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REGIONE – 11 mln ai disabili gravi senza sostegno familiare


La Regione ha assegnato 11 milioni di euro ai disabili gravi privi del sostegno familiare. L’assessore regionale alle politiche sociali, Carmencita Mangano, ha firmato il decreto relativo al programma cosiddetto “Dopo di Noi”. Il provvedimento stabilisce l’assegnazione dei fondi e l’approvazione degli indirizzi operativi per garantire una effettiva continuità nel percorso di vita delle persone con disabilità grave, anche dopo il venir meno del sostegno dei genitori. In particolare, ai 55 distretti socio-sanitari della Sicilia, sono ripartite le risorse 2016 (7,74 milioni di euro) e 2017 (3,29 milioni) del “Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”. Le risorse a disposizione potranno servire per accedere a tirocini formativi, a finanziare programmi e interventi innovativi di assistenza.

 

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REGIONE – Al via la stabilizzazione di 5 mila precari [VD TG]


E’ stata pubblicata sul sito del Dipartimento Lavoro la circolare esplicativa della normativa regionale che disciplina il percorso di stabilizzazione del personale ASU. Entro il prossimo 8 novembre, i lavoratori impiegati nelle attività socialmente utili dovranno presentare l’istanza per l’inserimento nella «sezione esuberi» all’interno dell’elenco unico regionale, istituita per agevolare lo svuotamento del bacino ASU.

Questa scadenza assume un significato particolare perché vengono sollecitati gli enti ad aggiornare, come per la legge, il proprio piano di stabilizzazione per la futura contrattualizzazione dei precari. “Nei centri per l’Impiego – ha detto l’assessore della Famiglia, Carmencita Mangano – saranno attivati degli sportelli informativi e, allo stesso tempo, promuoveremo i tavoli di concertazione con le parti sociali. Lo scopo è di assistere i precari, destinatari delle misure, e gli enti per la redazione del programma di fuoriuscita in maniera da valorizzare le loro competenze garantendo lo sbocco occupazionale. Da oltre 15 anni queste persone partecipano alla vita amministrativa degli enti e finalmente hanno ricevuto la risposta alle loro legittime aspettative. Nella circolare ci siamo preoccupati di tutelare anche quei lavoratori che sono in attesa di conoscere la loro nuova destinazione. In questo caso continueranno a lavorare nel vecchio ente e percepiranno l’assegno ASU fino a quando non otterranno il trasferimento».

Il Dipartimento Lavoro, decorsi i termini, acquisite le domande dei lavoratori e verificati i programmi di fuoriuscita dal bacino ASU redatti dagli enti, provvederà a pubblicare l’elenco dei soggetti da inserire nella sezione degli esuberi. Un passaggio indispensabile affinché il Dipartimento proceda, nel rispetto della normativa vigente, a individuare le nuove pubbliche amministrazioni, o le società a capitale pubblico, interessate a implementare i propri servizi di competenza istituzionale. La normativa regionale, per agevolare il percorso di sbocco occupazionale, riconoscerà a tutti gli enti un contributo pari all’importo dell’assegno di utilizzazione in ASU per ogni precario che verrà contrattualizzato a tempo indeterminato.

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REGIONE – L’assessore Vermiglio si dimette arriva Aurora Notarianni


L’assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia Carlo Vermiglio, in giunta in quota Ap, ha rassegnato le dimissioni. La decisione è stata formalizzata, secondo quanto si apprende, con una lettera indirizzata al governatore della Sicilia Rosario Crocetta, con la quale l’assessore tecnico ringrazia il presidente per l’esperienza istituzionale. Al suo posto verrà nominata, con molta probabilità, l’avvocato messinese Aurora Notarianni.

Carlo Vermiglio era stato indicato dal deputato regionale Nino Germanà, a un passo dal centrodestra dopo che il partito di Alfano ha deciso di non ricandidarlo.

“È inaccettabile che il presidente della Regione continui a usare le cariche istituzionali come merce per i propri giochi politico-elettorali”, attaccano Mariella Maggio, Angelo Capodicasa e Pippo Zappulla del coordinamento regionale di Art.1-Mdp. E Claudio Fava, candidato governatore della sinistra, aggiunge: “Il governatore Crocetta caccia gli assessori che non si candidano nella sua lista. Un concezione rozza e proprietaria della politica e della funzione di governo. È questo il ‘voto utile’ che insegue il Pd in Sicilia?”.

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REGIONE – L’assessore Vermiglio ad un passo dalle dimissioni


A 54 giorni dalle elezioni e dunque dalla chiusura della legislatura, Carlo Vermiglio annuncia di volersi dimettere dalla carica di assessore regionale ai Beni Culturali.

Vermiglio ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Regione: «Sono entrato nel governo come tecnico indicato dall’area ex Ncd – oggi AP – ed ho svolto la delega assessoriale senza mai far prevalere meri interessi politici. Come in più occasioni precisato, avrei proseguito l’esperienza di governo dei Beni Culturali finché avessi goduto del sostegno tuo e del gruppo politico che mi ha indicato. Apprendo tuttavia dalla stampa che sarebbe tua intenzione propormi alternativamente la candidatura in una delle tue liste ovvero di lasciare la giunta di governo. Se venissero confermate le dichiarazioni a te attribuite – è il punto cruciale della lettera di Vermiglio a Crocetta – provvederei a consegnare le mie dimissioni domani stesso».

Vermiglio conclude così la sua lettera a Crocetta: «Non ho mai preso parte a competizioni elettorali, non ho tessera di partito e ho improntato unicamente la mia azione al raggiungimento di obiettivi di qualità nell’interesse della Sicilia e del suo patrimonio culturale. Anche in questo momento non intendo introdurre deroghe a questo principio. Ti ringrazio per avermi consentito questo esaltante percorso».

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PALERMO – Regione, pubblicata in Gazzetta la riforma elettorale delle ex Province


Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, è in vigore la legge di riforma delle elezioni per il rinnovo di presidenti e consigli nelle ex province siciliane. La norma ripristina l’elezione diretta del presidente dei liberi consorzi comunali e dei relativi consigli nonché di sindaci e consigli nelle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e ne ridetermina la composizione dei seggi.

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REGIONE – In Sicilia resuscitate le Province , affossata la riforma di Crocetta


L’Assembla regionale siciliana con un blitz alla vigilia di Ferragosto rimette indietro il calendario e approva l’elezione diretta per il presidente dei Liberi consorzi, per il sindaco metropolitano e per i consiglieri di questi enti, che sono i discendenti delle vecchie Province. Se la legge entrerà in vigore le elezioni si dovrebbero svolgere in primavera, quando si voterà per le amministrative.

La legge prevede anche la reintroduzione delle indennità, che per il presidente saranno uguali a quelle del sindaco della città capoluogo. Per i consiglieri, invece, sono previsti dei rimborsi spese. La legge regionale insomma segna un ritorno al passato.

La Sicilia, infatti, aveva deciso di anticipare la riforma Delrio cancellando per prima le Province, ma da allora le elezioni indirette (cioè affidate agli amministratori locali) sono sempre state rinviate.

Esulta il centrodestra: «Abbiamo messo fine alla riforma più strampalata di Rosario Crocetta. Le ex province sono state massacrate da scelte scellerate del Pd per cinque anni. Ora si vede un pò di luce. Torna anche la democrazia con il voto a suffragio universale. Sono orgoglioso di essere stato il primo firmatario del disegno di legge che oggi con il voto d’Aula ha reintrodotto il voto diretto», afferma Vincenzo Figuccia, deputato di Forza Italia.

Il voto è arrivato dopo che l’aula aveva approvato le norme della cosiddetta finanziaria bis. A sorpresa i deputati hanno chiesto alla presidenza dell’Ars di mettere ai voti il disegno di legge, iscritto all’ordine del giorno da tempo, che reintroduce il voto diretto nelle ex Province. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia, osserva: «Oggi restituiamo la parola ai cittadini. Con questa legge certifichiamo al tempo stesso la politica fallimentare del Pd, che sulla riforma ottenne l’improvvido sostegno dei 5 Stelle, anche nel settore degli enti locali».

Ribatte l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici: «La decisione del parlamento siciliano di approvare gli articoli della legge che ripristina l’elezione diretta a suffragio universale del sindaco metropolitano è una palese violazione della norma nazionale. E’ evidente che questa legge sarà inevitabilmente impugnata dal governo nazionale, determinando un ulteriore condizione di caos sulle ex province».

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REGIONE – Precari comunali da stabilizzare, primo si dall’Ars ma l’aula è ferma


Via libera alla stabilizzazione dei Precari nei comuni che hanno i posti disponibili in pianta organica e le risorse: i Sindaci non dovranno più attendere il taglio del personale nelle Province prima di procedere. La norma proposta dal governo e approvata in commissione Bilancio all’Ars consentirà dunque di sbloccare una consistente fetta di assunzioni a prescindere da quello che succederà negli altri enti. La Finanziaria prevedeva infatti che le stabilizzazioni avrebbero avuto il via solo dopo una riduzione del personale delle Province tramite processi di mobilità, cioè col trasferimento volontario dei dipendenti in altre amministrazioni, da quelle statali agli stessi enti locali. In questo modo la Regione avrebbe risparmiato intorno ai 30 milioni. “ Ma in Sicilia non abbiamo recepito la riforma nazionale- spiega l’assessore Luisa Lantieri – non abbiamo predisposto ancora il portale per comunicare il trasferimento , su questi aspetti siamo in ritardo e abbiamo ingiustamente bloccato le stabilizzazioni dei comuni che potevano invece già procedere”. Da qui l’emendamento approvato in commissione che adesso attende in via libera anche dall’Aula , ieri, ancora deserta.

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SICILIA – Incendi e prevenzione non fatta, acquisiti atti alla Regione


Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza bussa alle porte della Protezione civile e di due assessorati regionali, Territorio e Foreste, acquisisce carte e documenti anche attraverso Internet, chiede decreti e provvedimenti a Palazzo d’Orleans: la Procura di Palermo passa all’offensiva sul fronte dell’inchiesta che punta a capire se una parte delle responsabilità degli incendi che stanno devastando l’Isola sia da ricondurre alla mancata prevenzione, agli aerei e agli elicotteri che non ci sono, al servizio di antincendio che – per ciò che si vede in questi giorni di emergenza, fa acqua da tutte le parti. Funzionari da sentire, dirigenti regionali da convocare come testimoni, il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, che potrebbe essere ascoltato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal pm Pierangelo Padova, delegati dal capo della Procura, Francesco Lo Voi.

Il fascicolo è a «modello 45», senza indagati né reati ipotizzati.

Coldiretti Sicilia ha lanciato l’iniziativa intitolata “Preserva la Sicilia”: da settembre sarà avviato un piano di risanamento delle zone incendiate. Il presidente di ColDiretti, Francesco Ferreri, spiega: “Il 2017 è l’anno di una tragedia senza precedenti, con migliaia di ettari bruciati da criminali senza scrupoli che hanno provocato milioni di euro di danni. La devastazione del patrimonio di biodiversità ha raggiunto cifre inestimabili. E’ cambiato il paesaggio e con le piogge si rischiano problemi idrogeologici gravissimi. Ecco perché abbiamo deciso di avviare un progetto di rimboschimento delle zone bruciate, in collaborazione con le imprese socie e con tutti coloro che vogliono ripristinare quello che è stato distrutto. Siamo nella fase di adesione all’iniziativa. Per le adesioni con donazioni di piante è possibile scrivere a sicilia@coldiretti.it”.

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SICILIA – La Regione sfida la Corte dei conti sul Rendiconto


Il governo Crocetta sfida la corte dei conti e presenta modifiche  al rendiconto generale del 2016, solo su due dei quattro punti su cui i giudici contabili avevano avanzato delle contestazioni.

Le controdeduzioni, proposto dall’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, condivise in giunta nei giorni scorsi, sono state trasmesse alla Corte che si riunirà in udienza il 19 luglio per il giudizio definitivo sul consuntivo dell’anno scorso.

Nel pomeriggio Baccei, intanto, riferirà all’Ars sul rendiconto dopo il pressing fatto dalle opposizioni alla Presidenza dell’Assemblea subito dopo la sospensione del giudizio di parifica, che il procuratore generale della Corte aveva addirittura chiesto di bocciare.

Baccei e il suo staff hanno deciso di apportare le modifiche intervenendo sugli accantonamenti relativi al fondo perdite società partecipate e al fondo contenzioso rispondendo così alle osservazioni dei giudici contabili. Nessuna modifica, invece, sugli altri due punti segnalati dalla Corte dei Conti, col governo Crocetta che nella sua relazione cercherà di convincere i giudici sulla solidità del documento: si tratta degli accantonamenti per i residui perenti al 31 dicembre del 2016 e per la mancata valorizzazione del fondo passività potenziali relativo al rischio concernente i contratti derivati.

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SICILIA – Panepinto: “Bene l’assetto contabile della Regione”


Il deputato regionale e vice capogruppo all’Assemblea del Partito Democratico, Giovanni Panepinto, interviene a seguito degli intoppi insorti in occasione del giudizio di parifica contabile della Regione in sede Corte dei Conti. Panepinto è ottimista e afferma: “A prescindere dai rilievi della Corte dei Conti, rispetto ai quali sono certo si daranno risposte in grado di fugare ogni dubbio, resto convinto del buon lavoro fatto da parte dell’Assemblea regionale e del Governo: il bilancio della Regione è strutturalmente sano e permetterà, dal prossimo anno, di ripartire da una condizione di certezza finanziaria che era impensabile appena fino a pochi anni fa. E’ legittimo che la magistratura contabile richieda ulteriori approfondimenti. Ed è giusto che il governo fornisca ogni chiarimento utile a sgombrare il campo da polemiche e possibili strumentalizzazioni. In questa legislatura, quando ho ritenuto di doverlo fare, non ho mai risparmiato critiche all’azione del governo: in questo caso, proprio perché consapevole del buon lavoro fatto dall’assessore Baccei, dal mio gruppo parlamentare e dall’Ars sui conti della Regione, credo sia giusto difendere le nostre scelte ed il nostro operato che rappresentano un punto fermo per la far ripartire la nostra azione politica ed il dialogo con i siciliani” – conclude Panepinto.

 

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