PORDENONE – Omicidio Teresa Costanza e Trifone Ragone, indagini all’estero

Forse sono stranieri gli assassini ancora senza nome dei due fidanzati uccisi due settimane fa davanti al palazzetto dello sport di Pordenone? Le indagini degli inquirenti che stanno cercando di far luce sull’omicidio della favarese Teresa Costanza e del fidanzato Trifone Ragone si spostano anche all’estero.

Si cerca in Svizzera e in Slovenia, luoghi che la coppia – secondo quanto emerso – avrebbero frequentato spesso. Nel Ticino ci sarebbe una pista legata soprattutto a Trifone e alla sua passione per la palestra e per il cross fit. Nella periferia Nord di Lugano avrebbe avuto diversi amici. Lei invece si esibiva come ballerina, per arrotondare, in alcuni locali in Slovenia.

Le famiglie però vogliono “difendere” i ragazzi da alcuni sospetti. “Vogliamo salvaguardare la memoria di Trifone”, hanno scritto i familiari di Trifone Ragone in una lettera resa nota nel corso della trasmissione “Quarto Grado” su Retequattro. “Diversi giornali e trasmissioni tv hanno detto che faceva il buttafuori: non è vero! E non faceva neanche il gigolò. Occasionalmente era solo un ‘ragazzo immagine’, che frequentava la discoteca e le feste private. Lo faceva per mettere in mostra il suo fisico genuino, che era obiettivamente statuario ed atletico. Ne era tanto orgogliosa anche la fidanzata Teresa, con cui Trifone stava programmando il matrimonio”, prosegue la lettera.

“Partecipava a queste serate sempre e solo a titolo gratuito. Tutt’al più col solo gettone di presenza. Aspettiamo di conoscere la verità e abbiamo piena fiducia negli inquirenti, che ringraziamo per la grande professionalità e dedizione”, conclude la lettera firmata da Francesco, Eleonora, Giuseppe, Gianni e Francesca Ragone.

Dello stesso Ltenore è il comunicato stampa diffuso dalla famiglia di Teresa Costanza: “Gli organi di stampa e televisivi stanno speculando sul trascorso di Teresa e di Trifone, cercando di trovare nel loro passato la ragione dell’efferato delitto”, spiegano i Costanza. “La famiglia chiede la massima discrezione sulla vicenda, lasciando solo agli inquirenti il compito di svolgere le indagini per l’individuazione del colpevole”.“ 

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