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AGRIGENTO – “Trasportava mezzo chilo di droga”, arrestato corriere 20enne


Ad Agrigento la Guardia di Finanza, in collaborazione con il Cane “Tasco”, ha sorpreso in piazzale Rosselli un uomo di 20 anni, J E sono le iniziali del nome, immigrato dal Gambia e con permesso di soggiorno come rifugiato, in possesso, sull’autobus di linea appena giunto da Palermo, di una busta con dentro 5 panetti di hashish, da circa 100 grammi ciascuno, e circa 20 grammi di marijuana. L’africano, domiciliato a Porto Empedocle, risponderà all’autorità giudiziaria di detenzione e traffico di stupefacenti a fini di spaccio.

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MAFIA – Preso Concetto Bonaccorsi “u carateddu” era latitante dal 2016


La polizia ha arrestato il boss latitante Concetto Bonaccorsi, 56 anni, noto come “‘u carateddu”, ricercato dal settembre 2016 quando non rientrò nel carcere di Secondigliano (Napoli) dopo un permesso premio di 3 giorni.

Condannato all’ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti è lo storico capo dell’omonima ‘famiglia’ del clan Cappello-Bonaccorsi.

Indagini di personale della squadra mobile di Catania hanno consentito di rintracciarlo in una villa di Massa e Cozzile dove è stato arrestato in collaborazione con la polizia di Pistoia.

LA STORIA DEL BOSS  Considerato con il fratello Ignazio a capo dei ‘Carateddi’, ritenuta una frangia ‘armata’ del clan Cappello legata ai ‘Cursoti’, Concetto Bonaccorsi è stato catturato in una casa al secondo piano della frazione di Traversagna di Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia.

Si era reso irreperibile a conclusione di un permesso premio all’opera ‘Don Guastella’ di tre giorni, dal 23 al 26 settembre 2016, quando non era rientrato nel carcere Secondogliano di Napoli.

Da una decina di giorni agenti della squadra mobile di Catania si erano trasferiti in Toscana alla ricerca del suo covo. Durante un sopralluogo nella zona, ieri pomeriggio, hanno riconosciuto la moglie affacciata su un balcone, sul quale poco dopo hanno visto il boss preparare un barbecue.

Personale delle squadre mobili di Catania e Pistoia hanno circondato l’edificione fatto irruzione. Concetto Bonaccorsi non ha opposto resistenza. Nella casa sono state trovate una carta di identità e una patente di guida intestati a un catanese.

Dopo la notifica del provvedimento restrittivo emesso dalla Procura generale di Milano per una condanna all’ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di droga, il boss è stato condotto nel carcere di Prato.

Tra i tanti casi in cui è stato implicato anche quello dell’uccisione di Marco De Zorzi, avvenuta il 21 aprile del 1993 a Cassalnovo (Pavia). In quell’occasione rimase bloccato nell’ascensore e catturato in flagranza di reato.

Processato è stato condannato a 23 anni e nove mesi di reclusione. A Milano, il 6 febbraio del 2001, è stato condannato a 30 anni per l’omicidio di Angelo Maccarrone, commesso il 18 dicembre 1990.

Insieme al fratello Ignazio è stato processato, ma lui prosciolto, dall’accusa di avere assassinato, il 21 febbraio del 1991, Giovanni Durante e Moreno Bennici, uccisi e i corpi gettati nella discarica di Robassomero (Torino) perché ‘colpevoli’ di avere rubato l’auto al boss Bonaccorsi. In quell’occasione, l’11 settembre del 1991, fu arrestato poco prima di sposarsi nel Municipio di Valverde (Catania), ma il matrimonio fu celebrato lo stesso.

E’ stato coinvolto nelle operazioni antimafia Cuspide (1996) e Revenge (2009) e condannato all’ergastolo il 18 febbraio del 2000 con il capomafia ‘Jimmy’ Miano per l’omicidio di Angelo Barbera, che era a capo dei ‘Cursoti’ a Catania.

Il delitto, commesso il 18 gennaio del 1991, diede vita a una sanguinosa faida mafiosa che, quell’anno, fece registrare oltre 100 morti ammazzati. Le indagini della squadra mobile sono state coordinate dalla Procura distrettuale di Catania.

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NARO – Arrestato per minacce ai genitori e lesioni ad un carabiniere


A Naro i Carabinieri hanno arrestato Gero Curto, 36 anni, per minaccia, violenza, resistenza e lesioni a un pubblico ufficiale, violazione di domicilio aggravata, danneggiamento aggravato e atti persecutori. I Carabinieri, allarmati al 112, sono intervenuti in via Cassaro e hanno sorpreso Curto all’interno, dopo avere sfondato l’ingresso e danneggiato arredi, della casa dei genitori, che sono stati minacciati di morte dal figlio per futili motivi legati a dissidi familiari. Il 36enne si è scagliato contro un Carabiniere procurandogli lesioni e costringendolo a ricorrere alla Guardia Medica. I Carabinieri hanno accertato che il comportamento minaccioso di Gero Curto a danno dei genitori perdura da almeno 2 anni.

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PALMA DI MONTECHIARO – Minaccia un Carabiniere libero dal servizio: arrestato 36enne disoccupato


A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Salvatore Vella, 36 anni, per oltraggio, minaccia e resistenza a un Pubblico Ufficiale. In Piazza Matteotti, in un bar, dove Vella, senza motivo, si è rivolto ad un Carabiniere libero dal servizio rivolgendogli minacce di morte, e poi, al tentativo di essere identificato, è fuggito ma è stato rintracciato e ammanettato nei pressi della sua abitazione.

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PORTO EMPEDOCLE – Viola prescrizioni, trasferito in carcere


I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, coordinati dal vice questore, Cesare Castelli, hanno eseguito un’ordinanza di sostituzione e aggravamento della misura cautelare della custodia, dai domiciliari al carcere, a carico di James Burgio, 24 anni, di Porto Empedocle, già ristretto ai domiciliari per detenzione a fini di spaccio di cocaina. Burgio avrebbe violato in modo reiterato le prescrizioni cautelari che gli sono state imposte, frequentando, più volte, persone già condannate o sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza.

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PALMA DI MONTECHIARO – Arrestato ladro in flagranza di reato


I Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro, nel  corso di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato in flagranza di reato Dan Rotaru, 24 anni, originario della Romania e residente a Butera, responsabile di furto aggravato in abitazione. I Carabinieri, in collaborazione i poliziotti del Commissariato di Palma, sono intervenuti a Marina di Palma, al lungomare Todaro, e hanno sorpreso e arrestato Dan Rotaru all’interno dell’abitazione di proprietà di un imprenditore palmese, intento a svaligiare la villetta estiva. La refurtiva è stata restituita al proprietario.

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FAVARA – Violò obblighi, arrestato


A Favara, i carabinieri della locale tenenza hanno arrestato, in esecuzione all’ordinanza emessa dal Tribunale di sorveglianza di Palermo, Mario Bellavia, 26 anni, di Favara.

Lo stesso, espletate le formalità di rito, è stato tradotto in regime di detenzione domiciliare presso la propria abitazione, per espiare la pena di mesi otto di reclusione, in quanto responsabile del reato di violazione delle prescrizioni della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, commesso il 23 novembre 2014.

 

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SAN GIOVANNI GEMINI – “Malmena e minaccia di morte il padre”, arrestato ventinovenne


Avrebbe ripetutamente malmenato e minacciato il padre. E’ per le ipotesi di reato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, nonché minacce e maltrattamenti in famiglia, che ieri i carabinieri della compagnia di Cammarata hanno arrestato Vincenzo Militello, 29 anni, di San Giovanni Gemini. 

I militari allertati dal padre del giovane, si sono subito recati nell’abitazione della famiglia “constatando i numerosi danni procurati dal giovane – scrivono i carabinieri – che si è procurato una seria ferita ad una falange della mano sinistra. Il sangue presente in tutta l’abitazione costringeva i militari ad irrompere nella “dependance” in cui si era barricato, trovandolo fortemente ubriaco, privo di sensi, riverso su un divano. Prestate immediatamente le prime medicazioni a cura del 118 di Casteltermini – prosegue la ricostruzione dei carabinieri di Cammarata – il giovane si scagliava contro i militari e contro il proprio padre minacciandoli di morte”.

Immobilizzato, è scattato l’arresto. Il ventinovenne è stato portato al carcere Petrusa. 

 

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AGRIGENTO – “Investe un carabiniere”, arrestato un 29enne


 

Prima si è fermato all’Alt dei carabinieri, imposto in via 25 Aprile. “In maniera repentina, in sella al suo ciclomotore ha poi ripreso la marcia, – ricostruiscono i carabinieri della compagnia di Agrigento – urtando con la parte posteriore del veicolo il militare che finiva per terra”.

L’agrigentino Sergio Rotondo, 29 anni, gessista, che è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Agrigento dovrà rispondere delle ipotesi di reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

“Il giovane – ricostruiscono ancora i carabinieri – è stato rintracciato successivamente nella sua abitazione ed è stato arrestato e posto ai domiciliari”. Il carabiniere rimasto ferito è stato, invece, trasferito al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”.  

 

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PALMA DI MONTECHIARO – “Minacciò il genero con una pistola”, arrestato Luigi Bracco


Torna in carcere Luigi Bracco, il palmese che la scorsa settimana è stato rinviato a giudizio, insieme al figlio, con l’accusa di avere ferito, a colpi di pistola, il genero Epifanio Cammarata.

Per un altro episodio, registrato nel luglio del 2015, i pm Carlo Cinque ed Alessandro Macaluso, avevano chiesto l’arresto di Luigi Bracco. Secondo l’accusa l’uomo, nel mese di luglio del 2015, avrebbe minacciato il genero con una pistola. Il Gip Stefano Zammuto, però, aveva negato l”arresto del palmese. I pm avevano fatto ricorso ai giudici del tribunale del Riesame e questi ultimi avevano accolto la loro richiesta. A quel punto, però, l’indagato, assistito dall’avvocato Giovanni Castronovo, ha presentato ricorso in Cassazione. La vicenda davanti alla Suprema Corte si è conclusa ieri. La Cassazione ha confermato il provvedimento del Riesame, di fatto autorizzando l’arresto di Luigi Bracco. L’uomo, di conseguenza, è stato condotto prima in questura per gli accertamenti del caso e poi tradotto in carcere ad Agrigento. 

 

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