Tag Archive | "arrestato"

NARO – Arrestato ex insospettabile per possesso di armi


A Naro i Carabinieri della locale stazione, a conclusione di mirate attività investigative, hanno arrestato un impiegato ex insospettabile sorpreso in possesso, nella sua abitazione, di due fucili calibro 12 e munizioni, il tutto detenuto illegalmente. G C, sono le iniziali del nome, 49 anni, incensurato, è stato arrestato ai domiciliari. Le armi, in ottimo stato di conservazione ed efficienza, saranno inviate ai laboratori del Ris dei Carabinieri per accertare se siano state utilizzate per compiere delitti.

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PALMA DI MONTECHIARO – Marijuana nel bagno di casa, arresto


I Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato Calogero Napoli, 27 anni, originario di Palermo, sorpreso in flagranza di reato a Palma di Montechiaro, nella sua abitazione, intento a cedere ad alcuni giovani delle dosi di marijuana. Nel corso della perquisizione sono stati scoperte e sequestrate 11 dosi di marijuana nascoste in un mobile del bagno. Calogero Napoli è ristretto ai domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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SCIACCA – Non si arrende al divorzio e minaccia la ex moglie con un bastone


Un 43enne è stato arrestato dalla polizia a Sciacca per stalking. L’uomo, nonostante il divorzio, non sarebbe riuscito a rassegnarsi alla fine della relazione e ancora una volta ha tentato di avvicinarsi all’ex moglie. Ha cercato di forzare la porta di ingresso dell’abitazione, minacciando la donna con un bastone per costringerla ad aprire l’uscio e minacciando di gettarsi da un ponte.

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CAMPOBELLO DI LICATA – Botte alla compagna, arrestato 37enne


A Campobello di Licata i Carabinieri hanno tratto in arresto un 37enne del luogo ponendo fine ad una situazione di violenze subite per alcuni mesi da una giovane donna.

Durante le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento ed avviate a seguito della denuncia della vittima i militari dell’Arma accertavano che il soggetto aveva maltrattato più volte la sua compagna, con percosse e minacce, per banali motivi, per ultimo, l’uomo le avea provocato anche la tumefazione di un occhio e vari traumi alle braccia e alle gambe.

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GELA – Aveva tentato di uccidere anziano, telecamere lo incastrano


La sezione di pg della guardia di finanza presso la procura di Gela ha eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere per tentativo di omicidio a carico del gelese Gaetano Davide Alfieri, di 41 anni, con precedenti penali. All’inizio del mese scorso, durante un tentativo di furto che stava compiendo in un villino di campagna, in contrada «Femmina Morta», a ovest della città, Alfieri fu sorpreso dal proprietario, un anziano di 90 anni, e si nascose sul terrazzo della casa da dove, per aprirsi una via di fuga, lanciò un pesante concio di tufo sul suo inseguitore colpendolo alla testa e alla scapola sinistra. Così riuscì a dileguarsi.

L’anziano riportò ferite che i medici del pronto soccorso dell’ospedale «Vittorio Emanuele» giudicarono guaribili in 40 giorni. Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza dello stesso villino, la guardia di finanza, incaricata delle indagini, è riuscita a identificare Gaetano Davide Alfieri che oggi è stato rinchiuso nel locale carcere di contrada «Balate». 

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URUGUAY – ‘Ndrangheta, arrestato il boss della cocaina Rocco Morabito, ‘u Tamunga. La sua vita d’oro tra i locali milanesi


A differenza del protagonista di «C’era una volta in America», Francisco Capeleto in tutti questi anni «a letto presto» non deve esserci andato praticamente mai. Per due motivi: il primo è perché mai dal 1994, data nella quale s’è reso latitante, Capeleto alias il boss della droga Rocco Morabito, 51 anni, di Africo (RC), ha mai smesso di occuparsi della sua attività principale, ossia trafficare cocaina tra Sudamerica e Italia, attività molto redditizia ma altrettanto rischiosa soprattutto per chi è inserito nell’elenco del 30 latitanti di pericolosi. Il secondo è un motivo ben più «volubile», perché questo narcos della ‘ndrangheta – imparentato con il boss Peppe Morabito ‘u tiradrittu – ha in realtà poco a che vedere con la tradizione che vuole i latitanti calabresi nascosti negli ovili sulle montagne dell’Aspromonte.

Rocco Morabito, soprannominato ‘u Tamunga scimmiottando il nome del vecchio fuoristrada militare tedesco Dkw Munga, è infatti un boss atipico. Anzitutto perché chi traffica droga, e lo fa per conto delle «famiglie» stando direttamente in Sudamerica, di solito non è tenuto alla vita «monastica» dei boss pecorai delle montagne. Ma in particolare perché Morabito è arrivato a Milano quando aveva meno di 25 anni e ha vissuto gli anni d’oro di Milano, tra locali e night. Dal Biffi di piazzale Baracca, fino ai lounge bar di piazza Diaz. Gli investigatori della squadra Mobile di Milano e il pm Laura Barbaini che gli hanno dato la caccia nell’indagine Fortaleza per la quale ha rimediato la condanna a 30 anni di carcere per narcotraffico, lo raccontano come un uomo sempre elegante, nonostante quelle sopracciglia foltissime e il forte accento di Africo.

Rocco Morabito, soprannominato ‘u Tamunga scimmiottando il nome del vecchio fuoristrada militare tedesco Dkw Munga, è infatti un boss atipico. Anzitutto perché chi traffica droga, e lo fa per conto delle «famiglie» stando direttamente in Sudamerica, di solito non è tenuto alla vita «monastica» dei boss pecorai delle montagne. Ma in particolare perché Morabito è arrivato a Milano quando aveva meno di 25 anni e ha vissuto gli anni d’oro di Milano, tra locali e night. Dal Biffi di piazzale Baracca, fino ai lounge bar di piazza Diaz. Gli investigatori della squadra Mobile di Milano e il pm Laura Barbaini che gli hanno dato la caccia nell’indagine Fortaleza per la quale ha rimediato la condanna a 30 anni di carcere per narcotraffico, lo raccontano come un uomo sempre elegante, nonostante quelle sopracciglia foltissime e il forte accento di Africo.

Sabato, quando lo hanno fermato in un hotel del centro di Montevideo con lui c’era anche la compagna Paula Maria De Olivera Correia, 54 anni, nata in Angola ma di passaporto portoghese. Lui aveva documenti brasiliani a nome Francisco Capeleto, residente a Punta del Este, e con quel passaporto era riuscito ad ottenere una carta d’identità uruguaiana. Viveva lì almeno da una decina d’anni, dicono gli inquirenti, e decisiva per arrivare a catturarlo è stata l’attività d’indagine dei segugi del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, oltre alla collaborazione con l’ufficiale di collegamento in Uruguay. Tamunga aveva una pistola, oltre a due auto, 13 cellulari, e una dozzina di carte di credito. Segno inequivocabile che non aveva mai interrotto la sua attività di booker della droga. Una risorsa fondamentale per le famiglie africote che – come tutto il resto della ‘ndrangheta – continuano ad ottenere almeno l’85% della loro ricchezza dal narcotraffico. Soprattutto a Milano, città nella quale la ‘ndrangheta continua ad avere un ferreo controllo del mercato della cocaina, seppure non in monopolio.

Per l’Anagrafe, Rocco Morabito (nato il 13 ottobre ‘66, figlio di Domenico Morbito e Carmela Modaffari) risulta ancora residente a Milano al 18 di via Bordighera. Anche se, di fatto, ha sempre abitato a Casarile, al confine con la provincia di Pavia. Ora la villetta a schiera di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, 37 è confiscata ed è diventata la sede della biblioteca comunale. Così come è sotto sequestro la sua villa, costruita da pochi anni, nel paese natale di Africo. Tre piani e un giardino oggi incolto e abbandonato. Un bunker realizzato al piano terra, sfruttando un sottoscala, e una vasca idromassaggio racchiusa tra un colonnato in stile Scarface con vista sul mare. Immobile che oggi è abitato soltanto da piccioni ed è stato depredato di tutto (marmi, piastrelle, sanitari, porte, mobilia, cavi elettrici) in attesa che lo Stato se ne occupi, ma che ancora svetta sulla costa calabrese a testimonianza del potere dei soldi, della cocaina, della ‘ndrangheta.

FONTE. CORRIERE.IT

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CANICATTI’ – Tenta di fuggire a posto blocco e investe carabinieri, arrestato


Fabio Li Vigni, 40 anni, originario di Palermo, ma residente a Canicattì è stato arrestato in flagranza di reato dopo aver cercato di fuggire su uno scooter ad un posto di blocco dei carabinieri all’interno della zona a traffico limitato. Prima di tentare di fuggire ha investito un militare. E’ accusato di “violenza e resistenza a pubblico ufficiale” e multato per guida in stato di ebbrezza, guida senza patente e circolazione senza la prevista copertura assicurativa. Si trova ai domiciliari. Il carabiniere investito ha riportato solo lievi ferite ad un piede.

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SCIACCA – Arrestato noto esponente della famiglia mafiosa locale Salvatore Di Gangi


I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato il boss saccense Salvatore Di Gangi, 75 anni, che sconterà la condanna a 4 anni di reclusione inflitta per il reato di estorsione commessa col metodo mafioso e al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso. Il provvedimento è la conclusione di un lavoro investigativo svolto dai Carabinieri di Sciacca, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha consentito di svelare l’estorsione a danno della società “Laterizi Fauci”, una delle più note aziende del territorio saccense. Oltre al pagamento delle spese processuali, l’Autorità Giudiziaria ha disposto a carico di Salvatore Di Gangi la pena accessoria dell’interdizione dai Pubblici Uffici.

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RACALMUTO – Picchia padre invalido di 86 anni: arrestato pregiudicato


I Carabinieri della Stazione di Racalmuto hanno arrestato un 40 enne del luogo,Eugenio Capitano, poiché hanno accertato che il medesimo, a seguito di una violenta lite con l’anziano padre, lo aveva colpito ripetutamente al volto.
L’anziano, 86enne, con serie difficoltà motorie, si è recato prima presso il pronto soccorso dell’ospedale di Canicattì e poi, impaurito di far rientro a casa, ha trovato il coraggio di presentarsi in caserma dai Carabinieri, ove riusciva a chiedere aiuto per le continue vessazioni e violenze subite dal figlio convivente.
I Carabinieri, raccolti i necessari elementi di prova, rintracciavano e arrestavano, subito dopo, il 40 enne, per i reati di “maltrattamenti contro familiari e conviventi continuati” e “lesione personale”, con l’aggravante di aver violato le prescrizioni impostegli con la misura di prevenzione della sorveglianza speciale cui è sottoposto.
Terminate le formalità di rito, l’autore del reato veniva associato al carcere di Petrusa, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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LICATA – “Voleva uccidere l’ex fidanzata e sfonda il portone”, arrestato 33enne


Non riusciva a rassegnarsi alla fine della relazione con l’ex fidanzata e dopo averla perseguitata per circa due mesi il 33enne Angelo Marco Sortino di Licata (Ag) ha sfondato la porta di ingresso del condominio dove vive la giovane e il portone dell’appartamento e brandendo un coltello da cucina ha minacciato di morte la ventunenne.

I carabinieri, avvisati telefonicamente, sono subito intervenuti ed hanno rintracciato l’uomo che, nel frattempo, si era allontanato. Angelo Marco Sortino è stato trovato vicino alla sua abitazione ed è stato arrestato. Al momento gli sono contestati i reati di tentato omicidio, atti persecutori, violazione di domicilio aggravata e danneggiamento. Del fascicolo di inchiesta subito aperto si sta occupando il sostituto procuratore di Agrigento Matteo Delpini. Sortino fu arrestato per aver incendiato, nel maggio dello scorso anno, la casa del sindaco di Licata Angelo Cambiano. Per effetto della misura cautelare, era infatti ancora sottoposto all’obbligo di dimora ed alle ore 21 doveva rientrare a casa. 

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