CORONAVIRUS – Il medico costretto a smentire la sua morte: «Io sono vivo e al lavoro»

l dottore Rosario Lupo è morto. Anzi no. La beffa ai tempi del coronavirus.

Un caso di omonimia, una foto non verificata, un tg nazionale: a farne le spese Rosario Lupo, primario dell’unità di Ortopedia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Dato per morto ha dovuto smentire la notizia. «Mi preme sottolineare ai miei cari, ai miei amici, ai miei colleghi e ai miei pazienti che sono vivo, in perfetta salute e sono al lavoro».

Il medico morto è invece un omonimo di Bergamo, medico legale dell’Inps di Bergamo, ucciso dal virus a 65 anni.

Così il medico, che si è visto costretto a diffondere agli organi d’informazione una precisazione volta a smentire le voci che lo vorrebbero, appunto, deceduto a causa del Sars-Cov-2. «Durante un tg nazionale – spiega Lupo – nel raccontare della morte di un mio omonimo, è stata utilizzata la mia foto, probabilmente rintracciata maldestramente sui social. Da quel momento il mio telefono e quello della mia abitazione non hanno smesso di squillare a causa della falsa notizia indirettamente diffusa insieme alla mia immagine, creando tra l’altro uno stato di apprensione in coloro che mi conoscono. Non avrei mai pensato in vita mia di dover rilasciare una dichiarazione di questo tipo, ma sono costretto: avviso tutti, sono ancora vivo».

Condividi
  • 26
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    26
    Shares
  • 26
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.