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SCIACCA – Arrestato noto esponente della famiglia mafiosa locale Salvatore Di Gangi


I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato il boss saccense Salvatore Di Gangi, 75 anni, che sconterà la condanna a 4 anni di reclusione inflitta per il reato di estorsione commessa col metodo mafioso e al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso. Il provvedimento è la conclusione di un lavoro investigativo svolto dai Carabinieri di Sciacca, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha consentito di svelare l’estorsione a danno della società “Laterizi Fauci”, una delle più note aziende del territorio saccense. Oltre al pagamento delle spese processuali, l’Autorità Giudiziaria ha disposto a carico di Salvatore Di Gangi la pena accessoria dell’interdizione dai Pubblici Uffici.

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RACALMUTO – Picchia padre invalido di 86 anni: arrestato pregiudicato


I Carabinieri della Stazione di Racalmuto hanno arrestato un 40 enne del luogo,Eugenio Capitano, poiché hanno accertato che il medesimo, a seguito di una violenta lite con l’anziano padre, lo aveva colpito ripetutamente al volto.
L’anziano, 86enne, con serie difficoltà motorie, si è recato prima presso il pronto soccorso dell’ospedale di Canicattì e poi, impaurito di far rientro a casa, ha trovato il coraggio di presentarsi in caserma dai Carabinieri, ove riusciva a chiedere aiuto per le continue vessazioni e violenze subite dal figlio convivente.
I Carabinieri, raccolti i necessari elementi di prova, rintracciavano e arrestavano, subito dopo, il 40 enne, per i reati di “maltrattamenti contro familiari e conviventi continuati” e “lesione personale”, con l’aggravante di aver violato le prescrizioni impostegli con la misura di prevenzione della sorveglianza speciale cui è sottoposto.
Terminate le formalità di rito, l’autore del reato veniva associato al carcere di Petrusa, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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LICATA – “Voleva uccidere l’ex fidanzata e sfonda il portone”, arrestato 33enne


Non riusciva a rassegnarsi alla fine della relazione con l’ex fidanzata e dopo averla perseguitata per circa due mesi il 33enne Angelo Marco Sortino di Licata (Ag) ha sfondato la porta di ingresso del condominio dove vive la giovane e il portone dell’appartamento e brandendo un coltello da cucina ha minacciato di morte la ventunenne.

I carabinieri, avvisati telefonicamente, sono subito intervenuti ed hanno rintracciato l’uomo che, nel frattempo, si era allontanato. Angelo Marco Sortino è stato trovato vicino alla sua abitazione ed è stato arrestato. Al momento gli sono contestati i reati di tentato omicidio, atti persecutori, violazione di domicilio aggravata e danneggiamento. Del fascicolo di inchiesta subito aperto si sta occupando il sostituto procuratore di Agrigento Matteo Delpini. Sortino fu arrestato per aver incendiato, nel maggio dello scorso anno, la casa del sindaco di Licata Angelo Cambiano. Per effetto della misura cautelare, era infatti ancora sottoposto all’obbligo di dimora ed alle ore 21 doveva rientrare a casa. 

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RAVANUSA – Commerciante arrestato per spaccio di droga


I Carabinieri della Stazione di Ravanusa, nel corso di servizio investigativo, hanno tratto in arresto in flagranza di reato: S.M., 50 enne, commerciante di Ravanusa, poiché resosi responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, nel corso di una perquisizione eseguita dai Militari presso il bar gestito dal commerciante ,all’interno di una cappa di aspirazione, è stata rinvenuta, circa 35 grammi di “Cocaina”, suddivisa in n. 35 dosi, nonché la somma in contanti di euro 7.500 circa in banconote di vario taglio, ritenuta verosimilmente provento dell’attività di spaccio.

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CASTROFILIPPO – Sulla Statale 640 con 10 chili di hashish, arrestato carrozziere palermitano


La sezione antidroga della Squadra Mobile di Agrigento ha arrestato Pietro La Cara, un carrozziere palermitano di 40 anni, per traffico di stupefacenti. L’uomo è stato fermato sulla Statale 640 all’altezza dello svincolo per il Comune di Castrofilippo. A insospettire i poliziotti è stato l’atteggiamento di La Cara che hanno invitato il carrozziere a seguirli in Questura per fare una perquisizione personale dell’auto.

Occultati in un pannello della vettura sono così stati trovati venti panetti di hashish per un totale di circa 10 chili che sul mercato avrebbero fruttato circa 50.000-70.000 euro. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Petrusa.

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AGRIGENTO – “Trasportava mezzo chilo di droga”, arrestato corriere 20enne


Ad Agrigento la Guardia di Finanza, in collaborazione con il Cane “Tasco”, ha sorpreso in piazzale Rosselli un uomo di 20 anni, J E sono le iniziali del nome, immigrato dal Gambia e con permesso di soggiorno come rifugiato, in possesso, sull’autobus di linea appena giunto da Palermo, di una busta con dentro 5 panetti di hashish, da circa 100 grammi ciascuno, e circa 20 grammi di marijuana. L’africano, domiciliato a Porto Empedocle, risponderà all’autorità giudiziaria di detenzione e traffico di stupefacenti a fini di spaccio.

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MAFIA – Preso Concetto Bonaccorsi “u carateddu” era latitante dal 2016


La polizia ha arrestato il boss latitante Concetto Bonaccorsi, 56 anni, noto come “‘u carateddu”, ricercato dal settembre 2016 quando non rientrò nel carcere di Secondigliano (Napoli) dopo un permesso premio di 3 giorni.

Condannato all’ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti è lo storico capo dell’omonima ‘famiglia’ del clan Cappello-Bonaccorsi.

Indagini di personale della squadra mobile di Catania hanno consentito di rintracciarlo in una villa di Massa e Cozzile dove è stato arrestato in collaborazione con la polizia di Pistoia.

LA STORIA DEL BOSS  Considerato con il fratello Ignazio a capo dei ‘Carateddi’, ritenuta una frangia ‘armata’ del clan Cappello legata ai ‘Cursoti’, Concetto Bonaccorsi è stato catturato in una casa al secondo piano della frazione di Traversagna di Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia.

Si era reso irreperibile a conclusione di un permesso premio all’opera ‘Don Guastella’ di tre giorni, dal 23 al 26 settembre 2016, quando non era rientrato nel carcere Secondogliano di Napoli.

Da una decina di giorni agenti della squadra mobile di Catania si erano trasferiti in Toscana alla ricerca del suo covo. Durante un sopralluogo nella zona, ieri pomeriggio, hanno riconosciuto la moglie affacciata su un balcone, sul quale poco dopo hanno visto il boss preparare un barbecue.

Personale delle squadre mobili di Catania e Pistoia hanno circondato l’edificione fatto irruzione. Concetto Bonaccorsi non ha opposto resistenza. Nella casa sono state trovate una carta di identità e una patente di guida intestati a un catanese.

Dopo la notifica del provvedimento restrittivo emesso dalla Procura generale di Milano per una condanna all’ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di droga, il boss è stato condotto nel carcere di Prato.

Tra i tanti casi in cui è stato implicato anche quello dell’uccisione di Marco De Zorzi, avvenuta il 21 aprile del 1993 a Cassalnovo (Pavia). In quell’occasione rimase bloccato nell’ascensore e catturato in flagranza di reato.

Processato è stato condannato a 23 anni e nove mesi di reclusione. A Milano, il 6 febbraio del 2001, è stato condannato a 30 anni per l’omicidio di Angelo Maccarrone, commesso il 18 dicembre 1990.

Insieme al fratello Ignazio è stato processato, ma lui prosciolto, dall’accusa di avere assassinato, il 21 febbraio del 1991, Giovanni Durante e Moreno Bennici, uccisi e i corpi gettati nella discarica di Robassomero (Torino) perché ‘colpevoli’ di avere rubato l’auto al boss Bonaccorsi. In quell’occasione, l’11 settembre del 1991, fu arrestato poco prima di sposarsi nel Municipio di Valverde (Catania), ma il matrimonio fu celebrato lo stesso.

E’ stato coinvolto nelle operazioni antimafia Cuspide (1996) e Revenge (2009) e condannato all’ergastolo il 18 febbraio del 2000 con il capomafia ‘Jimmy’ Miano per l’omicidio di Angelo Barbera, che era a capo dei ‘Cursoti’ a Catania.

Il delitto, commesso il 18 gennaio del 1991, diede vita a una sanguinosa faida mafiosa che, quell’anno, fece registrare oltre 100 morti ammazzati. Le indagini della squadra mobile sono state coordinate dalla Procura distrettuale di Catania.

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NARO – Arrestato per minacce ai genitori e lesioni ad un carabiniere


A Naro i Carabinieri hanno arrestato Gero Curto, 36 anni, per minaccia, violenza, resistenza e lesioni a un pubblico ufficiale, violazione di domicilio aggravata, danneggiamento aggravato e atti persecutori. I Carabinieri, allarmati al 112, sono intervenuti in via Cassaro e hanno sorpreso Curto all’interno, dopo avere sfondato l’ingresso e danneggiato arredi, della casa dei genitori, che sono stati minacciati di morte dal figlio per futili motivi legati a dissidi familiari. Il 36enne si è scagliato contro un Carabiniere procurandogli lesioni e costringendolo a ricorrere alla Guardia Medica. I Carabinieri hanno accertato che il comportamento minaccioso di Gero Curto a danno dei genitori perdura da almeno 2 anni.

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PALMA DI MONTECHIARO – Minaccia un Carabiniere libero dal servizio: arrestato 36enne disoccupato


A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Salvatore Vella, 36 anni, per oltraggio, minaccia e resistenza a un Pubblico Ufficiale. In Piazza Matteotti, in un bar, dove Vella, senza motivo, si è rivolto ad un Carabiniere libero dal servizio rivolgendogli minacce di morte, e poi, al tentativo di essere identificato, è fuggito ma è stato rintracciato e ammanettato nei pressi della sua abitazione.

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PORTO EMPEDOCLE – Viola prescrizioni, trasferito in carcere


I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, coordinati dal vice questore, Cesare Castelli, hanno eseguito un’ordinanza di sostituzione e aggravamento della misura cautelare della custodia, dai domiciliari al carcere, a carico di James Burgio, 24 anni, di Porto Empedocle, già ristretto ai domiciliari per detenzione a fini di spaccio di cocaina. Burgio avrebbe violato in modo reiterato le prescrizioni cautelari che gli sono state imposte, frequentando, più volte, persone già condannate o sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza.

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