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PALERMO – Mazzette per i certificati Sequestro di beni all’ex direttore Inail


I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Palermo hanno eseguito una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti dell’ex vicedirettore dell’Inail di Palermo ed ex direttore dell’Inail di Termini Imerese, Giuseppe La Mantia, accusato di aver consentito illecitamente il rilascio di documenti di regolarità contributiva (Durc) a favore di diversi imprenditori, in cambio di mazzette.

Il provvedimento, emesso dal tribunale su richiesta della Procura, è stato eseguito dalle fiamme gialle del Gico che hanno sequestrato al funzionario immobili e conti per 516 mila euro.

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SERIE B – Palermo super a Cremona: è primo.


Il Palermo vince a Cremona e sale sul gradino più alto della classifica di Serie B: Rispoli e Chochev ribaltano lo svantaggio iniziale (gol di Dos Santos) e permettono ai siciliani di arrivare a 25 punti in classifica (la squadra di Tedino rischia nel finale con un palo di Almici e un assalto pazzesco della Cremonese).

CREMONESE-PALERMO 1-2Marcatori: Dos Santos (C) al 21′, Rispoli (P) al 23′ p.t.; Chochev (P) all’8′ s.t.

Lo scontro tra i paggetti della (ex) capolista non delude le attese: partita mozzafiato che il Palermo fa sua in rimonta conquistando il primo posto in graduatoria. La Cremonese esce tra gli applausi: sul piano del gioco ha dominato, solo gli episodi gli hanno dato contro. Intanto per due dormite della difesa, e quindi occorre recitare il mea culpa, e nel finale per due situazioni in bilico tra sfortuna (palo di Almici a portiere battuto) e bravura altrui: il portiere Pomini, sostituto di Posavec (in nazionale), ha tolto dalla rete un siluro a fil di palo di Pesce, il migliore in campo. Inoltre la Cremonese reclama giustamente per una svista arbitrale: in un rinvio Struna colpisce di mano in area. Vedono tutti tranne il signor Abbatista che da quel momento non controlla più la sfida. I meriti del Palermo sono nella tenuta difensiva e nella capacità di tesorizzare le due palle gol costruite. La prima, due minuti dopo il vantaggio colto di testa da Clayton Dos Santos, vede protagonista Rispoli, lesto a smarcarsi sulla destra dell’area e a chiudere con un destro sul palo difeso da Ujkani. Difeso maluccio, il portiere tocca ma non respinge. La seconda azione vede protagonista Embalo che controlla in area, sul fondo, alza la testa e serve nel mezzo il liberissimo Chochev che non può sbagliare la conclusione: chi avrebbe dovuto marcarlo? I tre punti che proiettano in alto i rosanero sono un premio esagerato se rapportato alla loro prestazione però è quando vinci le partite che non dovresti vincere che poi raggiungi la tua meta. Qui allo Zini il Palermo ha dato un nuovo segnale di solidità nel giorno in cui il suo cannoniere si è segnalato soltanto per atteggiamenti provocatori. Nel posta partita, il duro sfogo di Tesser negli spogliatoi: “L’arbitro rideva in faccia ai miei giocatori che protestavano per il rigore non dato, un fallo clamoroso visto da tutti. Lui rispondeva dicendo che a Parma non ne aveva fischiato un altro contro di noi: ma questo signore come fa il suo lavoro?” (Nicola Cecere) GAZZETTA.IT

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PALERMO – Delitto del boss Calascibetta, dopo 6 anni il killer confessa


Ci sarebbe una svolta nelle indagini sull’omicidio del boss palermitano Giuseppe Calascibetta, assassinato il 19 settembre del 2011 nel quartiere Oreto, a Palermo.

Un uomo avrebbe confessato alla polizia di aver fatto parte del commando che uccise il capomafia. La Squadra Mobile, guidata da Rodolfo Ruperti, sta cercando di trovare riscontri per verificare la credibilità della fonte.

Ex capo mandamento della cosca di Santa Maria Di Gesù, Calascibetta è stato condannato a dieci anni per la strage in cui fu ucciso il giudice Paolo Borsellino. Il “testimone” avrebbe cominciato a collaborare con gli inquirenti svelando i particolari di un agguato finora irrisolto, e avrebbe indicato una zona in cui ricercare l’arma usata.

Il presunto killer ha precedenti per rapina e si è presentato nei giorni scorsi alla polizia. Su sue indicazioni gli agenti della Squadra Mobile di Palermo hanno setacciato un terreno non distante dal luogo dove fu ucciso lo storico capo del mandamento di Santa Maria di Gesù. Agli inquirenti l’uomo avrebbe detto di sentirsi minacciato e di temere per la sua vita. Il movente del delitto, per anni rimasto irrisolto, e di certa matrice mafiosa, non è mai stato accertato.

Scarcerato nel 2008 fa dopo avere scontato la condanna per la strage Borsellino, Calascibetta era sottoposto alla sorveglianza speciale, una misura che comporta come sanzione accessoria la sospensione della patente. Per questo, per spostarsi, usava una microcar. E nella piccola auto fu trovato morto col volto sfigurato, a pochi metri da casa. I killer gli spararono cinque colpi di pistola in faccia colpendolo all’orecchio. Dopo essere stato scarcerato, secondo gli investigatori, sarebbe tornato a ricoprire un ruolo di spicco nel quartiere di Santa Maria di Gesù, uno dei mandamenti mafiosi “storici” di Palermo.

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PALERMO – I nuovi assetti della famiglia mafiosa del Borgo Vecchio: 17 arresti


Un altro colpo assestato dai carabinieri al mandamento di Borgo Vecchio, l’ennesimo degli ultimi anni, con gli assetti in continua evoluzione e l’ombra delle estorsioni, che continua ad essere una delle principali fonti di sostentamento per le famiglie di Cosa Nostra. Con commercianti ed imprenditori stanchi di subire, che hanno deciso di ribellarsi e raccontare tutto agli investigatori.  Gli uomini del nucleo investigativo di Palermo, su delega della Procura distrettuale, stanno eseguendo un provvedimento restrittivo emesso dal Gip del tribunale del capoluogo nei confronti di 17 indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, rapina, illecita detenzione di armi e munizioni e fittizia intestazione di beni.

L’attività d’indagine rappresenta la prosecuzione di altre operazioni condotte nei confronti degli affiliati al mandamento mafioso di Porta Nuova, quali Pedro (luglio 2011), Hybris (dicembre 2011), Panta Rei 1 e 2 (dicembre 2015 e novembre 2016), ed ha permesso la disarticolazione dell’attuale organigramma della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, individuandone gli assetti e le relative dinamiche attraverso le numerose attività di intercettazioni audio/video ed il contributo di due collaboratori di giustizia, ex esponenti apicali del predetto sodalizio criminoso.

Nel 2015, certi di essere arrestati a causa della collaborazione con la giustizia di Francesco Chiarello, i fratelli Domenico e Giuseppe Tantillo, allora reggenti della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, prendevano le “dovute precauzioni” ottenendo il consenso dai vertici del mandamento mafioso di Porta Nuova affinché il loro successore fosse già individuato in Elio Ganci, scarcerato nel novembre di quell’anno dopo aver scontato una condanna per varie estorsioni

Fabio Bonanno,  Salvatore D’Amico, Luigi Miceli e Domenico Canfarota, si occupavano, insieme ad altri detenuti, del sostentamento economico ai familiari dei detenuti, le attività estorsive ed il controllo della piazza di spaccio nel territorio di competenza: tutte attività necessarie a trarre illeciti profitti e ad avere il capillare controllo della zona.

Dalle indagini è emerso inoltre che proprio l’estorsione, purtroppo, continua ad essere una forma di sostentamento primario per il “sodalizio” criminale: mediante il rinvenimento di un “libro mastro” e l’acquisizione autonoma di numerosi elementi sono state ricostruire 14 storie di estorsioni ai danni di imprenditori e di commercianti della zona di riferimento, costretti al versamento alla mafia di somme di denaro per evitare ritorsioni che, in qualche circostanza, sono avvenute e sono state puntualmente documentate. Storie e vicende confermate dagli stessi commercianti ed imprenditori, che hanno trovato il coraggio di ribellarsi e denunciare.

Sono state sequestrate anche diverse attività commerciali riconducibili a cosa nostra, intestate a prestanome ed avviate, in diversi punti della città, mediante il riciclaggio di questi illeciti. In più, le risultanze investigative rilevavano le responsabilità degli autori di una sparatoria avvenuta la sera del 4 marzo 2015, nella piazza centrale del quartiere di Borgo Vecchio, tra i Tantillo ed i componenti della famiglia di Francesco Russo che, dal 2006 al 2008, aveva retto quell’articolazione mafiosa e intendeva, di fatto, riprenderne le redini.

Nella circostanza le due fazioni si “sfidarono” a colpi di pistola: la gravità ed il clamore pubblico suscitato dalla vicenda avrebbe definitivamente convinto Paolo Calcagno (reggente pro tempore del mandamento mafioso di Porta Nuova, attualmente detenuto) ed altri esponenti apicali del sodalizio mafioso ad intervenire immediatamente nei confronti di Francesco Russo, dicendogli che sarebbe stato allontanato dal quartiere qualora non avesse rispettato le gerarchie dell’epoca.

Infine sono stati individuati gli autori di una rapina avvenuta, la sera del 26 giugno 2011, all’interno di un’abitazione del quartiere Borgo Vecchio, in cui una vittima veniva ferita mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco: la commissione di quel reato non era stata autorizzata e, quindi, i responsabili erano stati poi aggrediti fisicamente dagli esponenti del mandamento mafioso di Porta Nuova e dagli stessi vertici della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.

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PALERMO – Biagio Adile interrogato:”Il primo rapporto è stato consenziente”


Il primario di Ginecologia all’ospedale “Villa Sofia” a Palermo, Bagio Adile – arrestato ai domiciliari perché indagato di presunta violenza sessuale a danno di una donna di 28 anni, originaria della Tunisia, che lo ha denunciato – tramite i suoi difensori rivela che il primo rapporto sessuale con la ragazza è stato consenziente. Si tratta della tesi difensiva che sarà sostenuta on occasione del ricorso al tribunale del Riesame. Nel frattempo, il dottore Adile si è avvalso della facoltà di non rispondere all’interrogatorio innanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo.

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PALERMO – Tragico schianto in moto, morta una giovane coppia


Deceduti marito e moglie. Le vittime sono i palermitani Francesco Paolo Filippone e Mary Messina, rispettivamente di 26 e 25 anni.  Lui lavorava in una autorimessa. Lasciano una figlia. L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio nella strada statale che porta alla discarica di Bellolampo. La Suzuki su cui viaggiavano ha sbandato ed è finita in una scarpata. Secondo le prime indagini non ci sarebbero altri mezzi coinvolti nell’impatto. Con l’incidente di ieri salgono cosi a 21 le vittime del 2017 sulle strade di Palermo.

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PALERMO – Arrestato all’aeroporto favarese favoreggiatore dell’ex boss Maurizio Di Gati, oggi pentito


A Palermo, all’aeroporto “Falcone e Borsellino”, i Carabinieri della Tenenza di Favara hanno atteso l’atterraggio di un aereo in viaggio dalla Germania e hanno arrestato un passeggero. Si tratta di Salvatore Sciortino, 32 anni, ricercato per scontare la condanna che ha subito per avere favorito la latitanza a Favara del boss, poi pentito, Maurizio Di Gati, di Racalmuto. Salvatore Sciortino è recluso al “Pagliarelli”, e lo sarà per 1 anno e 8 mesi. Sciortino, scarcerato nel 2013 per decorrenza dei termini della custodia cautelare, è stato sempre sotto osservazione da parte dei Carabinieri. All’inizio del 2017 si è rifugiato in Germania, dove ha lavorato come cameriere. Poi dalle indagini dei Carabinieri è emerso che sarebbe stato intenzionato a rientrare in Sicilia per trascorrere alcuni giorni con la famiglia. Dunque, i Carabinieri in borghese lo hanno atteso all’atterraggio e lo hanno condotto in carcere per saldare il debito con la giustizia italiana.

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PALERMO – “Abusi durante la visita ginecologica” Ai domiciliari il primario Biagio Adile


La polizia in servizio presso la Procura del tribunale per i minorenni di Palermo ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti del ginecologo Biagio Adile, 65 anni, accusato di violenza sessuale su una donna tunisina di 28 anni.

La donna ha raccontato di avere subito due atti di violenza, il primo presso lo studio del medico a Palermo e il secondo nell’ambulatorio dell’ospedale Villa Sofia-Cervello, dove Adile dirige l’unità d’uroginecologia.

Nel corso delle deposizioni della vittima, tenutesi alla presenza di una psicologa e di un’interprete di lingua araba, la donna ha raccontato di soffrire di gravi problemi ginecologici che in Tunisia l’avevano costretta a subire ben tredici interventi chirurgici senza tuttavia ottenere validi risultati e di essersi per questo rivolta all’indagato.

Dopo il primo episodio di violenza nello studio privato, nel dicembre del 2016, il medico le avrebbe detto di fare anche un’ecografia gratuita presso un suo amico che lavorava in ospedale.

La donna, sospettando che si sarebbe potuta ripetere la violenza, ha portato il cellulare per filmare la visita riprendendo così gli abusi. Le indagini, coordinate dal pm Giorgia Righi e dall’aggiunto Ennio Petrigni, si sono anche avvalse della consulenza tecnica di un perito della Procura che ha estrapolato la registrazione che ha fornito riscontri alle accuse. Si indaga per accertare se il ginecologo abbia violentato altre donne.

Biagio Adile è originario di Racalmuto, e in occasione delle ultime elezioni comunali del 2014, è stato candidato a Sindaco con la lista civica “Rinasce Racalmuto”, competizione elettorale, poi vinta dall’attuale Sindaco, Emilio Messana.

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PALERMO – Berlusconi: «Non date la Sicilia ai 5 stelle, chi li vota non ragiona. Crocetta ha derubato il vostro futuro».[VD TG]


«Chi vota il M5S è una persona che non ragiona, che non ha testa. Non riesco a immaginare che voi mettiate una Sicilia solida nelle loro mani. I 5 Stelle sono pauperisti e giustizialisti, odiano gli imprenditori, i risparmiatori, il ceto medio. È impossibile accettare una cosa del genere». Lo afferma Silvio Berlusconi nel corso della convention di Forza Italia al Teatro Politeama di Palermo a sostegno di Nello Musumeci, candidato presidente alle elezioni regionali siciliane di domenica invitando «chi non vota perché disgustato o deluso a farlo nell’interesse» della Sicilia.

«I 5stelle vogliono una giustizia sommaria per gli avversari politici, questa è una ragione per non votarli mai», ha aggiunto Berlusconi. «Rosario Crocetta ha derubato il vostro futuro», ha quindi attaccato l’ex premier. Quella lasciata da Crocetta è «una situazione che lascia sgomenti».

Berlusconi, al termine del suo intervento, ha fatto salire sul palco il candidato del centrodestra Nello Musumeci, il commissario di FI in Sicilia Gianfranco Micciché, il candidato vice presidente Gaetano Armao e Vittorio Sgarbi, che in caso di vittoria sarà assessore alla Cultura e che ha assistito al discorso del leader FI seduto per terra, in prima fila.

«Zero tasse per le start-up e accesso facile al credito», è stata poi una delle promesse di Berlusconi parlando del programma per la Sicilia. «Se torneremo al governo» dell’Italia «ripeteremo quello che facemmo quando fummo al
governo. Nessun governo ha fatto per la Sicilia ciò che abbiamo fatto noi». «Noi vogliamo eliminare alcune imposte che sono immorali: le imposte sulla prima casa, l’imposta sulla donazione e quella sulle successioni», ha promesso ancora Berlusconi.

«Siamo in un sistema democratico, se non vi piacciono non votateli», ha quindi detto riferendosi alla polemica sugli
«impresentabili» e ricordando come in Sicilia ci sia il sistema delle preferenze. Il leader di FI ha ricordato poi come  Musumeci «non ha mai avuto un avviso di garanzia» e lodato la sua squadra di «uomini giusti» per la Sicilia.

Ovazione per Vittorio Sgarbi quando Berlusconi ha invitato il critico d’arte, seduto per terra in prima fila, ad alzarsi c’è stato. «È il più grande critico d’arte, siamo amici e litighiamo da anni, è una persona importante per la Sicilia». Una investitura ufficiale per Sgarbi quella che arriva da Berlusconi: il critico entrerà nel governo di Musumeci in caso di vittoria del centrodestra in Sicilia.

Secondo il nostro programma, ha detto ancora Berlusconi parlando delle elezioni politiche della prossima primavera, «nel Consiglio dei ministri 12 su 20 saranno della vita civile, delle imprese, della cultura. Solo 8 devono essere politici e di questi 3 di FI, 3 della Lega e 2 di Fdi. Ho fatto leggere il programma a Matteo Salvini e Giorgia Meloni e sono d’accordo. Nel centrodestra c’è concordia su come deve essere formato il prossimo Consiglio dei ministri e sul programma».

«Meno vincoli dall’Ue, meno tasse e meno Stato. Introdurremo la flat tax, praticata in 60 paesi del mondo. A questa tassa si deve il grande sviluppo economico e finanziario che tutti riconoscono a Hong Kong», ha continuato l’ex premier sottolineando alcuni punti del programma del centrodestra. «Via il bollo sulla prima auto, no a imposte sulla prima casa, no a tasse sulla successione e sulle donazioni», ha detto ancora il leader di FI.

«Si deve cambiare il sistema della custodia: solo se si è commesso un reato di sangue si va in galera altrimenti si versa una cauzione», ha poi sostenuto. E «per rafforzare la sicurezza servono nelle strade i poliziotti di quartiere e penso che anche il nostro esercito sarebbe ben lieto di mandare nelle grandi città i nostri soldati per difendere i cittadini».

«Bisogna introdurre il vincolo di mandato, basta con i cambi di casacca in Parlamento», ha poi proposto Berlusconi sostenendo di aver fatto «in Italia una rivoluzione gentile, moderata, ma radicale».

Berlusconi è stato accolto da un lungo applauso al suo arrivo sul palco del Teatro Politeama. Presenti tutti i big di FI in Sicilia. In prima fila, accanto all’spirante vicepresidente della Sicilia Gaetano Armao, siedono Francesca Pascale e il senatore Antonio D’Alì. Con loro anche i parlamentari Renato Schifani, Gabriella Giammanco e Renata Polverini. Berlusconi arriva sul palco con il commissario di FI in Sicilia Gianfranco Micciché e con Vittorio Sgarbi. Tra i presenti nelle prime file anche alcuni dei candidati attaccati dal M5S come “impresentabili”: Giovanni Lo Sciuto, ex esponente di Mpa ed esponente di spicco di Castelvetrano; Marianna Caronia, indagata per corruzione, e Luigi Genovese, figlio dell’ex deputato Francantonio Genovese.

Berlusconi incontrerà il segretario della Lega Matteo Salvini giovedì sera a Catania al termine dei rispettivi comizi. Lo fa sapere la Lega spiegando che Salvini non riuscirà ad andare all’evento delle 18 organizzato da FI perché è atteso, secondo un programma concordato da settimane, in 7 città prima di arrivare a Catania dove terrà il previsto comizio in piazza teatro massimo alle ore 19:30. In mattinata il leader della Lega aveva invitato gli alleati a unirsi a lui a quest’appuntamento.

Ci sarà anche Giorgia Meloni,a quanto si apprende da fonti Fdi, all’incontro con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi previsto domani sera a Catania al termine dei comizi – separati – di FI, Lega e Fdi a sostegno di Nello Musumeci.(ANSA).

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PALERMO – Berlusconi riunisce i suoi in hotel Nel pomeriggio il comizio


Un sorriso e un “tutto bene” rivolto ai giornalisti che lo attendevano davanti all’Hotel Villa Igiea di Palermo. È iniziata così la tappa siciliana del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che oggi sarà al Teatro Politeama di Palermo per la kermesse elettorale degli azzurri in vista delle Regionali del 5 novembre, dopo una mattinata che trascorrerà in albergo.
E il dibattito, con i cronisti, è tutto concentrato sul voto del 5 novembre e sulla chance della coalizione a sostegno di Nello Musumeci di avere la meglio sul M5S. “Non sarà facilissimo”, osserva un prudente Micciché, mentre maggiore fiducia arriva dalle parole di Scoma: “Ce la facciamo, con FI puntiamo al 16%”, spiega l’esponente azzurro.

Dopo il comizio, è possibile che il leader azzurro faccia una passeggiata nel centro del capoluogo siciliano.

Ad attendere Berlusconi a Villa Igiea ieri sera c’erano il commissario di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè, l’ex presidente del Senato Renato Schifani, il deputato palermitano Francesco Scoma, il vicepresidente designato alla Regione, Gaetano Armao, e la deputata di Forza Italia Gabriella Giammanco. Berlusconi, Miccichè e Armao si sono soffermati davanti ai fotografi. Poco dopo l’arrivo anche di Nello Musumeci, tra i commensali della cena prevista in hotel.

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