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REGIONE – Pietro Grasso dice no alla candidatura alla Presidenza:”Resto al Senato”


Il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo un lungo colloquio col Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha annunciato di voler declinare la proposta giunta dagli organismi regionali e nazionali del Pd di candidarsi a Presidente della Regione Sicilia alle prossime elezioni.

“Il mio impegno e il mio amore per la Sicilia non smetterà di esprimersi in ogni forma e in ogni sede anche nazionale, ma i miei doveri istituzionali attuali mi impongono di svolgere, finché necessario, il mio ruolo di presidente del Senato”, ha spiegato.

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REGIONE – Mariella Lo Bello sostituisce Pistorio


Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha affidato l’interim alle Infrastrutture, dopo le dimissioni dell’assessore Giovanni Pistorio, alla vice presidente della Regione e assessore regionale attività produttive, Mariella Lo Bello. Lo dice all’ANSA il governatore.
“In questi giorni – fa sapere – incontrerò il segretario regionale del Pd Fausto Raciti per discutere e trovare una soluzione che traghetti alla fine la legislatura. Individueremo qualcuno che ha già affrontato le questioni legate al tema delle Infrastrutture e che conosce la materia”.

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REGIONE – Si è dimesso l’assessore Giovanni Pistorio


L’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Giovanni Pistorio, si è dimesso dall’incarico. A consegnare al segretario di Palazzo D’Orleans Patrizia Monterosso la lettera con cui ha rimesso il mandato è stato il segretario regionale dei Centristi per l’Europa, Adriano Frinchi. “Le mie dimissioni – ha spiegato Pistorio – sono la conseguenza diretta e convinta della scelta della mia formazione politica di uscire dalla maggioranza di governo che sostiene il governatore Crocetta”. Sulla decisione dell’altro assessore dei ‘centristi’, Carmencita Mangano, con delega alla Famiglia, Pistorio ha sottolineato: “la mia è una scelta politica per un’esperienza che si chiude, la Mangano è un assessore tecnico, e le valutazioni sono diverse”.

 

 

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SICILIA – Amministrative 2017, Orlando rieletto al primo turno a Palermo. A Trapani verso il ballottaggio


Urne chiuse alle 23 in punto in tutti i seggi elettorali dove oggi in Sicilia si è votato per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. Sono stati 128 i Comuni interessati a questa tornata di voto amministrativo, considerato nell’isola una sorta di test per le future regionali. A farla da padrone i due capoluoghi di provincia in cui si è votato, Palermo che per il sindaco vede una sfida a sei, tra cui l’uscente Leoluca Orlando, e Trapani, dove a contendersi la poltrona di primo cittadino sono stati invece in cinque, compresi i due candidati, Mimmo Fazio e Antonio D’Alì che per motivi diversi sono stati recentemente protagonisti delle cronache giudiziarie.

AFFLUENZA

Provincia di Agrigento il dato definitivo dell’affluenza è stato del 54,49%

Provincia di Caltanissetta del 51,21%

In provincia di Catania del 63,75%

In provincia di Palermo 52,6%

Provincia di Enna del 44,15%

Provincia di Messina 65,61%

Provincia di Ragusa 63,78%

Provincia di Siracusa 66,92%

Provincia di Trapani 60,98%

 

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SICILIA – Rifiuti, discariche al collasso c’è una nuova proroga


La discarica di Gela ha un’autonomia di 150 giorni. Quella palermitana di Bellolompo sei mesi. Trapani da 90 a 120 giorni. Lentini tra cinque e sei mesi. I dati presenti negli uffici dell’assessorato regionale ai Rifiuti dicono che se non arrivano altri impianti e soluzioni si rischia molto presto di essere sommersi dalla spazzatura.

Ma intanto il ministero dell’Ambiente rinnova l’ennesima proroga alla Regione per affidarle in via «straordinaria» la gestione del sistema rifiuti.

Ma restano da sciogliere i nodi di un’emergenza che così rischia di non avere fine. Gli stessi problemi che lo scorso anno la Regione, ottenendo la precedente intesa con il ministero e la nuova proroga, si era impegnata a risolvere.

L'Assessore regionale ai Rifiuti, Vania Contrafatto.

L’Assessore regionale ai Rifiuti, Vania Contrafatto.

“Sono in arrivo i bandi per altri impianti  di trattamento dei rifiuti differenziati”. Lo annuncia l’assessore regionale ai Rifiuti, Vania Contraffatto che parla dell’accordo raggiunto col Ministero dell’Ambiente sulla gestione dei rifiuti e aggiunge:”Stiamo accelerando pure su altri impianti per il trattamento dell’umido e intanto la raccolta differenziata è al 21%. Nonostante le difficoltà di colloquio tra le amministrazioni alla fine il buonsenso e la sensibilità  dimostrata dal Ministro dell’Ambiente hanno permesso che si proseguisse questo percorso di normalizzazione”.

 

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SICILIA – Rifiuti, emergenza discariche, Vania Contraffatto:”Differenziata ora una svolta” [Vd Tg]


Non appena ricevuta la relazione dei suoi uffici, l’assessora all’Energia Vania Contrafatto ha inviato tutto alle procure di Catania, Siracusa e Palermo. Perché tra le pieghe di questa relazione ci sono davvero molte anomalie. Al centro del documento, il rilascio di autorizzazioni per nuove discariche e ampliamenti di quelle attuali. E i conti non tornano, perché molte certificazioni sono state date senza alcuna verifica e senza i controlli del caso.

All’indomani della vicenda giudiziaria che ha travolto funzionari del suo dipartimento, accusati di aver preso tangenti dagli amministratori della discarica della Cisma a Melilli (autorizzata in tre giorni ad accogliere rifiuti urbani dal governatore Rosario Crocetta). Contrafatto ha disposto una verifica su come è stata autorizzata non solo la discarica della Cisma, ma anche la nuova di Lentini, contestata dal Comune e dagli ambientalisti, e come è stato dato il via libera alla Ecoambiente per l’impianto di trattamento a Bellolampo, realizzato senza gara pubblica.

La relazione, ad esempio, a proposito della Cisma denuncia, in sintesi, come la Valutazione d’impatto ambinetale data nel 2008 alla discarica prevedesse soltanto il conferimento dei rifiuti della provincia di Siracusa. Ma con un tratto di penna nel 2015 si consente alla Cisma di accogliere i rifiuti di tutta la Sicilia. L’assessora Contrafatto ha inviato tutte le carte ai magistrati, compresi i provvedimenti firmati dal governatore durate l’emergenza dello scorso anno.

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SICILIA – Bocciata la riforma dell’acqua, tornano i Privati [VIDEO]


La Corte costituzionale boccia definitivamente il cuore della legge sull’acqua approvata dall’Ars due anni fa e che, nelle intenzioni di governo e maggioranza, doveva portare alla ripubblicizzazione del settore affidato in alcune province ai privati con conseguente incremento delle tariffe. Proprio la parte della legge regionale che prevedeva il taglio delle tariffe, da fissare con decreto del presidente della Regione, è stata dichiarata dai giudici incostituzionale. Così come la parte che riduceva gli anni dei contratti affidati ai privati e ridisegnava il sistema.  L’ex assessore Gaetano Armao attacca: “Altra figuraccia dell’Ars, la Corte costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità della legge regionale 19 del 2015, di cui avevamo denunciato per tempo l’irragionevolezza – dice Armao – dopo la vicenda dei sindaci defenestrati per mancata approvazione del bilancio, i manager ASP è un susseguirsi di norme incostituzionali. L’eliminazione del controllo preventivo da parte del Commissario dello Stato sancito dalla Corte costituzionale avrebbe dovuto determinare un supplemento di responsabilità da parte del Parlamento regionale. Siamo invece in preda ad un delirio dove politici senza scrupoli o pivelli senza conoscenze legiferano su tutto danneggiando i siciliani. Occorre istituire subito un organismo indipendente che impedisca questo scempio dell’autonomia, indicando sin da subito le norme che non possono essere votate per palese incostituzionalità”.

Ma il deputato dem Giovanni Panepinto attacca: “La sentenza della Corte Costituzionale che ha sostanzialmente cassato gli articoli che riguardano la gestione del servizio idrico in Sicilia e il modello tariffario – compresa la parte relativa al costo dell’acqua fornita da Siciliacque – di fatto azzera il referendum al quale hanno votato 27 milioni di italiani e calpesta l’Autonomia siciliana e le prerogative statutarie. È evidente che la grande lobby dell’acqua non pensi che sia una partita chiusa. Chi oggi festeggia questa sentenza dovrebbe ricordare che nel 2004 fu stipulata una convezione di 40 anni con una società per la gestione di risorse idriche, strutture e dighe pagate dai contribuenti siciliani. Credo che questa vicenda metta in discussione anche i rapporti fra il Partito Democratico, il governo regionale che non si è costituito di fronte ai giudici della Corte e che non ha applicato la legge in questi due anni, e il governo nazionale che ha impugnato la legge”.

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SICILIA – Ambulanze dimezzate


Si va dalle 29 ambulanze con il medico a bordo  tolte in provincia di Palermo alle 16 sparite nel catanese, 13 nel messinese, 10 nella zona di Enna, 8 a testa nel nisseno, nel siracusano e nel trapanese, 6 nel territorio di Agrigento e 5 nel ragusano. E quanto emerge dal confronto dei dati  pubblicati  sul sito della Seus, relativi alle postazioni del 118 attualmente operative, con quelli indicati  nella nuova rete ospedaliera: risultano 103  che, spiega il M5S, a causa della nuova rete ospedaliera, perderanno la disponibilità dell’ambulanza. Favara, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ravanusa, Santa Margherita Belice e Siculiana nell’agrigentino. Butera, Mussomeli, Niscemi, Resuttano, Riesi , Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco e Villalba nel nisseno.

Ma l’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, ha  detto con fermezza:” Nessun  allarme, non ci sarà alcun taglio del numero di ambulanze , i mezzi di soccorso  nel territorio continueranno ad essere  251 e non 125 come ipotizzato da qualcuno”.

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SICILIA – Differenziata, sono 24 i comuni che hanno raggiunto il target europeo


I dati dell’Osservatorio sulla Differenziata in Sicilia, in questi primi mesi del 2017 è stato superato il 20%: uno spostamento che fa intravedere un cambio di marcia , un miglioramento che nella cronica gestione emergenziale del sistema rifiuti nell’isola  non passa inosservato.      Sono 24 i comuni  che hanno raggiunto il target europeo del 65 per cento. Il comune siciliano più virtuoso in assoluto è Campofiorito in provincia di Palermo, con 1302 abitanti è al 91,44%. Tra i comuni virtuosi in provincia di Agrigento da segnalare : Ribera al settimo posto con il 77,27% e Siculiana al 22° posto con il 65,46%. Nel nisseno di distingue il comune di Delia 12esimo con il 71,76%.

Rimane poi la criticità più grave, di tipo strutturale, che Zanna e Cocina descrivono con le stesse parole: nell’Isola manca l’adeguata impiantistica per la raccolta e il trattamento della differenziata. Come dire, se il motore della macchina è stato avviato. Non c’è ancora la carrozzeria adatta a sopportarlo.

 

 

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SICILIA – Niente bilanci, decadono 7 sindaci e consigli comunali


Sette sindaci siciliani decadranno con i consigli comunali sciolti per mancata approvazione del Bilancio. È l’effetto di un parere del Cga, il consiglio di giustizia amministrativa. In pratica la nuova legge regionale può essere applicata retroattivamente. Così decadono i sindaci di sette Comuni siciliani: Calatafimi Segesta e Casteldaccia, San Piero Patti, Castiglione di Sicilia, Valdina, Monforte San Giorgio e Monterosso Almo. La Regione entro domani dovrebbe già notificare i decreti per permettere così che nei sette comuni si possa votare nella prossima tornata elettorale dell’11 giugno. I sette comuni si aggiungono così ai 129 già previsti. La norma in questione è la legge regionale 6 del 2017: prevede che nel caso in cui un consiglio comunale venga sciolto per la mancata approvazione del Bilancio, allora decade anche il sindaco in maniera automatica. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, aveva espresso alcune perplessità sulla situazione che si era venuta a creare. Ed era così partita una richiesta di un parere al Cga. I giudici si sono espressi: la legittimità costituzionale non può essere sollevata dalla Regione nè dallo stesso Cga in seduta consultiva e non è tra le facoltà della Regione la decisione di non applicare la legge. L’assessore regionale alle Autonomie Locali, Luisa Lantieri commenta: «Avevo ragione. Intanto i sindaci vanno sospesi e adesso faremo i decreti. Poi loro possono fare ricorso. Ma deve essere la magistratura a decidere, non certo noi del governo regionale». Già l’Anci Sicilia ha annunciato ricorso.

 

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