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REGIONE – Stabilizzazione dei precari, stop al piano


Scoppia la protesta dei precari in Sicilia. A far scattare la scintilla lo stop al piano per il posto fisso dei 13.600 precari degli enti locali. La legge approvata a fine dicembre prevedeva le proroghe per due anni a favore di ogni categoria di precari in Sicilia in attesa di avviare le stabilizzazioni.

Il posto fisso sarebbe poi garantito a tutti o con la stabilizzazione nel Comune attuale o con l’assunzione alla Resais (l’ente regionale che poi avrebbe smistato negli enti locali il personale in base ai posti liberi nelle piante organiche). Ma adesso è tutto fermo.

 

“A seguito dell’inspiegabile ritiro da parte del governo regionale in commissione Bilancio dell’emendamento che disciplina il percorso di stabilizzazione per i lavoratori Lsu approvato in commissione Lavoro il 14 febbraio 2016”, la segreteria confederale Confintesa Palermo e Sicilia e il coordinamento provinciale Confintesa Lsu dichiarano lo stato di agitazione “in prospettiva della formale attivazione, secondo legge, dello sciopero”.

“Non è assolutamente tollerabile la condotta discriminatoria del governo regionale che continua ad utilizzare pesi e misure diverse per lavoratori tutti appartenenti alla stessa categoria”, dice il segretario Confintesa Palermo e Sicilia, Domenico Amato. Per il coordinatore provinciale Lsu, Rosario Greco “appare evidente l’intendimento di relegare a sussidiati a vita senza speranza occupazionale alcuna 5.300 lavoratori utilizzati in servizi essenziali e spesso impropriamente a copertura di carenze di organico”.

E ancora: “Ci attendiamo già nella imminente legge finanziaria un atto di responsabilità della classe politica – conclude – che certamente in tutta questa legislatura poco o nulla ha fatto per questa platea di lavoratori”.

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CANICATTI’ – Il Comune è senza soldi niente stipendi ai dipendenti


La mancanza di liquidità per il Comune di Canicattì è ormai diventata consuetudine ogni mese al momento del pagamento degli stipendi ai propri dipendenti.

Lo scorso 27 marzo i circa 250 dipendenti, tra tempo pieno e part-time, non hanno trovato sui loro conti l’accredito dello stipendio.

La causa è dovuta alla mancanza di liquidità nonostante il comune di Canicattì guidato dal sindaco Ettore Di Ventura abbia già ottenuto ed utilizzato un’anticipazione di cassa per il 2017 di quasi 9 milioni di euro.

L’assessore al Bilancio e vice sindaco Tommaso Vergopi assicura: “Appena la Regione ci trasferirà i fondi che ci deve o avremo altre entrate provvederemo all’accredito degli stipendi cosa che potrebbe avvenire – conclude – già in queste ore”.

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REGIONE – Proroga esercizio provvisorio e stop a nomine Sanità [VIDEO]


Nel testo approvato dalla commissione Bilancio dell’Ars, e pronto per l’aula, oltre alla proroga di un altro mese dell’esercizio provvisorio c’è la norma che finanzia con 36 milioni di euro il fondo per la disabilità e quella che blocca le nomine nella sanità fino alla fine della legislatura.

Lo stop è per le nomine dei direttori generali nella Sanità in Sicilia.

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Disabili – Travolto dalle “Iene”, l’assessore Miccichè si è dimesso


Scaricato dal governatore siciliano Rosario Crocetta, all’assessore regionale alle Politiche sociali Gianluca Miccichè non è rimasta altra scelta che dimettersi. Prima di lui sono stati 35 i membri della giunta che hanno lasciato il proprio incarico nei quattro anni e mezzo del governo Crocetta.

La trasmissione «Le Iene» aveva mandato in onda un video registrato lo scorso 16 febbraio, all’insaputa di Miccichè, a casa di due disabili di Palermo, Gianluca e Alessio Pellegrino, nel quale l’assessore chiede ai due tetraplegici di dargli una mano a restare al proprio posto, dopo le polemiche scoppiate per la messa in onda, il giorno precedente, di un servizio in cui gli inviati del programma di Italia 1 raccontavano le oltre otto ore trascorse dai due disabili nella portineria dell’assessorato, nella vana attesa di essere ricevuti dall’assessore quarantenne, originario di Caltanissetta.

Il politico eletto nell’Udc, alla guida dell’assessorato da poco più di un anno , si dice «addolorato e turbato per quanto accaduto», ma sottolinea che la vicenda «ha assunto una dimensione mediatica che va al di là dei fatti e che consegna un’immagine deformata della mia persona e del mio impegno politico». In serata Crocetta ha accolto le dimissioni dell’assessore, prendendo l’interim.

I fratelli Pellegrino da oltre un anno chiedono che sia loro garantita l’assistenza 24 ore su 24, invece delle tre ore di cui hanno usufruito, poi arrivate a cinque dopo il servizio delle Iene. Lo chiedono anche per gli altri 3.600 disabili siciliani che come loro hanno un’invalidità totale, e per questo oggi hanno rifiutato il provvisorio sostegno della Croce rossa. I due fratelli, dopo le 15, rimangono soli e dipendono dalla disponibilità di qualche amico.

Nelle immagini trasmesse dalle Iene, si vede Miccichè che si scusa per quanto accaduto, ribadendo che il 15 febbraio non si trovava in ufficio; versione smentita da una delegazione di sindacalisti che era stata ricevuta poco prima dall’assessore.

Investito dalle polemiche, l’assessore sente la sua poltrona traballare e per questo chiede ai due disabili di dargli una mano a restare. Una richiesta che mette in imbarazzo i fratelli Pellegrino e gli amici che si trovavano a casa con loro. Si sente Miccichè dire che il servizio h24 potrebbe partire «già in primavera, se io resto assessore. E questo non dipende da me, ma da voi. Se mi date una mano a restare».

Poi l’assessore va via e un amico dei Pellegrino dice: «Mi aveva quasi convinto, ma dopo quell’ultima frase… Allucinante». 

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Maria Iacono su rinnovo convenzione Lsu con Regione


La deputata nazionale del Partito Democratico, Maria Iacono, si è rivolta al Ministro del Lavoro affinchè sia ricercata una soluzione per 251 lavoratori socialmente utili, sospesi dal proprio servizio già da 2 mesi, a causa del mancato rinnovo della convenzione con la Regione Siciliana. La stessa Maria Iacono afferma : “Tale situazione è causata dalla mancante comunicazione tra i livelli Nazionale e Regionale in merito alle procedure legislative per il rinnovo della convenzione e per la definizione di un piano di fuoriuscita dal precariato. Non si possono privare le nostre comunità di servizi diventati nel tempo irrinunciabili. Si attuino provvedimenti per concertare con la Regione Siciliana il rinnovo della convenzione e la reintroduzione dei lavoratori nell’ambito dei benefici del Fondo sociale per l’occupazione.”

 

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SICILIA – Incassi Beni culturali alla Regione, Cimino: “Vermiglio si dimetta”


Sicilia, il trasferimento degli incassi dei Beni culturali nel territorio alla Regione, e un emendamento in tale direzione presentato all’attuale Finanziaria in corso di esame all’Assemblea regionale: il deputato regionale di Sicilia Futura, Michele Cimino, invoca le dimissioni dell’assessore regionale ai Beni culturali, Carlo Vermiglio, e afferma: “Sui fondi del Parco archeologico di Agrigento l’assessore regionale ai Beni culturali Carlo Vermiglio si comporta come “mandrake”. Trovo grave che le risorse incassate nel parco agrigentino tramite i ticket di ingresso per i servizi di fruizione turistica, esempio unico in Sicilia di valorizzazione dei beni culturali, siano spostati per finanziare il bilancio della Regione e addirittura i parchi meno virtuosi. Con l’emendamento del governo all’articolo 26 della legge finanziaria si è toccato davvero il fondo. L’assessore Vermiglio, dopo questa scelta folle, farebbe bene a dimettersi ed a tornare alla sua professione.”

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Il pasticcio del voto per le ex Province


Nonostante l’Ars abbia incardinato il disegno di legge di rinvio, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione il decreto presidenziale che indice per l’ennesima volta i comizi elettorali per l’elezione dei presidenti e dei consigli dei Liberi Consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani.

Le operazioni di voto sono state fissate per domenica 26 febbraio 2017 dalle 8 alle 22, ma un disegno di legge approvato in commissione Affari istituzionali e ora all’esame dell’Assemblea regionale rinvia tutto al 30 luglio.

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REGIONE – Buco in bilancio coperto coi fondi per i Comuni [Vd Tg]


Un “errore tecnico” ha provocato il rischio precipizio dei conti della Regione Siciliana. E il giorno dopo Santo Stefano, il governo Crocetta è stato costretto a correre ai ripari approvando una delibera con la quale copre un buco di 36 milioni di euro determinato da minori entrate relative all’imposta sul valore aggiunto. Per ‘tamponare’ la falla, l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, ha deciso di prelevare le risorse dai fondi di riserva, in particolare dal capitolo sull’Irpef da trasferire ai comuni. Dunque, per gli enti locali, in base ai nuovi calcoli, la Regione prevede 61,79 milioni di euro per il 2017 rispetto ai 97,84 iscritti nel bilancio di previsione depositato in Assemblea regionale siciliana e che sarà esaminato entro la fine di febbraio, prima della scadenza dell’esercizio provvisorio di 2 mesi, varato da Sala d’Ercole.

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REGIONE – Salta la riforma, scattano gli aumenti per i Forestali [Vd Tg]


Riforma in ritardo, scattano di nuovo le promozioni fra i forestali. Se governo e Ars avessero approvato in tempo le nuove norme sugli stagionali, si sarebbe impedito a una parte dei 23 mila operai il salto da una categoria inferiore a una superiore sfruttando i posti vuoti lasciati dai pensionati.

 Il settore, in estrema sintesi, non solo si sarebbe assottigliato ma avrebbe mantenuto livelli standard nelle retribuzioni. Invece ora scattano aumenti dell’impiego e quindi dei compensi per circa un migliaio di precari (questo il dato medio annuale registrate in passato).

Per comprendere cosa è successo occorre fare un passo indietro. A marzo del 2016 l’Ars vota il blocco del turn over fra i forestali. È una delle norme di risparmio chieste dal governo nazionale in cambio degli aiuti finanziari. Il Parlamento opta però per un compromesso inserito nella legge e suggerito dall’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici: il blocco vige per il tempo necessario ad approvare una riforma che riscriverà le formule di impiego. Il termine per approvare la riforma è scaduto alla fine dell’estate, dunque liberi tutti. Anche se le promozioni possono ripartire formalmente solo dai primi arruolamenti del 2017. Le graduatorie si stanno riscrivendo in questi giorni e in base ai posti che verranno lasciati scoperti dai pensionati chi oggi fa 78 giornate passerà a 101, chi ne fa 101 salirà fino a 151 e chi oggi è assunto per 151 giorni può aspirare al posto fisso.

In compenso, sottolinea Cracolici, resta bloccato l’inserimento di nuovi precari: significa che i vuoti lasciati nella categoria dei settantottisti non verranno assegnati a nuovo personale. In questo rimpallo fra Ars e giunta è naufragato il blocco del turn over in un settore che costa ancora 260 milioni all’anno.

Ora però Cracolici annuncia che il nuovo testo della riforma è pronto: «Cancelliamo la parte che riguarda l’Esa. E rinunciamo anche alla creazione di un’agenzia che arruoli i forestali. Tutte le attività verranno gestite dal dipartimento Foreste. Ma il nodo della riforma resta inalterato: gli operai verranno impiegati non più a giornate ma a trimestri, quadrimestri e semestri che coprono l’intero anno e non più solo le stagioni primaverile ed estiva. E poi introduciamo per il settore nuovi compiti nella prevenzione dei rischi per il territorio». Sarà istituito un nuovo servizio di prevenzione civile per combattere il dissesto idrogeologico in tutto il territorio regionale e prevenire esondazioni e frane.

«Confermeremo la possibilità salire di categoria ma introdurremo un passaggio nuovo per il salto più ambito, quello da 151 giornate al posto fisso. In pratica i posti vuoti che si libereranno per il tempo indeterminato verranno assegnati con un concorso interno fra i forestali».

Cracolici annuncia che la versione bis della riforma è pronta e sarà spedita in giunta nei prossimi giorni. Poi ricomincerà il cammino all’Ars: qui verrà messa in coda alla riforma dei rifiuti e alla Finanziaria che dovrebbero essere esaminate fra gennaio e i primi di marzo.

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Crisi idrica, rischia mezza Sicilia [Vd Tg]


Si aggrava la crisi idrica nell’Agrigentino. Girgenti Acque comunica, che dalla riunione svolta ieri all’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità è stato preso atto dell’aggravarsi della crisi idrica che sta interessando in maniera particolare le Province di Agrigento, Enna, Caltanissetta e Palermo a causa delle mancate precipitazioni.

Girgenti Acque dice che ”non potrà più utilizzare l’acqua proveniente dal Lago Leone (fondamentale risorsa idrica con la quale si sopperiva alle varie carenze nella provincia di Agrigento), con le inevitabili ripercussioni.

Tale riduzione andrà ad aggiungersi alle due recenti riduzioni effettuate da Siciliacque di concerto con il Dipartimento regionale. Le riduzioni di portata comporteranno inevitabilmente, ulteriori criticità nella distribuzione idrica in tutti i Comuni gestiti da Girgenti Acque”.

La società idrica ha predisposto un piano di redistribuzione e riequilibrio dell’acqua disponibile per ripartire equamente tra tutti i comuni gestiti la riduzione con l’inevitabile allungamento dei turni di erogazione, in taluni casi già particolarmente critica.

Girgenti Acque da tempo ha segnalato la grave situazione di emergenza, sollecitando agli enti preposti l’adozione delle misure necessarie, quali la consegna delle fonti e dell’acquedotto Tre Sorgenti, la riattivazione del dissalatore di Porto Empedocle, il pieno utilizzo di tutte le fonti idriche della provincia non utilizzate o parzialmente utilizzate, ubicate nei Comuni che non hanno consegnato gli impianti al gestore del servizio idrico integrato.

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