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VERSO LE REGIONALI 2017 – Crocetta affigge i manifesti


Mentre il Partito Democratico in Sicilia è ancora impegnato nella definizione degli accordi elettorali con Alternativa Popolare e la Sinistra, e nella scelta del candidato Presidente, il governatore uscente, Rosario Crocetta, ha già avviato la campagna elettorale col suo movimento, “Il Megafono”. Lo staff del presidente ha affisso dei manifesti elettorali in giro per la Sicilia, già comparsi in alcune città. Crocetta appena ieri ha ribadito, per l’ennesima volta, che, senza un candidato di alto profilo e senza primarie, si candiderà per tentare la scalata al secondo mandato.

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REGIONE – In Sicilia resuscitate le Province , affossata la riforma di Crocetta


L’Assembla regionale siciliana con un blitz alla vigilia di Ferragosto rimette indietro il calendario e approva l’elezione diretta per il presidente dei Liberi consorzi, per il sindaco metropolitano e per i consiglieri di questi enti, che sono i discendenti delle vecchie Province. Se la legge entrerà in vigore le elezioni si dovrebbero svolgere in primavera, quando si voterà per le amministrative.

La legge prevede anche la reintroduzione delle indennità, che per il presidente saranno uguali a quelle del sindaco della città capoluogo. Per i consiglieri, invece, sono previsti dei rimborsi spese. La legge regionale insomma segna un ritorno al passato.

La Sicilia, infatti, aveva deciso di anticipare la riforma Delrio cancellando per prima le Province, ma da allora le elezioni indirette (cioè affidate agli amministratori locali) sono sempre state rinviate.

Esulta il centrodestra: «Abbiamo messo fine alla riforma più strampalata di Rosario Crocetta. Le ex province sono state massacrate da scelte scellerate del Pd per cinque anni. Ora si vede un pò di luce. Torna anche la democrazia con il voto a suffragio universale. Sono orgoglioso di essere stato il primo firmatario del disegno di legge che oggi con il voto d’Aula ha reintrodotto il voto diretto», afferma Vincenzo Figuccia, deputato di Forza Italia.

Il voto è arrivato dopo che l’aula aveva approvato le norme della cosiddetta finanziaria bis. A sorpresa i deputati hanno chiesto alla presidenza dell’Ars di mettere ai voti il disegno di legge, iscritto all’ordine del giorno da tempo, che reintroduce il voto diretto nelle ex Province. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia, osserva: «Oggi restituiamo la parola ai cittadini. Con questa legge certifichiamo al tempo stesso la politica fallimentare del Pd, che sulla riforma ottenne l’improvvido sostegno dei 5 Stelle, anche nel settore degli enti locali».

Ribatte l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici: «La decisione del parlamento siciliano di approvare gli articoli della legge che ripristina l’elezione diretta a suffragio universale del sindaco metropolitano è una palese violazione della norma nazionale. E’ evidente che questa legge sarà inevitabilmente impugnata dal governo nazionale, determinando un ulteriore condizione di caos sulle ex province».

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VERSO LE REGIONALI – Crocetta contro tutti: Musumeci tenta di ricucire lo strappo


Rosario Crocetta raduna le sue truppe a Trabia, ribadisce che lui sarà comunque candidato alla Presidenza della Regione e in un’intervista ad un quotidiano regionale smentisce l’ipotesi di dimissioni anticipate per lanciare una clamorosa candidatura del Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, cui non risparmia frecciate:”Pensi a fare il Sindaco di Palermo. Il vero civismo  è stato il mio, alle scorse Regionali”: Intanto, nell’altra sponda, Nello Musumeci prova a ricucire lo strappo. Il leader di Diventerà Bellissima alla ricerca di un “patto nel rispetto delle diverse identità. Musumeci non vorrebbe con sé Alternativa Popolare. Gianfranco Miccichè continuerebbe ad essere convinto che bisogna allargare il recinto della coalizione ad Ap, per avere chance di vittoria. Il capogruppo all’Ars dell’Mpa, Roberto Di Mauro, ha richiamato tutti al buon senso, auspicando la ripresa del dialogo senza pregiudizi. Parole grosse ne sono volate parecchie , ma adesso è il momento di ricucire, soprattutto, guardando agli interessi  della Sicilia e non ai futuribili  equilibri nazionali.

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RIFIUTI – Roma boccia la Sicilia Emergenza infinita, servono i termovalorizzatori


«La gestione dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Siciliana è stata caratterizzata, in questi anni, da uno stato emergenziale che presenta ancora oggi un deficit strutturale». Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, lo ha messo nero su bianco, rispondendo ad una interrogazione del deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto.

I quesiti principali riguardavano la sostenibilità ambientale delle discariche Tiritì e Valanghe d’Inverno, entrambe nel Catanese. Il ministro ha spiegato che l’autorizzazione delle discariche è competenza regionale e non del ministero ma ha colto l’occasione per sottolineare i ritardi della Sicilia e richiamare l’attenzione sui termovalorizzatori.

Con un decreto dell’agosto scorso, «per la Sicilia è stato definito un fabbisogno pari a 600 mila tonnellate annue da soddisfare mediante la realizzazione di due impianti»

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PALERMO – Rottamazione cartelle esattoriali, chiesta proroga in Sicilia


“Alla luce delle segnalazioni di vari contribuenti che lamentano di non avere ricevuto la comunicazione delle somme dovute da Riscossione Sicilia per la rottamazione delle cartelle appare opportuna una proroga del termine previsto dalla legge”. Lo chiede Angelo Cuva, tesoriere dell’Unione nazionale camere avvocati tributaristi e vice presidente camera avvocati tributaristi di Palermo.

“Serve più tempo per consentire a tutti coloro che hanno presentato l’istanza di avvalersi dei benefici derivanti dalla definizione agevolata e di prevenire il sorgere di un prevedibile e non auspicabile contenzioso”, conclude Cuva. Sul tema si è attivato il garante del contribuente della Sicilia.

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REGIONE – Sul bilancio torna l’incubo del “No” della Corte dei Conti: impugnata la parifica


Il procuratore generale della Corte dei Conti, Pino Zingale, ha impugnato il giudizio di parifica del bilancio regionale, che è stato approvato lo scorso 19 luglio dalla stessa Corte dei Conti. Lo stesso Zingale ha annunciato l’impugnativa al presidente dell’Assemblea regionale, Giovanni Ardizzone. La Procura della Corte dei Conti già lo scorso 30 giugno ha chiesto ai giudici contabili di non approvare il rendiconto generale per il 2016 per alcune irregolarità. E la Corte ha deciso di sospendere il giudizio in attesa di controdeduzioni da parte della Regione Siciliana, concedendo 10 giorni di tempo per apportare le modifiche necessaria, e fissando l’udienza conclusiva al 19 luglio. E mercoledì scorso, 19 luglio, le sezioni riunite di controllo della Corte dei Conti hanno approvato il giudizio di parifica, giudicando conforme il rendiconto della Regione Sicilia per il 2016, rilevando come unica anomalia il fondo per le partecipate. Adesso, dopo l’impugnativa da parte del Procuratore Generale, il caso sarà all’esame delle sezioni unite della Corte dei Conti a Roma.

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SICILIA – Incendi e prevenzione non fatta, acquisiti atti alla Regione


Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza bussa alle porte della Protezione civile e di due assessorati regionali, Territorio e Foreste, acquisisce carte e documenti anche attraverso Internet, chiede decreti e provvedimenti a Palazzo d’Orleans: la Procura di Palermo passa all’offensiva sul fronte dell’inchiesta che punta a capire se una parte delle responsabilità degli incendi che stanno devastando l’Isola sia da ricondurre alla mancata prevenzione, agli aerei e agli elicotteri che non ci sono, al servizio di antincendio che – per ciò che si vede in questi giorni di emergenza, fa acqua da tutte le parti. Funzionari da sentire, dirigenti regionali da convocare come testimoni, il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, che potrebbe essere ascoltato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal pm Pierangelo Padova, delegati dal capo della Procura, Francesco Lo Voi.

Il fascicolo è a «modello 45», senza indagati né reati ipotizzati.

Coldiretti Sicilia ha lanciato l’iniziativa intitolata “Preserva la Sicilia”: da settembre sarà avviato un piano di risanamento delle zone incendiate. Il presidente di ColDiretti, Francesco Ferreri, spiega: “Il 2017 è l’anno di una tragedia senza precedenti, con migliaia di ettari bruciati da criminali senza scrupoli che hanno provocato milioni di euro di danni. La devastazione del patrimonio di biodiversità ha raggiunto cifre inestimabili. E’ cambiato il paesaggio e con le piogge si rischiano problemi idrogeologici gravissimi. Ecco perché abbiamo deciso di avviare un progetto di rimboschimento delle zone bruciate, in collaborazione con le imprese socie e con tutti coloro che vogliono ripristinare quello che è stato distrutto. Siamo nella fase di adesione all’iniziativa. Per le adesioni con donazioni di piante è possibile scrivere a sicilia@coldiretti.it”.

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SICILIA – Alfano: “Alle Regionali un nostro candidato Presidente”


Il ministro degli Esteri e leader di Alternativa Popolare, Angelino Alfano, inaugurando a Giardini Naxos la settima edizione della Summer School, organizzata dalla fondazione “Costruiamo il futuro”, si è soffermato anche sulle prossime elezioni Regionali in Sicilia, e, tra l’altro, ha affermato: “Per le Regionali noi presenteremo un programma a Taormina. Ascolteremo l’opinione delle altre forze politiche. Avvieremo consultazioni sul nostro programma. Chi lo condividerà sarà nostro alleato. Ovviamente forniremo un candidato presidente”. Poi, riferendosi ad un possibile accordo in Sicilia con Forza Italia, Alfano ha spiegato: “Noi partiamo dal programma e vogliamo che sul programma di rilancio della Sicilia si trovi la convergenza. È chiaro che riteniamo di avere energie e forze per esprimere una nostra candidatura a presidente della Regione. Non faccio il nome per non bruciarlo. Durante le consultazioni, che faremo con le altre forze politiche, vedremo se emergerà su una rosa di nostri nomi una possibile convergenza”.

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ELEZIONI REGIONALI – Prove di accordo nel centro destra


“Non corriamo, ci stiamo lavorando. Bisogna capire bene che cosa si può fare. È tutto legato al quadro nazionale. Certo, il principio non è accoglierli in Forza Italia, ma farne la nostra quarta gamba. Ci sono tutte le condizioni per tornare ai fasti di un tempo”. Lo afferma al Mattino su un accordo tra Fi e Ap, Gianfranco Miccichè, coordinatore di Fi in Sicilia.

“Bei tempi” quelli del 61 a 0, ricorda, “purtroppo la legge elettorale è cambiata, quindi quel risultato è irripetibile. Ma il vento tira dalla nostra parte”. Sul fatto che stavolta però c’è anche il terzo polo del Movimento Cinque stelle, Miccichè osserva: “Certo, si sono mossi prima di tutti, ma il loro candidato Cancelleri è debole e nemmeno così amato dentro il Movimento. Credo vadano incontro a una delusione”.

Sul fatto che intanto al Pd è arrivato nuovamente il rifiuto della candidatura da parte del presidente del Senato, Pietro Grasso, Micchichè dice: “Ci fosse stato lui, l’avremmo votato pure noi. Come si fa a non votare la seconda carica dello Stato, che in quanto tale è espressione del presidente della Repubblica, entrambi palermitani peraltro? Legittimo chiederglielo, da parte del Pd, ma ancor più legittimo da parte sua rifiutare”.

“Un ottimo candidato”, dice il coordinatore siciliano su Nello Musumeci, “il punto è la sua provenienza: nel momento in cui stiamo aprendo ai centristi, sarebbe difficile far passare un nome che viene dalla destra pura. Io per la verità puntavo su Barbara Cittadini, una donna con le palle, un’imprenditrice. Purtroppo ha detto no”. Miccichè si tira fuori dalla corsa: “Per carità! Io non sono eterno come Berlusconi. Ho 63 anni, ho fatto il mio tempo. L’unica cosa cui tengo, se me la fanno fare, è tornare da deputato nell’Assemblea regionale”.

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Crocetta: «Ho salvato la Sicilia, mi ricandido» [VIDEO]


«Mi candido». Così il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, in conferenza stampa nel suo comitato del ‘Megafonò confermando la ricandidatura alle regionali del 5 novembre.

«In questo momento la mia è una proposta che faccio innanzitutto al Pd», afferma Crocetta. Rispondendo al segretario dei dem siciliani, Fausto Raciti, che prima della scelta del candidato a governatore occorre definire la coalizione e un programma, Crocetta dice: «La coalizione c’è già ed è quella che mi sostiene ora, poi io voglio allargare alla sinistra. Certamente la candidatura non la possono scegliere quattro capi corrente a Roma ed è inusuale che presidente uscente non venga candidato».  Crocetta aggiunge: «Sono pronto anche a fare le primarie e a sfidare chiunque, Davide Faraone, Giuseppe Lupo e chiunque si candidi».

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