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Disabili – Travolto dalle “Iene”, l’assessore Miccichè si è dimesso


Scaricato dal governatore siciliano Rosario Crocetta, all’assessore regionale alle Politiche sociali Gianluca Miccichè non è rimasta altra scelta che dimettersi. Prima di lui sono stati 35 i membri della giunta che hanno lasciato il proprio incarico nei quattro anni e mezzo del governo Crocetta.

La trasmissione «Le Iene» aveva mandato in onda un video registrato lo scorso 16 febbraio, all’insaputa di Miccichè, a casa di due disabili di Palermo, Gianluca e Alessio Pellegrino, nel quale l’assessore chiede ai due tetraplegici di dargli una mano a restare al proprio posto, dopo le polemiche scoppiate per la messa in onda, il giorno precedente, di un servizio in cui gli inviati del programma di Italia 1 raccontavano le oltre otto ore trascorse dai due disabili nella portineria dell’assessorato, nella vana attesa di essere ricevuti dall’assessore quarantenne, originario di Caltanissetta.

Il politico eletto nell’Udc, alla guida dell’assessorato da poco più di un anno , si dice «addolorato e turbato per quanto accaduto», ma sottolinea che la vicenda «ha assunto una dimensione mediatica che va al di là dei fatti e che consegna un’immagine deformata della mia persona e del mio impegno politico». In serata Crocetta ha accolto le dimissioni dell’assessore, prendendo l’interim.

I fratelli Pellegrino da oltre un anno chiedono che sia loro garantita l’assistenza 24 ore su 24, invece delle tre ore di cui hanno usufruito, poi arrivate a cinque dopo il servizio delle Iene. Lo chiedono anche per gli altri 3.600 disabili siciliani che come loro hanno un’invalidità totale, e per questo oggi hanno rifiutato il provvisorio sostegno della Croce rossa. I due fratelli, dopo le 15, rimangono soli e dipendono dalla disponibilità di qualche amico.

Nelle immagini trasmesse dalle Iene, si vede Miccichè che si scusa per quanto accaduto, ribadendo che il 15 febbraio non si trovava in ufficio; versione smentita da una delegazione di sindacalisti che era stata ricevuta poco prima dall’assessore.

Investito dalle polemiche, l’assessore sente la sua poltrona traballare e per questo chiede ai due disabili di dargli una mano a restare. Una richiesta che mette in imbarazzo i fratelli Pellegrino e gli amici che si trovavano a casa con loro. Si sente Miccichè dire che il servizio h24 potrebbe partire «già in primavera, se io resto assessore. E questo non dipende da me, ma da voi. Se mi date una mano a restare».

Poi l’assessore va via e un amico dei Pellegrino dice: «Mi aveva quasi convinto, ma dopo quell’ultima frase… Allucinante». 

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Maria Iacono su rinnovo convenzione Lsu con Regione


La deputata nazionale del Partito Democratico, Maria Iacono, si è rivolta al Ministro del Lavoro affinchè sia ricercata una soluzione per 251 lavoratori socialmente utili, sospesi dal proprio servizio già da 2 mesi, a causa del mancato rinnovo della convenzione con la Regione Siciliana. La stessa Maria Iacono afferma : “Tale situazione è causata dalla mancante comunicazione tra i livelli Nazionale e Regionale in merito alle procedure legislative per il rinnovo della convenzione e per la definizione di un piano di fuoriuscita dal precariato. Non si possono privare le nostre comunità di servizi diventati nel tempo irrinunciabili. Si attuino provvedimenti per concertare con la Regione Siciliana il rinnovo della convenzione e la reintroduzione dei lavoratori nell’ambito dei benefici del Fondo sociale per l’occupazione.”

 

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SICILIA – Incassi Beni culturali alla Regione, Cimino: “Vermiglio si dimetta”


Sicilia, il trasferimento degli incassi dei Beni culturali nel territorio alla Regione, e un emendamento in tale direzione presentato all’attuale Finanziaria in corso di esame all’Assemblea regionale: il deputato regionale di Sicilia Futura, Michele Cimino, invoca le dimissioni dell’assessore regionale ai Beni culturali, Carlo Vermiglio, e afferma: “Sui fondi del Parco archeologico di Agrigento l’assessore regionale ai Beni culturali Carlo Vermiglio si comporta come “mandrake”. Trovo grave che le risorse incassate nel parco agrigentino tramite i ticket di ingresso per i servizi di fruizione turistica, esempio unico in Sicilia di valorizzazione dei beni culturali, siano spostati per finanziare il bilancio della Regione e addirittura i parchi meno virtuosi. Con l’emendamento del governo all’articolo 26 della legge finanziaria si è toccato davvero il fondo. L’assessore Vermiglio, dopo questa scelta folle, farebbe bene a dimettersi ed a tornare alla sua professione.”

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Il pasticcio del voto per le ex Province


Nonostante l’Ars abbia incardinato il disegno di legge di rinvio, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione il decreto presidenziale che indice per l’ennesima volta i comizi elettorali per l’elezione dei presidenti e dei consigli dei Liberi Consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani.

Le operazioni di voto sono state fissate per domenica 26 febbraio 2017 dalle 8 alle 22, ma un disegno di legge approvato in commissione Affari istituzionali e ora all’esame dell’Assemblea regionale rinvia tutto al 30 luglio.

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REGIONE – Buco in bilancio coperto coi fondi per i Comuni [Vd Tg]


Un “errore tecnico” ha provocato il rischio precipizio dei conti della Regione Siciliana. E il giorno dopo Santo Stefano, il governo Crocetta è stato costretto a correre ai ripari approvando una delibera con la quale copre un buco di 36 milioni di euro determinato da minori entrate relative all’imposta sul valore aggiunto. Per ‘tamponare’ la falla, l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, ha deciso di prelevare le risorse dai fondi di riserva, in particolare dal capitolo sull’Irpef da trasferire ai comuni. Dunque, per gli enti locali, in base ai nuovi calcoli, la Regione prevede 61,79 milioni di euro per il 2017 rispetto ai 97,84 iscritti nel bilancio di previsione depositato in Assemblea regionale siciliana e che sarà esaminato entro la fine di febbraio, prima della scadenza dell’esercizio provvisorio di 2 mesi, varato da Sala d’Ercole.

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REGIONE – Salta la riforma, scattano gli aumenti per i Forestali [Vd Tg]


Riforma in ritardo, scattano di nuovo le promozioni fra i forestali. Se governo e Ars avessero approvato in tempo le nuove norme sugli stagionali, si sarebbe impedito a una parte dei 23 mila operai il salto da una categoria inferiore a una superiore sfruttando i posti vuoti lasciati dai pensionati.

 Il settore, in estrema sintesi, non solo si sarebbe assottigliato ma avrebbe mantenuto livelli standard nelle retribuzioni. Invece ora scattano aumenti dell’impiego e quindi dei compensi per circa un migliaio di precari (questo il dato medio annuale registrate in passato).

Per comprendere cosa è successo occorre fare un passo indietro. A marzo del 2016 l’Ars vota il blocco del turn over fra i forestali. È una delle norme di risparmio chieste dal governo nazionale in cambio degli aiuti finanziari. Il Parlamento opta però per un compromesso inserito nella legge e suggerito dall’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici: il blocco vige per il tempo necessario ad approvare una riforma che riscriverà le formule di impiego. Il termine per approvare la riforma è scaduto alla fine dell’estate, dunque liberi tutti. Anche se le promozioni possono ripartire formalmente solo dai primi arruolamenti del 2017. Le graduatorie si stanno riscrivendo in questi giorni e in base ai posti che verranno lasciati scoperti dai pensionati chi oggi fa 78 giornate passerà a 101, chi ne fa 101 salirà fino a 151 e chi oggi è assunto per 151 giorni può aspirare al posto fisso.

In compenso, sottolinea Cracolici, resta bloccato l’inserimento di nuovi precari: significa che i vuoti lasciati nella categoria dei settantottisti non verranno assegnati a nuovo personale. In questo rimpallo fra Ars e giunta è naufragato il blocco del turn over in un settore che costa ancora 260 milioni all’anno.

Ora però Cracolici annuncia che il nuovo testo della riforma è pronto: «Cancelliamo la parte che riguarda l’Esa. E rinunciamo anche alla creazione di un’agenzia che arruoli i forestali. Tutte le attività verranno gestite dal dipartimento Foreste. Ma il nodo della riforma resta inalterato: gli operai verranno impiegati non più a giornate ma a trimestri, quadrimestri e semestri che coprono l’intero anno e non più solo le stagioni primaverile ed estiva. E poi introduciamo per il settore nuovi compiti nella prevenzione dei rischi per il territorio». Sarà istituito un nuovo servizio di prevenzione civile per combattere il dissesto idrogeologico in tutto il territorio regionale e prevenire esondazioni e frane.

«Confermeremo la possibilità salire di categoria ma introdurremo un passaggio nuovo per il salto più ambito, quello da 151 giornate al posto fisso. In pratica i posti vuoti che si libereranno per il tempo indeterminato verranno assegnati con un concorso interno fra i forestali».

Cracolici annuncia che la versione bis della riforma è pronta e sarà spedita in giunta nei prossimi giorni. Poi ricomincerà il cammino all’Ars: qui verrà messa in coda alla riforma dei rifiuti e alla Finanziaria che dovrebbero essere esaminate fra gennaio e i primi di marzo.

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Crisi idrica, rischia mezza Sicilia [Vd Tg]


Si aggrava la crisi idrica nell’Agrigentino. Girgenti Acque comunica, che dalla riunione svolta ieri all’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità è stato preso atto dell’aggravarsi della crisi idrica che sta interessando in maniera particolare le Province di Agrigento, Enna, Caltanissetta e Palermo a causa delle mancate precipitazioni.

Girgenti Acque dice che ”non potrà più utilizzare l’acqua proveniente dal Lago Leone (fondamentale risorsa idrica con la quale si sopperiva alle varie carenze nella provincia di Agrigento), con le inevitabili ripercussioni.

Tale riduzione andrà ad aggiungersi alle due recenti riduzioni effettuate da Siciliacque di concerto con il Dipartimento regionale. Le riduzioni di portata comporteranno inevitabilmente, ulteriori criticità nella distribuzione idrica in tutti i Comuni gestiti da Girgenti Acque”.

La società idrica ha predisposto un piano di redistribuzione e riequilibrio dell’acqua disponibile per ripartire equamente tra tutti i comuni gestiti la riduzione con l’inevitabile allungamento dei turni di erogazione, in taluni casi già particolarmente critica.

Girgenti Acque da tempo ha segnalato la grave situazione di emergenza, sollecitando agli enti preposti l’adozione delle misure necessarie, quali la consegna delle fonti e dell’acquedotto Tre Sorgenti, la riattivazione del dissalatore di Porto Empedocle, il pieno utilizzo di tutte le fonti idriche della provincia non utilizzate o parzialmente utilizzate, ubicate nei Comuni che non hanno consegnato gli impianti al gestore del servizio idrico integrato.

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REGIONE – Dall’Ars via libera alla proroga dei contratti dei precari [Vd Tg]


L’Assemblea regionale siciliana ha approvato ieri sera la norma per la stabilizzazione degli oltre 20 mila precari siciliani (16 mila degli enti locali, 5 mila Asu, 1.500 precari delle Aziende sanitarie, altri 500 dipendenti a tempo della Regione e 3.200 ex Pip) per almeno due anni.

L’Ars ha approvato anche l’esercizio provvisorio fino a febbraio.  La norma prevede anche che, in deroga al blocco delle assunzioni, se tra il personale «con contratto di lavoro subordinato non siano presenti figure professionali necessarie all’espletamento delle funzioni e dei servizi istituzionali, le amministrazioni interessate possono instaurare rapporti di lavoro flessibile a patto che non vi sia un aumento dei costi».

«La stabilizzazione dei precari è legge, è il nostro augurio di fine anno per tutta la fascia del precariato», dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Tutti i precari, gli Rmi, ex pip, Asu vengono prorogati e soprattutto nei confronti di queste ultime categorie viene riconosciuto il diritto alle ferie, alla malattia, alla maternità che fino ad oggi non era stato riconosciuto. E’ una grande pagina di dignità, che abbiamo voluto dare a tutti i lavoratori precari della Sicilia. Adesso – conclude il presidente – pensiamo ai disoccupati».

E’ invece molto critico il Movimento 5 Stelle all’Ars sulla legge «che – dice – viene spacciata come la panacea di tutti i mali, ma che in effetti è l’ennesima presa in giro per migliaia di lavoratori».  «Una legge vuota – sostiene il M5s – a forte rischio impugnativa, che mira solo a prendere tempo, nella speranza che dal parlamento nazionale arrivi la ciambella di salvataggio col Milleproroghe e che comunque non risolve assolutamente il problema del precariato».

«E’ un testo – dicono i deputati 5stelle – che presenta innumerevoli profili di incostituzionalità, che assicura solo la continuità lavorativa, ma che non stabilizza assolutamente nessuno, come i partiti vogliono far credere per ovvie ragioni elettorali. Non abbiamo voluto votare contro per rispetto di tanta gente che guardava a sala d’Ercole con grandissime aspettative, ma non potevamo, però, avallare queste manovre da bassa e vecchia politica. Per questo ci siamo astenuti».

Il deputato regionale Paolo Ruggirello (Pd) dice che ”l’approvazione della norma precari, dopo circa 30 anni di incertezze, rappresenta un risultato importante per l’assemblea regionale, perché significa il completamento di un faticoso anno di lavoro, per costruire una struttura in grado di affrontare i diversi problemi».

Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio dell’Ars dice: «Sento la necessità di ringraziare tutti i componenti della I, II e V commissione che con grande competenza capacità e velocità hanno espresso il loro voto favorevole che ha consentito di portare in Aula il Ddl e farlo approvare con la stessa velocità. Un testo storico che rappresenta una risposta certa e concreta ai legittimi interessi dei lavoratori precari della Regione e degli Enti locali». 

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REGIONE – Caos all’Ars, salta il via libera al Def [Vd Tg]


“In occasione dell’ultima Conferenza dei capigruppo il governo ha assunto l’impegno formale di presentare entro la settimana oramai trascorsa i disegni di legge di bilancio e di stabilità dal contenuto essenziale e tecnico. Ad oggi 20 dicembre devo purtroppo constatare che gli stessi non sono ancora pervenuti in Assemblea”.

E’ un passaggio della missiva indirizzata al governatore Rosario Crocetta dal presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, che l’ha letta in aula. “Nell’esercizio del mio ruolo istituzionale mi sono sempre preoccupato di contemperare le esigenze di celerità spesso rappresentate dal governo con quelle di garantire il rispetto delle prerogative istituzionali delle Commissioni parlamentari e dell’Assemblea nella sua interezza – scrive Ardizzone -. Nel caso in specie a fronte della richiesta di un celere esame dei testi governativi devo riscontrare un inammissibile ritardo nella presentazione degli stessi, elemento questa che non si concilia con quella richiesta di assunzione di responsabilità che Lei stesso richiede”.

E ancora: “Ritengo, pertanto, a questo punto assolutamente necessaria la presentazione, congiuntamente ai documenti finanziari, del disegno di legge di esercizio provvisorio proprio per evitare quella interruzione dell’attività amministrativa che porterebbe un grave nocumento alla società e all’economia siciliana, con particolare riferimento alla necessità di assicurare le risorse finanziare idonee a garantire la proroga dei precari”.

Ardizzone ricorda che “in diverse dichiarazioni rese alla stampa” Crocetta “ha ritenuto di richiamare questa Assemblea al senso di responsabilità così da consentire l’approvazione dei disegni di legge di bilancio e di stabilità entro il 31 dicembre”.

“Come lei sa e ha avuto modo di apprezzare da ultimo in occasione dell’esame del disegno di legge di assestamento – scrive Ardizzone nella lettera al governatore -, questa Presidenza si è sempre assunta l’onere, spesso gravoso, di garantire l’approvazione di disegni di legge importanti per la Regione entro tempi rapidi. Il tutto però nel rispetto del regolamento e del ruolo dell’Assemblea nelle sue diverse articolazioni”.

“Un onere che questa Presidenza non può assumersi è quello relativo alla presentazione dei disegni di legge di bilancio e di stabilità – prosegue Ardizzone – onere che, per espressa previsione costituzionale, grava sul governo. Al riguardo i tempi di presentazione dei predetti disegni di legge sono scanditi in modo puntuale dalla normativa vigente , e sono abbondantemente trascorsi; allo stesso modo anche la presentazione del Defr è avvenuta con notevole ritardo rispetto ai termini previsti”.

Nella maggioranza che sostiene Crocetta ormai è evidente lo sbando.  In commissione Bilancio  tantissime assenze al punto che è saltata l’approvazione del Documento economico finanziario (Def). In pratica senza il varo di questo atto importante e propedeutico non si potrà procedere all’iter di esame del bilancio e della finanziaria. In commissione eravamo presenti in sei. Con me c’erano solo i colleghi Cimino, Cancelleri, Di Pasquale, Anselmo e Lupo”.

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REGIONE – Approvato il bilancio di previsione 2017 [Vd Tg]


Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta e l’
assessore all’Economia, Alessandro Baccei, comunicano che in data odierna la
giunta regionale ha approvato il bilancio di previsione 2017 della Regione
siciliana.
“Il bilancio approvato – dice il presidente – è un bilancio rigoroso, dove il
rigore corrisponde al pareggio di bilancio, e che tutela le fasce più deboli.
Sono previste risorse necessarie al funzionamento di tutti i dipartimenti
regionali, tutti gli enti – inclusi gli enti locali -, le partecipate. Grande
attenzione ricevono i precari, che rappresentano la prima priorità. E’ stata
infatti inserita una norma che prevede non soltanto la proroga ma la
stabilizzazione di questi lavoratori. Non è assolutamente vero che mancano le
risorse per i forestali, non mancano risorse per nessuno. Tutto è stato
previsto senza inserire articoli ad personam, finalizzati a tutelare
particolari soggetti, ma solo norme generali a beneficio dell’intera Sicilia.
Una legge di soli 12 articoli – continua Crocetta – che può essere approvata
rapidamente entro il 31 dicembre. Se dovesse slittare, diverse decine di
migliaia di lavoratori sarebbero senza stipendio e oltre ventimila precari
rischierebbero di perdere definitivamente il posto di lavoro.
Volevamo approvare questa legge prima, non è stato possibile per il protrarsi
dell’approvazione dell’assestamento di bilancio al 30 novembre e per il mancato
inserimento, nella finanziaria nazionale, della proroga dei precari che ha
richiesto una valutazione e delle verifiche molto attente della normativa
relativa a questo settore”.
Il presidente ringrazia l’intera giunta per il grande lavoro che è stato
fatto, l’assessorato all’Economia per il mantenimento della linea del rigore
che si sposa con la tutela dei deboli. “Confido nella rapida approvazione da
parte del parlamento e soprattutto che non venga approvato un esercizio
provvisorio, che rischierebbe di far restare senza stipendio per alcuni mesi,
diverse categorie di lavoratori. Non c’è alcuna ragione di doverlo fare, nella
prossima finanziaria potranno essere inserite tutte le norme che non hanno
trovato spazio adesso e nelle manovre di assestamento verificare eventualmente
le previsioni anche sulla base dell’andamento delle entrate che si
verificheranno nei prossimi mesi, che prevediamo più alte che nel passato.
Dobbiamo verificare, infatti, gli effetti reali dell’accordo fatto con il
governo nazionale e le previsioni di Pil che ci danno fortemente in crescita e
che potranno portare a ulteriori entrate”.
La legge di bilancio verrà inviata al presidente dell’Assemblea entro martedì
prossimo. “Ho già sentito il presidente dell’Ars Ardizzone e il presidente
della commissione Bilancio, Vinciullo, – conclude Crocetta – per comunicare l’
approvazione dell’atto da parte della giunta”.

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