Tag Archive | "Mafia"

MAFIA – “Nuova Cupola”, rigettata richiesta scarcerazione Ribisi


La Corte d’Appello di Palermo ha rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dai difensori, gli avvocati Daniela Posante e Valerio Vianello Accorretti, per Francesco Ribisi, 34 anni, di Palma di Montechiaro, detenuto al 41 bis, e già condannato, nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia nell’agrigentino cosiddetta “Nuova Cupola”. Secondo la difesa di Ribisi, i termini di custodia cautelare, che intercorrono tra sentenza di primo grado e appello, sarebbero scaduti da quasi 3 mesi. I giudici invece sostengono che non scadranno prima del 14 febbraio del 2019.

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PALERMO – Mafia e gas, nuovo sequestro per gli eredi di Brancato


Sono stati sequestrati definitivamente i beni della famiglia Brancato per un valore di 1,5 milione di euro e anche gioielli e preziosi, ritenuti provento di attività illecita. Nonostante un primo sequestro preventivo della guardia di finanza di Palermo del maggio 2013, fiumi di soldi sarebbero andati a finire nei conti correnti del Principato di Andorra. Ezio Brancato era un funzionario della Regione Siciliana morto nel 2000 e faccendiere del boss Bernardo Provenzano e di Vito Ciancimino.

Successivamente il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo ha avviato parallelamente indagini nei confronti della famiglia per “trasferimento fraudolento di valori” in Italia e per “riciclaggio” nel Principato, anche sulla base delle informazioni scambiate tra le Fiamme gialle e le autorità di polizia andorrane e con la collaborazione tra l’ufficiale di collegamento della guardia di finanza all’Ambasciata d’Italia a Madrid.

Si è scoperto che i conti sono stati alimentati con 39 bonifici bancari, disposti da banche spagnole ed effettuati in soli due mesi, tra il giugno e l’agosto del 2013, ovvero immediatamente dopo il primo sequestro disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo.

Il sequestro nei confronti della moglie Maria D’Anna e delle figlie, Monia e Antonella di Ezio Brancato, morto nel 2000 e fino al 1981. Il funzionario della Regione Siciliana aveva effettuato nel corso degli anni investimenti in società operanti nel campo della metanizzazione, sia in Sicilia che in Abruzzo ed era socio del cosiddetto “Gruppo GAS” di Palermo, la cui attività era stata costantemente controllata e favorita illecitamente da Vito Ciancimino e Bernardo Provenzano. Nel gennaio 2004, il “Gruppo GAS” era stato venduto alla multinazionale spagnola “Gas natural”, per un valore di oltre 115 milioni di euro, dei quali oltre 46 milioni di pertinenza della famiglia Brancato.

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MAFIA – Catturato nel Catanese il boss Nizza. Tra i 100 latitanti più pericolosi d’Italia


È stato catturato nel Catanese Andrea Nizza, considerato a capo del braccio armato della cosca Santapaola e a capo di uno più vasti traffici di droga. Era inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia.

Carabinieri del comando provinciale di Catania lo hanno arrestato a Viagrande, assieme a due suoi amici che avevano preso in affitto la casa in cui si nascondeva. Probabilmente alla sua cattura si è giunti anche grazie alle indicazioni del fratello del ricercato, Fabrizio, che è un collaboratore di giustizia.

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PALERMO – Mafia, boss dello Zen: condanne per oltre un secolo


Leggeri, seppur significativi, sconti di pena ma anche tante conferme rispetto ad una sentenza di primo grado che aveva prodotto oltre un secolo di carcere.

 Sentenza d’appello per i 12 imputati ritenuti al vertice della cosca mafiosa dello Zen 2 di Palermo. Associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsione le accuse mosse nei confronti del gruppo criminale tenuto dal boss Guido Spina, insieme a Vincenzo Cosenza. Come riportato dal Giornale di Sicilia, per entrambi è arrivato uno sconto di pena dal giudice Roberto Riggio, rispetto alla sentenza di primo grado risalente al gennaio scorso, ossia quasi un anno fa. Un paio di mesi in meno sui 20 anni a testa di carcere affibbiati ai due, mentre addirittura un anno e 4 mesi in meno di detenzione è stato concesso a Sebastiano Arnone e Salvatore Giordano, intanto pentitisi. 9 anni e 4 mesi Pietro Vitale, 9 anni a testa per Alba Li Calsi e Maria Valenti, rispettivamente mogli di Spina e Cosenza. Otto anni ciascuno, invece, per Angela e Antonio Spina, figli del boss che tra i tanti suoi averi, poteva vantare una villa di assoluto lusso a pochi metri dal rione popolare dello Zen, oggi San Filippo Neri. 10 anni, infine, per Francesco Firenze, 8 per Nicolò Cusimano e 4 per Paolo Meli. Tutti responsabili di aver, direttamente o indirettamente, creato una fitta rete di spaccio di stupefacenti, soprattutto hashish e cocaina, oltre a diverse estorsioni sempre circoscritte al quartiere del capoluogo. Cinque le assoluzioni: quelle di Isidoro Cracolici e Nunzio Lombardo, ai quali il Gup aveva dato due anni a testa in primo grado, di Antonino Di Maio dai 2 anni e 8 mesi, di Giuseppe Leto (un anno e otto mesi) e Giovanni Battista Di Giovanni, al quale era stato dato un anno, tolto ieri in attesa del responso per tutti della Cassazione.

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CAMASTRA – Mafia blitz “Vultur”, giudizio immediato per cinque


Il giudice del Tribunale di Palermo, Gioacchino Scaduto, accogliendo le richieste dei pm della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo siciliano, ha disposto il giudizio immediato nei confronti di 5 dei 12 indagati nell’operazione “Vultur” condotta dalla squadra Mobile di Agrigento e che avrebbe, secondo gli investigatori, decapitato il vertice della consorteria mafiosa di Camastra. Il provvedimento è stato disposto nei confronti di Calogero Di Caro, 70 anni, noto esponente mafioso di Canicattì, Rosario Meli, 68 anni, detto “u Puparu”, di Camastra, ritenuto il capomafia del paesino agrigentino, Vincenzo Meli, 46 anni, figlio di Rosario, Angelo Prato, 38 anni, detenuto ai domiciliari, di Camastra e Calogero Piombo, 65 anni, tabaccaio, sempre di Camastra. Gli indagati, a vario titolo, dovranno rispondere dell’accusa di associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi da sparo, danneggiamenti.

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MAFIA – “L’avvocato riciclava i soldi della mafia”: maxi sequestro agli eredi di Marcatajo


Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha sequestrato, nelle province di Palermo e Trapani, appartamenti, magazzini, cassette di sicurezza e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa un milione di euro, riconducibili a un esponente mafioso e due professionisti “prestanome” della criminalità organizzata.
    I sequestri sono stati eseguiti dal G.I.C.O. nei confronti degli eredi dell’avvocato Marcello Marcatajo morto mesi fa e dell’ingegnere Francesco Cuccio. Entrambi erano stati arrestati a gennaio scorso. E del mafioso Giampiero Scozzari. Il legale era accusato di aver riciclato fondi delle “famiglie” Galatolo e Graziano. Cuccio era stato indagato per aver agevolato l’attività di “cosa nostra” nello svolgimento della propria attività professionale di ingegnere.

 

 

 

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CATANIA – Basta pizzo, imprenditori si ribellano e fanno arrestare i loro estorsori


Sei presunti affiliati al gruppo del calatino della famiglia di Cosa nostra catanese Santapaola-Ercolano sono stati arrestati a Palagonia dai carabinieri di Catania perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione tentata e consumata nei confronti di quattro imprenditori nel settore edile e commerciale. L’operazione, alla quale hanno preso parte nuclei cinofili ed elicotteri, è stata denominata ‘New faces’. 

Le vittime, che hanno denunciato il pizzo, sarebbero state costrette, con ripetute minacce e violenze, a pagare da 1.000 a 5.000 euro mensili. Il gruppo era capeggiato dal 46enne Salvatore Ferraro, che dai Santapaola-Ercolano aveva ricevuto l’incarico di gestire il racket delle estorsioni tra Palagonia e Militello in Val di Catania.

In almeno due circostanze gli imprenditori hanno subìto aggressioni fisiche, in un caso è stata bruciata una macchina. Gli arrestati sono Salvatore Alessandro Ferraro, 46 anni, Luigi Scuderi, 57, Mario Compagnino, 47, Rocco Farruggio, 46, Pierpaolo Di Gaetano, 37, e Salvatore Musumeci, 62. Sono tutti di Palagonia, tranne Scuderi, di Militello in Val di Catania. A Di Gaetano il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere.

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PROCESSO ICARO – Mafia , in 12 a giudizio


Il Gup del Tribunale di Palermo, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura Distrettuale antimafia, ha emesso un decreto che dispone il giudizio per 12 imputati coinvolti nell’operazione denominata “Icaro”. Altre 22 persone coinvolte nell’inchiesta hanno chiesto di accedere al rito abbreviato.  La prima udienza del processo è fissata per il 13 gennaio 2017.

 

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MAFIA – Matteo Messina Denaro si traveste da donna? [VIDEO]


Il ricorso al travestimento di boss mafiosi, anche di peso è più diffuso di quanto si pensi ed è un frequente stratagemma per mimetizzarsi e scappare.

Lo aveva detto il magistrato Raffaele Cantone, attuale presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, quando era magistrato dI Cassazione, in una intervista rilasciata a Klaus Davi, che andrà in onda nella puntata de «Gli Intoccabili», sabato a partire dalle 21 su LaC, canale 19 del digitale terrestre calabrese e in streaming su www.lactv.it. Partendo dall’intervista l’emittente ha creato un fotokit di alcuni latitanti, tra cui Matteo Messina Denaro, boss mafioso trapanese, travestiti da donna.

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MAFIA – Revocata libertà vigilata a imprenditore di Favara


Niente più libertà vigilata per l’imprenditore di Favara Gregorio Lombardo. A deciderlo il giudice di sorveglianza che non lo ritiene più socialmente pericoloso. Lombardo, titolare di una impresa edile, ha scontato una pena per associazione mafiosa dopo che fu arrestato nel 2005 con l’accusa di far parte di Cosa nostra. Il favarese fu condannato a 8 anni di carcere. Tornato libero, dopo un periodo di sorveglianza speciale, a Lombardo fu applicata la misura della libertà vigilata, ora revocata. Per il giudice Lombardo ha tenuto una condotta regolare.

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