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REGIONE – Mariella Lo Bello sostituisce Pistorio


Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha affidato l’interim alle Infrastrutture, dopo le dimissioni dell’assessore Giovanni Pistorio, alla vice presidente della Regione e assessore regionale attività produttive, Mariella Lo Bello. Lo dice all’ANSA il governatore.
“In questi giorni – fa sapere – incontrerò il segretario regionale del Pd Fausto Raciti per discutere e trovare una soluzione che traghetti alla fine la legislatura. Individueremo qualcuno che ha già affrontato le questioni legate al tema delle Infrastrutture e che conosce la materia”.

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REGIONE – Si è dimesso l’assessore Giovanni Pistorio


L’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Giovanni Pistorio, si è dimesso dall’incarico. A consegnare al segretario di Palazzo D’Orleans Patrizia Monterosso la lettera con cui ha rimesso il mandato è stato il segretario regionale dei Centristi per l’Europa, Adriano Frinchi. “Le mie dimissioni – ha spiegato Pistorio – sono la conseguenza diretta e convinta della scelta della mia formazione politica di uscire dalla maggioranza di governo che sostiene il governatore Crocetta”. Sulla decisione dell’altro assessore dei ‘centristi’, Carmencita Mangano, con delega alla Famiglia, Pistorio ha sottolineato: “la mia è una scelta politica per un’esperienza che si chiude, la Mangano è un assessore tecnico, e le valutazioni sono diverse”.

 

 

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REGIONE – Adesso è quasi crisi. Crocetta a Pistorio:”Si dimetta”


Non si è affatto risolto l’incidente di percorso tra il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e l’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pistorio, che, intercettato nell’ambito dell’inchiesta Mare Nostrum, avrebbe paventato interessi privati di Crocetta legati ai trasporti marittimi verso le isole minori. Crocetta ha invitato Pistorio a dimettersi altrimenti sarà revocato. Nel frattempo, la delega di Pistorio è stata assegnata all’assessore Mariella Lo Bello. Il presidente della Regione, rivolgendosi all’assessore Pistorio, ha dichiarato: “I suoi stornelli da osteria assessoriale hanno prodotto un grave danno all’immagine delle istituzioni e, pertanto, rappresentano fatti pubblici e non privati, con un’aggravante di intenzione omofobica decisamente insopportabile. Se, insieme a tutto ciò aggiungiamo comportamenti che prefigurano un suo tradimento politico, attraverso un dialogo che lei ha aperto con tanti e fra questi Cuffaro, ritengo che lei ne debba trarre le dovute conseguenze rassegnando le sue dimissioni, così potrà reincontrarsi con i suoi ex amici e parlare male di me liberamente, da caserma, da osteria, senza limiti. Buon divertimento”.

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REGIONE – Dopo lo scontro per le frasi omofobe Crocetta tiene Pistorio sulla griglia


Dopo il gelo dei giorni scorsi, seguito alla pubblicazione di alcune intercettazioni in cui Giovanni Pistorio esprimeva volgari espressioni sulla sessualità del governatore, Rosario Crocetta, ha incontrato il suo assessore alle Infrastrutture, che gli ha chiesto scusa, personalmente e pubblicamente. “Sono frasi sui gay da caserma quelle che ho pronunciato – ha detto Pistorio- e me ne vergogno”. Crocetta ha accettato di incontrare l’assessore,non lo ha licenziato, ma ha detto di volere prendere tempo. “Per molto meno, parlando di prostituzione in politica – ha spiegato – Franco Battiato si è dimesso. Prima di decidere voglio parlare con il segretario del mio partito, il Pd, Fausto Raciti e con quello del partito di Pistorio, Giampiero D’Alia.”.

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REGIONE – Spunta debito fuori bilancio, Crocetta corre ai ripari


 

Un debito fuori bilancio pari a 75,5 milioni di euro “scuote” Palazzo d’Orleans. Il governo Crocetta s’è affrettato ad approvare un disegno di legge per intervenire sulle disposizioni contabili dopo avere preso visione di una relazione, consegnata dalla Ragioneria generale, con la quale i dirigenti del Dipartimento Economia spiegano l’origine di questi debiti e forniscono il dettaglio delle voci.
    Una parte di questo debito, si legge nel ddl ‘disposizioni contabili’, sarebbe stato contratto fino all’esercizio finanziario chiuso a dicembre del 2015 e “regolarizzato sulla disponibilità di impegni residui e/o di residui passivi eliminati per perenzione amministrativa”. “Pertanto – dice la relazione tecnica – il riconoscimento del debito fuori bilancio risulta pari a 75,5 milioni di euro”. La Ragioneria generale spiega, tuttavia, che la copertura di questo debito, è garantita dagli stanziamenti per 85,3 milioni di euro, appostati nell’assestamento di bilancio per il 2016, approvato lo scorso dicembre.

 

 

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REGIONE – Ars, si sblocca la manovra


Approvata la mini-Finanziaria con 37 voti favorevoli e 15 contrari.

Approvata all’Ars la norma che finanzia l’assistenza ai disabili. Dopo circa un’ora di dibattito, in un aula con evidenti posti vuoti fra i banchi dei deputati di entrambi gli schieramento, Crocetta ha ottenuto il via libera al testo che aveva proposto.

Secondo il presidente “la norma permette di mettere insieme un finanziamento complessivo di 238 milioni già da quest’anno. A questa cifra si arriva sommando i 36 milioni stanziati due mesi fa, i 34 frutto della riserva del 10% dal fondo destinato agli enti locali, 80 milioni che la Regione ha trovato nelle pieghe del proprio bilancio, 20 che serviranno esclusivamente a pagare il trasporto e l’assistenza ai disabili nelle scuole. E poi ci sono i 68 milioni del fondo nazionale che per ora anticipiamo noi”.

Per Crocetta “è passata anche la mia proposta che permette di non rendicontare queste somme in modo che ogni disabile possa spenderle per i servizi che più gli servono”.

In serata passa anche una norma che introduce l’esenzione totale dai ticket sanitari per gli inoccupati con reddito lordo inferiore a 11 mila euro lordi, invocata dal Pd. C’è stato il tempo di approvare anche la proroga dell’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale alle autolinee private per un altro biennio (rinviate quindi le gare pubbliche) e il paracadute per circa 115 ex dipendenti dell’associazione allevatori che transitano temporaneamente all’Istituto Zootecnico per essere impiegati però dall’Associazione nazionale Allevatori.

L’Ars si è fermata intorno alle 22 e nella notte si appresta a votare l’ultimo articolo che stanzia 170 milioni di finanziamenti a enti e associazioni.

Nel pomeriggio invece è arrivato il via libera anche alla norma che prevede il riacquisto degli immobili che la Regione cedette dieci anni fa a un fondo di investimenti privati. Passa dopo due giorni di scontri l’articolo 13, il cuore della Finanziaria in discussione all’Ars, quello in grado di immettere nel circuito economico qualcosa come 200 milioni di liquidità.

La norma prevede che attraverso il Fondo Pensioni la Regione riacquisti 32 immobili ceduti nel 2007. Il costo sarà di una sessantina di milioni a cui si aggiunge l’accollo del mutuo da un centinaio di milioni acceso in questi anni sui palazzi.

Questi immobili finiranno nel capitale del Fondo Pensioni e grazie a questa mossa la Regione potrà evitare di trasferire 59 milioni all’anno per i prossimi anni. Si tratta di un’operazione finanziaria complicata su cui l’opposizione aveva alzato le barricate raccogliendo la preoccupazione dei sindacati sull’eventuale indebolimento del Fondo.

Approvata anche la norma che permette agli Asu (circa 6 mila) di entrare nel bacino degli Lsu e poter così essere inseriti nei percorsi di stabilizzazione che saranno avviati entro la fine del 2018. Passa anche la norma che permette il transito nei Centri per l’Impiego dei 1.700 sportellisti che hanno perso il lavoro negli anni scorsi.

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REGIONE – Stabilizzazione dei precari, stop al piano


Scoppia la protesta dei precari in Sicilia. A far scattare la scintilla lo stop al piano per il posto fisso dei 13.600 precari degli enti locali. La legge approvata a fine dicembre prevedeva le proroghe per due anni a favore di ogni categoria di precari in Sicilia in attesa di avviare le stabilizzazioni.

Il posto fisso sarebbe poi garantito a tutti o con la stabilizzazione nel Comune attuale o con l’assunzione alla Resais (l’ente regionale che poi avrebbe smistato negli enti locali il personale in base ai posti liberi nelle piante organiche). Ma adesso è tutto fermo.

 

“A seguito dell’inspiegabile ritiro da parte del governo regionale in commissione Bilancio dell’emendamento che disciplina il percorso di stabilizzazione per i lavoratori Lsu approvato in commissione Lavoro il 14 febbraio 2016”, la segreteria confederale Confintesa Palermo e Sicilia e il coordinamento provinciale Confintesa Lsu dichiarano lo stato di agitazione “in prospettiva della formale attivazione, secondo legge, dello sciopero”.

“Non è assolutamente tollerabile la condotta discriminatoria del governo regionale che continua ad utilizzare pesi e misure diverse per lavoratori tutti appartenenti alla stessa categoria”, dice il segretario Confintesa Palermo e Sicilia, Domenico Amato. Per il coordinatore provinciale Lsu, Rosario Greco “appare evidente l’intendimento di relegare a sussidiati a vita senza speranza occupazionale alcuna 5.300 lavoratori utilizzati in servizi essenziali e spesso impropriamente a copertura di carenze di organico”.

E ancora: “Ci attendiamo già nella imminente legge finanziaria un atto di responsabilità della classe politica – conclude – che certamente in tutta questa legislatura poco o nulla ha fatto per questa platea di lavoratori”.

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CANICATTI’ – Il Comune è senza soldi niente stipendi ai dipendenti


La mancanza di liquidità per il Comune di Canicattì è ormai diventata consuetudine ogni mese al momento del pagamento degli stipendi ai propri dipendenti.

Lo scorso 27 marzo i circa 250 dipendenti, tra tempo pieno e part-time, non hanno trovato sui loro conti l’accredito dello stipendio.

La causa è dovuta alla mancanza di liquidità nonostante il comune di Canicattì guidato dal sindaco Ettore Di Ventura abbia già ottenuto ed utilizzato un’anticipazione di cassa per il 2017 di quasi 9 milioni di euro.

L’assessore al Bilancio e vice sindaco Tommaso Vergopi assicura: “Appena la Regione ci trasferirà i fondi che ci deve o avremo altre entrate provvederemo all’accredito degli stipendi cosa che potrebbe avvenire – conclude – già in queste ore”.

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REGIONE – Proroga esercizio provvisorio e stop a nomine Sanità [VIDEO]


Nel testo approvato dalla commissione Bilancio dell’Ars, e pronto per l’aula, oltre alla proroga di un altro mese dell’esercizio provvisorio c’è la norma che finanzia con 36 milioni di euro il fondo per la disabilità e quella che blocca le nomine nella sanità fino alla fine della legislatura.

Lo stop è per le nomine dei direttori generali nella Sanità in Sicilia.

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Disabili – Travolto dalle “Iene”, l’assessore Miccichè si è dimesso


Scaricato dal governatore siciliano Rosario Crocetta, all’assessore regionale alle Politiche sociali Gianluca Miccichè non è rimasta altra scelta che dimettersi. Prima di lui sono stati 35 i membri della giunta che hanno lasciato il proprio incarico nei quattro anni e mezzo del governo Crocetta.

La trasmissione «Le Iene» aveva mandato in onda un video registrato lo scorso 16 febbraio, all’insaputa di Miccichè, a casa di due disabili di Palermo, Gianluca e Alessio Pellegrino, nel quale l’assessore chiede ai due tetraplegici di dargli una mano a restare al proprio posto, dopo le polemiche scoppiate per la messa in onda, il giorno precedente, di un servizio in cui gli inviati del programma di Italia 1 raccontavano le oltre otto ore trascorse dai due disabili nella portineria dell’assessorato, nella vana attesa di essere ricevuti dall’assessore quarantenne, originario di Caltanissetta.

Il politico eletto nell’Udc, alla guida dell’assessorato da poco più di un anno , si dice «addolorato e turbato per quanto accaduto», ma sottolinea che la vicenda «ha assunto una dimensione mediatica che va al di là dei fatti e che consegna un’immagine deformata della mia persona e del mio impegno politico». In serata Crocetta ha accolto le dimissioni dell’assessore, prendendo l’interim.

I fratelli Pellegrino da oltre un anno chiedono che sia loro garantita l’assistenza 24 ore su 24, invece delle tre ore di cui hanno usufruito, poi arrivate a cinque dopo il servizio delle Iene. Lo chiedono anche per gli altri 3.600 disabili siciliani che come loro hanno un’invalidità totale, e per questo oggi hanno rifiutato il provvisorio sostegno della Croce rossa. I due fratelli, dopo le 15, rimangono soli e dipendono dalla disponibilità di qualche amico.

Nelle immagini trasmesse dalle Iene, si vede Miccichè che si scusa per quanto accaduto, ribadendo che il 15 febbraio non si trovava in ufficio; versione smentita da una delegazione di sindacalisti che era stata ricevuta poco prima dall’assessore.

Investito dalle polemiche, l’assessore sente la sua poltrona traballare e per questo chiede ai due disabili di dargli una mano a restare. Una richiesta che mette in imbarazzo i fratelli Pellegrino e gli amici che si trovavano a casa con loro. Si sente Miccichè dire che il servizio h24 potrebbe partire «già in primavera, se io resto assessore. E questo non dipende da me, ma da voi. Se mi date una mano a restare».

Poi l’assessore va via e un amico dei Pellegrino dice: «Mi aveva quasi convinto, ma dopo quell’ultima frase… Allucinante». 

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