Tag Archive | "Caltanissetta"

CALTANISSETTA – Danno ambientale, indagato il Sindaco


La Procura di Caltanissetta ha chiuso l’indagine per dieci persone accusate di danni ambientali per il sospetto inquinamento delle falde acquifere, causate dallo sversamento di percolato, e cioè i liquidi che si originano dai rifiuti, nella discarica di contrada Stretto. Tra gli indagati anche l’attuale sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, gli ex sindaci Salvatore Messana e Michele Campisi, l’ex capo dell’Ufficio tecnico comunale Gaetano Corvo, l’ex assessore comunale e ex presidente dell’Ato rifiuti Giuseppe Cimino, la liquidatrice dell’Ato rifiuti Elisa Ingala, il responsabile dell’area tecnica dell’Ato Salvatore Rumeo, l’ex direttore tecnico dell’Ato Graziano Scontrino, il direttore tecnico della discarica Sergio Montagnino e il geologo Michele Panzica.

Secondo l’accusa gli indagati non avrebbero vigilato sulle condizioni della discarica, omettendo di intervenire per risolvere il problema. Recentemente la Procura aveva fatto eseguire degli accertamenti, dai quali era emersa la presenza di un forte inquinamento di suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee. Ora si attende che venga fissata l’udienza preliminare.

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CALTANISSETTA – Nascondeva l’hashish sotto le tegole, arrestato tunisino


I poliziotti dell’antidroga hanno arrestato il cittadino tunisino Kadrawi Adnan, di 26 anni, per spaccio di hashish. La droga, circa 800 grammi, insieme con 1.000 euro e un bilancino di precisione, sono stati trovati in casa dell’uomo in via Aiello. I poliziotti da tempo seguivano gli spostamenti dell’uomo, più volte individuato presso la Villa Cordova.

La droga era nascosta all’interno di un armadio in legno e sotto le tegole del tetto dell’abitazione. L’arrestato è stato condotto in questura e, dopo le formalità di rito, su disposizione del pm condotto presso il carcere Malaspina.

 

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CALTANISSETTA – Raid in Procura


E’ scattato l’allarme in Procura a Caltanissetta per un presunto raid negli uffici del procuratore aggiunto Lia Sava. Il magistrato, rientrando stamattina in ufficio, ha trovato alcuni oggetti fuori posto – si tratterebbe di una pianta – e il computer dell’ufficio acceso.

La polizia scientifica ha eseguito i rilievi alla ricerca di impronte ed eventuali tracce: l’ipotesi è che qualcuno si sia introdotto nell’ufficio approfittando della chiusura per le festività pasquali. Sulla porta, però, non sono stati ritrovati segni di effrazione. Le chiavi della porta sono conservate in una bacheca accessibile a diverse persone, visto che servono anche agli addetti alle pulizie.

Gli investigatori stanno cercando di capire se il computer del procuratore aggiunto possa essere stato manomesso e se possano essere stati rubati dei file. Al momento, comunque, non è escluso che forse proprio un addetto alle pulizie, lavorando, possa avere spostato degli oggetti e acceso il computer mentre puliva i mobili della stanza.

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CALTANISSETTA – Caso Saguto: chiesto rinvio a giudizio


La Procura di Caltanissetta ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, e per altri venti indagati.

Tra di loro altri tre magistrati – Fabio Licata, Lorenzo Chiaramonte e Tommaso Virga – l’ex prefetto della citta’, Francesca Cannizzo, e ancora avvocati, amministratori giudiziari e parenti della stessa Saguto, il marito Lorenzo Caramna, il figlio Emanuele e il padre, Vittorio Pietro Saguto, tutti coinvolti nell’inchiesta sull’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati.

L’udienza preliminare iniziera’ davanti al gup Marcello Testaquadra il 22 giugno. I reati ipotizzati dal pm Cristina Lucchini, vanno dalla corruzione alla concussione, dalla truffa aggravata al riciclaggio.

Il nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia diFinanza, che ha condotto le indagini procedendo anche a un sequestro di 800 mila euro, ipotizza l’esistenza di un vero e proprio “sistema” che ruotava attorno alla ex presidente delle misure di prevenzione, sospesa dalle funzioni e dallo stipendio, per le nomine di amministratori giudiziari compiacenti, tra i quali soprattutto l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara.

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MAFIA – DIA confisca beni nel nisseno


Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta sta procedendo all’esecuzione di due decreti di confisca, emessi dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti dell’imprenditore Alberto Cammarata, 47 anni, di Gela (Cl), e di Giovanni Privitera, 61 anni, di Vallelunga Pratameno (Cl).

A Cammarata, risultato «a disposizione» dell’associazione mafiosa di Gela tramite società a lui riconducibili, è stata applicata, con lo stesso decreto (emanato su proposta del Direttore della Dia), la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per due anni. Nei riguardi di Privitera, «uomo d’onore» della famiglia mafiosa di Vallelunga Pratameno, il provvedimento è stato emesso su proposta del Procuratore di Caltanissetta. Oggetto delle confische, in corso di esecuzione, quattro aziende, tre immobili e 60 terreni situati nelle province di Caltanissetta e Palermo, nonché numerosi rapporti bancari. 

 

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CALTANISSETTA – Studente sorpreso in classe con due stecche di hashish


Uno studente minorenne di Caltanissetta – non è stata resa nota l’età del giovane nè l’istituto frequentato – è stato sorpreso in classe con due stecchette di hashish da un’insegnante che ha avvertito il dirigente scolastico e quindi la polizia. Lo studente è stato accompagnato in Questura dove sono stati convocati i genitori. Il ragazzo ha detto che la droga era per uso personale ed è stato segnalato al servizio della Prefettura di Caltanissetta quale assuntore di droga. Lo studente quindi è stato riaffidato ai genitori.

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CALTANISSETTA – La Procura chiede l’esame dell’imputato Matteo Messina Denaro


A Caltanissetta, in Corte d’Assise, al processo unificato sui mandanti delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, il procuratore aggiunto di Caltanissetta, Gabriele Paci, ha invocato l’esame dell’imputato, Matteo Messina Denaro, latitante da oltre 20 anni. Le parole del magistrato sono state: “Chiediamo anche l’esame dell’imputato… si tratta di un auspicio”. La Procura di Caltanissetta, inoltre, ha chiesto ai giudici di ascoltare alcuni componenti delle forze dell’ordine che si occuparono delle indagini e diversi collaboratori di giustizia, tra i quali Gaspare Spatuzza, Antonino Giuffrè, Giovanni Brusca, Vincenzo Sinacori, e l’acquisizione dei verbali di interrogatorio dei pentiti ascoltati nei processi in cui il boss Messina Denaro è stato imputato a Palermo e Trapani. La Corte ha ammesso le liste dei testimoni e ha rinviato il processo al 21 aprile per ascoltare il poliziotto Rino Germanà.

 

 

 

 

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CALTANISSETTA – Detenuto egiziano si impicca con le lenzuola


Un detenuto egiziano di 30 anni, recluso nel carcere di Caltanissetta, si è suicidato impiccandosi con le lenzuola alla grata della cella. L’ uomo, in carcere dal 2014, avrebbe finito di scontare la pena nel 2018.
    Il magistrato di sorveglianza aveva da poco rigettato la sua richiesta di espulsione. Quello di oggi è l’undicesimo suicidio di detenuti dall’ inizio dell’ anno.

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CALTANISSETTA – Ignorava i rischi dell’intervento, paziente risarcita dal medico


Prima di una terapia o di un intervento chirurgico il medico deve fornire al paziente informazioni chiare e adeguate alle sue conoscenze. Altrimenti, il paziente ha diritto al risarcimento del danno anche se la prestazione sanitaria ha risolto la sua patologia. Lo afferma il Tribunale di Caltanissetta (giudice Gregorio Balsamo) in una sentenza diffusa dal Sole 24 Ore.

I fatti riguardano una donna che lamentava danni in conseguenza di un’operazione chirurgica causati, a suo dire, dalla condotta negligente dei sanitari a cui addebitava anche di non averle chiesto il consenso informato all’intervento e all’anestesia. L’azienda ospedaliera si dichiarava esente da responsabilità medica e affermava, comunque, di aver fornito alla paziente una corretta e completa informazione sui rischi dell’operazione.

La sentenza accoglie in parte l’istanza risarcitoria, esclude che il danno sia dovuto a negligenza dei medici ma rileva che nel modulo firmato dalla donna non erano specificate le «possibili conseguenze» dell’intervento, tra cui il danno permanente lamentato. La signora, conclude il giudice nisseno, ha subìto la violazione del diritto di decidere se sottoporsi o meno all’operazione e perciò va risarcita.

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CALTANISSETTA – Non evase il fisco: assolto Rudy Maira


L’ex deputato regionale Rudy Maira assolto dall’accusa di evasione fiscale. Lo comunica lo stesso Maira in una nota: “Nel mese di febbraio del 2013 veniva disposta una perquisizione in studio ed a casa con l’intervento, peraltro molto corretto nella forma e nei modi, di decine di funzionari della Guardia di Finanza e della Polizia. Grande clamore pubblico e trambusto in studio con i clienti. Controllo di tutti i fascicoli di studio, dei conti bancari e della situazione economica finanziaria per presunta evasione fiscale di alcuni milioni di euro. Sequestro di tutti i beni anche dei miei figli e blocco di fatto di qualsivoglia attività bancaria. Ho deciso, seguendo la mia indole e la mia professione di avvocato, di non protestare, di evitare proclami e dichiarazioni e di difendermi, in silenzio, nel processo e non contro il processo con un lungo dibattimento, sentendo 50 testi, affidandomi ai miei avvocati ed alla competenza del Giudice. Il processo, chiarita la applicabilità delle norme, ha dimostrato che non ho commesso alcun reato e gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno comunque dimostrato che tutti i movimenti economici operati in tutti questi anni sono stati tutti di natura professionale e non di provenienza illecita ovvero oscura. Per intenderci: niente tangenti e ruberie varie. Su conforme e motivata richiesta del P.M. è arrivata, finalmente, la assoluzione “perché i fatti contestati non costituiscono reato”, con dissequestro dei beni, ma con un prezzo altissimo sul piano personale, umano, professionale e politico”.

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