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PALERMO – Muore bimba di 6 anni in un incidente stradale


(ANSA) – – Una bimba di 7 anni è morta stamane in un incidente stradale a Palermo, in prossimità di un incrocio, sbalzata dall’auto per l’urto e finita sull’asfalto. La Procura valuterà sia la responsabilità dell’automobilista alla guida di una Hyundai che ha travolto la Volkswagen su cui si trovava la piccola, sia quella dei familiari della bimba. Si dovrà accertare se, come emergerebbe dai primi rilievi, la vittima si trovava, senza cintura di sicurezza, in braccio alla madre, sul sedile anteriore e non, dietro, nel seggiolino, come prevede la legge. Secondo una prima ricostruzione, la Hyundai non avrebbe rispettato il segnale che l’obbligava a dare la precedenza e sarebbe finita contro la Volkswagen, guidata da una donna incinta, la zia della bimba. Il reato che si potrebbe ipotizzare è l’omicidio colposo. 

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TARGA FLORIO – Gemma resta in coma, I medici:” Ha avuto lesioni gravissime”


E’ sempre in coma nella seconda rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo Gemma Amendolia, la ragazza rimasta ferita nell’incidente durante una prova speciale della Targa Florio, venerdì mattina. Nello schianto è morto il padre della ragazza, Mauro Amendolia, e il commissario di gara Giuseppe Laganà.

In mattinata è arrivato il secondo bollettino medico dell’ospedale Civico, che parla di “prognosi che rimane riservata”  a causa delle gravi condizione “determinate dal trauma cranico”. “Permane il coma profondo e la paziente è mantenuta in narco-sedazione – si legge nel bollettino medico -. I parametri emodinamici sono stabili. Le lesioni addominali risultano al momento stabilizzate. Permane il monitoraggio dei parametri vitali”.

A preoccupare ovviamente i medici del Civico è il trauma cranico dovuto al fortissimo impatto dell’auto. “Si tratta di un trauma cranico importante – dice Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’ospedale Civico –. Il coma non è farmacologico ma è dovuto alla gravità delle lesioni cerebrali riportate nell’incidente. Ci sono delle finestre neurologiche, dove i medici cercano di diminuire la sedazione per vedere le reazioni del paziente”.

Per quanto riguarda le indagini sull’incidente, c’è un video, ripreso dalla telecamera piazzata sulla Mini Cooper guidata da Mauro Amendolia, dal quale sarebbe possibile ricavare gli ultimi istanti di vita del pilota e tutte le fasi dell’impatto fatale avvenuto venerdì durante la Targa Florio.

E’ grazie a queste immagini, ma anche a quelle riprese da altre telecamere sistemate lungo il percorso di gara, che la Procura di Termini Imerese al momento tende ad escludere che all’origine dell’incidente possa esservi stato un malore del pilota o un guasto dell’auto.

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Auto fuori strada, 2 morti alla Targa Florio


Tragedia alla Targa Florio. Per cause ancora da accertare, una delle vetture che partecipavano alla 101esima edizione della gara automobilistica più antica del mondo in corso nel Palermitano è uscita fori strada. Il pilota e un commissario di gara  sono morti sul colpo. Ferito invece il navigatore che è stato immediatamente soccorso e trasferito in ospedale. L’incidente si è verificato intorno alle 12.30 a Isnello al km 10+500 in località Piano Torre. Sospesa la gara. Sembra che l’asfalto fosse cosparso di nevischio e la Bmw Mini Cooper del team sia uscita fuori strada per questo, ma sull’incidente si sta ancora indagando.

targa-florio-auto-amendolia-535x300FOTO DI FRANCESCO GIUNTA

Le vittime dell’incidente mortale avvenuto durante il rally della Targa Florio sulle Madonie sono Giuseppe Laganà, commissario di gara, travolto dall’auto, e il pilota Mauro Amendolia, originario di Messina di 53 anni. La figlia, Gemma Amendolia, 27 anni, è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Madonna dall’Alto di Petralia Sottana (Palermo).

Mauro Amendolia e la figlia Gemma erano iscritti col numero 29 alla Targa Florio nelle prove valide per il campionato italiano di rally assoluto conduttori. Correvano con una Bmw mini cooper Jcw per la scuderia Messina racing team. La famiglia Amendolia, Mauro con le figlie Valentina e Gemma, è appassionata di corse automobilistiche di rally ed entrambe le giovani gareggiavano come piloti. L’anno scorso l’equipaggio composto da Gemma e Valentina, su Mini Jcw aveva partecipato al 13° Rally del Tirreno.  Il Messina racing team partecipa ai vari appuntamenti del campionato italiano rally.

Dopo il tragico incidente avvenuto sui tornanti di Piano Battaglia, è stata annullata la prova speciale Geraci-Castelbuono. In seguito gli organizzatori hanno deciso di annullare la 101ª edizione della Targa Florio, la competizione automobilistica più antica del mondo, e valida come terza prova del campionato italiano Rally e per il campionato italiano Autostoriche.

 

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PALERMO – “Squillo” sudamericane, Blitz della polizia: sgominata una rete di incontri nelle case del centro


L’edicolante di via Libertà a Palermo in affari con la prostituzione. Un business redditizio  che non conosce crisi, pubblicizzato su internet con annunci allettanti  e foto di procaci ed esotiche ragazze sudamericane pronte a concedere piacevoli momenti di relax. Sul conto di Marco Cricchio, 38 anni e sua moglie venezuelana già in passato coinvolta in un’inchiesta sul sesso a pagamento , hanno indagato gli investigatori del commissariato, che sono andati ad arrestarlo sul posto di lavoro, l’uomo è finito agli arresti domiciliari, nelle’elenco degli indagati è finita anche la moglie che si sarebbe occupata di tenere i contatti con le prostitute. Su un sito web le proposte, poi gli appuntamenti negli appartamenti di via Sampolo, via dei Cantieri e via Sperlinga con ricambio mensile per le prostitute per non fornire punti di riferimento. Le ragazze ogni giorno incontravano diversi clienti, con tariffe che oscillavano tra i 40 e i 100 euro. Un giro di affari notevole che avrebbe permesso all’edicolante di ottenere buoni guadagni.

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CASTROFILIPPO – Riesame conferma misura cautelare ad ex direttore Poste


Il Tribunale del Riesame di Palermo ha rigettato il ricorso della difesa e ha confermato la misura cautelare dell’obbligo di firma alla Polizia Giudiziaria, due volte alla settimana, a carico dell’ex direttore dell’ufficio postale di Castrofilippo, Vincenzo Di Rosa, 56 anni, indagato di avere sottratto circa 250 mila euro a danno dei clienti e dell’ufficio. I difensori, gli avvocati Salvatore Pennica e Alfonso Neri, hanno opposto che l’indagato ha già subito il licenziamento, e che le ipotesi di reato contestate risalgono ad oltre un anno addietro, e che, pertanto, non ricorrono più le esigenze cautelari.

 

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Firme false M5s, chiesti 14 rinvii a giudizio


Quattordici indagati, compresi tre deputati nazionali, due regionali e un cancelliere del tribunale: la procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per le persone coinvolte nell’indagine sulle firme false depositate dal M5S a sostegno delle liste per le amministrative del 2012 nel capoluogo siciliano. I reati contestati, a vario titolo, dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal pm Claudia Ferrari sono il falso e la violazione di una legge regionale del 1960 che recepisce il Testo unico nazionale in materia elettorale.
    Tra gli indagati, il deputato nazionale Riccardo Nuti, che nel 2012 era candidato sindaco, e le parlamentari Giulia Di Vita e Claudia Mannino. Secondo la procura, Nuti e un gruppo di attivisti come Di Vita, Mannino e Samanta Busalacchi, dopo essersi accorti che per un errore di compilazione le firme raccolte erano inutilizzabili, avrebbero deciso di ricopiarle. A 11 indagati i pm contestano la falsificazione materiale. A Nuti si imputa, invece, l’avere fatto uso delle firme.

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PALERMO – La marcia della dignità per i disabili, Pif e l’Arcivescovo contro il Governatore


In centinaia stamattina si sono ritrovati davanti alla Cattedrale di Palermo per protestare contro la carenza di risorse destinate all’assistenza ai disabili. La marcia silenziosa, organizzata dal gruppo “Siamo handicappati no cretini”, proseguirà verso Palazzo d’Orleans, dove leggeranno un appello al Capo dello Stato.

Tra i presenti anche Pif, l’arcivescovo Corrado Lorefice, il presidente di Confcommercio Palermo, il Coordinamento H, il forum del III Settore, la pastorale diocesana e la Cgil.

Nel corso della marcia Lorefice ha chiesto un minuto di silenzio. “Non siamo qui per essere contro ha detto Loreficema per dare voce a chi non ne ha. Ognuno di noi è qui per tanti motivi. Nel Cristianesimo la fragilità è una potenza e una potenza di riscatto. Ma tutti possiamo essere accomunati dalla stessa istanza che nessuno si faccia strada con i poveri ma aiutiamo i poveri a farsi strada. Noi siamo qui per attraversare le coscienze per di quanti non possono assumersi la responsabilità o per il loro compito politico o amministrativo”.

C’è molta gente e mi fa molto piaceredice Giovanni Cupidi, uno degli attivisti -. Oggi non chiediamo nulla, è una marcia silenziosa perché tutto quello che dovevamo dire lo abbiamo già detto. I soldi annunciati da Crocetta non sono arrivati, che mi risulti. Ma aldilà di questo il provvedimento non serve a nulla. È solo una mancia elettorale, uno spreco. La legge non prevede tutte queste distinzioni. Prevede la disabilità e un piano per ogni persona, diverso a secondo dei casi. Noi proponiamo un metodo diverso, quello che prevede la legge 328 del 2000. Il piano triennale per la disabilita. Non vogliamo soldi – conclude – servono i servizi”.

Siamo contenti delle adesioni da parte del mondo della società civile – aggiunge Vincenzo Muratore, membro del gruppo “Siamo handicappati no cretini”e abbiamo scelto il silenzio perché siamo stanchi di parlare, gridare. Siamo convinti che a questo punto solo la presenza conti. Ancora non sanno quanti disabili ci siano. Non è stato completato il censimento e la presa in carico. Le richieste le abbiamo lanciate. Loro sanno tutto quello che vogliamo. E’ la nostra dignità che vi deve dare rispetto”.

 

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Il Pm Di Matteo per altri sei mesi a Palermo


Il pm Nino Di Matteo resterà a Palermo altri sei mesi. Lo ha disposto il ministero della Giustizia accogliendo la richiesta, avanzata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, di posticipare la sua presa di possesso alla Direzione Nazionale Antimafia.

Di Matteo, il mese scorso, era stato nominato sostituto procuratore della Dna, sede che lui stesso aveva scelto partecipando a un concorso. Dopo la nomina, però, il magistrato ha manifestato in più sedi la volontà di proseguire il processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia che, spostandosi nella Capitale, avrebbe dovuto lasciare.

E ha auspicato una sua applicazione al dibattimento: un provvedimento che gli avrebbe permesso di sostenere l’accusa in giudizio e nello stesso tempo cominciare il suo lavoro in via Giulia. La decisione di posticipare di fatto il trasferimento, che ha ricevuto l’ok del Procuratore Nazionale Antimafia Roberti, non solo permetterà al pm di portare a termine il processo trattativa, ormai prossimo alla conclusione, ma anche di lavorare a tutti gli altri processi a cui è applicato: ad esempio quello agli assassini del penalista Enzo Fragalà.

Il posticipato possesso è stato motivato inoltre con esigenze di sicurezza: i continui spostamenti dalla Capitale a Palermo per le udienze avrebbero aumentato i rischi corsi dal magistrato più scortato d’Italia.

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PALERMO – Omicidio Fragalà, la Procura chiederà giudizio immediato per i sei indagati


Il Riesame ha respinto le istanze di scarcerazione di Antonino Abbate, Salvatore Ingrassia, Antonino Siragusa, Paolo Cocco e Francesco Arcuri, accusati dell’omicidio di Enzo Fragalà, l’avvocato palermitano ucciso a bastonate vicino al suo studio il 23 febbraio del 2010. L’unico ad aver rinunciato al riesame è stato Francesco Castronovo, arrestato con l’accusa di essere uno dei killer.

E intanto, la Procura di Palermo chiederà il giudizio immediato per le sei persone coinvolte che potrebbe consentire di saltare la fase dell’udienza preliminare. Fragalà sarebbe stato ucciso induceva i suoi assistiti a collaborare con gli investigatori, una linea che Cosa nostra non avrebbe «gradito». Gli assassini avrebbero avuto l’incarico di dargli una lezione che doveva servire a tutta la categoria forense. Ma l’aggressione fu tanto violenta e brutale che il penalista perse la vita.

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PALERMO – Caso Ciapi, in appello ridotti risarcimenti dalla Corte dei Conti


I giudici d’appello della Corte dei Conti (presidente Giovanni Coppola e consiglieri Vincenzo Lo Presti, Anna Luisa Carra, Tommaso Brancato e Valter Del Rosario) hanno stabilito una riduzione sul risarcimento danni per alcuni burocrati coinvolti nel caso Ciapi e del progetto di orientamento professionale Coorap finito nell’inchiesta su Faustino Giacchetto. Un consistente sconto i giudici lo hanno stabilito per Rino Lo Nigro, l’ex dirigente dell’Agenzia per l’impiego, difeso dall’avvocato Massimiliano Mangano. La sentenza di secondo grado aveva stabilito per il dirigente un risarcimento di un milione e 63 mila euro.

Adesso nel procedimento di revisione i giudici hanno accolto in parte il ricorso e ridotto la somma da restituire per Lo Nigro a 570 mila euro. Per gli altri burocrati si tratta di qualche sforbiciata. Così per il direttore del progetto Calogero Bongiorno che passa da un milione e 63mila a un milione e 7mila, per la dirigente regionale Daniela Avila da 598 a 522mila euro e per i funzionari Giuseppe Bonadonna e Rosario Candela, e la riduzione del risarcimento è da 598 a 522mila euro. Nel 2009 il progetto finanziato con sette milioni di euro alla fine ne costo oltre il doppio 15 milioni. Il Coorap finì sotto la lente dell’Olaf, l’ufficio europeo che indaga sulle frodi. 

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