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SICILIA – Ambulanze dimezzate


Si va dalle 29 ambulanze con il medico a bordo  tolte in provincia di Palermo alle 16 sparite nel catanese, 13 nel messinese, 10 nella zona di Enna, 8 a testa nel nisseno, nel siracusano e nel trapanese, 6 nel territorio di Agrigento e 5 nel ragusano. E quanto emerge dal confronto dei dati  pubblicati  sul sito della Seus, relativi alle postazioni del 118 attualmente operative, con quelli indicati  nella nuova rete ospedaliera: risultano 103  che, spiega il M5S, a causa della nuova rete ospedaliera, perderanno la disponibilità dell’ambulanza. Favara, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ravanusa, Santa Margherita Belice e Siculiana nell’agrigentino. Butera, Mussomeli, Niscemi, Resuttano, Riesi , Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco e Villalba nel nisseno.

Ma l’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, ha  detto con fermezza:” Nessun  allarme, non ci sarà alcun taglio del numero di ambulanze , i mezzi di soccorso  nel territorio continueranno ad essere  251 e non 125 come ipotizzato da qualcuno”.

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SICILIA – Differenziata, sono 24 i comuni che hanno raggiunto il target europeo


I dati dell’Osservatorio sulla Differenziata in Sicilia, in questi primi mesi del 2017 è stato superato il 20%: uno spostamento che fa intravedere un cambio di marcia , un miglioramento che nella cronica gestione emergenziale del sistema rifiuti nell’isola  non passa inosservato.      Sono 24 i comuni  che hanno raggiunto il target europeo del 65 per cento. Il comune siciliano più virtuoso in assoluto è Campofiorito in provincia di Palermo, con 1302 abitanti è al 91,44%. Tra i comuni virtuosi in provincia di Agrigento da segnalare : Ribera al settimo posto con il 77,27% e Siculiana al 22° posto con il 65,46%. Nel nisseno di distingue il comune di Delia 12esimo con il 71,76%.

Rimane poi la criticità più grave, di tipo strutturale, che Zanna e Cocina descrivono con le stesse parole: nell’Isola manca l’adeguata impiantistica per la raccolta e il trattamento della differenziata. Come dire, se il motore della macchina è stato avviato. Non c’è ancora la carrozzeria adatta a sopportarlo.

 

 

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SICILIA – Niente bilanci, decadono 7 sindaci e consigli comunali


Sette sindaci siciliani decadranno con i consigli comunali sciolti per mancata approvazione del Bilancio. È l’effetto di un parere del Cga, il consiglio di giustizia amministrativa. In pratica la nuova legge regionale può essere applicata retroattivamente. Così decadono i sindaci di sette Comuni siciliani: Calatafimi Segesta e Casteldaccia, San Piero Patti, Castiglione di Sicilia, Valdina, Monforte San Giorgio e Monterosso Almo. La Regione entro domani dovrebbe già notificare i decreti per permettere così che nei sette comuni si possa votare nella prossima tornata elettorale dell’11 giugno. I sette comuni si aggiungono così ai 129 già previsti. La norma in questione è la legge regionale 6 del 2017: prevede che nel caso in cui un consiglio comunale venga sciolto per la mancata approvazione del Bilancio, allora decade anche il sindaco in maniera automatica. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, aveva espresso alcune perplessità sulla situazione che si era venuta a creare. Ed era così partita una richiesta di un parere al Cga. I giudici si sono espressi: la legittimità costituzionale non può essere sollevata dalla Regione nè dallo stesso Cga in seduta consultiva e non è tra le facoltà della Regione la decisione di non applicare la legge. L’assessore regionale alle Autonomie Locali, Luisa Lantieri commenta: «Avevo ragione. Intanto i sindaci vanno sospesi e adesso faremo i decreti. Poi loro possono fare ricorso. Ma deve essere la magistratura a decidere, non certo noi del governo regionale». Già l’Anci Sicilia ha annunciato ricorso.

 

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SICILIA – Cimino annuncia emendamento su Precari nella Finanziaria regionale


Enti locali e procedure di stabilizzazione dei precari. Il sindaco di Racalmuto, Emilio Messana, ha appena lanciato un appello affinchè ai Comuni in riequilibrio finanziario sia consentito di condurre i contratti dei lavoratori precari a 24 – 36 ore settimanali. Tale proposta è condivisa dal deputato e portavoce regionale di Sicilia Futura, Michele Cimino, che afferma: “Bisogna trasformare la proposta di Messana in una norma con la Finanziaria regionale, al fine di evitare disparità con i Comuni in dissesto finanziario dove il costo dei contrattisti viene sostenuto totalmente dalla Regione. Non ci possono essere distinzioni tra i precari. Pertanto presenterò un emendamento che garantisca la copertura economica dei contratti dei lavoratori stabilizzati nei Comuni in riequilibrio finanziario.”

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SONDAGGIO DEMOPOLIS – Il M5s vola in Sicilia con il 37%


Se si votasse oggi in Sicilia per le Elezioni Politiche nazionali, il Movimento 5 Stelle conquisterebbe il 37% dei consensi, superando ampiamente il Partito Democratico, attestato nell’Isola al 20%. Forza Italia otterrebbe il 17%, Alternativa Popolare con i Centristi l’8,5%, Fratelli d’Italia il 6%. Sotto il 4% le altre liste.

È la fotografia sul peso dei partiti, scattata in Sicilia dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento. Netto appare il vantaggio del M5S, primo partito nell’Isola: nel voto per la Camera dei Deputati, il Movimento di Grillo, guidato in Sicilia da Giancarlo Cancelleri, ottiene una percentuale di circa 7 punti superiore rispetto all’attuale media nazionale rilevata da Demòpolis. Rispetto al successo delle Europee si ridimensiona il Partito Democratico, che appare penalizzato dalle vicende nazionali degli ultimi mesi: con il 20% si attesta comunque al di sopra del risultato ottenuto alle Politiche del 2013.

Minore rispetto al passato, con il 17%, appare in Sicilia il peso del partito di Berlusconi che – come emerge dal trend dell’Istituto Demopolis – sembra comunque beneficiare dell’effetto “Referendum”, guadagnando 3 punti negli ultimi 6 mesi. Resta ampiamente sopra la media nazionale l’area centrista di Alfano con l’8,5%; cresce ulteriormente la formazione di Giorgia Meloni. Sono numerosi i partiti sotto il 4% (tra cui MDP, la Lega, Sinistra Italiana), destinati ad avere un ruolo in Sicilia soprattutto nella competizione per il Senato per il quale si voterebbe oggi con un proporzionale puro su base regionale e con soglie di coalizione.

Il quadro delle intenzioni di voto si modifica sostanzialmente alle Amministrative e nelle elezioni per il rinnovo dell’ARS. “Diverse, con variazioni significative per ciascun partito – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – risulterebbero oggi le scelte di voto dei siciliani per le Elezioni Regionali, in programma il prossimo 5 novembre, nelle quali da sempre, in Sicilia, cresce il peso delle liste a forte caratterizzazione regionale”.

Si pensi, ad esempio, a Riparte Sicilia di Crocetta, al movimento Diventerà Bellissima di Musumeci, a Cantiere Popolare di Romano, ad Idea Sicilia di Lagalla, ai socialisti, agli autonomisti e agli indipendentisti, a Sicilia Futura di Cardinale e D’Agostino, ecc. “Non va neanche dimenticata – aggiunge Pietro Vento – l’estrema mobilità del voto dei siciliani che, nelle ultime tornate elettorali, hanno manifestato un grado di “infedeltà” ai partiti decisamente superiore a quello registrato a livello nazionale, cambiando spesso idea da un’elezione all’altra. È uno scenario in costante evoluzione, condizionato da un alto tasso di astensione: più di 4 elettori siciliani su 10 – conclude il direttore di Demopolis – non si recherebbero oggi alle urne per il rinnovo di Camera e Senato”.

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Jovanotti a gamba tesa su Crocetta: “Sta prendendo in giro i disabili”


Durante l’edicola di Fiorello «sono passato dallo «speakerscorner» per contribuire a dare voce ai cittadini siciliani disabili, presi in giro dal presidente Crocetta in un tragico gioco a nascondino veramente vergognoso. Queste persone da mesi attendono una risposta. La loro qualità di vita, spesso la loro stessa sopravvivenza, dipende dall’assistenza che la Costituzione gli garantisce come diritto e non come gesto di carità».

Lo scrive in un lungo post su Facebook Lorenzo Jovanotti, che ne ha parlato anche nella puntata di questa mattina dello show di Fiorello (in onda stasera). La vicenda dei disabili siciliani era già stata presa a cuore da Pif che aveva avuto un duro faccia a faccia con il governatore della Sicilia all’inizio di marzo.

«Il responsabile di questa situazione in Sicilia – sottolinea Jovanotti – è il presidente Crocetta (è lui che sceglie i suoi collaboratori eventuali), lui che ha una splendida capacità retorica e dialettica ma di fatto in questo caso specifico (e ripeto specifico perché non voglio assolutamente generalizzare) sta prendendo in giro la parte più debole dei suoi concittadini, le persone con gravi disabilità, non so se ci rendiamo conto».

«La cosa peggiore che le Istituzioni della Repubblica possono fare nei confronti di un cittadino – aggiunge – è escluderlo, costringerlo a sentirsi un peso, un problema e non una persona. E’ una cosa gravissima, scoraggiante e pericolosa perché in questi termini diventa una forma di omicidio».

«La sanità e le politiche sociali in Italia – continua il cantante – sono gestite a livello regionale e questo comporta spesso una disparità di trattamento a seconda del luogo di residenza. E’ semplicemente assurdo, e la colpa non è della latitudine ma solo ed esclusivamente delle persone incaricate democraticamente di rappresentare i propri cittadini».

Nel pomeriggio Crocetta ha fatto il punto sulle sue mosse dell’ultimo mese e mezzo: «Per il 2017 – ha scritto in una nota – sono stati già stanziati, e sono operativi, 36 milioni di fondi regionali destinati ai soggetti con disabilità gravissima. Tale fondo è in corso di erogazione, man mano che le Asp completano l’accertamento della disabilità nelle varie province. Sono già infatti stati emessi i decreti di finanziamento, a favore dei soggetti con disabilità gravissima, identificati dalle Asp di Caltanissetta (141) ed Agrigento (185)».

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TERRORISMO – Lari, in Sicilia indagini su cellule islamiste


“Sono emersi processi di radicalizzazione di alcuni soggetti nei centri per immigrati e, attraverso monitoraggi della Polizia postale, sono state trovate sul web tracce di questi processi. Vi sono indagini in corso e non posso dire altro”. Così il procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari, mentre scatta anche nel Nisseno, per le festività pasquali, il piano antiterrorismo del ministero dell’Interno.
    Secondo il magistrato, l’allarme terrorismo “è concreto. Il Nisseno è un territorio delicato, ma parlo anche di Enna. Vi è la presenza di numerosi centri di accoglienza e di uno dei pochi Cie che accoglie soggetti scarcerati. In un caso si è arrivati a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un pakistano che ci risulta aver fatto parte di un’organizzazione terroristica sunnita”.

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Rete ospedaliera, arriva l’ok dei ministeri


Via libera da parte dei ministeri all’Economia e alla Salute alla nuova rete ospedaliera siciliana: si è concluso così l’incontro a Roma con l’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi e il suo staff tecnico. La verifica di oggi rappresentava l’ultimo passaggio prima dell’entrata in vigore del piano.

“Risultato straordinario. Adesso la Sicilia può guardare con grande fiducia al futuro della propria sanità – ha detto Gucciardi -. La certezza è che potremo sbloccare nell’immediato le immissioni in servizio delle professionalità a partire dalle aree di emergenza-urgenza. Questo traguardo complessivamente promuove l’indirizzo tracciato in questi anni, raggiungendo un risultato che viene da lontano e che dimostra oggi che la Sicilia può mettersi alla pari delle Regioni più avanzate dal punto di vista sanitario”.

“L’assessorato – aggiunge Gucciardi – vigilerà sull’applicazione tempestiva delle Rete approvata facendosi carico contestualmente di allineare eventuali anomalie, alcune delle quali sono state segnalate in questi giorni. Ascolteremo il territorio, le organizzazioni sindacali, i sindaci e le forze parlamentari, i comitati civici e quanti vorranno dare un contributo per il consolidamento di questo straordinario risultato. Abbiamo lavorato per i pazienti e per una sanità al servizio di chi sta male. Desidero rivolgere un ringraziamento al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e a tutte le istituzioni che hanno consentito il conseguimento del risultato”.

 

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SICILIA – Dal 3 al 6 aprile la Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito


Dal 3 al 6 aprile la Commissione parlamentare d’inchiesta uranio impoverito sarà in missione in Sicilia per verificare la corretta applicazione delle misure di sicurezza sul lavoro e ambientali nella base militare di Sigonella e al poligono di Drasy (Agrigento). La Commissione visiterà anche la stazione radar Muos di Niscemi (Caltanissetta).

La delegazione sara’ guidata dal presidente Gian Piero Scanu e composta dal segretario Gianluca Rizzo e dai deputati Ivan Catalano, Paola Boldrini, Giulia Grillo e Diego Zardini. Dedicherà un’attenzione particolare alla tutela della salute di chi lavora nelle aree militari e di chi vive nelle vicinanze. Nel dettaglio, i sopralluoghi avranno inizio il 3 aprile alle ore 11 con la visita della base militare di Sigonella. Seguiranno gli esami testimoniali del comandante, del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del medico competente.

Il 4 aprile alle 9.30 la delegazione visiterà il Muos, nel pomeriggio, alle 15.30, il poligono di Drasy. Mercoledì dalle 9.30 sara’ nella prefettura di Caltanissetta per ascoltare i responsabili del poligono. A seguire le audizioni dell’associazione Mare Amico di Agrigento, del procuratore capo di Caltagirone, del sindaco di Niscemi e di alcuni rappresentanti civili del Comitato paritetico della regione Sicilia. Alle 14 saranno ascoltati il direttore generale dell’Arpa Sicilia, alcuni rappresentanti dei comitati No Muos e un militare malato che ha svolto attività nella base Nrtf. I risultati della missione saranno illustrati alla stampa giovedì 6 aprile alle 10, nella prefettura di Catania.

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SICILIA – L’11 giugno le elezioni amministrative si voterà in 129 comuni


I residenti di 1021 Comuni, di cui 153 superiori ai 15.000 abitanti, saranno chiamati alle urne domenica 11 giugno per eleggere sindaci, consigli comunali e consigli circoscrizionali. La data è stata fissata dal ministro dell’Interno Marco Minniti con proprio decreto, in cui si precisa che l’eventuale turno di ballottaggio per l’ elezione diretta dei sindaci avrà luogo domenica 25 giugno. In Sicilia si voterà in 129 comuni.

Al voto quattro capoluoghi di regione: Palermo, Genova, Catanzaro e L’ Aquila. I Comuni interessati alla consultazione – si precisa in una nota del Viminale – sono 1021, di cui 796 nelle regioni a statuto ordinario e 225 nelle regioni a statuto speciale, dove lo svolgimento delle elezioni è fissato autonomamente, anche in data diversa da quella prevista per le regioni a statuto ordinario.

Nel dettaglio, 153 sono i comuni superiori ai 15000 abitanti, di cui 25 comuni capoluogo di provincia (tra questi 4 comuni capoluogo di regione: Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila) e 858 comuni inferiori ai 15000 abitanti.

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