Archive | Dall’Italia

LAMPEDUSA – Spiaggia dei Conigli la più bella d’Italia

Se è vero come diceva lo scrittore francese Jean-Claude Izzo che “di fronte al mare la felicità è un’idea semplice” la Spiaggia dei Conigli a Lampedusa, Cala Mariolu e Cala Goloritze in Ogliastra sono le vere “regine” d’Italia. Sono infatti in testa alla classifica italiana dei Travelers’ Choice Beaches Awards 2017 di TripAdvisor. Ben 343 le spiagge premiate con la vittoria della Spagna con La Concha a San Sebastian a livello europeo e del Brasile con Baia do Sancho a livello mondiale. A livello italiano appunto torna in prima posizione la Spiaggia dei Conigli, che scala ben tre gradini della classifica rispetto allo scorso anno, ma è la Sardegna la regione più premiata con ben 5 spiagge premiate su 10: oltre a Cala Mariolu e Cala Goloritze sul podio ci sono infatti La Pelosa a Stintino (5/a), Porto Giunco a Villasimius (6/a) e Is Aruttas a Cabras (10/a).

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GOVERNO – Gallo (FI): Milleproroghe, Governo intervenga sui Precari in Sicilia

Il deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, ha chiesto al Governo di risolvere, nel prossimo decreto “Mille proroghe” o “Omnibus” di fine anno, le tante incompiute frutto dell’approvazione precipitosa della legge di bilancio, in riferimento particolare ai tanti Precari della Regione Sicilia i cui contratti sono in scadenza il 31 dicembre. Gallo afferma: “Il Governo non dimentichi migliaia di lavoratori Lsu che operano da tanti anni presso gli Enti locali della Sicilia in condizioni psicologiche difficili a causa dell’incertezza sul proprio futuro. Occorre intervenire approvando l’emendamento da me già presentato in Commissione Bilancio alla Camera, che proroga di ulteriori 12 mesi i contratti di lavoro per gli Lsu siciliani, scongiurando di conseguenza prevedibili tensioni sociali che potrebbero determinarsi nel caso migliaia di lavoratori e famiglie rimanessero senza lavoro dal prossimo gennaio. Ribadisco quindi la necessità d’introdurre una norma di proroga, per una questione divenuta emergenziale, al fine di risolvere il problema drammatico dei precari siciliani, inclusi gli Aso, i formatori, gli sportellisti e le categorie a rischio del posto di lavoro, autorizzando conseguentemente la Regione Siciliana ad avviare i processi di stabilizzazione.”

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Ancora droga per ‘vip’ a Palermo, vasta operazione fra Sicilia, Campania e Calabria, 16 arresti [VD]

Una vasta operazione antidroga della Polizia di Stato è in corso dalle prime ore del mattino. Sono sedici le ordinanze cautelari che vengono eseguite. L’operazione costituisce il risultato di un’indagine avviata nel 2012 e conclusa nel 2016 su due distinti gruppi criminali che si approvvigionavano di ingenti quantitativi di stupefacente, provenienti, principalmente dalla Campania e dalla Calabria.

Le indagini hanno accertato come grosse quantità di stupefacenti fossero destinate ad insospettabili consumatori del mondo delle libere professioni.

Il primo gruppo criminale, in costante contatto con la Campania, al suo interno esponenti mafiosi riconducibili allo storico mandamento mafioso di “Porta Nuova” e costituisce la riprova di come Cosa Nostra palermitana, attraverso la droga, sia ancora oggi in affari con la camorra napoletana.

Il filone investigativo sul secondo gruppo criminale trae, invece, origine dal sequestro di un’ingente somma di denaro avvenuta nel 2014 che ha scoperchiato un’ altra fiorente rotta della droga, stavolta collegata alla malavita calabrese. Anche in quel caso sono stati effettuati ingenti sequestri di cocaina.

Complessivamente, nell’ambito dell:attività investigativa, nell’arco del 2014 e del 2015, gli agenti hanno arrestato alcuni corrieri della droga con un carico di oltre 70 chili di hashish, 7,5 chili di cocaina, 14 chili di marijuana, 1,5 chili di eroina e, circa, 100.000 euro in contanti.

Nelle scorse settimane un’altra operazione aveva smantellato altre due organizzazioni che si occupavano di spacciare alla Palermo bene.

Ecco l’elenco degli arrestati nel corso dell’operazione antidroga di Palermo. I provvedimenti sono stati emessi dip Fabrizio Molinari la custodia cautelare in carcere per Pietro Catalano, 34 anni, Alessandro Bronte, 31 anni, Angelo Scafidi, 29 anni, Ciro Spasiano, 37 anni, Dario De Felice, 40 anni, Giuseppe Rosciglione, 37 anni, Salvatore Peritore, 59 anni, Carlo Arculeo, 65 anni, Giuseppe Saltamacchia, 32 anni, Gaetano Rubino, 36 anni, Francesco Ferrante, 56 anni. Agli arresti domiciliari per Giuseppe Cutino, 30 anni e Antonio Napolitano 24 anni.

Mancano all’appello tre persone che sono ricercate.

“Sono stati sgominati due sodalizi palermitani che si approvvigionavano a di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente in Campania e Calabria – dice Rodolfo Ruperti capo della squadra mobile di Palermo – Sono stati eseguiti numerosi sequestri. Le due bande riuscivano a dare risposte ad una forte domanda di droga sempre maggiore e riuscivano a soddisfare una clientela palermitana abbastanza variegata”.

I pusher che gestivano un servizio a domicilio venivano contattati al telefono anche da utenze in servizio alla Corte dei Conti e alla Regione. Tanti i professionisti che si rivolgevano alla banda per avere cocaina.

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“Cinquanta sfumature di nero” sbanca il botteghino e gli affari vanno a ruba anche ad Agrigento

Ancora un weekend all’insegna del sesso e dell’amore di “Cinquanta sfumature di nero”. Alla seconda settimana di programmazione, infatti, la pellicola erotica tratta dal romanzo di E.L. James cresce di altri 2,8 milioni di euro e vola oltre i 12 milioni. Grey e la sua Ana si impongono così come il miglior incasso dell’anno, superando “Mister Felicità” con Alessandro Siani e “L’ora legale” con Ficarra e Picone, entrambi a quota 10 milioni.

E ad Agrigento vi sarebbe un incremento di articoli legati al sesso. Il fenomeno sarebbe legato alla recente proiezione del film “Cinquanta sfumature di nero”, film che sta riscuotendo molto interesse e che contiene all’interno delle scene “molto piccanti”. Lo riporta il quotidiano La Sicilia di questa mattina. Pare che gli agrigentini siano particolarmente sensibili ad “arnesi di piacere” come si evidenzia dall’ampia intervista rilasciata al quotidiano catanese dal titolare di un sexy-shop del Villaggio Mosè.

 

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OMICIDIO SARAH SCAZZI – La Cassazione conferma l’ergastolo per Sabrina e Cosima

A quasi sette anni dall’omicidio di Sarah Scazzi la Cassazione chiude il caso di Avetrana confermando in via definitiva l’ergastolo per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, ritenute responsabili dell’omicidio della quindicenne, uccisa il 26 agosto 2010. La prima sezione penale, che ha letto stamane il dispositivo, ha annullato solo un’aggravante contestata alla zia e alla cugina della vittima, relativa al concorso in soppressione di cadavere, e ha ridotto il periodo di isolamento diurno stabilito in appello.

La Cassazione ha confermato anche gli 8 anni di carcere inflitti in appello a Michele Misseri, zio di Sarah, accusato di aver gettato il corpo della nipote quindicenne in una cisterna d’acqua nelle campagne circostanti Avetrana, dove fu ritrovato il 6 ottobre 2010. I giudici della Suprema Corte hanno rigettato in toto il ricorso dell’imputato: per lui si aprono così le porte del carcere. Misseri, dopo la sentenza, ribadisce la sua versione: «Sara l’ho uccisa io, ma nessuno mi crede».

 

Sconto di pena di un anno, invece, per il fratello di Michele Misseri, Carmine Misseri, che in appello era stato condannato a 5 anni e 11 mesi. Confermate, infine, le condanne per favoreggiamento personale nei confronti di Vito Russo junior, ex legale di Sabrina Misseri, e di Giuseppe Nigro, ai quali in appello erano stati inflitti un anno e 4 mesi di reclusione ciascuno.

A quasi sette anni dall’omicidio di Sarah Scazzi la Cassazione chiude il caso di Avetrana confermando in via definitiva l’ergastolo per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, ritenute responsabili dell’omicidio della quindicenne, uccisa il 26 agosto 2010. La prima sezione penale, che ha letto stamane il dispositivo, ha annullato solo un’aggravante contestata alla zia e alla cugina della vittima, relativa al concorso in soppressione di cadavere, e ha ridotto il periodo di isolamento diurno stabilito in appello.

 

Michele Misseri insiste: “Sara l’ho uccisa io, ma nessuno mi crede”

 I giudici di Piazza Cavour, dunque, come richiesto ieri dal pg Fulvio Baldi, hanno sostanzialmente condiviso l’impianto accusatorio della sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto il 27 luglio 2015. In Aula ad assistere alla lettura del verdetto, questa mattina, c’erano anche Giacomo e Claudio Scazzi, papà e fratello dell’adolescente assassinata. «Sarah ha ricevuto giustizia. In Italia la giustizia c’è, magari non sempre, ma in questo caso sì», ha detto Claudio Scazzi. «Questa è una sentenza equilibrata – ha aggiunto – basata sul lavoro durato tanti anni di persone fortemente motivate. Il Paese deve ringraziare coloro che hanno lavorato a questo caso». E a chi gli chiede di mamma Concetta, rimasta ad Avetrana, Claudio Scazzi risponde: «Mamma è stata informata, condivide questi miei pensieri: si è sempre affidata alla Procura». L’avvocato Valter Biscotti, legale della famiglia, ha sottolineato: «Si chiude una pagina dal punto di vista processuale, resta la sofferenza della mamma, del papà e del fratello di Sarah».

 

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Disabili – Travolto dalle “Iene”, l’assessore Miccichè si è dimesso

Scaricato dal governatore siciliano Rosario Crocetta, all’assessore regionale alle Politiche sociali Gianluca Miccichè non è rimasta altra scelta che dimettersi. Prima di lui sono stati 35 i membri della giunta che hanno lasciato il proprio incarico nei quattro anni e mezzo del governo Crocetta.

La trasmissione «Le Iene» aveva mandato in onda un video registrato lo scorso 16 febbraio, all’insaputa di Miccichè, a casa di due disabili di Palermo, Gianluca e Alessio Pellegrino, nel quale l’assessore chiede ai due tetraplegici di dargli una mano a restare al proprio posto, dopo le polemiche scoppiate per la messa in onda, il giorno precedente, di un servizio in cui gli inviati del programma di Italia 1 raccontavano le oltre otto ore trascorse dai due disabili nella portineria dell’assessorato, nella vana attesa di essere ricevuti dall’assessore quarantenne, originario di Caltanissetta.

Il politico eletto nell’Udc, alla guida dell’assessorato da poco più di un anno , si dice «addolorato e turbato per quanto accaduto», ma sottolinea che la vicenda «ha assunto una dimensione mediatica che va al di là dei fatti e che consegna un’immagine deformata della mia persona e del mio impegno politico». In serata Crocetta ha accolto le dimissioni dell’assessore, prendendo l’interim.

I fratelli Pellegrino da oltre un anno chiedono che sia loro garantita l’assistenza 24 ore su 24, invece delle tre ore di cui hanno usufruito, poi arrivate a cinque dopo il servizio delle Iene. Lo chiedono anche per gli altri 3.600 disabili siciliani che come loro hanno un’invalidità totale, e per questo oggi hanno rifiutato il provvisorio sostegno della Croce rossa. I due fratelli, dopo le 15, rimangono soli e dipendono dalla disponibilità di qualche amico.

Nelle immagini trasmesse dalle Iene, si vede Miccichè che si scusa per quanto accaduto, ribadendo che il 15 febbraio non si trovava in ufficio; versione smentita da una delegazione di sindacalisti che era stata ricevuta poco prima dall’assessore.

Investito dalle polemiche, l’assessore sente la sua poltrona traballare e per questo chiede ai due disabili di dargli una mano a restare. Una richiesta che mette in imbarazzo i fratelli Pellegrino e gli amici che si trovavano a casa con loro. Si sente Miccichè dire che il servizio h24 potrebbe partire «già in primavera, se io resto assessore. E questo non dipende da me, ma da voi. Se mi date una mano a restare».

Poi l’assessore va via e un amico dei Pellegrino dice: «Mi aveva quasi convinto, ma dopo quell’ultima frase… Allucinante». 

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GOSSIP – Sabrina Salerno messa ko dall’esaurimento nervoso [FOTO]

Ecco la confessione choc: “Sembravo una tigra ma morivo di paura. Ansia, attacchi di panico prima di salire sul palco. Ero depressa, cupa. A 24 anni, dopo il successo e la tournée in Sudamerica, al culmine del successo, dall’alto dei 20 milioni di dischi venduti, non ce l’ho fatta. L’esaurimento nervoso mi ha messo a terra”.

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TORINO – Condannato il “Boss dei due Mondi” di Siculiana

La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha condannato a 21 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti Alfonso Caruana, originario di Siculiana in provincia di Agrigento, ritenuto, già tra gli anni ’80 e ’90, “il boss dei due mondi”, in ragione dei suoi affari oltre oceano. Caruana sarebbe socio di Pasquale Cuntrera, anche lui di Siculiana e altro presunto storico esponente della omonima famiglia di Cosa Nostra. La Procura Generale ha invocato la condanna di Caruana a 30 anni di reclusione e la custodia cautelare in carcere per scongiurare il pericolo di fuga. Alfonso Caruana è stato estradato dal Canada dopo anni di battaglie legali, ed è attualmente detenuto in Sicilia a seguito di un altro processo. Nell’ambito dell’indagine che ha determinato l’attuale condanna, nel 1994 i Carabinieri sequestrarono un tir con un carico di oltre 5 tonnellate di cocaina proveniente dal Sud America e destinato a Borgaro Torinese.

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CASO DISABILI – Miccichè: “Clima ostile, se ci sono problemi politici pronto al confronto”

Sono numerosi gli interventi di biasimo, ed è bufera sull’assessore regionale alle Politiche sociali, Gianluca Miccichè, dopo il servizio delle Iene che ha denunciato il mancato incontro, dopo un’anticamera di 8 ore, promesso a due fratelli disabili che a gennaio 2016 lanciarono un disperato appello: abbiamo bisogno di aiuto. Il Partito Democratico, azionista di maggioranza del governo Crocetta, afferma: “E’ indispensabile aprire una riflessione sulla permanenza all’interno della giunta regionale di Miccichè.” E lo stesso assessore Miccichè si difende e replica: “Le promesse che ho fatto nel 2016 sono state mantenute. Il progetto sperimentale denominato ‘Vita Indipendente’, per il quale la dotazione finanziaria è pari a 100mila euro per Distretto, è partito e i fratelli Pellegrino, pur essendo rientrati in graduatoria, non hanno potuto beneficiare dei contributi del 2014 a causa dell’esaurimento dei fondi. Se mi si contesta il merito di provvedimenti che ho assunto, me lo si dica e sono pronto al confronto con chiunque. Ma se ci sono problemi politici, perché ormai siamo in piena stagione elettorale, voglio saperlo: in questo caso sono disponibile ad affrontare qualsiasi discussione e posso anche fare un passo indietro.”

 

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Atene dice no a Gucci per sfilate al Partenone? Il sindaco Firetto: “Venga nella Valle dei templi”

Atene ha detto no alle sfilate nei pressi del Partenone di Gucci (che offriva 2 milioni per 900 secondi di sfilata)? Si va avanti Agrigento con la sua Valle dei Templi. E’ stato il sindaco Calogero Firetto a farsi avanti: “Eventi riservati a pochi ospiti sono oggetto di un regolamento del Parco archeologico della Valle dei Templi – afferma Firetto – e, in linea con le norme nazionali, sono stabiliti canoni e diritti di immagine. Penso che la Valle dei Templi, scelta per altri eventi privati di carattere internazionale, possa essere uno scenario anche più suggestivo dal punto di vista della qualità dell’immagine e della resa pubblicitaria. Abbiamo appena vinto il Premio nazionale del Paesaggio e siamo candidati per l’Italia allo stesso premio del Consiglio d’Europa. L’archeologia ad Agrigento non è statica, ma pulsa di vita, attraverso la creatività di uomini e donne, che nell’arte, nella poesia, nella letteratura, nella scienza, nelle attività produttive, con un carattere fortemente innovativo e nel rispetto dei luoghi, riescono a legare magicamente classicità e contemporaneità. Per Agrigento e per Gucci sarebbe un’opportunità: il reciproco vantaggio è abbastanza ovvio; inoltre la nota casa di moda potrebbe rispettare il suo intendimento di realizzare una sfilata tra i templi greci, in un luogo che è patrimonio dell’Umanità dichiarato dall’Unesco. L’orgoglio verso il nostro passato si esprime ogni giorno in un paesaggio vivo e non imbalsamato, pronto ad accogliere tutto ciò che rappresenta la cultura contemporanea ad alti livelli, in Italia e nel mondo”.

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