Tag Archive | "2 arresti"

SAN CATALDO – Picchiano due marocchini per futili motivi, arrestati padre e figlio


Emilio e Vincenzo Intilla di 63 e 22 anni sono stati arrestati dai carabinieri per lesioni personali gravissime.

I due sono finiti in manette con l’accusa di avere aggredito ed accoltellato due fratelli di origini marocchina, di cui uno minorenne, colpendoli al viso e alla schiena.

I due fratelli di origine marocchina, nati in Italia e da sempre residenti a San Cataldo, sono stati portati in ospedale, dove sono stati medicati per le gravi lesioni riportate.

Le ferite più serie le ha riportate il maggiorenne dei due sfregiato al viso da una coltellata. A causare l’aggressione pare un precedente litigio per futili motivi fra Vincenzo Intilla ed i giovani stranieri. Padre e figlio sono stati rinchiusi nel carcere.

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LICATA – Scoperta piantagione di cannabis, sequestrati 244 chili di “roba”: arrestati zio e nipote [FOTO]


Sono 244 i chili di cannabis – piante in piena fioritura, alte anche 1,90 metri – sequestrati dalla polizia di Stato, durante una maxi operazione messa a segno a Licata. Due le persone che sono state arrestate: Francesco Cottitto, di 40 anni, ed Emanuele Burgio, di 24, rispettivamente zio e nipote, braccianti agricoli di Palma di Montechiaro. Entrambi – posti agli arresti domiciliari -, adesso, dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di coltivazione, ai fini di spaccio, di sostanza stupefacente.

La piantagione è stata scoperta a Torre di Gaffe, al confine fra Palma di Montechiaro e Licata. L’operazione – che ha portato alla scoperta di una grossa piantagione di cannabis, sistemata in alcune serre, – è stata realizzata dai poliziotti del commissariato di Licata e da quelli della quinta sezione antidroga dalla Squadra Mobile della Questura di Agrigento.

“L’attività rientra nell’ambito dei servizi di prevenzione e repressione – ha spiegato, durante la conferenza stampa al commissariato di Licata, il numero due della Squadra Mobile: il commissario Vincenzo Di Piazza – del traffico di sostanze stupefacenti. In seguito a diversi appostamenti, fatti dal personale Antidroga della Squadra Mobile e dal personale del commissariato di Licata, si è avuto modo di scovare questo obiettivo a Torre di Gaffe”. 

“Come spesso è accaduto, anche in tempi recenti, anche in relazione ad eventi importanti come l’omicidio Marzullo, – ha spiegato il dirigente del commissariato di Licata, il commissario Marco Alletto – la collaborazione fra personale del locale commissariato e Squadra Mobile è sempre particolamente proficua e ci consente, spesso, di raggiungere importanti risultati dal punto di vista investigativo. Questa è stata una indagine particolarmente faticosa per gli operatori che hanno dovuto effettuare i servizi di appostamento ed osservazione, ma alla fine il risultato è stato importante perchè non si sequestrano tutti i giorni 244 chili di marijuana. Con rammarico – ha aggiunto il commissario Alletto – dobbiamo constatare che il fenomeno della coltivazione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, rimane un fenomeno particolarmente diffuso in queste aree”.  

 

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SCIACCA – Controllavano le abitazioni da svaligiare con un binocolo, 2 arresti


Controllavano le abitazioni da svaligiare, a distanza, con un binocolo. E quando vedevano che le residenze di San Giorgio e Timpi Russi, a Sciacca, erano deserte, entravano in azione. Sono due i palermitani che sono stati arrestati dalla polizia di Stato. Si tratta di Roberto Bilella di 50 anni e Francesco Torricelli di 43 anni. 

I residenti delle due zone hanno collaborato, fornendo sospetti ed indicazioni. In particolar modo, i saccensi hanno segnalato una Fiat Uno di colore verde che, con fare sospetto appunto, si aggirava nelle zone. E’ scattato un servizio di perlustrazione e controllo del territorio – effettuato dai poliziotti del commissariato di Sciacca – ed è stata fermata quell’utilitaria. A bordo dell’autovettura, oltre ai due palermitani, c’era un televisore – secondo l’accusa – che era stato da pochissimo rubato in un’abitazione di contrada San Giorgio. 

I due arrestati, su disposizione del sostituto procuratore di turno di Sciacca, sono stati posti ai domiciliari. Le indagini, naturalmente, proseguono per cercare d’appurare se i due siano o meno responsabili di altri “colpi” registratisi nelle due zone di Sciacca. 

 

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FRAMCOFONTE – Lupara bianca, presi i killer


I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Siracusa avrebbero fatto luce su un omicidio di mafia avvenuto 15 anni fa con il metodo della “lupara bianca”.

Gli investigatori hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Michele D’Avola, 44 anni, attualmente in carcere al regime del 41 bis, e Fabrizio Iachininoto, 47 anni, per l’omicidio in concorso di Massimo Santo Gallo, 38 anni, scomparso a Francofonte, in provincia di Siracusa, nel marzo del 2002.

D’Avola è ritenuto dagli inquirenti il referente del clan “Nardo” su Francofonte, mentre Iachininoto è ritenuto tra i maggiori esponenti del clan Nardo e indicato come uno dei killer più efferati del gruppo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura distrettuale etnea.

L’indagine è stata riavviata nel febbraio 2015, in seguito ad alcuni riscontri investigativi dopo le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Gli investigatori hanno accertato che l’omicidio sarebbe maturato nell’ambito di una faida mafiosa che, nei primi anni 2000, vedeva contrapposti, nell’area di Lentini e Francofonte, in provincia di Siracusa, il clan “Nardo” e il clan “Campailla” di Scordia, Catania, al quale il Gallo era contiguo.

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SAMBUCA DI SICILIA – Mafia, i Carabinieri eseguono 2 ordinanze di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta “Eden – Triokolà”


A Palermo, al palazzo di giustizia, lo scorso 7 giugno, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Filippo Serio, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 8 anni di carcere Giuseppe Genova, 51 anni, di Burgio, e a 6 anni di reclusione ciascuno Andrea e Salvatore La Puma, di 70 e 41 anni, rispettivamente padre e figlio, originari di Sambuca di Sicilia, imputati nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’Agrigentino cosiddetta “Triokola–Eden 5”, e presunti fiancheggiatori del boss di Sambuca di Sicilia, Leo Sutera. Ebbene, all’alba di oggi i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Agrigento e della Compagnia di Sciacca hanno arrestato a Sambuca di Sicilia Andrea e Salvatore La Puma, su ordine di carcerazione firmato dal Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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LICATA – Operazione stipendi “SPEZZATI”, 2 arresti [VD TG ]


I carabinieri della compagnia di Licata (Ag) hanno eseguito 4 ordinanze cautelari firmate dal Gip del tribunale di Agrigento Alfonso Malato su richiesta della Procura. L’operazione «Stipendi spezzati» ha riguardato alcuni appartenenti della «Cooperativa sociale Suami – Onlus».

Due le persone – dei coniugi di Favara – sottoposte agli arresti domiciliari, mentre due donne sono state sottoposte all’obbligo di dimora ed all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni. Complessivamente otto le persone indagate. L’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Macaluso, oggi trasferito ad altra sede. 

Fra gli arrestati, e posti ai domiciliari, nell’operazione «Stipendi spezzati», c’è Salvatore Lupo, 41 anni, ex presidente del consiglio comunale di Favara (Ag). Ai domiciliari anche la moglie Maria Barba, 35 anni. Obbligo di dimora a Licata (Ag) per Caterina Federico di 34 anni ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Veronica Sutera Sardo, 30 anni, di Agrigento.


Il 18 gennaio del 2016, a Licata, scattò l’operazione «Catene spezzate» – che ipotizzava maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti degli ospiti di una struttura d’accoglienza per disabili – . L’indagine dei carabinieri fece scattare, allora, 5 misure cautelari. Già durante gli interrogatori di garanzia, sentendo alcuni dipendenti emerse un presunto giro di estorsioni sugli stipendi. I carabinieri di Licata, da allora, hanno effettuato indagini ed accertamenti. La nuova inchiesta avrebbe fatto emergere che ai dipendenti della «Cooperativa sociale Suami – Onlus» prima venivano accreditati su conto corrente le mensilità dovute e poi, con carte bancomat intestate proprio agli stessi dipendenti, l’amministratore unico della coop, Salvatore Lupo, avrebbe prelevato – secondo l’accusa formalizzata da carabinieri e Procura – la metà degli stipendi. Stando all’inchiesta, questi prelievi «forzosi» di denaro avrebbero riguardato oltre 20 dipendenti. I carabinieri di Licata hanno contestualmente proceduto al sequestro preventivo di circa 37 mila euro sui conto correnti degli indagati. 

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SAMBUCA DI SICILIA – “Sorpresi con 100 grammi di hashish nell’auto”, arrestati 2 giovani


Sorpresi con un panetto di hashish nell’auto. Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti due giovani di Menfi sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Sciacca, coadiuvati dai colleghi della Stazione di Sambuca.

I due giovani sono stati fermati – ricostruiscono i carabinieri – mentre percorrevano la provinciale 70 e si stavano dirigendo a Sambuca. “Al controllo, – fanno sapere i militari – è seguita una perquisizione personale e veicolare che ha consentito di rinvenire e sequestrare, un panetto di hashish del peso di circa 100 grammi, nascosto all’interno di uno sportello dell’auto”.

Successivamente, i carabinieri hanno perquisito le abitazioni dei giovani, dove sarebbero stati trovati altri 20 grammi di stupefacente.

 

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SANTA CROCE CAMERINA – Rubano 200 chili di melanzane, arrestati


E’ andata male ai due romeni che nella notte di ieri sono stati beccati da una pattuglia dei carabinieri di Ragusa mentre uscivano da una serra con un carico di melanzane. Erano le 5 del mattino quando i militari hanno notato una Fiat Marea con la carrozzeria malconcia vicino alle serre e hanno fermato subito l’auto e gli occupanti. I due giovani sono apparsi immediatamente agitati ed è bastato dare uno sguardo sui sedili passeggeri: trasportavano dei sacchi neri contenenti circa 200 chili di melanzane appena rubate da una serra. Entrambi si trovano agli arresti domiciliari presso le loro abitazioni a S. Croce Camerina.

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CANICATTI’ – “Rubarono gioielli per 100 mila euro”, arrestate due persone


Due persone sono finite in manette per furto ad un rappresentante di gioielli di Canicattì. Gli arresti rientrano nel blitz condotto dalla Squadra mobile di Catania in cui sono rimaste coinvolte undici persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati contro il patrimonio, rapina, tentata rapina, furto e ricettazione.

Nel caso del furto al rappresentante di Canicattì, episodio avvenuto nel dicembre del 2015, il bottino ammontava a 100 mila euro, di cui sono stati recuperati borsoni con gioielli del valore di 50 mila euro. La polizia ha arrestato solo due dei tre presunti autori del furto, Placido Privitera, 28 anni, e Rosario Spampinato, 51 anni.

 

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CALTANISSETTA – Aggredivano e rapinavano disabili: due arresti


La Polizia ha arrestato a Caltanissetta Gaetano Giudici, 34 anni, e Claudio Michele Maccaronio, di 31 anni, con l’accusa di rapina aggravata in concorso ai danni di un disabile di 65 anni. Maccaronio è accusato anche di un’altra rapina con aggressione a un altro disabile di 56 anni.

GUARDA IL VIDEO

La prima aggressione risale alla notte del 9 ottobre 2015 quando il 65enne è stato pestato e rapinato dai due in corso Umberto I. La stessa notte venne aggredito il 56enne che fu pestato da Maccaronio e salvato dall’intervento di alcuni passanti.

Ad incastrare i due criminali sono state le immagini di vari sistemi di videosorveglianza che hanno consentito agli agenti della squadra mobile di vedere le scene dell’aggressione.

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