aver contagiato volontariamente non meno di 30 donne deve essere condannato all’ergastolo. La richiesta è stata fatta dal pm Elena Neri ai giudici della terza corte di assise della capitale dove, per la prima volta in Italia, si celebra un processo in cui è contestato il contagio diffuso di Hiv. Epidemia dolosa e lesioni gravissime i reati attribuiti a Talluto il quale, nel corso del dibattimento, si è difeso negando di «essere un mostro».

Ma per il pm Neri all’imputato «non possono essere concesse le attenuanti generiche non avendo mai dimostrato pentimento».

«Talluto – ha aggiunto il rappresentante dell’accusa durante la requisitoria – non ha mai collaborato, ha reso false dichiarazioni, ha sempre negato ogni responsabilità anche di fronte all’evidenza: il suo era un modo per seminare morte». All’imputato sono contestati 57 casi tra contagi diretti (oltre 30), indiretti (un bimbo e tre partner di donne in precedenza infettate), ed episodi di donne scampate alla trasmissione del virus.

La corte presieduta da Evelina Canale emetterà la sentenza il 25 ottobre prossimo.

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REGIONALI 2017 – Minniti dice no alla richiesta del M5S di inviare ispettori per il voto in Sicilia

L’Osce non ci sarà. Marco Minniti fuga ogni dubbio e dice «no» alla richiesta invocata da Luigi Di Maio e Giancarlo Cancelleri di inviare gli osservatori internazionali a garanzia del regolare svolgimento delle consultazioni nell’Isola, per il M5S a «rischio inquinamento, per pratiche clientelari di scambio elettorale». Il ministro dell’Interno, insomma, risponde «picche» in aula a Montecitorio perché l’Osce «non monitora le elezioni locali». Parole che innescano l’ira del M5S che chiama al voto di massa «contro gli aguzzini» e si prepara, a partire dalla settimana prossima, a battere nuovamente a tappeto l’Isola: e, in campo, ci saranno tutti i «big» incluso Roberto Fico che potrebbe unirsi, così, alla campagna di Luigi Di Maio.

«Le missioni dell’Osce – chiarisce Minniti al question time – vengono predisposte per i maggiori appuntamenti elettorali parlamentari o presidenziali, non per elezioni di livello locale». «I prefetti delle province siciliane hanno già fornito assicurazione alla commissione Antimafia – assicura il ministro – anche in relazione alle criticità dalla stessa rilevate e piena collaborazione nel proseguo dell’attività di approfondito monitoraggio, nonché per lo svolgimento della campagna elettorale in vista del voto, ferma restando l’attività delle forze dell’ordine».

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Play off mondiali, l’Italia non ha fortuna: pescata la Svezia

Sarà la Svezia l’avversaria dell’Italia agli spareggi per qualificarsi ai Mondiali di Russia 2018. Lo ha stabilito il sorteggio Fifa a Zurigo.

Questi tutti gli accoppiamenti dei play off europei per i Mondiali di Russia 2018, come stabilito dal sorteggio Fifa di Zurigo (la prima squadra gioca l’andata in casa): Irlanda del Nord-Svizzera, Croazia-Grecia, Danimara-Eire, Svezia-Italia.

«Un sorteggio non agevole”: lo dice Lele Oriali, team manager della nazionale, commentando da Zurigo il sorteggio dello spareggio per i Mondiali che opporrà agli azzurri la Svezia. «Dovremo recuperare alcuni infortunati, e servirà una condizione fisica al top – ha detto a RaiSport Oriali – Loro sono un avversario di tutto rispetto, noi abbiamo ottimismo e la storia non va in campo. Giocare la prima in trasferta, anche se troveremo un ambiente ‘caldò, può essere un vantaggio, ma fa poca differenza: semplicemente, non è immaginabile un Mondiale senza Italia».

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SERRADIFALCO – Si lancia col paracadute e si schianta al suolo: morto Carabiniere di 41 anni

Morto per seguire la sua passione: il lancio col paracadute. E’ accaduto ad un carabiniere di 41 anni, Giuseppe Pace, che ha perso la vita, secondo una prima ricostruzione fatta al momento della tragedia, perché il paracadute utilizzato non si sarebbe aperto regolarmente durante le fasi di atterraggio. Una vita spezzata, quella del Militare dell’Arma, originario di Serradifalco, nel nisseno, a seguito dell’incidente accaduto ieri pomeriggio nei cieli di Vercelli.

Pace era fuori servizio e si era recato sul posto per un lancio, cosa che faceva spesso e di cui era esperto. Sembra che quando si trovava a circa 50 metri dal suolo, Pace non sia riuscito a stabilizzare la discesa per il paracadute aperto in maniera anomala. L’impatto è stato violento, a nulla sono serviti i soccorsi.

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MAZARA DEL VALLO – Denise Pipitone, una nuova foto e una nuova indagine

La Procura di Marsala ha inviato al Ris dei carabinieri di Messina le impronte rilevate dagli investigatori, in vari luoghi e su diverse auto, dopo la scomparsa, a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004, della piccola Denise Pipitone. Adesso, grazie ad alcune nuove metodologie, è possibile rilevare tracce di Dna anche dalle impronte digitali.
   
   Questi nuovi accertamenti, chiesti dall’avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta e da Piera Maggio, madre di Denise, mirano ad accertare la possibile presenza di Denise in qualche luogo o su qualche auto dopo il sequestro. Il legale e Maggio avevano chiesto accertamenti su alcune impronte, mentre la Procura ha esteso l’esame per tutte le impronte a suo tempo rilevate. La decisione della Procura, di fatto, riapre l’inchiesta.

Denise Pipitone il 26 ottobre dovrebbe compiere 17 anni. E in questi giorni alla redazione di “Chi l’ha visto” è arrivata una foto di una ragazza che risulta incredibilmente simile all’immagine dell’invecchiamento di Denise realizzato dal Ris. Denise è scomparsa da Mazara del Vallo quando aveva quasi quattro anni.

La trasmissione di Federica Sciarelli l’ha mostrata alla mamma Piera Maggio, ospite di Chi L’Ha Visto? insieme al suo avvocato Giacomo Frazzitta. La puntata è andata in onda ieri sera.

 

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MAZARA DEL VALLO – A “Chi l’ha visto” una nuova foto di Denise Pipitone

Il prossimo 26 ottobre è il giorno del 17esimo compleanno di Denise Pipitone. E alla redazione di “Chi l’ha visto”, su Rai Tre, è stata indirizzata la fotografia di una ragazza che risulta simile all’immagine in età progressiva così come è stata elaborata dai Carabinieri del Ris. La puntata sarà in onda questa sera, mercoledì 11 ottobre, alle ore 21:15. In studio sarà presente la madre, Piera Maggio, insieme al suo avvocato, Giacomo Frazzitta, e sarà mostrata la fotografia di Denise di cui a Mazara del Vallo non vi è più traccia dal primo settembre 2004.

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È morto Aldo Biscardi, l’inventore de «Il processo del Lunedì»

Un appuntamento fisso del lunedì per oltre trent’anni. Una trasmissione dove si analizzavano e commentavano i risultati sportivi del weekend: i momenti più belli, i gol, falli, i rigori. Lui ne è stato l’ideatore e il conduttore per un decennio. Aldo Biscardi è morto questa mattina a Roma. Era ricoverato da qualche settimana al Policlinico Gemelli. Il giornalista, nato a Larino (in provincia di Campobasso) avrebbe compiuto 87 anni tra poco più di un mese. A darne la notizia è stata la famiglia. I funerali domani a Roma, nella chiesa di San Pio X. Biscardi si spegne nell’anno dell’introduzione della Var. Lui, che della moviola in campo è sempre stato un grande sostenitore. La invocava da oltre trent’anni e ne è diventato in qualche modo il paladino. Sosteneva fosse uno strumento necessario per aiutare gli arbitri e all’interno del suo programma c’era sempre uno spazio riservato alla «moviola», per rivedere gli episodi dubbi e contestati. Aveva anche fatto una petizione online su change.org, raccogliendo quasi 10mila firme. «Perdo un amico», un personaggio «innovatore in tutto, nel linguaggio televisivo come nella visione del calcio, anticipando soluzioni che oggi sono realtà, come la moviola in campo», ha detto Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia ed ex presidente del Milan, che con Biscardi condivideva la passione per la televisione e il calcio.

Nato il 26 novembre 1930, è appassionato di sport — a 360 gradi — sin da giovanissimo. Sogna di poterne fare la sua professione e si trasferisce a Napoli. La sua lunga carriera inizia al quotidiano napoletano «Il Mattino». Poi, nel 1965, arriva nella redazione di «Paese Sera», dove diventa caporedattore. Ma il suo grande progetto lo realizza più tardi, alla Rai. Vuole creare un programma che sia contenitore di discussione e commento sulle partite di campionato di Serie A. Una continuazione degli appuntamenti sportivi del weekend. Ed ecco che, nel 1980 nasce su Rai3 «Il processo del Lunedì», che conduce lo stesso Biscardi dal 1983 al 1993. Le edizioni continuano fino al 2016, anche se con diversi momenti di pausa. Ma lui intanto passa a Tele+, dove ripropone la trasmissione con un nuovo nome, «Il processo di Biscardi». Stessa formula, stesso frontman: il giornalista lo conduce dal 1993 al 2016 (dal 1996 su TMC e poi dal 2003 su La7). «Con la puntata di ieri sera del Processo ed il clamoroso risultato di ascolto che è stato raggiunto del 6,50 % di share, tra i più alti mai totalizzati dall’emittente, si è conclusa trionfalmente la mia stagione televisiva e, con essa il mio rapporto di collaborazione con La 7». Così Biscardi dice addio al canale nel 2006, dopo lo scandalo di Calciopoli in cui il giornalista viene coinvolto. È accusato di aver ricevuto pressioni dal direttore generale della Juventus, Luciano Moggi. I commenti alle partite continuano su emittenti più piccole e locali. L’ultima edizione, quella del 2017, è condotta da Giorgia Palmas su 7Gold.

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