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LAMPEDUSA – Stop alle agevolazioni delle tasse, lo Stato chiede anche gli arretrati


I lampedusani devono tornare a pagare le tasse. «Stop» alle agevolazioni del regime fiscale speciale per gli abitanti ed i commercianti dell’isola di Lampedusa che era stato introdotto nel 2011 dal governo nazionale guidato dall’allora premier, Silvio Berlusconi a titolo di «risarcimento» per la continua emergenza immigrazione.

L’Agenzia delle Entrate, ha infatti comunicato che entro gennaio 2018 i lampedusani dovranno presentare le dichiarazioni dei redditi degli ultimi sette anni. Dal 2011 in poi il provvedimento veniva prorogato di anno in anno. Ma adesso lo Stato avrebbe bussato alla porta dei contribuenti lampedusani chiedendo gli arretrati. Per il sindaco delle isole Pelagie Totò Martello «è una situazione incredibile, un accanimento. Spero che il governo trovi una soluzione altrimenti siamo pronti ad azioni eclatanti».

 

 

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LAMPEDUSA – Un successo “Asp in piazza”, effettuate 335 prestazioni


Due giorni intensi con un flusso continuo di utenti che sono saliti a bordo dei camper della prevenzione per sottoporsi ad esami e visite. Dopo le cinque iniziative in provincia di Palermo (Contessa Entellina, Villafrati, Sciara, Collesano ed Alimena) “Asp in Piazza” ha fatto tappa nelle Pelagie montando il “villaggio della salute”, prima a Linosa e poi per due giorni a Lampedusa.

 

“Abbiamo risposto sia all’appello della gente delle Pelagie, sia a quello dell’Associazione OcchiBlu che ci ha chiesto di inserire l’Asp in Piazza nell’ambito delle iniziative organizzate in occasione di Lampedus’Amore – ha spiegato il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, Antonio Candela – medici ed operatori hanno lavorato intensamente per offrire un servizio che rimane unico, nel suo modello organizzativo itinerante, in Italia. Il gran caldo non ha ostacolato l’attività e l’altissimo numero di visite ed esami testimoniano che i cittadini conoscono i programmi di screening e aderiscono ormai in massa alla nostra proposta”.

Sono state complessivamente 335 le prestazioni effettuate a Piazza Caduti dei Vigili del fuoco in 16 ore di attività garantite in due giorni a Lampedusa. Tantissimi gli accessi all’ambulatorio mobile dello screening del tumore alla tiroide dove l’endocrinologa ha effettuato sia la visita che l’ecografia garantendo 112 prestazioni, mentre sono state 76 quelle dello screening del melanoma, 21 i sof test distribuiti (per la ricerca del sangue occulto nelle feci nell’ambito dello screening del tumore al colon retto), 31 i pap test e 60 le mammografie. “Nel 2016 – ha sottolineato Candela – furono 66 i tumori diagnosticati nelle piazze, mentre nelle tappe di quest’anno che hanno preceduto quella di Lampedusa, sono, già, stati 8 i tumori diagnosticati in fase asintomatica. Gli utenti sono già stati ‘accompagnati’ ad un percorso di secondo livello pianificato nel rispetto di rigorosi standard internazionali”.

Le tappe di “Asp in Piazza” a Lampedusa sono state organizzate in collaborazione con la locale amministrazione comunale e con le Associazioni OcchiBlu e Serena a Palermo. “Il nostro compito – ha spiegato Carmela Amato di ‘Serena a Palermo’ – è di promuovere le attività di screening nei giorni che precedono le manifestazioni itineranti in maniera tale che la gente partecipi in maniera consapevole ai programmi di screening. Il nostro impegno è soprattutto rivolto a migliorare l’adesione e soprattutto ad orientare ai servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura dei tumori alla mammella”.

Il calendario stilato quest’anno dall’Azienda sanitaria provinciale di Palermo prevede complessivamente 12 tappe di “Asp in Piazza”: oltre a Contessa Entellina, Villafrati, Sciara, Collesano, Alimena, Linosa e Lampedusa, i medici degli screening oncologici saranno a il 5 settembre a Cinisi, il 14 a Casteldaccia, il 21 a Monreale ed il 26 a Roccapalumba, quindi ad ottobre di Vicari.

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LAMPEDUSA – Scritte choc contro Giusi Nicolini


“Grazie, avete estirpato il cancro lampedusano”. E’ una delle scritte apparse su alcuni muri di Lampedusa all’indomani della sconfitta di Giusi Nicolini, la sindaca premio per la pace Unesco, superata alle amministrative dall’imprenditore Salvatore Martello, eletto al primo turno. Le offese all’ex sindaca, apparse in diverse strade dell’isola delle Pelagie, sono state cancellate subito da alcuni abitanti.

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LAMPEDUSA – Giusi Nicolini:”Se avessi inseguito la carriera, non mi sarei ricandidata”


Dopo la sconfitta alle Amministrative, Giusi Nicolini, sindaco uscente non riconfermata, commenta: “Mi sono ricandidata perché ci tenevo a completare il lavoro avviato in questi cinque anni, per raggiungere traguardi importanti e cambiamenti rilevanti nelle nostre isole. Non è stato possibile. E sono convinta che non siano state le posizioni in tema d’accoglienza che hanno prodotto questo risultato. In questi anni, in materia di immigrazione, ho solo raccontato il ruolo di Lampedusa. Abbiamo sconfitto l’emergenza immigrazione e siamo riusciti a dare spazio al turismo. Le ragioni della mia sconfitta vanno ricercate altrove: sul futuro delle isole, sull’uso del territorio, sull’espansione edilizia e la lotta alla corruzione. Stavamo facendo un grande lavoro. Non è stato apprezzato. Non ho fatto alcuna carriera politica, ho rifiutato la candidatura alle europee nell’aprile del 2014. La volontà di ricandidarmi a sindaco dimostra il contrario. Papa Francesco è venuto a Lampedusa per Lampedusa, non per il sindaco. E il presidente della Repubblica perché sono stata brava a organizzare l’inaugurazione del museo. Se avessi voluto utilizzare la mia visibilità in termini personali, non mi sarei neppure ricandidata a sindaco, avrei perseguito la carriera politica e non avrei nemmeno subito l’umiliazione della sconfitta. Ho lavorato, in questi anni soltanto per il bene delle isole e non certamente per me”.

 

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LAMPEDUSA – Presunta lottizzazione abusiva a Cala Creta, tutti assolti i 25 imputati


I Giudici della sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni, hanno assolto tutti i 25 imputati del procedimento scaturito dall’inchiesta sulle presunte lottizzazioni illegali che sarebbero state perpetrate per oltre 40 anni.
Il pubblico ministero Silvia Bandi, aveva chiesto la condanna per quindici dei venticinque imputati, mentre per gli altri dieci era stata chiesta l’assoluzione o prescrizione.

Sul banco degli imputati sedevano in venticinque fra funzionari della Soprintendenza, dell’Ufficio tecnico del Comune di Lampedusa, e proprietari delle aree lottizzate.

 

Si tratta di Alfonso Averna (2 anni e 6 mesi era la richiesta del pm), Giovanni Sorrentino (2 anni e 6 mesi), Giuseppe Gabriele (2 anni e 6 mesi), Helmut Tschuscher (2 anni), Giovanni Maggiore (2 anni), Gianluca Giacobazzi (10 mesi), Gian Marco Giacobazzi (un anno), Giovanni Giammona (2 anni), Giovanni Romiti (2 anni), Salvatore Caffo (2 anni), Anna Maria Gatti (2 anni), Fabrizio Merlo (10 mesi), Alberto Barlattani (10 mesi) Carmen Vego (10 mesi) e Sandro Sorrentino (10 mesi).

 

Per tutti gli altri imputati il pm Silvia Baldi aveva chiesto assoluzioni e prescrizioni. Si tratta di: Agostino Maggiore, Paolino Scibetta, Vincenzo Caruso, , Paolo Farruggio, Maria Concetta Mangiapane, Giovanni Damiano Lombardo, , Rosario Pietro De Battista, Franco Grunert, Elena Maria Antonietta Sacchetti e Francesco Novaro.

 

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal pm Luca Sciarretta, aveva portato al sequestro di numerosi alberghi e ville realizzati, secondo l’accusa, in maniera abusiva e in molti casi sanati in violazione di leggi e regolamenti. Il caso più noto è quello della residenza di Cala Creta del cantante Claudio Baglioni che però non è mai stato indagato, contrariamente ai responsabili della società che lo ha costruito. Secondo i pm gli imputati, a vario titolo, avrebbero realizzato aree, edifici e strutture pubbliche in maniera illegittima per oltre quaranta anni.

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LAMPEDUSA – Lite tra fotografi, un arresto


Avrebbe avuto una discussione, per motivi di lavoro, con un concorrente collega fotografo. Un diverbio esploso, l’altra sera in un bar. Ed al termine della discussione, avrebbe preso la propria autovettura, ed entrando a tutta velocità, nella’rea pedonale di via Roma , si sarebbe scontrato volontariamente- rischiando anche di investire i pedoni – contro il veicolo della persona  con la quale aveva appena litigato. Il comandante della stazione dei carabinieri , che si trovava nei pressi è subito intervenuto  cercando di fermare l’autovettura del 52enne che, però, è riuscito ad allontanarsi. Ma i militari hanno subito avviato l’inseguimento e , cosi, F.A., è stato, poche ore dopo, rintracciato ed arrestato, posto ai domiciliari. Dovrà adesso rispondere dell’ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale

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LAMPEDUSA – Estorsione e incendio, 4 anni di carcere per Cono Cucina


4 anni e 10 giorni di carcere per l’accusa di estorsione, incendio e detenzione illegale di arma: è la pena inflitta dal giudice monocratico Gianfranca Claudia Infantino nei confronti del disoccupato Cono Cucina, 43 anni, di Lampedusa , accusato di avere chiesto la “messa a posto” al titolare di un’impresa di autonoleggio proprio all’indomani dell’incendio di quattro autovetture della propria attività. Cucina, secondo la ricostruzione dell’episodio, aveva chiesto, a un imprenditore, titolare di una ditta che noleggia autovetture, 200 euro per “essere messo a posto”. Ma il titolare dell’azienda, invece, non ci pensò due volte ad avvisare i Carabinieri che, al momento della consegna del denaro hanno arrestato Cucina.

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AGRIGENTO – Torture e violenza sessuale su 20 donne, la Cassazione conferma condanna a 30 anni per un somalo


La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di carcere inflitti, in primo grado, dal Tribunale di Agrigento, a Elmi Mouhamed Muhidin, originario della Somalia. Il 27enne è stati ritenuto colpevole dei reati di associazione a delinquere, sequestro di persona a scopo di estorsione, tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza sessuale. Fu tratto in arresto nel novembre del 2013 a seguito delle testimonianze dei sopravvissuti del naufragio del 3 ottobre 2013, avvenuto al largo di Lampedusa, naufragio che costò la vita a 366 migranti. I testimoni lo riconobbero al centro di accoglienza dell’isola delle Pelagie come l’autore di stupri e violenze che avevano preceduto lo sbarco. L’uomo era accusato anche di torture e di aver violentato sessualmente una ventina di donne.

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LAMPEDUSA – Dopo il “Marrobbio”, la Giunta chiede lo stato di emergenza


A Lampedusa sono iniziate le opere a rimedio dei danni provocati dal marrobbio, tra pescherecci e imbarcazioni da diporto affondate, e pontili divelti nei pressi del molo Favarolo. Nel frattempo, la Giunta comunale, presieduta dalla sindaca, Giusi Nicolini, ha deliberato la richiesta, rivolta alla Regione, di dichiarazione dello stato di emergenza. E i funzionari della Protezione civile regionale hanno già redatto il relativo verbale di somma urgenza. Nella stessa richiesta sono comprese le istanze di risarcimento dei danni subiti da pescatori e proprietari di imbarcazioni, e la riparazione dei danni subiti dalle infrastrutture marine. Nel calcolo dei danni ai pescatori sarà quantificato anche il mancato guadagno durante lo stop alle attività di pesca.

 

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LAMPEDUSA – Torna il “marrobbio”, affondati due pescherecci e danneggiata una motovedetta


Due pescherecci ed alcune, piccole, imbarcazioni da diporto sono affondati nel porto di Lampedusa a causa del fenomeno del marrobbio, ossia una rapida variazione del livello marino. Danneggiata anche una motovedetta dei carabinieri. Nessuna persona è rimasta ferita.

Sono stati divelti, a causa di queste gigantesche onde, anche i pontili dove venivano ormeggiati pescherecci e natanti da diporto. E’ accaduto tutto dall’altro lato del molo Favarolo e, dunque, nessun danno nel porto dove approda il traghetto di linea e pertanto i collegamenti non sono compromessi.

Già durante la notte, con delle pompe, la Guardia costiera e gli stessi militari dell’Arma sono riusciti a salvare la motovedetta dei carabinieri dove si era aperta una falla. Adesso, non ci sono più rischi perché il repentino spostamento del livello marino sembra essersi spostato verso Levante. A quanto pare, era da circa 20 anni che, a Lampedusa, non si verificava un fenomeno naturale del genere.

«Ho disposto che la Protezione civile regionale intervenga subito a supporto dell’isola. Al sindaco Nicolini è stato chiesto di quantificare i danni e poi dichiareremo lo stato di emergenza». Lo dice il presidente della Regione, Rosario Crocetta, commentando l’affondamento delle imbarcazioni a causa del marrobbio a Lampedusa.

«La Regione – ha aggiunto – può intervenire in due modi: nella collegata alla Finanziaria presenterà un emendamento per finanziare i danni alle strutture pubbliche e poi occorrerà una legge per risarcire i pescatori. Sarà, dunque, presentato un disegno di legge, da far approvare al parlamento siciliano, per i danni ai pescatori».

 

La Protezione civile regionale ha già disposto la trasferta di due funzionari a Lampedusa. «La loro presenza – osserva il sindaco Giusi Nicolini – sosterrà l’amministrazione comunale e l’autorità marittima nella mappatura e quantificazione del danno».

«Posso fare qualcosa? Di cosa avete bisogno?». E’ questo il contenuto della telefonata fatta dall’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, al sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. Don Franco, da sempre vicino a Lampedusa, attraverso il sindaco, ha mandato «un forte abbraccio a tutti i pescatori». A Montenegro, la Nicolini ha chiesto di «sostenere le richieste di aiuto dell’isola».

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