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LICATA – Con le dosi di droga nei giardini della villa comunale, arrestato 61enne


Stava osservando in modo sospetto i giovani che frequentano i giardini della villa comunale di Licata durante la movida dell’inizio del fine settimana ma da alcuni giorni era monitorato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Licata. E’ scattato così il controllo nei suoi confronti. Cinque militari in borghese, hanno fatto dapprima allontanare dall’area alcuni giovani presenti e poi hanno accerchiato il sospetto pusher. A seguito di una prima perquisizione personale sono saltate fuori dalle sue tasche una dose di “cocaina”, una di “hashish” ed una di “marijuana”.  Immediatamente dopo, i Carabinieri hanno esteso le operazioni di perquisizione presso l’abitazione del soggetto, ove hanno rinvenuto e sequestrato altre due dosi di “cocaina”, un bilancino di precisione, 6 grammi di “hashish” e circa un etto di “marijuana”.

Sono cosi’ scattate le manette per MOSCATO Filippo, 61 enne, operaio licatese, già noto alle forze dell’ordine, per il quale si sono aperte le porte del carcere di Agrigento.

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PRIOLO – Sindaco Rizza arrestato per truffa. E’ candidato a regionali con Fi


Il sindaco di Priolo (Sr), Antonello Rizza, candidato alle prossime elezioni regionali con Fi a sostegno del candidato a governatore Nello Musumeci, è stato posto agli arresti domiciliari per truffa, tentata truffa e turbativa d’asta dalla polizia. Il provvedimento è del gip del Tribunale, Giuseppe Tripi, su richiesta della Procura della Repubblica al termine dell’operazione «Res Publica» su un “consolidato sistema di illegalità diffuso all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale priolese”, scrive il gip, finalizzato al «condizionamento e alla prevaricazione per il perseguimento illecito di finalità di tipo personale e clientelare».

Il Gip ha disposto anche l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria a carico di Salvatore Cirnigliaro, dirigente del Settore sport e spettacolo del Comune di Priolo Gargallo, per il reato di turbata libertà degli incanti, anch’egli in concorso; Francesco Artale, imprenditore ed amministratore della «Indie Sound Music sas», per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture; Flora La Iacona, dirigente del settore Pubblica Istruzione del Comune di Priolo Gargallo, che all’epoca dei fatti era dirigente del settore Politiche Sociali per il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e truffa aggravata.

La polizia avrebbe scoperto una gestione illecita degli appalti al Comune di Priolo. Le indagini, coordinate dal dirigente del commissariato Fabio D’Amore, sono scattate nella seconda metà del 2016, e riguardano tre episodi di «turbata libertà degli incanti e turbamento del procedimento di scelta del contraente in relazione alla segnalazione di persone vicine al sindaco» per l’affidamento di appalti del Comune. Episodi di truffa ai danni del Comune commessi, secondo l’accusa, in concorso tra sindaco, indagato anche per tentata concussione, un funzionario comunale e un imprenditore, per l’acquisto di beni tramite la Consip con codici alterati per consentire all’imprenditore la vendita dei beni ad un prezzo maggiorato. Ed ancora un episodio di frode nelle pubbliche forniture dell’imprenditore, ed un episodio di tentata concussione, per l’assegnazione di un appalto ad un imprenditore. Per Artale e Sebastiano Carpinteri, uno dei 14 indagati nell’inchiesta, disposta la misura cautelare del sequestro preventivo, rispettivamente per 15 mila 461euro in relazione alle condotte di truffa e frode e per 86 mila 278 euro per truffa ai danni del Comune in relazione alla gestione della piscina comunale.

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LAMPEDUSA – La Guardia di Finanza arresta “scafista”


Nell’ambito delle quotidiane operazioni finalizzate al soccorso in mare dei migranti ed al contrasto dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina che la Guardia di Finanza svolge nel canale di Sicilia, nella notte fra il 2 ed il 3 ottobre, i militari in forza alla Brigata Guardia di Finanza Lampedusa e al Reparto Operativo aeronavale di Palermo, unitamente all’equipaggio di un elicottero e di una unità navale Guardacoste del Gruppo Aeronavale di Messina, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, uno “scafista” tunisino.

Le operazioni di soccorso sono iniziate alle ore 18:50 del 02/10/2017, quando nelle acque territoriali nazionali, prossime all’isola di Lampedusa, veniva intercettata una motobarca in legno di circa 8 metri con numerosi immigrati a bordo.

Ricevuto l’allertamento, la Sala Controllo Operativo della Guardia di Finanza di Lampedusa, faceva rapidamente convergere in zona operazioni l’unità navale del Corpo, che intercettava il natante segnalato, con a bordo nr. 23 persone,  individuando, il soggetto  ai comandi dell’imbarcazione anche attraverso video riprese eseguite dall’elicottero del Corpo che ha seguito dall’alto tutte le operazioni di salvataggio dell’ennesima carretta del mare.

Tutti gli immigrati, sono stati quindi condotti presso il Molo Favaloro del Porto di Lampedusa, ed affidati alle prime cure del personale sanitario che opera presso il C.S.P.A./Hotspot di Lampedusa. Contemporaneamente, a seguito dell’identificazione dello scafista, il tunisino T.A. di 22 anni, veniva tratto in arresto dai militari della Brigata della Guardia di Finanza di Lampedusa e dal Reparto Operativo Aeronavale di Palermo per aver favorito l’ingresso in territorio nazionale di 22 persone di nazionalità tunisina, fra cui 4 minori, con le aggravanti previste dall’art. 12 comma 3 lett a) e b) del D.Lgs. 25-7-1998 nr. 286, per aver esposto i migranti trasportati in pericolo di vita, circostanza che sempre incombe su questo genere di traversate.  

L’operazione, svolta proprio mentre in Lampedusa erano in corso i preparativi per onorare la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, in ricordo dei 366 migranti che persero la vita nel naufragio del 3 ottobre 2013, è stata diretta dall’Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Agrigento, che ha disposto l’immediata traduzione in carcere dello “scafista” arrestato. La successiva udienza di convalida ha confermato il quadro indiziario raccolto dai Militari delle varie componenti territoriali e aeronavali operanti a stretto contatto e coordinamento.

 

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PALMA DI MONTECHIARO – Trovato con un’arsenale di armi clandestine alterate, arrestato 23enne


A Palma di Montechiaro i poliziotti del locale Commissariato hanno arrestato Carlo Castellana, 23 anni, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di un arsenale: una pistola calibro 9, con relativo caricatore privo di munizionamento, un caricatore privo di cartucce riconducibile ad una pistola calibro 7,65, un fucile semiautomatico calibro 12 di marca “Franchi” con matricola abrasa e 21 cartucce a pallini calibro 12. Castellana risponderà di detenzione illegale di armi clandestine e alterate, e detenzione di munizioni. Castellana è stato trasferito nel carcere “Petrusa” ad Agrigento.

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VITTORIA – Terapie a domicilio coi farmaci dell’ospedale: arrestate 2 infermiere


Si appropriavano di medicinali e presidi sanitari per somministrare terapie a domicilio a pagamento. Con l’accusa di peculato, la polizia di Vittoria ha arrestato due infermiere dell’ospedale “Guzzardi”. Si tratta di Ornella Vietti, 52 anni, e Franca Tolentino, 51 anni. La Vietti e la Tolentino, in servizio entrambe presso il nosocomio di Vittoria, utilizzavano i presidi ospedalieri e i farmaci nella loro disponibilità come se fossero di loro proprietà per somministrare terapie a pagamento a ignari pazienti presso i loro domicili. Le due donne lavoravano privatamente sia per case di cura che come assistenza domiciliare ai pazienti dimessi dall’ospedale, offrendo un servizio “all inclusive”.
Il paziente non doveva comprare nulla in quanto, per lo più, erano le stesse infermiere a procurare i medicinali e altri presidi direttamente dalla farmacia ospedaliera o dai reparti. Le prestazioni domiciliari erano retribuite in nero a seconda della tipologia del servizio (3 euro un’iniezione intramuscolo, 15 per una flebo). La Squadra Mobile ha inoltre evidenziato che le due infermiere svolgessero arbitrariamente ruoli che possono essere svolti solo da medici, effettuando terapie senza alcuna disposizione di un medico.  Le indagini sono partite in seguito a una telefonata anonima alla direzione sanitaria per denunciare che all’interno vi fossero delle irregolarità. Il medico che ricevette la telefonata e il direttore sanitario, hanno informato subito gli investigatori.
Già durante le indagini era stato effettuato un riscontro attraverso un ingente sequestro di medicinali e presidi sanitari effettuato dalla Squadra Mobile di Ragusa nel marzo del 2017 a Vittoria. In quell’occasione sono stati trovati farmaci ospedalieri e presidi sanitari di proprietà del nosocomio presso un’agenzia di onoranze funebri e il tutto era riconducibile alle due indagate che utilizzavano quel luogo anche come deposito.

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LICATA – Minaccia di morte dipendente comunale per avere soldi


Ha tentato di estorcere denaro alla responsabile dell’ufficio servizi sociali del Comune di Licata (Ag). Con quest’accusa i carabinieri hanno arrestato Marcello Bonelli, 43 anni. Dopo la denuncia della dipendente sono scattate le indagini: diversi testimoni hanno accertato che Bonelli aveva dapprima chiesto un aiuto economico. Ricevuta risposta negativa, in quanto non aveva i requisiti, Bonelli ha minacciato di morte la responsabile dell’ufficio: “Tu mi devi dare i soldi sennò ti ammazzo. Mi sono fatto dieci anni di carcere, se ti ammazzo me ne devo fare altri tre, tanto io non ho nulla da perdere”.

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SAN BIAGIO PLATANI – Arrestato 23enne sorpreso con oltre 2 chili e mezzo di droga


Nelle ultime ore, i carabinieri della compagnia di Cammarata, dopo breve attività investigativa svolta con i colleghi della stazione Carabinieri di San Biagio Platani, attuata anche con pedinamenti e vari servizi di osservazione, hanno arrestato in flagranza di reato per “detenzione e coltivazione di sostanza stupefacente”, un insospettabile 23 enne, P.A., incensurato.

I Carabinieri, nella circostanza, avuta la certezza che il giovane si era recato nell’appezzamento di terra monitorato, ubicato a San Biagio Platani, hanno effettuato un irruzione nell’area, sorprendendo l’interessato con la canapa indiana, del peso complessivo di oltre due chili e mezzo, posta sotto sequestro. Dopo i rilievi segnaletici in caserma, l’individuo è stato ristretto agli arresti domiciliari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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CAMPOBELLO DI LICATA – “Scoperta mini serra con oltre 20 chili di marijuana”, in manette 34enne“


I poliziotti del Commissariato di Licata e della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Marco Alletto e Giovanni Minardi, hanno arrestato Vito Licata, 34 anni, di Campobello di Licata, per coltivazione di sostanze stupefacenti. Nelle campagne di Campobello, in contrada Milici, i poliziotti hanno scoperto, in un podere dello stesso Licata, una mini-serra con diverse piante di marijuana, e hanno sequestrato circa 15 grammi di marijuana già essiccata e 6 piante, per un peso complessivo di oltre 20 chili.

 

 

 

 

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AGRIGENTO – Rubava l’acqua per rivenderla, arrestato 27enne


E’ accusato di furti ripetuti e ingenti di acqua dalla condotta idrica pubblica per poi rivendere ai privati il prezioso bene. Per questo i carabinieri lo hanno arrestato. Si tratta di un 27enne di Agrigento che i militari dell’Arma hanno individuato grazie a pedinamenti e appostamenti fino a scoprire l’ultimo furto.

FOTO ARCHIVIO

 

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RAVANUSA – Arrestato in flagranza 26enne per evasione


E’ stato arrestato in flagranza di reato:  BELLA Antonino, 26 enne di Ravanusa,  poiché resosi responsabile del reato di Evasione. Nella circostanza i Militari dell’Arma sorprendevano il 26enne mentre si trovava in un bar a Licata, fuori dalla propria abitazione,  in violazione degli obblighi impostigli.

 

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