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GELA – La casa trasformata in un laboratorio per la droga, arrestato 28enne


Nella sua abitazione di via Tucidide, nel cuore del centro storico della città, aveva realizzato un vero e proprio laboratorio della droga. Quella casa era diventata la sua base operativa, dove tagliava e confezionava dosi di sostanze stupefacenti pronte ad essere immesse sul mercato.

A scoprirlo sono stati i carabinieri del Reparto territoriale di Gela, che hanno arrestato un giovane di 28 anni, disoccupato. G.S, queste le sue iniziali, adesso è chiamato a rispondere di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Quando i militari dell’Arma hanno fatto irruzione nel suo appartamento, il ragazzo era intento a maneggiare hashish e marijuana. Sorpreso in flagranza di reato, è stato ammanettato e dopo le formalità di rito è stato trasferito nel carcere di contrada Balate a disposizione dell’autorità giudiziaria. I carabinieri sono entrati in azione, mentre il 28enne era intento a confezionare le dosi per le nottate ferragostane.

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GELA – Spezza le gambe alla moglie, operaio arrestato


Un operaio di Gela di 46 anni dopo avere litigato per l’ennesima volta con la moglie l’ha picchiata, l’ha sequestrata in casa e per impedirle di uscire le ha spezzato le gambe con una sedia. A nulla sono valse le suppliche del giovanissimo figlio che, in lacrime, ha assistito al pestaggio della madre.

I carabinieri, chiamati dai vicini, sono intervenuti e hanno arrestato il marito con l’accusa di sequestro di persona e lesioni personali aggravate. La donna è stata soccorsa e ricoverata in ospedale. Ha riportato contusioni ed escoriazioni in varie parti del corpo nonché lesioni agli arti inferiori giudicate guaribili in 30 giorni.

L’episodio è avvenuto in un alloggio popolare del quartiere Marchitello, alla periferia ovest di Gela.

 

 

 

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GELA – Evade da casa e bastona a sangue un rumeno


Evaso dai domiciliari, aggredisce a bastonate, assieme ad altri,  un romeno 34enne. Arrestato dai  Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela ieri M.S.N.M. di Caltagirone, di 27 anni.

L’episodio è accaduto a Gela  nei pressi di via Empedocle  dove, a seguito di screzi tra i due uomini, il giovane sottoposto agli arresti domiciliari ha pensato bene di allontanarsi dalla propria casa e, unitamente ad altre persone ha aggredito lo straniero a colpi di bastone. I militari dell’Arma, venuti a conoscenza dei fatti sono intervenuti prontamente sul posto.  La vittima è stata ricoverata presso l’ospedale di Gela, avendo riportato  lesioni multiple, ma non versa in pericolo di vita. Sono in atto indagini volte all’identificazione degli altri responsabili.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Gela in attesa di giudizio.

 

 

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GELA – Officina trasforma armi giocattolo, un arresto


Il commissariato della polizia di Stato di Gela sta indagando per localizzare un’officina clandestina che trasformerebbe in vere le armi giocattolo, rendendole perfettamente funzionanti. L’inchiesta è scattata dopo che gli agenti, in alcune operazioni anticrimine eseguite negli ultimi mesi, hanno scoperto tra le armi sequestrate la presenza di pistole modificate. L’ultimo episodio risale a ieri, quando i poliziotti, in servizio di prevenzione, perquisendo nel mercato rionale di via Tevere il furgone di un venditore ambulante di prodotti ortofrutticoli, Davide Ascia, di 40 anni, di Gela, hanno sequestrato una pistola giocattolo a tamburo, modificata con canna in acciaio capace di sparare colpi calibro 9, e un’accetta. L’uomo, arrestato, non ha voluto spiegare il motivo della detenzione dell’arma né rivelarne la provenienza.

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GELA – Uccise le figlie: per i periti è “incapace di intendere e di volere”


“Incapace di intendere e di volere”. E’ questo il verdetto dei periti nominati dal Gip del tribunale di Gela, Lirio Conti, su richiesta della procura, per accertare le condizioni psichiche di Giusy Savatta, la madre che, il 27 dicembre scorso, strangolò le proprie figlie, Maria Sofia, di 9 anni, e Gaia, di 7, e poi tentò di suicidarsi ingerendo candeggina, perché temeva di essere lasciata dal marito, Vincenzo Trainito, docente di matematica.

La perizia psichiatrica, depositata oggi, nel corso di un “incidente probatorio”, sostiene inoltre che Giusy Savatta, ex insegnante di sostegno, era e continua ad essere “un soggetto pericoloso per sé e per gli altri” perché “affetta da un delirio persecutorio crescente”.

In lei non sarebbero venute meno le ansie e le paure del disfacimento della propria famiglia, con conseguenti sofferenze per le proprie figlie, per il fatto che il marito le avrebbe annunciato la separazione.

Il terrore della solitudine e dell’abbandono avrebbe scatenato in lei la volontà omicida e suicida.

La donna, accusata di duplice omicidio volontario, aggravato dalla discendenza, si trova detenuta nel carcere psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), dove è sottoposta a terapia specifica e dove viene tenuta sotto osservazione.

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GELA – Coppia di imprenditori legata alla mafia sequestrati beni per un milione di euro


La Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta ha sequestrato beni ai coniugi Valerio Longo, 45 anni, originario di Hilden (Germania), e Monica Rinzivillo, 43 anni di Gela (Cl). La coppia, nel dicembre 2006, fu arrestata nell’operazione ‘Tagli Pregiati’, e successivamente condannata, con sentenza passata in giudicato nel 2007, per associazione mafiosa, perché ritenuti imprenditori di fiducia e al “completo servizio” della famiglia gelese dei Rinzivillo.

Il sequestro, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Dda dopo la proposta del direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla, riguarda numerosi beni, comprese sei 6 attività commerciali operanti nel settore della costruzione, assemblaggio, montaggio e manutenzione di impianti industriali e chimici, con sedi a Gela. Sigilli anche a 5 immobili e a numerosi rapporti bancari e assicurativi.

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GELA – Colpi di fucile contro bar e casa di commercianti


Due atti intimidatori, a colpi di fucile da caccia, sono stati compiuti, uno dopo l’altro, nelle prime ore del pomeriggio, a Gela, nelle centralissime via Francesco Crispi e via Generale Cascino. Bersagli dei malviventi, che avrebbero agito in sella a una moto o a bordo di una automobile, sono stati un bar e il portone di casa di una famiglia di commercianti del settore alimentare. Il primo assalto è avvenuto alle 13,40, contro il “Bar Domicoli”, di proprietà di una donna di 26 anni. Almeno quattro gli spari sentiti dai vicini.

Il bilancio è di qualche vetro rotto e, per fortuna, nessun ferito. Nell’esercizio c’era solo una dipendente, di nazionalità romena, che è rimasta illesa ma sotto choc. Trasportata in ospedale, è stata tenuta per qualche ora in osservazione. Il secondo raid è avvenuto cinque minuti in via Generale Cascino. I colpi di un fucile automatico hanno infranto i vetri del portone di una palazzina di tre piani dove abitano i proprietari di un panificio e di un bar del lungomare. Anche in questo caso, non ci sono feriti nè testimoni oculari. Sui due episodi, che, tra i tanti sospetti, fanno ipotizzare la ripresa dell’attività estorsiva, indagano carabinieri e polizia.

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GELA – Massacra la zia per l’eredità, arrestato 39 enne [VIDEO]


Picchia la zia per questioni legate a una eredità contesa e la riduce in gravissime condizioni, con prognosi riservata. Protagonista della vicenda è un disoccupato di Gela, Rocco Cauchi, di 39 anni, celibe, che la polizia ha arrestato per lesioni personali.

Ieri l’uomo si era recato nel negozio di mobili della zia quarantottenne, per chiarire con lei alcuni aspetti dell’eredità della propria madre. La discussione è degenerata in scontro verbale, scatenando l’ira di Cauchi che ha sferrato alla donna un violento schiaffo, tra guancia e collo, facendola stramazzare a terra, priva di sensi.

Soccorsa e trasportata in ospedale, la commerciante è stata ricoverata in terapia intensiva per trauma cranico. I medici non hanno ancora sciolto la prognosi. L’aggressore, temendo la reazione dei parenti, si è recato in commissariato (dando però una sua versione dei fatti, che lo faceva apparire vittima) e ha chiesto la protezione della polizia.

Ma dalle immagini registrate del sistema di videosorveglianza del negozio è venuta fuori la verità. Rocco Cauchi è stato segnalato al pm di turno, Antonio D’Antona, che ne ha disposto gli arresti domiciliari.

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GELA – Rapina due anziane, scappa sui tetti e tira tegole ai poliziotti


Un pregiudicato romeno di 30 anni, Marius Ciprian Maftei, è stato arrestato durante la notte dalla polizia a Gela dopo un funambolico inseguimento sui tetti. Aveva appena compiuto una rapina in casa di due anziane, sequestrate e minacciate nella loro abitazione di via Navarra, nel centro storico.

L’allarme è scattato alle 2.30, quando alcuni vicini, insospettiti dalle urla delle vecchiette (una di 90 anni, l’altra di quasi 80) hanno telefonato alla sala operativa del commissariato. All’arrivo degli agenti, il romeno ha tentato la fuga attraverso i tetti, inseguito dai poliziotti. Nel frattempo, alcuni carabinieri del nucleo radiomobile e altri agenti sono intervenuti come rinforzo, seguendo, dalla strada, il percorso del bandito.

Il romeno cercava di bloccare gli inseguitori lanciando contro di loro pietre e tegole e poi ingaggiando un violento corpo a corpo. E’ stato catturato, ma due agenti sono stati costretti a farsi medicare al pronto soccorso dell’ospedale; hanno ferite dichiarate guaribili in 30 giorni, uno, in 5 l’altro. Maftei è stato rinchiuso nel carcere di contrada Balate. Dovrà rispondere di rapina aggravata, sequestro di persona, violazione di domicilio, danneggiamento e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nella sua casa i poliziotti hanno trovato oggetti di valore, probabile proventi di altri furti e rapine.

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GELA – Droga e attentati incendiari, 12 arresti , 5 sono baby criminali [VD TG]


Il quartiere Sant’Ippolito era “cosa loro”.

In via Lecce, ma anche nel quartiere San Giacomo, la banda dedita a furti, spaccio e persino incendi d’auto, avevano stabilito il loro quartier generale. Lo hanno sottolineato nella conferenza stampa in commissariato magistrati e poliziotti che hanno dato vita all’operazione Praesidium. Tre sono finiti in carcere, 4 ai domiciliari mentre 5 sono i minori coinvolti.

E non è un caso che il blitz sia stato effettuato stamane, nel 25esimo anniversario della morte di Falcone, della moglie e della sua scorta.

Le indagini sono partite nel luglio 2016 . Si è agito in un clima di assoluta omertà. Sono 33 i capi di imputazione, 16 i furti contestati. Ritenevano di essere impuniti. I furti venivano commessi anche al mattino. Nessuno ha parlato. Tutti vedevano”.

Il punto di riferimento era l’abitazione di Giovanni Canotto in via Lecce.                      

La refurtiva veniva scaricata sotto gli occhi di tutti a Sant’Ippolito. Viene citato l’episodio di un televisore di 42 pollici scaricato alle 9 a casa di Canotto e consegnato poco dopo al ricettatore. Dopo i furti, si radunavano tutti nei pressi dell’abitazione di Canotto.

“In alcuni casi di furto – ha continuato il procuratore Asaro – intimorivano i proprietari che non dovevano denunciare. Hanno dato alle fiamme le auto di commercianti che si erano permessi di fornire le immagini dei sistemi di videosorveglianza”

Sono 6 invece gli episodi di spaccio ricostruiti. Le indagini hanno condotto al quartiere San Giacomo, dove avveniva il traffico di sostanze stupefacenti gestito dagli arrestati, con la cessione di hashish, marijuana e cocaina. 

Questi i nomi degli arrestati nell’ambito del blitz Praesidium.

Ordinanza di custodia cautelare per  Giovanni Canotto, Giuseppe Giaquinta, Carmelo Meroni, Maurizio Smorta, Antonio Fusco, Niculai Cozma, Paolo Melilli  e cinque minori.

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