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PALERMO – Voto di scambio, Ferrandelli dopo interrogatorio: «Andrò avanti con la campagna elettorale»


Fabrizio Ferrandelli, indagato a Palermo per voto di scambio politico-mafioso, andrà avanti con la campagna elettorale. Lo ha annunciato lo stesso candidato sindaco dopo l’interrogatorio reso ai pm della dda Sergio Demontis e Cateriana Malagoli.

Ferrandelli, che oggi ha incassato il sostegno elettorale del commissario di Fi in Sicilia, Gianfranco Micciché, ha risposto alle domande dei magistrati che lo accusano, anche sulla base delle dichiarazioni del pentito Giuseppe Tantillo, di avere pagato circa 5mila euro per l’appoggio del clan mafioso di Borgo Vecchio alle elezioni comunali del maggio 2012 a Palermo. Ferrandelli venne sconfitto al ballottaggio da Leoluca Orlando. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la cosca si sarebbe impegnata a sostenerlo anche alle regionali che si tennero a ottobre dello stesso anno: in quell’occasione Ferrandelli venne eletto nella lista del Pd.

L’ex capomafia ha cominciato a collaborare con i pm in estate e a novembre ha raccontato l’episodio. La scorsa settimana la Procura ha notificato all’indagato l’avviso di garanzia e l’invito a comparire per l’interrogatorio. 

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PALERMO – Sequestrata villa da un milione a boss del narcotraffico


La Polizia di Stato ha sequestrato beni per un milione di euro a Giuseppe Fascella, 44 anni, arrestato nel 2014 nell’operazione antidroga «Vai e Vieni» a Palermo. Il provvedimento è della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.  Fascella secondo le indagini della polizia avrebbe avuto un ruolo nell’organizzazione che riforniva di droga la piazza palermitana. Le risorse finanziarie per l’acquisto di ingenti quantitativi di droga sarebbero state garantite dagli esponenti della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù. Come è emerso nel corso delle indagini,  l’organizzazione era composta da due gruppi: uno con a capo Francesco Fascella, detto «Ciccio» ritenuto capo famiglia della zona della Guadagna e uomo d’onore del mandamento di Santa Maria di Gesù. Il secondo con al vertice Pietro Fascella. Francesco e Pietro, rispettivamente zio e padre di Giuseppe Fascella, hanno investito consistenti risorse finanziarie nel settore del narcotraffico, importando dalla Campania e da Milano quantità di cocaina ed eroina che, poi, procedevano a vendere ai pusher palermitani. Nel corso delle indagini gli investigatori della Sezione Misure di Prevenzione della Questura di Palermo hanno individuato e sequestrato una lussuosa villa in via San Bernardo da Corleone, a Villagrazia di Palermo, del valore stimato di un milione di euro. Gli accertamenti patrimoniali hanno dimostrato come sia Giuseppe Fascella che la moglie, quest’ultima formale intestataria dell’immobile, non avevano entrate lecite e sufficienti per l’acquisto dei beni oggi sequestrati dal provvedimento del Tribunale di Palermo.

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PALERMO – Mafia e gas, nuovo sequestro per gli eredi di Brancato


Sono stati sequestrati definitivamente i beni della famiglia Brancato per un valore di 1,5 milione di euro e anche gioielli e preziosi, ritenuti provento di attività illecita. Nonostante un primo sequestro preventivo della guardia di finanza di Palermo del maggio 2013, fiumi di soldi sarebbero andati a finire nei conti correnti del Principato di Andorra. Ezio Brancato era un funzionario della Regione Siciliana morto nel 2000 e faccendiere del boss Bernardo Provenzano e di Vito Ciancimino.

Successivamente il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo ha avviato parallelamente indagini nei confronti della famiglia per “trasferimento fraudolento di valori” in Italia e per “riciclaggio” nel Principato, anche sulla base delle informazioni scambiate tra le Fiamme gialle e le autorità di polizia andorrane e con la collaborazione tra l’ufficiale di collegamento della guardia di finanza all’Ambasciata d’Italia a Madrid.

Si è scoperto che i conti sono stati alimentati con 39 bonifici bancari, disposti da banche spagnole ed effettuati in soli due mesi, tra il giugno e l’agosto del 2013, ovvero immediatamente dopo il primo sequestro disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo.

Il sequestro nei confronti della moglie Maria D’Anna e delle figlie, Monia e Antonella di Ezio Brancato, morto nel 2000 e fino al 1981. Il funzionario della Regione Siciliana aveva effettuato nel corso degli anni investimenti in società operanti nel campo della metanizzazione, sia in Sicilia che in Abruzzo ed era socio del cosiddetto “Gruppo GAS” di Palermo, la cui attività era stata costantemente controllata e favorita illecitamente da Vito Ciancimino e Bernardo Provenzano. Nel gennaio 2004, il “Gruppo GAS” era stato venduto alla multinazionale spagnola “Gas natural”, per un valore di oltre 115 milioni di euro, dei quali oltre 46 milioni di pertinenza della famiglia Brancato.

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PALERMO – Voto di scambio, indagato Fabrizio Ferrandelli


Il candidato sindaco di Palermo Fabrizio Ferrandelli ha ricevuto un invito a comparire per essere sentito nell’ambito di una indagine relativa a una ipotesi di voto di scambio politico-mafioso per le elezioni del 2012.

Ad accusare Ferrandelli sarebbe il collaboratore di giustizia Giuseppe Tantillo, ex capomafia del quartiere Borgo Vecchio di Palermo, secondo il quale l’ex deputato regionale si sarebbe rivolto al clan in occasione delle comunali del 2012 in cui arrivò al ballottaggio con l’attuale sindaco di Palermo Leoluca Orlando dopo avere vinto le primarie del centrosinistra. Tantillo ha cominciato a parlare con i magistrati l’estate scorsa.

L’indagine è coordinata dall’aggiunto della Dda Leonardo Agueci e dai pm Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli. Secondo quanto si apprende, Ferrandelli avrebbe chiesto ai pm di anticipare l’interrogatorio, ma l’istanza non sarebbe stata accolta per impegni dei magistrati.

“Rimango sorpreso come, dopo quasi cinque anni, proprio nel pieno di una campagna elettorale in cui sto registrando grande entusiasmo e partecipazione da parte delle palermitane e dei palermitani per la mia candidatura, si apre un’indagine su di me”, ha detto Ferrandelli. che in una nota ha comunicato lui stesso di aver ricevuto l’invito a comparire davanti ai magistrati lunedì prossimo, riservandosi dopo quella data di entrare nel merito della vicenda in una conferenza stampa la cui data non è stata ancora fissata.

 

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PALERMO – Poliziotto cade dal balcone cercando di recuperare una pen drive


Un incidente che ha dell’incredibile quello accaduto ad un poliziotto cinquantenne del Commissariato della Zisa a Palermo. Nel tentativo di recuperare una pen drive che gli era scivolata sul ballatoio del balcone, l’uomo si è sporto troppo ed è scivolato facendo un volo dal terzo piano dell’edificio. Ad attutire la caduta è stata un’ auto, parcheggiata sotto il balcone,  su cui l’agente è finito. L’incidente si è verificato in via Rau nel quartiere Noce dove il poliziotto abita. E’ stata infatti la moglie a chiamare l’ambulanza che lo ha trasportato al Civico. L’uomo ha riportato diverse fratture, al bacino, al torace, alle vertebre. Le sue condizioni sono delicate ed è in prognosi riservata.

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SERIE A – Il Palermo perde ad Empoli [1-0], sconfitta dal sapore di condanna


Il Palermo cade per la tredicesima volta in stagione: quello del Castellani è un ko che suona come una condanna per i rosanero che scivolano a -7 dalla quartultima posizione: a decidere un gol dell’ex Maccarone su calcio di rigore.

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PALERMO – Cadavere carbonizzato trovato dentro un’auto in via Nina Siciliana, ipotesi suicidio [Vd Tg]


Ha telefonato al fratello alle 4.30. Ha detto che non ce la faceva più a vivere e che si sarebbe ucciso. Un uomo di 32 anni si è tolto la vita nel parcheggio di via Nina Siciliana a Palermo.

Al momento alla luce della telefonata la pista seguita dagli investigatori è quella del suicidio. L’uomo ha trovato l’auto parcheggiata da una donna che l’aveva lasciata lì la sera prima, Si sarebbe infilato dentro l’auto e si sarebbe dato fuoco.

La donna proprietaria dell’auto una Golf Volkswagen è del tutto estranea alla vicenda. L’auto era rimasta in panne. Ha lasciato lì l’auto ed è andata dalla figlia che aveva partorito a Villa Serena.

Il cadavere  all’interno della vettura carbonizzata in un parcheggio è stato trovato dalla polizia,  intorno alle 6 di mattina. Inizialmente sembrava un “semplice” incendio d’auto, come tanti ne avvengono nel capoluogo, ma i vigili del fuoco, una volta arrivati sul posto, si sono accorti che dentro quella vettura c’era un corpo carbonizzato. Accanto all’auto è stato trovato un accendino.

In via Nina Siciliana sono arrivati gli uomini della squadra mobile, insieme alla Scientifica, per i primi rilievi e con loro il medico legale.

L’uomo di 32 anni era andato via da casa. In questi mesi era depresso e stava male. L’ipotesi dell’omicidio sembra così affievolirsi. Resta in piedi l’ennesimo dramma della disperazione che si registra in città.

 

 

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PALERMO – Rinviata al 12 gennaio la turnazione dell’ acqua


E’ stata rinviata al prossimo 12 gennaio la turnazione della distribuzione idrica a Palermo. Inizialmente, l’ Amap, la società che gestisce il servizio idrico nella provincia palermitana, in accordo con il Comune, ha programmato l’avvio del turno alternato per oggi, martedì 3 gennaio. Tale provvedimento, come pubblicato nei giorni scorsi, si è reso necessario perché gli invasi sono quasi a secco, a causa della scarsa piovosità. A Palermo, in particolare, l’ ultimo periodo di turnazione dell’ acqua risale al 2003. Dunque, la decisione del rinvio dal 3 al 12 gennaio è stata assunta a seguito della espressa richiesta del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, durante una riunione che si è svolta al dipartimento regionale dell’Energia. Lo stesso tavolo tecnico è stato riconvocato il 12 gennaio.

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PALERMO – Sequestrati 1,5 mln a consulente del lavoro “evasore fiscale abituale”


Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, ha sequestrato beni per un valore complessivo di circa 1 milione e mezzo di euro a Giuseppe Darmata, 61 anni, soggetto “socialmente pericoloso” in quanto ritenuto “evasore fiscale abituale”.

L’uomo, consulente del lavoro, è stato definitivamente condannato per frode fiscale, truffa, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica, omesso versamento di contributi Inps e ricettazione. Indagato per diversi episodi di frode fiscale commessi tra il 2006 e il 2010, Darmata aveva costituito vere e proprie società di comodo, realizzate al fine di evadere le imposte sui redditi e l’Iva. Le indagini hanno permesso di dimostrare la sproporzione tra il patrimonio posseduto e i redditi dichiarati.

Complessivamente, sono stati sottratti all’ interessato 3 imprese, 13 immobili, 2 veicoli e 25 fra rapporti bancari e polizze vita. “Il caso descritto – si legge in una nota della Guardia di Finanza – dimostra l’applicabilità delle misure di prevenzione patrimoniali previste dal Codice Antimafia anche nei confronti di soggetti non indiziati di appartenere a organizzazioni criminali ma ritenuti pericolosi socialmente, in quanto dediti abitualmente a commettere reati”.

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PALERMO – Identificato il pistolero col papillon della notte di capodanno [VIDEO]


Indossa una giacca rossa e porta la cravatta a farfalla. Elegantissimo si aggira per una piazza Politeama a Palermo che festeggia, gremita da tanta gente, il 31 dicembre scorso l’inizio dell’anno nuovo. Poi improvvisamente, tra l’indifferenza dei passanti, impugna una pistola e spara una raffica di colpi in aria. Quindi accende un petardo e lo fa esplodere, dopo avergli dato un calcio. La scena è stata ripresa e mandata in onda dal Tgr della Rai Sicilia scatenando le polemiche. Già, come è potuto accadere che quest’uomo sia riuscito a superare le zone di filtraggio per arrivare insieme ad altre persone alla zona del palco dove si esibivano Luca Carboni e Morgan. 

Si è quindi scatenata una caccia all’uomo che ha portato la polizia di stato ad individuare il protagonista: si tratta di un giovane palermitano, 24 anni, di professione barista. Aveva acquistato la pistola, a salve, il giorno prima proprio per sparare alcuni colpi in piazza durante i festeggiamenti del Capodanno. E’ stato denunciato per procurato allarme ed esplosioni pericolose.

La sua bravata è stata al centro dell’attenzione, sia per le immagini mostrate dalla Tgr sia per quelle pubblicate poi su alcuni siti, in cui si vede nitidamente il giovane che esplode una raffica di colpi tendendo il braccio in aria in sequenza, poi infila l’arma alla cintura sotto la giacca e sembra rispondere ad un messaggio al cellulare. Poi riprende la pistola e spara un’altra volta in aria. Alla fine si allontana imboccando insieme ad altri suoi amici, uomini e donne vestiti a festa, via Turati alle spalle del palco.

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