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PORTO EMPEDOCLE – “Rifiuti ovunque”, interrogazione sul perchè del consigliere Alfonso Scimè


Porto Empedocle, il consigliere comunale Alfonso Scimè, capogruppo di Città Nuova, ha presentato una interrogazione all’Amministrazione comunale. Lo stesso Scimè spiega: “Ho chiesto alla giunta Carmina di conoscere quali iniziativa abbia intrapreso, o intenda intraprendere, per risolvere in maniera definitiva il continuo e reiterato grave problema del deposito di rifiuti sparsi per le vie dell’intero paese, considerato che ad oggi il servizio della raccolta risulta operante senza interruzione alcuna. Nel caso in cui nessun provvedimento sia stato assunto per risolvere l’annoso problema, chiedo le dimissioni di chi ad oggi non è stato ancora in grado di risolvere tale problema”.

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PORTO EMPEDOCLE – Operazione “CLEO” condotta dalla Guardia Costiera


Si è conclusa con significativi risultati l’Operazione “CLEO” condotta dalla Guardia Costiera di Porto Empedocle, coordinata a livello regionale dalla Direzione Marittima di Palermo, con numerosi controlli sull’attività di pesca, la tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti in pescherie, ristoranti, ambulanti, supermercati e mercati ittici.

In diverse attività di controllo della filiera del pescato, condotte nei giorni scorsi dal personale della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle, si è accertata la presenza in mare di diversi attrezzi da pesca non consentiti e, pertanto, si è provveduto al successivo sequestro degli stessi.

Nello specifico, durante l’attività in parola condotta nelle acque di giurisdizione, sono stati sequestrati 150 tubi in pvc  annessi a circa 1100m di rete, una rete da posta di 350 m circa e 1 palangaro di 800m circa con 300 ami collegati.

Nel totale, durante l’operazione in parola, sono stati sequestrati 678 kg circa di prodotti ittici privi di tracciabilità nonché elevate sanzioni amministrative pari a 1.500 euro, per ciascuna delle 5 sanzioni amministrative accertate, per la mancanza o incompleta necessaria documentazione attestante la tracciabilità del pescato.

Ad un venditore ambulante di prodotti ittici, oltre al sopracitato illecito amministrativo, è stato contestato il decorso della scadenza della revisione del veicolo; pertanto si è provveduto a redigere verbale amministrativo pari a 167€, con obbligo a carico dello stesso trasgressore di condurre il mezzo verso il primo centro revisioni autoveicoli autorizzato per estinguere il provvedimento in parola annotato sulla carta di circolazione.

Tale operazione rientra nelle vaste attività di controllo, poste in essere dal Comando in intestazione, finalizzate ad esperire capillari controlli per quanto

concerne tutta l’attività della filiera della pesca nonché’ il controllo di tutte quelle attività illecite che possano verificarsi, sia all’interno delle aree portuali, sia lungo tutto il litorale di giurisdizione.

A tal proposito la Capitaneria di Porto di Porto Empedocle informa che nei prossimi giorni saranno espletati ed intensificati ulteriori controlli su tutta la filiera della pesca afferenti al rispetto delle normative vigenti.

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PORTO EMPEDOCLE – Resistenza , oltraggio e lesioni gravi: arrestato sorvegliato speciale


I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, coordinati dal vice Questore, Cesare Castelli, hanno arrestato Calogero Colombo, 29 anni, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno. L’uomo, presumibilmente in stato di ebbrezza, avrebbe minacciato e aggredito due poliziotti che lo hanno sorpreso in un Bed and breakfast, fuori casa oltre l’orario consentito. I poliziotti sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche, con prognosi di 4 e 7 giorni.

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PORTO EMPEDOCLE – “Arrivava da Palermo con 200 grammi di hashish”, arrestato richiedente asilo


I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, coordinati dal vice Questore, Cesare Castelli, hanno arrestato Sowe Bakery, 23 anni, immigrato dal Senegal, perché sorpreso in flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di un pattugliamento finalizzato alla prevenzione e alla repressione dello spaccio di droga, alla stazione ferroviaria di Agrigento i poliziotti hanno sottoposto a controllo il senegalese appena sceso dal treno proveniente da Palermo, e lo hanno colto in possesso di due panetti di hashish per complessivi 200 grammi. Sowe Bakery è recluso nel carcere Petrusa ad Agrigento.

 

 

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PORTO EMPEDOCLE – James Burgio condannato a 1 anno per spaccio di droga


A fronte della richiesta di condanna a 4 anni di carcere da parte della Procura di Agrigento, il Tribunale ha condannato a 1 anno di reclusione James Burgio, 24 anni, di Porto Empedocle, arrestato lo scorso 2 febbraio dalla Polizia perché sorpreso in flagranza di reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. James Burgio, già detenuto ai domiciliari per altra causa, è stato sottoposto ad una perquisizione domiciliare indotta dalla presenza nell’abitazione di un soggetto pregiudicato. Ebbene, i poliziotti hanno scoperto addosso a Burgio e sequestrato 2 involucri con dentro complessivamente circa 75 grammi di cocaina. L’ empedoclino è difeso dagli avvocati Rosario Fiore e Salvatore Pennica.

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PORTO EMPEDOCLE – Rapina a mano armata al supermercato “Carrefour”


A Porto Empedocle, in via 4 Novembre, un bandito travisato al volto con un cappuccio si è reso autore di una irruzione a mano armata nel supermercato “Carrefour”. L’uomo, puntando una pistola, ha rivolto minacce e ha ottenuto la consegna dell’incasso, circa 400 euro. Poi è fuggito dileguandosi. Indagini in corso. Non è esclusa l’ipotesi della presenza di un complice per la fuga.

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PORTO EMPEDOCLE – I netturbini rientrano a lavoro


E’ stata riavviata oggi sabato 28 ottobre la raccolta dei rifiuti a Porto Empedocle. Gli operatori ecologici dell’impresa “Realmarina” hanno deciso di accogliere le richieste espresse durante un incontro in Prefettura, dove sono stati ricevuti i rappresentanti aziendali e dei lavoratori. E’ stato deciso di tornare al lavoro da oggi, in risposta all’appello della Prefettura che aveva sollecitato la ripresa del servizio in concomitanza con il lungo ponte legato alle festività di Ognissanti e dei Defunti. Dunque, si tratta un atto di buona volontà, chiesto dai funzionari prefettizi agli operatori ecologici empedoclini, impegnati in una vertenza legata ai ritardi nei pagamenti dei loro stipendi. La protesta dello sciopero ad oltranza però è solo sospesa e rinviata. Infatti il prossimo appuntamento è fissato già per il pomeriggio del 3 novembre, quando i lavoratori saranno nuovamente ricevuti dal prefetto di Agrigento, Nicola Diomede. Nel corso dell’incontro sarà chiesto di fare chiarezza in modo definitivo sull’impegno, più volte ribadito dalla sindaca di Porto Empedocle Ida Carmina, del pagamento puntuale delle mensilità correnti attraverso il saldo di almeno una fattura completa alle imprese che, in questo modo, possono avere la liquidità necessaria per gli stipendi. E per gli arretrati lo stesso accordo prevede che si sarebbero pagati man mano che il Comune avesse avuto soldi in cassa disponibili

 

 

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Inchiesta “DNA” – Mentirono negando il pizzo: chieste 4 condanne


L’8 maggio 2013 i Carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Agrigento hanno notificato a 7 imprenditori, di Porto Empedocle e di Realmonte, un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Dna”. I 7 avevano già deposto come testimoni innanzi al giudice, e sono stati indagati di avere affermato il falso, negando quanto inizialmente dichiarato nel corso delle indagini. E, inoltre, avrebbero taciuto, anche parzialmente, quanto di loro conoscenza, escludendo, dopo e al contrario di prima, di avere mai ricevuto richieste estorsive da appartenenti a Cosa nostra. Ebbene, in primo grado, 4 dei 7 sono stati condannati in abbreviato il 18 aprile del 2014 per falsa testimonianza e senza l’aggravante del favoreggiamento alla mafia. Adesso in Corte d’Appello la Procura Generale, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la conferma delle condanne inflitte in primo grado: 1 anno e 4 mesi di reclusione ciascuno sono stati inflitti a Salvatore Abate, 37 anni, a suo padre Biagio Abate, 62 anni, e a Marcello Sguali, 45 anni. Poi, 2 anni a Salvatore Butera, 58 anni, tutti di Porto Empedocle.

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PORTO EMPEDOCLE – Detenuto in condizioni inumane e degradanti, ridotta la pena a De Rubeis


Il tribunale di Sorveglianza di Palermo ha disposto la riduzione della pena residua che Giuseppe De Rubeis deve scontare di 132 giorni. L’empedoclino è detenuto all’Ucciardone perché condannato a 12 anni di reclusione per l’omicidio, nell’agosto del 2009, di Giuseppe Adorno. L’avvocato del detenuto, Arnaldo Faro, – secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Sicilia – ha invocato la convenzione dei diritti dell’uomo, il cui articolo 3 sarebbe stato violato da parte dello Stato. 

De Rubeis “essendo detenuto in una cella con spazio di sopravvivenza inferiore a tre metri è in condizioni inumane e degradanti”. Condizioni vissute per 1.325 giorni. L’avvocato ha, quindi, chiesto ed ottenuto che la pena fosse ridotta di un giorno ogni 10 giorni di detenzione inumana patita. 

 

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PORTO EMPEDOCLE – “Danno alle casse del Comune” La Procura cita in giudizio Firetto


Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, rischia di decadere entro pochi mesi dalla carica. E’ la conseguenza dell’atto di citazione per danno erariale, che la procura regionale della Corte dei conti gli ha appena consegnato. Le contestazioni a Firetto riguardano il periodo in cui amministrava il Comune di Porto Empedocle: la procura guidata da Gianluca Albo ha accertato che l’allora sindaco empedoclino ha utilizzato parte di una cospicua somma chiesta alla Cassa depositi e prestiti (quasi tre milioni 900 mila euro in tutto) non per liquidare i debiti dell’ente ma per sostenere la spesa corrente. Firetto si difende, nelle sue deduzioni, attribuendo la responsabilità al dirigente responsabile del settore finanziario, Salvatore Alesci, anche lui citato in giudizio. Proprio a causa di quell’operazione finanziaria contestata, secondo la Corte, il Comune di Porto Empedocle è andato in dissesto nell’ottobre del 2016, due anni dopo le dimissioni di Firetto, nel frattempo eletto sindaco di Agrigento.

Di conseguenza, con un atto che ha pochi precedenti, la Procura della Corte dei conti chiede sì al sindaco parte della quota del prestito (911 mila euro) illegittimamente speso, più una sanzione pari a dieci voltge

il suol stipendio, ma invoca pure un provvedimento previsto da una legge del 2011 per gli amministratori che hanno contribuito a determinare il default di un ente: l’interdizione da tutte le cariche, figlia del fatto che Firetto – se la tesi della Procura sarà accolta – non avrebbe potuto candidarsi per dieci anni al ruolo di sindaco.

Toccherà alla sezione giurisdizionale esprimersi sulla richiesta della Procura: l’udienza è fissata per il 28 febbraio.

La nota di Firetto

“Reputo l’azione della Procura della Corte dei Conti doverosa, in riscontro ad una segnalazione ricevuta.

Nel 2014, sulla base di normativa nazionale, il Comune da me amministrato (come la quasi totalità del Comuni italiani) ha formulato due richieste di anticipazione alla Cassa Depositi e Prestiti su proposta degli Uffici Finanziari, sussistendo tassi d’interesse particolarmente favorevoli per l’Ente e comunque inferiori rispetto a quelli delle tesorerie comunali.

Mi sono limitato a sottoscrivere, cosi come previsto dalla procedura, assieme al dirigente proponente, due richieste di anticipazione. La stipula dei relativi contratti e l’utilizzazione dei fondi è stata, come previsto per legge, esclusivamente gestita dagli uffici, che hanno poi proseguito nell’attività di liquidazione.

Tale attività, di competenza non del sindaco né di altro amministratore, è proseguita anche nei mesi successivi alle mie dimissioni.

Le contestazioni della Corte dei Conti attengono alle modalità concrete di impiego delle somme, rispetto alle quali il sindaco non ha né può avere alcun ruolo.

Ciò che mi riguarda, è aver firmato, in qualità di rappresentante legale dell’Ente, il modulo prestampato della Cassa Depositi e Prestiti. Null’altro.

Tutte le relative risorse erogate, secondo la stessa prospettazione della Procura della Corte dei Conti, sono state in ogni caso, impiegate esclusivamente, da parte degli uffici finanziari, per fini propri dell’Ente con l’emanazione di regolari determinazioni dirigenziali e di liquidazione nell’ambito delle uscite previste nel bilancio.

E’ chiaro che l’intento dell’anticipazione, era di diminuire l’esposizione debitoria dell’Ente, finalità che, per sua definizione, non può in alcun modo essere causa del dissesto.

Nella sede appropriata sarà offerta l’occasione per ogni chiarimento”.

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