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Gli artigiani:”Si al pane nei festivi”. L’assessore Turano:”Ne parleremo”


Il decreto assessoriale sulle attività di panificazione, varato dalla giunta Crocetta, divide. Contro il divieto di sfornare pane nei giorni festivi del calendario , garantendo però la turnazione delle attività, si schierano Cna, Confartigianato, Claai e Casa Artigiani: il divieto ai panificatori “finirà per favorire la grande distribuzione organizzata e l’abusivismo”. Assipan Sicilia difende provvedimento e principio della turnazione. L’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano:”Procederò alla convocazione di tutte le parti”.

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CGA – Ok aperture di 174 farmacie in Sicilia


I giudici del consiglio di giustizia amministrativa, presieduti da Carlo Deodato hanno respinto il ricorso presentato dalle farmacie rurali che di fatto avevano bloccato l’apertura di 212 farmacie in Sicilia.
    Alla luce del ricorso 174 potranno aprire entro primavera, le rimanenti dovranno attendere un secondi ricorso che non dovrebbe essere diverso da quello emesso in appello. Il ricorso era stato presentato dai farmacisti Elio Di Silvestri, Donatella Paolino, Antonina Gervasi, Carlo Genovese, Gaetano Consalvo, Giovanni Spadaro, Gerlando Zicari e Caterina Scorsone contro l’assessorato regionale alla Salute. I farmacisti delle zone rurali chiedevano di rivedere i punteggi assegnati considerando che loro hanno operato in zone svantaggiate. Per i giudici del Cga una richiesta che va contro le norme europee.
   

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SANITA’ – Le tensioni di fine anno protestano medici e infermieri


Si profila un fine anno caldo dal punto di vista sindacale sul fronte della sanità siciliana, il nuovo assessore della Salute Ruggero Razza avrà molta carne al fuoco da affrontare e soprattutto sui tavoli di concertazione con le sigle sindacali di categoria. Il primo vero banco di prova domani alle ore 10, quando davanti la sede dell’assessorato in piazza Ottavio Ziino è in programma un sit-.in di protesta in occasione dello sciopero nazionale , proclamato dall’intersindacale  medica. Nell’intera giornata verranno garantiti solamente i servizi essenziali di emergenza. Tutte le attività programmate  e le attività ambulatoriali saranno sospese. In un primo momento l’assessore alla Salute Ruggero Razza e il presidente della Regione, Nello Musumeci avevano pensato di convocare i 18 tra commissari e manager delle aziende Asp e ospedali per mercoledi 13, poi hanno deciso di spostare il vertice regionale dopo il 15, giorno dell’insediamento della nuova Ars. Diversi i temi che saranno affrontati: dalle linee guida , alle liste di attesa, al pornto soccorso.

 

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SICILIA – Rifiuti, Roma dà la proroga:”Ma fate il piano entro 3 mesi”


Il governo regionale ha strappato al ministro dell’Ambiente, Giampiero Galletti, l’impegno per varare una proroga dei poteri speciali che permetteranno di tenere aperte le discariche siciliane anche oltre il 15 dicembre.

È l’esito di un lunghissimo incontro che il presidente Musumeci e l’assessore Vincenzo Figuccia hanno avuto nel pomeriggio a Roma. Quasi tre ore trascorse al ministero per scongiurare l’emergenza rifiuti durante le vacanze natalizie. L’attuale ordinanza che assegna poteri speciali scadrà infatti il 15 dicembre. Il ministro dovrebbe varare prima di allora un nuovo provvedimento che dovrebbe contenere una proroga di almeno tre mesi, forse anche quattro.

In cambio la Regione si è impegnata a varare una serie di misure che faranno crescere i livelli di raccolta differenziata e ridurranno la quantità di rifiuti da smaltire nelle discariche. Durante tre o quattro mesi di proroga dovrà anche essere varato un nuovo piano rifiuti.

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SICILIA – Ore 9.44 Nello Musumeci é proclamato presidente della Regione


“Verificata la validità dei verbali e la consistenza elettorale la Corte d’Appello di Palermo dichiara eletto presidente della Regione il candidato che ha riportato il maggior numero di voti Nello Musumeci.  Dichiara altresi eletto deputato regionale il candidato presidente della lista numero 1 che ha ottenuto il secondo maggior numero di voti Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 stelle”.

Con il pronunciamento della formula di rito nell’aula magna del palazzo di giustizia di Palermo nel corso di una udienza durata appena 15 minuti é avvenuta la proclamazione del nuovo presente della Regione.

Musumeci ha ringraziato e si é poi allontanato con difficoltà fra saluti, baci e abbracci. Di rito le sue prime dichiarazioni. Il presidente della Regione é ora atteso a Palazzo d’Orleans per il passaggio di consegne con il presidente uscente Rosario Crocetta e l’insediamento ufficiale con il quale prenderà possesso di Palazzo d’Orleans per i prossimi 5 anni

 

 

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REGIONE – Musumeci:”Nessun toto-nomine, decido io sulla giunta”


“Leggo, con qualche stupore, i resoconti di stampa sul toto-nomine per la giunta di governo e i ruoli della burocrazia regionale. È uno sport che non mi appassiona perché alimenta la convinzione che nulla sia cambiato. Poiché non è così, desidero informare i colleghi della stampa che il nostro metodo di lavoro sarà improntato ad una effettiva discontinuità, nei comportamenti e nei toni, con il recente passato”. Lo afferma Nello Musumeci, governatore eletto della Sicilia. “Incontrerò le forze politiche della maggioranza – aggiunge – e raccoglierò ogni indicazione nel rispetto del ruolo di ciascuno, quindi, adotterò le decisioni che riterrò più giuste e, finalmente, inizieremo a lavorare”. La prossima settimana la maggioranza si incontrerà per giunta e composizione organismi dell’Ars, compresi ufficio di presidenza di Palazzo dei Normanni e commissioni parlamentari. Prenderanno parte i dirigenti di Fi, Udc, Popolari e autonomisti, Fratelli d’Italia, DiventeràBellissima e della Lega di Salvini.

 

 

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REGIONALI SICILIA – Ecco la nuova Ars. Musumeci ottiene anche la maggioranza


E alla fine, il nuovo presidente della Regione siciliana Nello Musumeci si ritroverà all’Ars anche la maggioranza risicata per governare. Sono otto le liste che hanno superato la soglia di sbarramento ed eleggeranno deputati.

MOVIMENTO 5 STELLE. Il M5s si conferma primo partito in Sicilia con il 26,67% delle preferenze, ma il voto disgiunto a premiare oltremisura rispetto al partito il miglior perdente nella corsa alla poltrona di governatore Giancarlo Cancelleri che ottiene il 34,65% delle preferenze entrando di diritto all’Ars.

I 5Stelle eleggono altri 19 deputati: Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro (Agrigento), Nunzio Di Paola (miglior secondo a Caltanissetta), Angela Foti, Gianina Ciancio e Francesco Cappello e Jose Marano (Catania), Elena Pagana (Enna), Valentina Zafarana e Antonino De Luca (Messina), Giampiero Trizzino, Salvatore Siragusa, Luigi Sunseri, Roberta Schillaci (Palermo), Stefania Campo (Ragusa), Stefano Zito e Giorgio Pasqua (Siracusa), Sergio Tancredi e Valentina Palmeri (Trapani).

SINISTRA. I Cento passi per Fava conquistano un seggio a Palermo, formalmente attribuito al capolista, lo stesso Claudio Fava.

CENTRODESTRA. La coalizione di centrodestra che ha eletto Nello Musumeci arriva al 42% delle preferenze, contro il 39,8% che è il dato finale con cui si è fermato il candidato presidente. In questo caso c’è stato l’effetto trascinamento che ha favorito Musumeci e che gli ha permesso di vincere la competizione elettorale. All’Ars porterà 29 deputati che si aggiungono ai 7 del listino del quale fa parte di diritto anche lo stesso nuovo presidente della Regione.

Il primo partito del centrodestra è Forza Italia con il 16,37% e 12 deputati che sono Riccardo Gallo (Agrigento), Michele Mancuso (Caltanissetta), Marco Falcone e Alfio Papale (Catania), Luigi Genovese e Tommaso Calderone (Messina), Giuseppe Milazzo, Riccardo Savona e Marianna Caronia a Palermo (eletta grazie all’ingresso all’Ars di Gianfranco Miccichè attraverso il listino di Musumeci), Orazio Ragusa (Ragusa), Rossana Cannata (Siracusa), Stefano Pellegrino (Trapani).

Idea Sicilia e Popolari autonomisti, il partito di Lagalla e degli ex Mpa, si conferma seconda forza della coalizione con il 7% e 5 deputati che sono Carmelo Pullara (Agrigento), Giuseppe Compagnone (Catania), Toto Cordaro e Roberto Lagalla (Palermo) e Pippo Gennuso (Siracusa).

Poco dietro l’Udc che tocca il 6,9% e porta all’Ars 5 deputati che sono Margherita La Rocca Ruvolo (Agrigento), Giovanni Bulla (Catania), Cateno De Luca (Messina), Vincenzo Figuccia (Palermo) ed Eleonora Lo Curto (Trapani) eletta al posto di Mimmo Turano, già nel listino.

Subito dietro la lista del presidente #DiventeràBellissima con il 5,96% e 4 deputati che sono: Giuseppe Zitelli (Catania), Giuseppe Galluzzo (Messina), Alessandro Aricò (Palermo), Giorgio Assenza (Ragusa).

Fratelli d’Italia e Noi con Salvini superano la soglia e si fermano al 5,6%, gli eletti sono tre, si tratta di Gaetano Galvagno (Catania), Antonio Catalfamo (Messina) e Tony Rizzotto (Palermo).

CENTROSINISTRA. Limita i danni il centrosinistra che elegge 13 deputati, di cui 11 del Partito Democratico che sono Michele Catanzaro (Agrigento), Giuseppe Arancio (Caltanissetta), Luca Sammartino e Anthony Barbagallo (Catania), Luisa Lantieri (Enna), Franco De Domenico (Messina), Giuseppe Lupo e Antonello Cracolici (Palermo), Nello Dipasquale (Ragusa), Giovanni Cafeo (Siracusa), Baldo Gucciardi (Trapani).

Gli altri due sono eletti nella di Sicilia Futura e sono Nicola D’Agostino (Catania) e Edy Tamajo (Palermo).

La nuova Ars a 70 deputati rispetto ai 90 della precedente assemblea lascia fuori nomi conosciuti e rappresentativi di molti territori, molti deputati uscenti non sono stati riconfermati altri sono stati penalizzati dai risultati delle coalizioni, a conferma che la nuova Ars, anche grazie alla presenza di tanti giovani, ha subito un definitivo processo di rigenerazione in buona parte dei suoi componenti.

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REGIONALI 2017 – Primi dati ufficiali, Musumeci in avanti Cancelleri staccato ma il M5S è primo partito


I primi dati ufficiali, quelli che arrivano dalle sezioni scrutinate in giro per la Sicilia, parlano di un vantaggio netto di Nello Musumeci su Giancarlo Cancelleri. Lo spoglio, però, in questo momento riguarda meno di duecento sezioni su 5.300: è certamente un dato reale ma troppo poco rappresentativo perché, a differenza delle proiezioni, non prende ovviamente in esame un campione omogeneo.

Il candidato del centrodestra, stando alle sezioni finora disponibili, viene scelto dal 43 per cento dei siciliani.  Il grillino che si ferma al 31 per cento. Confermato anche il terzo posto di Fabrizio Micari, il candidato del Partito democratico non va oltre il 18 per cento. Poi Claudio Fava (4,8%) e infine l’indipendentista Roberto La Rosa che non supera lo 0,7 per cento.

Lo spoglio procede a rilento. La causa è la procedura che viene seguita: i dati innanzitutto partono dai piccoli Comuni che per ovvie ragioni chiudono prima gli scrutini, poi passano alle prefetture e infine al Servizio elettorale della Regione che ha il compito di renderli noti.

Guardando ancora ai dati di queste prime sezioni il cui dato è certo, il Movimento 5 Stelle risulta essere il primo partito, guadagnando da solo circa un quarto dell’intero bottino di voti. A ridosso Forza Italia, che ha appoggiato Musumeci, con il 22 per cento circa, e poi il Partito democratico con poco meno del 20 per cento.

 

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REGIONALI 2017 – In Sicilia la maggioranza non vota, alle urne solo il 46,76%: a picco Enna ed Agrigento


In Sicilia vince il “partito del non voto”. Solo il 46,76% ha votato per l’elezione del presidente della Regione e dell’Assemblea, mentre il 53,23% ha disertato le urne. Rispetto al 2012 quando aveva votato il 47,41%, il dato dell’affluenza è in calo dello 0,65%.

In totale, secondo il dato definitivo, hanno votato 2.179.474 elettori su 4.661.111 aventi diritto, mentre cinque anni fa avevano votato 2.203.165 persone. Solo in tre province su nove la percentuale è più alta rispetto al 2012: a Messina ha votato il 51,69% (51,24%), a Catania il 51,58% (51,09%) e a Palermo il 46,4 (46,28%).

Nel resto dell’isola l’affluenza è stata inferiore: Siracusa 47,55% (48,48%), Ragusa 47,48% (49,63%), Trapani 45,43% (47,53%), Caltanissetta 39,83% (41,35%), Agrigento 39,6% (41,34%), Enna 37,68% (41,7%).

Catania e Messina quindi sono le uniche due provincie dove ha votato oltre la metà dell’elettorato, in particolare la provincia etnea è quella dove è più forte la base elettorale del candidato di centrodestra Nello Musumeci, mentre a Caltanissetta, città d’origine di Giancarlo Cancelleri (M5s), si è registrata una flessione di quasi due punti.

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REGIONALI 2017 – Proiezioni, testa a testa fra Musumeci e Cancelleri


Secondo i primi dati forniti dal Viminale si prospetta un testa a testa fra Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri. Il candidato del centrodestra sarebbe al 36 per cento e il 5 Stelle al 34 stando a queste proiezioni su un campione del 15% e un margine d’errore tra il 2 e il 3 per cento. Fabrizio Micari sarebbe al 19,5% e Claudio Fava al 9%.

Lo spoglio è cominciato alle 8 di questa mattina ed entro oggi la Sicilia dovrebbe conoscere il nuovo presidente della Regione.

In totale, secondo il dato definitivo, si sono recati alle urne 2.179.474 elettori su 4.661.111, il 46,76% degli aventi diritto, mentre cinque anni fa avevano votato 2.203.165 persone. Solo in tre province su nove la percentuale è più alta rispetto al 2012: a Messina ha votato il 51,69% (51,24%), a Catania il 51,58% (51,09%) e a Palermo il 46,4 (46,28%).

Una partita importante, quella siciliana, per gli equilibri dell’Isola che cambia maggioranza e governatore dopo i 5 anni di Rosario Crocetta. A Palazzo D’Orleans, 5 anni dopo la sconfitta, andrà probabilmente Musumeci, fortemente voluto da Giorgia Meloni e Matteo Salvini e accettato da Silvio Berlusconi per evitare una rottura che poteva costare ancora una volta la sconfitta al centrodestra.

Ed invece, tra arancini e abbracci più o meno sinceri, il centrodestra torna alla guida della Sicilia e la vede come trampolino di lancio per la vittoria delle elezioni politiche. Il Cavaliere può vantare il ruolo di guida della coalizione anche se lo sbarco di Salvini nell’isola è determinante per la vittoria del centrodestra. Il calo dei votanti, invece, secondo M5S, ha danneggiato Cancelleri, anche lui alla seconda corsa da governatore nell’isola. Anche qui la posta in gioco nazionale è altissima: conquistando la prima Regione, Luigi Di Maio voleva superare il banco di prova da candidato premier mettendo a tacere gli ortodossi.

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