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AGRIGENTO – “Rapinò un’anziana in via Imera”, arrestato 50enne


Avrebbe rapinato un’anziana, all’interno dell’androne di un palazzo della via Imera. La polizia di Stato ha arrestato, poiché ritenuto responsabile dell’ipotesi di reato di rapina, Ettore Annese, 50 anni, di Agrigento.

La rapina venne messe a segno lo scorso marzo. Ad intervenire, in via Imera, furono i poliziotti della sezione “Volanti”. Gli agenti ricostruirono immediatamente l’accaduto. “L’uomo dopo essersi introdotto all’interno dell’edificio, utilizzando l’escamotage di chiedere all’anziana donna informazioni su dove si trovassero alcuni uffici, – ha ricostruito la Questura – una volta all’interno dello stabile, la aggrediva alle spalle, colpendola con un pugno e facendola finire per terra. Si appropriava, quindi, della borsa della vittima. Borsetta che conteneva 150 euro, un telefono cellulare e documenti personali. A questo punto, si allontanava e faceva perdere le proprie tracce”.

Le indagini condotte dal personale della “Squadra Volante” consentivano di individuare il presunto autore della rapina.

 

 

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CATANIA – Colpo ai Santapaola, arrestato boss Galletta [VIDEO]


Maurizio Galletta, 51 anni, ritenuto elemento di primissimo piano del clan Santapaola-Ercolano, arrestato il 5 marzo del 1996 e condannato nel 2007 all’ergastolo e posto ai domiciliari nel 2008, per usufruire di un regime detentivo meno rigido, avrebbe accentuato le sue patologie con l’appoggio di alcuni medici compiacenti che avrebbero ripetutamente certificato che le sue condizioni di salute erano tanto gravi da essere incompatibili con il regime carcerario.

Lo ha accertato un’indagine della Dia di Catania, che, su delega della locale Dda, diretta dal procuratore Carmelo Zuccaro, ha eseguito stamane alcuni provvedimenti restrittivi nei confronti dell’uomo, del cognato e di un suo presunto fiancheggiatore. Galletta è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di concorso in falsità ideologica, truffa aggravata ai danni dell’Inps, intestazione fittizia di beni e detenzione e porto illegale di pistola. Galletta è stato rinchiuso nel carcere di Bicocca, a Catania.

Coinvolti nell’indagine anche dei medici professionisti che a vario titolo avrebbero favorito il boss. Galletta, detenuto in vari istituti carcerari, si è sottoposto a continui accertamenti medici in varie strutture sanitarie pubbliche e nell’arco di circa 12 anni, dal 1996 al 2008, è stato trasferito in 17 strutture carcerarie ed è stato sottoposto a numerose visite ambulatoriali.

A seguito di una ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Bologna nel luglio del 2008 mentre era detenuto nel carcere di Parma era stato scarcerato e sottoposto alla detenzione domiciliare nella sua abitazione nel Villaggio Delfino di contrada Vaccarizzo “non essendo le condizioni fisiche conciliabili con il regime carcerario”.

Secondo quanto ha accertato la Dia di Catania invece l’uomo  avrebbe usato lo stesso espediente utilizzato da suo cugino, il boss Maurizio Zuccaro, che durante la detenzione si praticava dei salassi prelevando ingenti quantitativi di sangue così da aggravare le sue condizioni di salute e quindi usufruire dei previsti benefici carcerari.

In questo modo, sostiene la Procura di Catania, Galletta avrebbe avuto la possibilità, pur essendo in regime di detenzione domiciliare, di gestire affari illeciti ostentando ‘coram populo’ il proprio carisma mafioso per le vie del centro cittadino. Grazie alla patologia simulata Galletta ha ricevuto dall’Inps una pensione civile e una indennità di accompagnamento.

Le indagini preliminari proseguono per accertare eventuali corresponsabilità di medici e specialisti, con incarichi dirigenziali nella sanità pubblica, che nel tempo hanno sottoposto Galletta a visite e/o perizie e per questo motivo sono state eseguite perquisizioni in studi e uffici di medici.

Durante le indagini sono anche emersi elementi a carico di suo cognato, Rosario Testa – marito della sorella Graziella, attualmente detenuto nel carcere Ucciardone di Palermo per concernenti violazioni in materia di stupefacenti – per il tentato omicidio, il 3 maggio del 2015, del fratello Angelo e del nipote Francesco per rancori familiari e debiti non onorati. Per Testa, attualmente detenuto, è stata disposta la custodia cautelare in carcere per detenzione e porto di arma da fuoco.

Una terza persona, un romeno, M. D. A., indagato per favoreggiamento personale nei confronti di Galletta, è stata posta ai domiciliari per porto illegale di arma da fuoco e spari in luogo pubblico. Secondo gli investigatori avrebbe da Galletta avuto il compito di avvertirlo in caso di accesso di forze di polizia nel Villaggio Delfino.

In un’occasione il romeno, Galletta e altre due persone non ancora identificate avrebbero esploso alcuni colpi di pistola per far allontanare alcune persone che si erano introdotte in un appartamento.

Nella stessa inchiesta risultano anche indagati, per intestazione fittizia di beni Antonino Luigi Ragusa e Carmelo Spampinato. Galletta avrebbe intestato un distributore di carburanti con annesso lavaggio e bar a San Giovanni la Punta e un altro distributore di carburanti di Aci Castello alla Rasp Di Ragusa Antonino Luigi & C. Sas, da loro costituita.

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RAVANUSA – Arresto per sconto pena


A Ravanusa i Carabinieri, su ordine dell’ Ufficio esecuzioni penali della Procura di Agrigento, hanno arrestato Giuseppe Savarino, 39 anni, operaio, che sconterà la condanna definitiva a 1 anno e 6 mesi di reclusione per maltrattamenti contro familiari e conviventi, e lesioni personali aggravate, il tutto commesso a Ravanusa il 17 luglio del 2015.

 

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CAMASTRA – Operazione “Vultur”, ricorso rigettato: arrestato 44enne


La polizia di Stato ha arrestato, nella giornata di ieri, Giuseppe Meli, 44 anni, di Camastra, già indagato nell’ambito dell’operazione “Vultur”  dello scorso mese di luglio. Operazione, nella quale furono arrestati anche Rosario e Vincenzo Meli, rispettivamente padre e fratello di Giuseppe.

“Al Meli – scrive la Questura di Agrigento – viene contestata la ricettazione e la detenzione di un’arma clandestina”. Il personale della sezione  Antidroga della Squadra Mobile, diretta da Giovanni Minardi, ha bloccato Giuseppe Meli e lo ha accompagnato alla casa circondariale di conntrada Petrusa. Il tutto è avvenuto a seguito del rigetto della Suprema Corte del ricorso presentato da Meli. 

A seguito delle indagini della Squadra Mobile, il Gip di Palermo non aveva applicato alcuna misura cautelare a Giuseppe Meli. “La direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Palermo, appellandosi al tribunale del Riesame, – spiegano, sempre, dalla Questura – aveva invece ottenuto una pronuncia afflittiva per Giuseppe Meli il quale, secondo il tribunale del Riesame, doveva essere arrestato in via cautelare. Il successivo ricorso in Cassazione da parte di Meli ha ritenuto valide le ipotesi accusatorie, dichiarando inammissibile il ricorso”. 

 

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PALMA DI MONTECHIARO – Arrestato 55enne per detenzione illegale di armi e munizioni


A  Palma di Montechiaro  la Polizia di Stato ha arrestato ai domiciliari,MANGIAVILLANO Antonino, palmese, classe 1961 in quanto colto nella flagranza del reato di detenzione illegale di armi clandestine e munizioni. A seguito di una perquisizione operata presso l’abitazione del MANGIAVILLANO venivano rinvenute : nr.1 fucile a pompa cal. 12 marca «Winchester” con matricola abrasa, corredata di nr 5 cartucce a pallini stesso calibro; nr. 1 Pistola cal. 9 Para – Luger, marca “Taurus” con matricola abrasa corredata da nr 2 caricatori riforniti con 15 colpi cadauno; nr. 1 Pistola cal. 7,65 marca “Beretta” con matricola abrasa, corredata da nr. 2 caricatori rispettivamente ad 8 e 6 cartucce; nr. 2 scatole di cartucce stesso calibro e nr. 05 cartucce cal. 12 a pallini, nr. 89 cartucce cal. 7,65 custodite all’interno di un barattolo di vetro e nr. 30 cartucce cal. 7,65. Unitamente a dette armi venivano rinvenute, altresì, nr. 285 cartucce di vario calibro tutte, comunque, relative alle armi suddette. Tutte le armi rinvenute, risultate essere con matricola abrasa e perfettamente funzionanti, erano debitamente occultate all’interno della camera da letto, avvolte in panni e cellophane custodite sotto gli arredi ivi collocati. Tutto il materiale rinvenuto veniva sottoposto a sequestro.

 

 

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MENFI – Arresto per evasione


A Menfi i Carabinieri hanno arrestato Paolo Di Maria, 45 anni, già detenuto ai domiciliari per furto. L’uomo è evaso dal proprio domicilio, risultando irreperibile al controllo dei Carabinieri. Pertanto, la Corte d’appello di Palermo ha aggravato la misura cautelare, trasferendo il menfitano nel carcere di Sciacca.

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PORTO EMPEDOCLE – Violazione misura prevenzione, arresto


I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, capitanati dal vice Questore, Cesare Castelli , hanno arrestato ai domiciliari James Burgio, 24 anni, di Porto Empedocle, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno a Porto Empedocle. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, dopo le numerose segnalazioni da parte della Polizia, che ha riscontrato numerose e ricorrenti violazioni alle prescrizioni imposte a Burgio con la misura di prevenzione. Ad esempio, James Burgio si sarebbe accompagnato con soggetti condannati o sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza, violando la prescrizione impostagli con la sorveglianza speciale.

 

 

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CANICATTI’ – Tentata rapina e armi: scatta un arresto


In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla Procura di Agrigento, la Polizia ha arrestato Mario Rizzo, 39 anni, di Canicattì, indagato per tentata rapina e porto abusivo di arma da sparo. Rizzo è stato già denunciato a piede libero alla Procura lo scorso 23 dicembre, a seguito di un intervento congiunto di Polizia e Carabinieri, che hanno sventato una rapina a mano armata lungo la strada che collega Canicattì con Naro. Nella flagranza del reato è stato arrestato un minore di 17 anni. Il complice, che sarebbe Mario Rizzo, fuggì dileguandosi nella campagna circostante alla strada.

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ENNA – Prestava soldi con interessi al 450% annui, arrestato


I militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Enna hanno arrestato Giuseppe Sotera, 51 anni, di Troina, con l’accusa di usura ed auto riciclaggio. Sotera, secondo gli investigatori, otteneva interessi usurari che in alcuni casi hanno superato il 450 per cento annui, da imprenditori in stato di bisogno.

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LAMPEDUSA – Arresto per resistenza ed evasione


A Lampedusa i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato Domenico De Battista, 24 anni, per resistenza a pubblico ufficiale ed evasione. De Battista è stato sorpreso in un locale pubblico dell’ isola, verosimilmente ubriaco, al culmine di un diverbio con il titolare del locale. De Battista si è scagliato contro i militari a calci e pugni, insultandoli. E’ stato ristretto ai domiciliari, e, nonostante ciò, si è recato al Poliambulatorio. Ecco perché risponderà anche di evasione.

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