VITTORIA – La difesa ci riprova e chiede la scarcerazione dello stupratore

Sarà depositato domani mattina il ricorso al Tribunale del Riesame di Catania teso ad ottenere la revoca dell’ordinanza di custodia in carcere ai danni di Sergio Palumbo, 26 anni, vittoriese, accusato di sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina. A depositare l’atto in Cancelleria sarà il difensore di fiducia, l’avvocato Gianluca Nobile. La difesa tenterà di ottenere quantomeno una misura cautelare meno afflittiva di quella disposta dopo la convalida del fermo dal Gip del Tribunale di Ragusa Vincenzo Ignaccolo nella sua ordinanza. Cinque pagine di provvedimento in cui si ripercorre la vicenda giudiziaria che si è registrata tra le due e mezza e le cinque del mattino del tre settembre scorso tra Vittoria e Marina di Ragusa. Palumbo al momento è rinchiuso all’interno della casa circondariale di Caltagirone.

A suffragio della tesi accusatoria la polizia di Stato ha prodotto, oltre al riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima, una vittoriese di 30 anni, anche la registrazione del messaggio vocale fatto all’amica subito dopo i fatti quando con voce tremante ha comunicato che appena uscita da casa della stessa, dove aveva festeggiato il compleanno, era stata derubata e costretta ad avere rapporti sessuali sotto la minaccia di ritorsioni visto che l’indagato si era impossessato dei suoi documenti e quindi conosceva il suo domicilio. Inoltre, gli agenti della Squadra mobile e del Commissariato di polizia di Vittoria hanno prodotto il verbale di sequestro presso l’abitazione di Palumbo di una maglietta e di un paio di bermuda simili a quelli ripresi dalla telecamere lungo il tragitto Vittoria-Marina di Ragusa-Vittoria, trovati a casa dell’uomo durante la perquisizione del pomeriggio del tre settembre.

La maglietta era stesa sul balcone, i bermuda piegati e poggiati sul tavolo, nonché un paio di scarpe ginniche analoghe a quelle indossate dall’uomo nelle riprese acquisite. La difesa proverà a fare cadere l’accusa di violenza sessuale anche se i precedenti dell’uomo, seppur in assenza di condanna definitiva, non depongono a suo favore. Nel febbraio scorso, infatti, il Gup del Tribunale di Ragusa, lo ha condannato a quattro anni ed otto mesi di reclusione per fatti sostanzialmente analoghi.

L’uomo era libero con il solo obbligo di dimora a Vittoria, in attesa del processo di Appello. In campo ieri una zia dell’indagato che sui social bacchetta chi «è bravo a puntare il dito ed a sfogare cattiveria e rabbia regressa nel primo che sta alla gogna. Non lo difendo per quello che ha fatto – aggiunge la zia di Palumbo – ma difendo la persona che era, un ragazzo dolce e timido».

FONTE LA SICILIA

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