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LICATA – “Nascondeva una pistola illegale nel garage”, arrestato bracciante


I Carabinieri della Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Licata, nelle ultime ore, hanno tratto in arresto in flagranza di reato C.C., 29enne, agricoltore residente a Palma di Montechiaro, poiché resosi responsabile di Detenzione illegale di arma clandestina e relative munizioni.

Durante una perquisizione presso l’abitazione dell’individuo, rinvenendo e sequestrando all’interno del garage una pistola calibro 9, priva di matricola, con due caricatori ed oltre 150 cartucce.

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LICATA – Arresto per tentato furto ad anziano


I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Licata hanno arrestato Salvatore Paraninfo, 29 anni, presunto responsabile del reato di tentato furto in  abitazione. I Carabinieri, a conclusione delle indagini, hanno accertato che il 5 maggio scorso, durante i festeggiamenti del Santo Patrono di Licata, Paraninfo, insieme ad un altro uomo arrestato in flagranza, ha tentato un furto all’interno dell’abitazione di un 89enne pensionato licatese, nel centro cittadino. Paraninfo, a seguito di provvedimento apposito dell’Autorità Giudiziaria, è stato trasferito nel carcere “Petrusa” ad Agrigento.

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LICATA – Rinvenuta maxi piantagione di marijuana: in manette 23 enne bracciante agricolo


Un ventitreenne bracciante agricolo, Danilo Bennici, è stato arrestato per produzione e detenzione aggravata di sostanza stupefacente. La marijuana, quasi 700 chili, è stata trovata, sulla strada provinciale per Riesi, a pochi passi dalla statale 115 di Licata, già sradicata e sistemata in balle. Sarebbe stata coltivata in tre tunnel-serra, da 20 metri ciascuno, fra meloni cantalupo e zucchine bianche. Il giovane è stato portato nella casa circondariale di contrada Petrusa ad Agrigento.

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LICATA – Operazione stipendi “SPEZZATI”, 2 arresti [VD TG ]


I carabinieri della compagnia di Licata (Ag) hanno eseguito 4 ordinanze cautelari firmate dal Gip del tribunale di Agrigento Alfonso Malato su richiesta della Procura. L’operazione «Stipendi spezzati» ha riguardato alcuni appartenenti della «Cooperativa sociale Suami – Onlus».

Due le persone – dei coniugi di Favara – sottoposte agli arresti domiciliari, mentre due donne sono state sottoposte all’obbligo di dimora ed all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni. Complessivamente otto le persone indagate. L’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Macaluso, oggi trasferito ad altra sede. 

Fra gli arrestati, e posti ai domiciliari, nell’operazione «Stipendi spezzati», c’è Salvatore Lupo, 41 anni, ex presidente del consiglio comunale di Favara (Ag). Ai domiciliari anche la moglie Maria Barba, 35 anni. Obbligo di dimora a Licata (Ag) per Caterina Federico di 34 anni ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Veronica Sutera Sardo, 30 anni, di Agrigento.


Il 18 gennaio del 2016, a Licata, scattò l’operazione «Catene spezzate» – che ipotizzava maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti degli ospiti di una struttura d’accoglienza per disabili – . L’indagine dei carabinieri fece scattare, allora, 5 misure cautelari. Già durante gli interrogatori di garanzia, sentendo alcuni dipendenti emerse un presunto giro di estorsioni sugli stipendi. I carabinieri di Licata, da allora, hanno effettuato indagini ed accertamenti. La nuova inchiesta avrebbe fatto emergere che ai dipendenti della «Cooperativa sociale Suami – Onlus» prima venivano accreditati su conto corrente le mensilità dovute e poi, con carte bancomat intestate proprio agli stessi dipendenti, l’amministratore unico della coop, Salvatore Lupo, avrebbe prelevato – secondo l’accusa formalizzata da carabinieri e Procura – la metà degli stipendi. Stando all’inchiesta, questi prelievi «forzosi» di denaro avrebbero riguardato oltre 20 dipendenti. I carabinieri di Licata hanno contestualmente proceduto al sequestro preventivo di circa 37 mila euro sui conto correnti degli indagati. 

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LICATA – Cade, si taglia un’arteria e muore dissanguato


Cade in casa rompendo un vetro e una scheggia gli recide l’arteria di un braccio. E’ morto praticamente dissanguato un disabile licatese Michele Bona, cinquantacinquenne. Vani i tentativi di salvargli la vita del personale medico. Il suo cuore si è fermato poco dopo l’arrivo al presidio ospedaliero.

Il tragico incidente domestico, nella prima mattinata di ieri, in un appartamento di una palazzina nell’abitato di Licata. La salma di Michele Bona è stata trasferita nella camera mortuaria del nosocomio licatese, in attesa del nulla osta del magistrato, per essere restituita ai familiari.

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LICATA – Rapina alla banca S.Angelo, pena confermata per due palmesi e un catanese


La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di primo grado, del Tribunale di Agrigento, e in secondo grado, della Corte d’Appello di Palermo, e ha condannato in via definitiva Biagio Monachello, 35 anni, di Palma di Montechiaro, Carmelo Bordino, 48 anni, anche lui di Palma, a 4 anni di reclusione. 5 anni sono stati invece inflitti a Vincenzo Gattarello, 35 anni. I tre sono accusati di essere  i componenti di una banda responsabili di una rapina compiuta alla Banca Popolare Sant’Angelo di Licata nel 2013. Tutti gli imputati erano accusati anche di possesso illegale di armi. Il colpo fruttò circa 40 mila euro. Altre due persone. entrambe di Catania, in passato, avevano patteggiato la pena.

 

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LICATA – Operaio morto folgorato, lutto cittadino


Si svolgeranno oggi alle 19 nella chiesa San Giuseppe Maria Tomasi di Licata, i funerali di Giovanni Callea, il muratore licatese di 44 anni morto folgorato da una scarica elettrica mentre stava realizzando un massetto in cemento armato in un cantiere edile di contrada Piano Bugiades.

La salma è stata restituita alla famiglia e la bara è stata trasferita alla funeral house di Marianello dove centinaia di licatesi si sono stretti attorno alla famiglia dello sfortunato operaio, affranta dal dolore. Callea lascia la moglie e due figli in tenera età.

Il sindaco Angelo Cambiano, ha proclamato il lutto cittadino in segno di cordoglio e di partecipazione dell’intera città. “A tal fine – scrive Cambiano – è stata disposta l’esposizione a mezz’asta delle bandiere di tutti gli uffici pubblici comunali e degli enti pubblici e privati, nonché degli edifici scolastici di ogni ordine e grado; disposta, inoltre, la sospensione di ogni manifestazione in programma”.

Sul fronte giudiziario, la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta sulla morte di Giovanni Callea.

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LICATA – Incidente sul lavoro: operaio muore folgorato


Un operaio di 44 anni, Giovanni Callea, è morto dopo essere rimasto folgorato da una scarica elettrica. E’ accaduto in un cantiere di contrada Piano Bugiades, a Licata (Ag).

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta, coordinata dal pm di turno Salvatore Vella. Indaga la polizia di Stato. 

Il cantiere dove l’uomo stava operando è stato posto sotto sequestro.

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LICATA – Tentato furto ad anziano, arrestato un minorenne


A Licata i Carabinieri hanno arrestato uno studente di 16 anni perché nel centro cittadino, in via Alessandria, si è intrufolato dentro l’abitazione di un anziano, un pensionato di 90 anni, a fine di furto. I militari lo hanno sorpreso in flagranza di reato e lo hanno condotto in caserma. Risponderà di tentato furto. Il 16enne è recluso nell’istituto penale per i minorenni “Malaspina” di Palermo, a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.

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LICATA – Sorpresi a rubare profumi e cosmetici: arrestato 32enne disoccupato romeno e una 16enne denunciata


A Licata i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato ai domiciliari, in flagranza di reato, Iosif Liviu Preda, 32 anni, originario della Romania e domiciliato a Licata. Ed è stata denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo una studentessa di 16 anni, anche lei originaria della Romania. Entrambi rispondono di concorso in furto aggravato perché in via Gela sono stati sorpresi appena fuori il negozio “Acqua e Sapone”, in possesso di alcuni profumi e articoli cosmetici rubati nell’esercizio commerciale e nascosti in uno zaino.

 

 

 

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