LAMPEDUSA – Boldrini: ”Nulla sia più come prima”

Ancore ferme le ricerche del naufragio avvenuto giovedì davanti a Lampedusa: il forte vento di scirocco e il mare forza 4 stanno impedendo ai sub di immergerei nel punto in cui è affondato il peschereccio. Le ricerche vanno dunque avanti al momento solo con gli aerei e gli elicotteri della guardia costiera e della guardia di finanza, che si alternano in volo per controllare lo specchio di mare attorno al punto in cui è avvenuto il naufragio. Secondo il racconto dei sopravvissuti, in mare potrebbero esserci ancora duecento cadaveri.

“Nulla dovrà essere più come prima perché altrimenti tutta questa solidarietà e attenzione” nei confronti dei migranti “non avrà senso”, ha detto Laura Boldrini a Lampedusa sottolineando che “c’è gran bisogno di una buona politica nel nostro Paese”.

Boldrini ha espresso il cordoglio delle vittime e la propria vicinanza ai sopravvissuti e al sindaco di Lampedusa e ha definito “molto apprezzabile” la decisione del governo di dichiarare il lutto nazionale. “E’ un segnale forte di vicinanza e dolore. Ma perché tutto questo abbia un senso nulla dovrà essere come prima. Bisogna riconsiderare le politiche verso i paesi di origini dei richiedenti asilo e gli accordi con i paesi di transito dove non c’è alcuna cultura dei diritti umani”.

E infine è necessario fare “chiarezza sulla nostra legislazione perché se molti marinai fingono di non vedere è perché c’è molta confusione e invece l’unico reato ipotizzabile se non ci si ferma a soccorrere i migranti è l’omissione di soccorso”. Nel suo lungo e a tratti duro intervento il presidente della Camera ha ribadito che “l’immigrazione cambia e si evolve: è l’elemento umano della globalizzazione. E allora la legge deve cambiare, questa è la sfida dei nostri tempi”.

Dal porto di Lampedusa è partito il corteo di barche di pescatori che andranno a posare una corona di fiori a largo della costa per rendere omaggio ai migranti. “I pescatori salvano vite – ha detto Totò Martello, presidente del Consorzio dei pescatori -, rispediamo al mittente le accuse di non aver soccorso gente che stava morendo in mare”.

SUPERSTITI ACCOLTI A ROMA. L’annuncio arriva da Piazza del Campidoglio durante la veglia in memoria delle vittime di Lampedusa. A dirlo è il sindaco di Roma, Ignazio Marino: “I 155 superstiti verranno accolti qui, in questa città, anche grazie alla collaborazione del ministero dell’Interno. È questo il primo segnale della ribellione contro la rassegnazione e l’indifferenza”.

Il quadro dell’arrivo dei superstiti è ancora in via di definizione: dal Campidoglio saranno adibite a tal fine due strutture a disposizione del Comune, una da 75 posti e una da 80 posti che di solito già sono utilizzate per far fronte ad emergenze. Per il loro arrivo ci vorranno almeno quarantotto ore per far fronte alle procedure tecniche e comunque questa sistemazione sarà temporanea. Il primo cittadino interpellato sui tempi di arrivo, a margine della veglia, risponde: “Questo non lo so. Abbiamo avuto contatti attraverso il nostro assessorato al sociale. L’ assessore Rita Cutini ha lavorato nel pomeriggio con il ministero degli Interni ed è maturata questa idea perché Roma deve dimostrare nei fatti di essere città dell’accoglienza. Questo è il ruolo che possiamo giocare noi. Altri, in Parlamento – sottolinea – possono cancellare la Bossi-Fini e spero che lo facciano”.

Centinaia ieri sera le fiaccole che hanno illuminato Piazza del Campidoglio e tanti gli interventi che si sono succeduti sul palco allestito per l’occasione, intercalati da melodie struggenti.

” Umberto Bossi difende con le unghie e con i denti la sua legge anti-clandestini, e a chi la critica, come il ministro Kyenge, manda a dire: “Che vada a quel paese”. “Vogliono cambiare la mia legge, la Bossi-Fini? Speriamo di no, è l’unica barriera che c’è all’invasione dei clandestini”, ha detto il senatur a Virus su Raidue. “La legge va bene così”, ha sottolineato Bossi.

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